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Meno quindici, la pausa

Ultimi quindici giorni di circo azienda/Neutroni Porcelloni e Koris si è presa una pausa. Perché, come ebbe a dire Orso anni fa, quando si preparano tempi duri, è sempre meglio arrivarci rilassati. E anche perché Koris è sull’orlo della crisi di nervi andante, non ha più nessuna nessunissima faccia da difendere e/o mantenere e ha deciso che fino al 15 ottobre sarà schifosamente egoista.

Con ogni probabilità, la casella di posta sta grondando di mail di Capo Palpatine nel panico, di MegaCapo con lo scazzo e del CCC che dispensa cazzate come al solito. Koris potrebbe anche aprirla e vedere se le hanno detto qualcosa del rimpiazzo, ma… è davvero un suo problema? Se il rimpiazzo arriva domani bene, se non arriva estigrandissimicazzi. Che poi sarà la risposta jolly di qui fino a metà ottobre. Koris come Nando Martellone, in pratica.

Koris cerca di dimenticare che dal 16 ottobre in poi inizia una nuova parentesi in cui sarà tutto da rifare. E cerca di dimenticare anche i “siamo felici di accoglierti e ti aspettiamo con ansia”, che l’ansia se la porta già da casa, pronta all’uso. Minchia.

Morfeo come al solito si è dato alla macchia. La notte fra sabato e domenica Koris ha dormito meno di quattro ore, nonostante abbia provato tutti i metodi di rilassamento legale che avesse sotto mano. Poi è andata a fare speleo, addormentandosi in macchina a più riprese. Una volta arrivata a letto, nada de nada, sveglia e pimpante come non mai. Il sospetto che stia ricominciando la storia di Serse&Artabano si fa forte.

In tutto ciò, si sta sverniciando la porta del cesso, che giace smontata nell’ingresso. Quindi si defeca senza privacy. La vera sfida per l’intestino timido.

Una parte di Koris si chiede come diamine si faccia a promuovere (o almeno far sapere che esiste) un libro online. Voleva usare “Star Coso” come beta tester in attesa di, uhm, altro. Solo che continua a non sapere da dove cominciare. Adeguatissima come sempre.

Questo è l’ultimo giorno di pausa prima del rush (o anche del rash, visto che la gente su Neutroni Porcelloni è fastidiosa come l’orticaria) finale. Koris vorrebbe solo avere facoltà di dormire fino alla mattina del 16 ottobre, ma a quanto pare non è dato. Forse ne vedremo ancora delle belle.

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Tieni pinseri?

L’igiene mentale nottura di Koris continua ad essere alquanto approssimativa, nonostante tutto. Ci sono stati diversi tentativi in più sensi, ma niente ha permesso di addormentarsi prima delle 2:00 (e di svegliarsi dopo le 5:30). Mentre si auspiacava che Morfeo si decidesse a passare, Koris è stata assalita da un certo numero di pensieri, non tutti coerenti. Segue una lista approssimativa, sicuramente ce n’era qualcuno in più:

  • Urge fare qualcosa per cambiare lavoro, ma esepoitenepenti?
  • Ci sarebbe da farsi forza e mandare mail al limite dell’umana decenza di chi tiene sei facce come uno dado, ma ricevere le risposte (e aspettarle) potrebbe essere peggio;
  • Certo che mollare Capo Palpatine sarebbe un po’ da stronzi, diciamolo;
  • Bisogna fare la fast track di un documento vecchio di un anno (Koris si è detta che si rifiuta di pensare alla fast track durante la notte);
  • A trent’anni un essere umano di sesso femminile dovrebbe porsi dei traguardi. Anche se quei traguardi e obiettivi sono imposti più dalla società che da altro, ma all’una di notte la lucidità è altrove;
  • L’impegno familiare è degno di una stronza egoista che dovrebbe fare qualcosa di più;
  • Questi giorni potrebbero essere una simulazione dell’assenza permanente di ‘thieu (che bello essere positivi!);
  • Ci si lamenta tanto ma un sacco di amici vertono in condizioni ben peggiori, forse sarebbe d’uopo acccontentarsi e lamentarsi di meno;
  • Il colloquio per la domanda di cittadinanza potrebbe essere più arduo del previsto. O possiamo sperare che non essendo davanti ad Abdul Alhazred i funzionari siano più clementi? (Dopo questo pensiero, siamo pronti per iscriverci al Rassemblement National di Marine Le Pen);
  • Forse le gomme della macchina sono diventate troppo lisce, forse bisognerebbe cambiarle, ma l’azienda potrebbe non essere d’accordo, visto che non stiamo ancora guidando sui cerchioni;
  • Il telefono è stato messo in carica, che se la sveglia non suona sono cazzi amari?
  • Per quale fottuta ragione ci intestardiamo a usare i rivelatori a stato solido se sappiamo già che funzioneranno per cinque minuti e poi fonderanno?
  • E se l’editor è andato avanti a leggere il romanzo e ha scoperto che è una chiavica, stracciando il contratto di pubblicazione?
  • C’è una gran voglia di fare speleo seria ma non ci sono le energie, che palle;
  • Forse l’insonnia è colpa del cibo, vai a sapere;
  • Non c’è nessuna voglia di dover sentire la voce di Intrallazzone per tutto il giorno, ma proprio zero. Eppure lui vive felice inseguendo i big money;
  • Bisogna dire a Capo Palpatine che non ha mandato gli inviti per la riunione di mercoledì prossimo, però sarebbe il caso che smettesse di avere la balia;
  • A quanto sonno arretrato accumulato si rischia davvero il colpo di sonno alla guida?
  • Ma qualcuno legge “Star Coso” o è l’ennesima cosa buttata lì con troppa velleità?
  • Forse una donna di quasi 33 anni non dovrebbe pensare a questa pletora di cazzate e dovrebbe mettere la testa a posto nei problemi concreti;
  • Quanto è patetica questa situazione, vista dall’esterno?
  • Sarebbe il caso di parlare con qualcuno di questo stream of consciusness continuo e inarrestabile?
  • È bisogno di vacanze oppure ormai è stato raggiunto il punto di non ritorno?
  • Bisogna cercare i nomi e la composizione del consiglio dei ministri francesi, più presto;
  • Come fa la gente normale a dormire tranquilla?

Sarebbe bello poter dire che questo elenco non esaustivo sparisce quando ricompare ‘thieu e le sue capienti braccia, ma ciò non corrisponde a verità. Dopo aver sperimentato pratiche, sostanze (per ora soltanto lecite), routine, letture, rituali, l’unica soluzione con qualche risultato accettabile è sempre la solita: più di otto ore di speleo. Solo che sembra complicato scrivere a Capo Palpatine “oggi vado via alle 10:00 perché se non mi faccio almeno un -150 stanotte non dormo”. Non resta che cercare di sopravvivere per i prossimi 38 giorni e filare a la Pierre-Saint-Martin, a farsi cullare dalla pioggia che picchietta sul telo della tenda e a sentire il gelido respiro delle grotte.

Va bene, e passate quelle due settimane di tregua che si fa?

PSM2017

Sì, le grotte respirano eccome.
(Foto di repertorio del 2017 con casco bianco in prestito perché la Koris-lampada si era scassata)

Solitudine

‘thieu è partito ieri pomeriggio per Roma, dopo una lunga serie di psicosi da bagaglio a mano che nemmeno viaggiasse con RyanAir e dovesse mettersi le mutande a strati. Sabato era in uno stato di sbattimento tale fra “porto il portatile, ma mi ruga non portare la reflex, oddio come faccio?” che è stato evocato Fratello Orso, in qualità di esperto in viaggi compatti con un certo numero di compagnie aeree (gli deve mancare AirTajikistan e poco altro). Orso ormai potrebbe mettere su una ditta di counseling in viaggi in svariate parti del globo. Conoscendo Orso, viaggi comodi.

Koris si era fatta un piano di azione che prevedeva il seguire i suoi ritmi, anche i più depravati. Chissà, magari è insonne solo perché va a dormire troppo presto, vai a sapere. O magari perché ‘thieu, sant’uomo certo, russa e la sveglia. O perché la sua massa non trascurabile deforma lo spazio-tempo del materasso memory foam facendo cadere un Koris-satellite nella sua orbita.

Koris è andata a dormire alle 22:30, ha letto fino alle 23. A mezzanotte e mezza era in preda alla più nera disperazione perché era talmente sveglia che avrebbe potuto mettersi a fare i ravioli (e Koris non ha idea di come si facciano i ravioli). Poi si è circa addormentata svegliandosi ogni mezz’ora, fino alle 6:00, 25 minuti prima della sveglia ufficiale.

Non è ancora chiaro se la solitudine fino a venerdì possa giovare a Koris in termini di bioritmi, oppure se la sua propensione all’overthinking la fagociterà in un gorgo di “e se”. Nel frattempo, se avete film trash da consigliare, questo è il momento adatto.

Post da estigrandissimikatsee

Il mondo oggi fa un’oncia meno schifo del solito perché Koris stanotte ha dormito. Ragioni sconosciute. I meccanismi che regolano i cicli veglia-poco sono di Koris risultano ancora del tutto sconosciuti. La totale ignoranza in materia non permette di fare previsioni su quale sarà la prossima notte in cui Koris dormirà o quali pratiche mettere in atto affinché ciò avvenga. Tanto vale fare un altare a Morfeo.

Koris si sente sedotta&abbandonata come la solita Arianna in Nasso, ma vorrebbe una risposta definitiva. Così archiviamo il dossier alla F come Fallimento, ci facciamo il piantone finale con prefiche e flaggellanti, e andiamo avanti con la solita vita lavorativa diversamente interessante.

Su altri versanti (in cui sarebbe il caso di parlarne su questo blog, ma a tempo debito), Koris si trova davanti a un bicchiere mezzo pieno e, come di consueto, entra in modalità “bicchiere avvelenato”. Koris vorrebbe fare post fiume con tutte le sue paure e reticenze minuto per minuto, ma si vergogna. Poi si vergogna di vergognarsi. E così avanti. Comunque prima o poi si sputa il rospo, promesso, garantito al limone.

“Game of Thrones” ormai è sempre più “Occhi del cuore”. O “Dawson Creek” coi draghi. Oppure “Beautiful” coi surgelati scaduti che sono diventati semoventi. E pensare che nel 2011 ci credevamo così tanto.

Fratello Orso ha le chiappe su un aereo, di ritorno da due scandalose settimane di vacanza in Giappone. Koris pensava di non rivolgergli più la parola, ma pare che l’Orso porti un pensierino. Per sua stessa ammissione, “in realtà due, ma una è tecnicamente una rumenta”. Koris ora è in trepidante attesa di Rumenta-sama.

Domani pomeriggio Koris dovrebbe partire per Merdopoli. Cosa farà laggiù, a parte recuperare un maglione e festeggiare pasqua, non è ancora chiaro. Capo Palpatine ha cercato di convincerla a restare perché “venerdì ci sono due riunioni”, Koris lo ha scritto nel taccuino delle cose di cui non le frega nulla e ha deciso di partire lo stesso. Tanto più che avendo già convalidato i giorni di ferie, l’azienda potrebbe decidere che li perderebbe altrimenti. Quindi estigrandissimi.

Come al solito, si stava meglio quando si stava in grotta.

La fregatura del memory foam

Non bisognerebbe mai ricordare cantava Guccini e di certo c’è un perché. Facciamo un passo indietro.

Sul finire dell’anno scorso i Maiores hanno cambiato letto per la prima volta nella storia di casa Koris. Il letto precedente, reduce di un restyling made in Amperodattilo che lo portò dall’ottone al bianco, veterano di un certo numero di evoluzioni di baby-Koris a ritmo di “La calunnia è un venticello“, è stato deportato a godersi la pensione in campagna.

A Natale l’Amperodattilo ha intrattenuto Koris per un intervallo di tempo non trascurabile sulle virtù del letto nuovo, sentendosi come un Omero qualunque nel XXIII canto dell’Odissea, ma senza l’ulivo. In particolare, l’Amperodattilo ha cantato le lodi del materasso memory foam (per dovere di cronaca, bisogna ammettere che la locuzione “memory foam” è stata trasformata in memory-qualunque cosa, per comprendere a fondo è stato necessario uno studio di linguistica comparata).

“Insomma, prende la forma del tuo corpo! Così puoi trovare la tua posizione subito, senza ulteriori smottamenti!”

Narrami, o musa, del latex multiforme che molto imparò dalle sacre terga posatevisi.

Anche ‘thieu, a dire il vero, avrebbe un materasso memory foam, almeno stando a ciò che dichiara l’etichetta. Ma in questo caso, il memory foam è una maledetta fregatura. Lasciamo Omero per fare un po’ di fisica.

Lavoisier aveva ragione, “niente si crea, niente si distrugge ma tutto si trasforma”, dove per trasformazione si intende anche una traslazione di materia da una regione all’altra (no, non hanno ancora inventato un materasso quantistico che trasforma la massa in energia). Quindi ora prendiamo una donzella e un messere con rapporto di massa non proprio 1:2, ma più di 1:1.75 (in breve, ‘thieu non pesa il doppio di Koris, ma una Koris e tre quarti forse sì). Va da sé che la memoria del materasso non porta alcun ricordo della donzella, quanto si imprime a vita la forma del messere.

Ora, giorno dopo giorno, al succedersi delle ere geologiche, si crea un avvallamento in corrispondenza della massa maggiore. La massa minore si ritrova proiettata su una sorta di catena himalayana in lattice, da cui rotola giù ogni notte. E non v’è speranza di cambiare le cose, a causa della granitica memoria impostasi sul materasso, aere perennius.

Il memory foam sarà anche una meraviglia, ma l’Amperodattilo ha scordato di menzionare che il suo materasso è bipartito. Una faglia impedisce la comunicazione fra le due parti, che assumono le forme degli occupanti senza interazione fra esse. L’Amperodattilo la sa più lunga di una prolunga.

Koris sta cercando di riportare l’equilibrio notturno dopo aver ribaltato il materasso come una frittata, nella speranza che si torni in pari. Per ora dorme nel cratere meteorico creato dall’asteroide ‘thieu. Nel mentre, Koris medita che è sempre meglio l’oblio, anche quando si tratta di materassi.

I frutti di Morfeo hippy

Il rischio che questo blog diventi una lagna continua si fa sempre più tangibile, ma in fondo questo blog nacque dalla non-voglia di lavare i piatti una sera del 2006, quindi di che stiamo a parlare? Se avessimo cercato i big likes ante litteram, forse questo blog doveva essere redatto da PikkoloAngielo86 scrivere con le k e kompatire tutte quelle persone ke ogni giorno nn pensano ad altro se nn a kritikarmi,,, (lo scrisse Diavoletta87, al secolo Chiara Ferragni, sì, QUELLA). Ma Koris era già una radical chic del congiuntivo, quindi again, di che stiamo a parlare?
Lamentele, si diceva.
Se il sonno della ragione genera mostri, anche il sonno e basta non è che sia da meno. Forse il dormire male genera sonno che genera mostri. Forse i mostri generano il dormire male che genera sonno che genera mostri. Poi arriva Branduardi e ci scrive un canone.
Nel suo sonno smozzicato, prima delle due ore in cui ha sognato di essere adottata da un tribù vichinga, Koris si stava domandando perché Morfeo l’abbia abbandonata così di punto in bianco, Arianna in Nasso. Data la sua assidua presenza la settimana scorsa e le temperature autunnali, Koris aveva voluto convincersi che la sua insonnia aveva una scusa mainstream come l’afa estiva. Che bello poter aggiungersi al coro delle lamentele via Twitter come una persona qualunque.
E invece come al solito sticazzi.
Mentre si rigirava dando la colpa della sua insonnia al cuscino, alla piega del lenzuolo, alla manica della maglietta o alle toghe rosse, Koris rifletteva che forse non è una coincidenza il ritorno del Capo dalle vacanze e il sonno latitante. Nel mentre le è apparso lo spirito di Giacobbo sul comodino a dirle “noi di Voyager pensiamo di no”. Forse non accade a livello conscio, ma visto che il Capo ha l’abitudine di fare la lista delle cose da fare e finire con “siamo sotto pressione, non c’è più tempo”, magari il Koris-cervello si impregna come una spugna. E prima di dormire la spugna si mette a sgocciolare, come il lavandino che si esibisce nel suo plic plic notturno.
“C’è da fare l’sSRD entro mercoledì”
“Bisogna fare i conti di dosimetria per i generatori di neutroni”
“C’è da occuparsi del nuovo tirocinante russo”
“Bisogna aggiornare il Surveillance Plan, anche se non c’è niente da aggiornare”
“Bisogna riprendere contatti col TAPB team”
“Il meeting col Giapponese! Perché non vieni al meeting col Giapponese? Ah, ci vieni e lo sapevi già? Ah, ma lo hai organizzato tu il meeting? Ricordatelo”
“Bisogna chiedere all’azienda di fare il Quality Plan per te”
A questo punto lo spirito di Giacobbo è fuggito per andare a pippare vuoto quantistico. Nel mentre il Koris-cervello lasciava defluire goccie di stress e quel fricchettone di Morfeo se n’è andato altrove.
Magari bisogna solo assuefarsi. Il problema è una parte hippy del Koris-cervello che si diceva che forse non è tanto normale dover essere sempre e costantemente in ritardo e sotto pressione, visto che sono quasi due anni che c’è sempre una spada di Damocle pronta a cadere nei tre secondi successivi. Ormai è un’armeria di Damocle.
Facciamo che per oggi la finiamo qui con le lamentele e speriamo che la terza quest di Diablo stasera faccia il miracolo. Altrimenti si può sempre provare a pippare vuoto quantistico.

La Ricerca Onirica dell’Insonne Marseille

Koris dormiva come una zucca finché era sotto la tenda appallottolata nel sacco a pelo, che fuori ci fosse tregenda o cielo stellato. Poi è arrivata ai trenta gradi notturni della Provenza e tanti saluti al sonno.
Ora, ci fosse solo il caldo a cui far fronte forse si potrebbe ancora sopravvivere. Forse. Ma poi si aggiungono loro, a completare il percorso del combattente che vorrebbe solo dormire perdendo sedici litri di sudore. Gli ostacoli insidiosi nascosti (ma neanche tanto) nell’oscurità. Abitatori del buio che importunano i sonni e turbano i sogni. Sono loro: i Night Gaunt marsigliesi. Quelli che non hanno una sveglia alle sei e venti l’idomani mattina e vogliono condividere col vicinato questa loro fortuna. La canicola, loro subdola alleata, costringe a tenere le finestre aperte e loro strisciano nelle aperture delle nostre esistenza.
Ieri notte ne abbiamo osservati diversi tipi:

  1. Le scorlusse sulla soglia: premessa linguistica: nel dialetto dell’Amperodattilo, dicesi “scorlussa” (ma anche scorlusso, per la gender equality) un individuo superficiale, fastidioso e di costumi poco morigerati. Un numero variabile da tre a sei scorlusse ha tenuto una sorta di raduno in giardino dalle nove di sera fino alle tre nel cortile/giardino adiacente. Si sperava che tutto finisse con l’evocazione di un Principe dell’Inferno o un Grande Antico, invece il fato beffardo ci ha riservato un ben più orribile sorte: una scorlussa ubriaca che rideva in dolby surround ogni due minuti circa. Era sicuramente meglio una messa nera. Non fanno più i sabbath di una volta, signora mia.

  2. Il ti-richiamo del Dirimpetthulhu: Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l’incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti, soprattutto quando, causa scorlusse di cui sopra, ti decidi a dormire sul divano e ti ritrovi ad origliare controvoglia la chiamata del Dirimpetthulhu, ovvero il vicino del palazzo di fronte che pontifica al telefono in una lingua sconosciuta. Sono le tre di notte, forse le quattro, ilDirimpetthulhu chiama e richiama, sempre in viva voce a volume talmente elevato che senti anche le risposte. Non le comprendi, non sai cosa voglia dire, ma senti un impulso irrefrenabile di scendere in strada, suonargli al citofono, salire al piano e fargli mangiare il telefono. È questo il primo passo verso la follia?

  3. Il motorino venuto dallo spazio: altrimenti non si spiega come e perché un cinquantino possa fare un simile frastuono. Deve avere un propellente particolare, suppongo che la cosa sia un gas, ma obbediente a leggi che non sono quelle del nostro cosmo, almeno non quelle dell’acustica. Ma anche quelle del buon senso che non dovrebbe portare un essere umano a smotorare ossessivamente per tutta la notte in centro città. La sua azione parimenti stressante e ammorbante divora la mente e il corpo dell’essere umano, riducendolo a un fragile guscio putrescente e senza vita. Ma soprattutto, assonnato.

  4. Il clacson che sussurrava nelle tenebre: ammesso che ai clacson sia possibile sussurrare (spoiler: no). Sono rumori che si odono da ogni direzione, senza mai vedere chi è lo stronzo che ha strombazzato. Forse una razza aliena che ci sorveglia per rubarci il senno. Almeno sussurrasse davvero.

Quando infine suona la sveglia su una notte mutilata e funestata da cotanti elementi soprannaturali (o soltanto soprarompicoglioni), sembra il suono di un orrore senza fine ancora maggiore. E così, oltre il muro del sonno, ci si avvia mestamente sulla strada della veglia, ma soprattutto della follia. E se non arriva il benevolo autunno a rinfrescare gli animi e l’atmosfera, permettendoci di chiudere i varchi interstellari delle finestre, siamo perduti.

lovecraft

E chiudete ‘sti varchi interdimensionali, che fanno corrente e poi ci viene il torcicollo.

P.S. Questo post è stato scritto da una Koris che ha guardato per l’ultima volta l’orologio alle 4:47 e ha sentito la sveglia suonare alle 6:20. Ogni riferimento lovecraftiano è ovviamente voluto.

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