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Accozzaglia

A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, si può vedere la grotta mezza vuota. Nel senso che dopo settimane-mesi percepite come anni-secoli-millenni, sabato si è tornati in grotta, ma siccome tutti si sono raccomandati di andarci piano, Koris e compagni sono tornati a scavare i buchi non proprio profondi reperiti tempo prima. Le grotte che promettono e non mantengono. Quelle che “ancora un sacco di terra e poi vedrai che il passaggio si apre”. Vabbè, l’importante era rimettere il naso sottoterra, il resto è paccottiglia.

Il resto… beh, non è che ci sia uno sciopero del blog. È che nella Koris-vita non succede granché, nonostante la fine del confinamento. Koris contia a tele-lavorare in maniera assai poco smart ma soprattutto isolata. Aspetta mail da Godot che non arrivano oggi, ma di sicuro domani. Come siamo passati dal paradiso di febbraio a questo non è ben chiaro, anche se Koris inizia a sospettare che quella di prima fosse solo una patina superficiale. E che forse la misura delle persone si comprende nelle emergenze. Karma.

Sono stati lanciati dei piani per il ritorno. Per quello che valgono, perché erano già stati fatti altri piani che sono finiti puntualmente nella rumenta per ordini superiori. Ma tanto non è un Koris-problema, non si parla mai dei non permanenti, gente caduca di dubbia utilità che tutti lasciano nel dimenticatoio. Tanto se il lavoro è giudicato insufficiente, la colpa è solo loro.

Cosa ci sarebbe da dire di interessante? Che siamo al quarto capitolo di Final Fantasy Tactics e che forse stavolta lo finiamo davvero. Forse. Se non ci blocchiamo su quest a caso.

Koris sta guardando il secondo anime della sua vita, ovvero Neon Genesis Evangelion (il primo è l’impareggiabile Nichijou). Junior si è lamentato che avrebbero potuto vederlo assieme in collegio. Ha quindi ricevuto alcuni commenti via Wazzap e ha ritrattato questo sentimento. Con Celia invece si sono sottolineate le troppe similitudini fra Ikari Gendo e un relatore di tesi qualunque.

Un libro aspetta di essere ritirato da Koris, ma aspetterà ancora a causa del temporale che sta per scoppiare e del servizio informatico che ha inchiodato Koris alla scrivania sine die.

C’è voglia di patatine, ma non si comprano patatine perché a) siamo chiatti b) poi ‘thieu fa il moralista e le mangia tutte. Ci si tiene la voglia di patatine da due mesi.

Bon, passerà anche questa e il tempo poterà le risposte. Forse.

asuka

Il grosso problema di non capire se si è il personaggio tsundere o se non si sopporta il personaggio tsundere.

Semi-bilancio del confinamento

In Francia questo sarà l’ultimo week-end di confinamento stretto, e sì, confinamento, non si può pensare che un popolo che non usa la parola “computer” si abbassi a chiamarlo “lockdown”. Comunque, pare che da lunedì si possa uscire di casa senza la carta bollata del pontefice massimo attestante la legittimità dell’uscita. Ammesso che non si cambi idea, del resto Manù ripete sempre che l’11 maggio è un obiettivo e non una scadenza. Minimo minimo cambia idea domenica sera.

Comunque oggi, giorno di confinamento numero cinquantatré o forse giorno -5 all’era del rimettere il becco fuori di casa, Koris si interroga di come abbia passato questi praticamente due mesi. Risposta rapida: male. Risposta meno rapida: in generale male, dipende di cosa stiamo parlando.

Libri letti: zero. Sul serio, zero assoluto. Koris si è trovata in quarantena convintissima che avrebbe avuto di ordinare un Terry Pratchett qualsiasi dalla sua libreria di fiducia, invece la libreria ha chiuso i battenti e ti saluto e sono. Non era il momento giusto per riprendere a leggere la saga di Zola. Koris ha spiluccato saltuariamente un libro sulle guerre napoleoniche risalente alla Koris-adolescenza. C’è stato un tentativo con l’audiolibro dell’undicesimo volume della Ruota del Tempo, ma non è andato a buon fine. E no, Koris non ha Kindle di sorta o supporti ebook per problemi oculari.

Roba scritta: poteva andare peggissimo, poteva essere zero. Koris ha scritto due racconti, uno horror o presunto tale (“Il piccione di cemento“), l’altro fantasy stupidino (“Il dottor Necron“). È forse un tentativo mal riuscito di farsi pubblicità? Assolutamente sì. Per quanto riguarda il romanzo, l’editore non ha più dato traccia di sé, ma visto quello che succede laggiù forse la sua sopravvivenza non è così scontata.

Cibo: troppo. Anche al netto di sporadici digiuni quando la vita si faceva insopportabile, comunque troppo. Tentativo di mangiare tante belle verdurine terminato non si sa bene come. Dolci fatti tre, due crumble di mele e una torta a limone per il ‘thieu-compleanno. Le fragole mangiate si misurano in quintali.

Lavoro: alti e bassi ma soprattutto bassissimi. Osservazione di un fenomeno interessante: transizione da “mi piace il mio lavoro” di inizio marzo a “odio tutto e non voglio più vedere nessuno, tanto nessuno vuole vedere me” di adesso. Il termine tecnico è caduta verticale. Di certo è colpa di Koris che non si applica, però se qualcuno mostrasse un minimo interesse per il sicuramente-insufficiente-lavoro-svolto non sarebbe male. Anche solo una risposta a una mail, ci accontentiamo di poco. Vabbè, prenderemo la quarantena come training per la futura disoccupazione.

Videigiochi: forse sono stati il rifugio di Koris come se fosse una quattordicenne qualsiasi. Ha mollato lì “Alone in the Dark: the new Nightmare” per incomprensioni coi comandi da tastiera e perché i dialoghi erano alquanto inconcludenti (grafica a parte, non è all’altezza del suo predecessore del ’92). Koris ha giocato un po’ a “The Sims 2” facendo fare agli omini cose da psicopatica vera, unico scopo del gioco. La grande novità è arrivata la settimana scorsa, con la scoperta che non era l’emulatore Play Station ad avere problemi, o la memory card o le iso dei giochi: era il bios. Dopo due anni di attesa, Koris ha potuto riprendere in mano “Final Fantasy Tactics” dal punto in cui lo aveva lasciato col cambio di emulatore. Ma questo necessiterebbe un nerd-post a parte. Stiamo lavorando per capire come far funzionare l’emulatore Play Station 2 che ha requisiti di sistema deliranti.

Film: pochi, complice il catalogo di Netflix che propone per lo più monnezza. Segnaliamo il primo vero film visto assieme a ‘thieu in cinque anni di relazione. Cose assurde, per tornare alla normalità hanno guardato “Phaeton” di Lully qualche sera dopo. Menzione specialissima del trash sopraffino: “Alien 2: sulla Terra” versione italiana che non ha niente a che vedere col vero “Alien”, con cineforum realtime con Junior. Consigliato a stomaci forti e serate cine-monnezza. PEUN PEUN!

Bricolage: andava tutto benissimo in salotto, finché non è finita la pittura. Ora che i negozi riaprono, si realizza la Koris-profezia del salotto pitturato ai tre quarti. “No, ma un giorno ci prendiamo un pomeriggio e lo finiamo” proclama ‘thieu. Non è specificato di che era geologica sia quel giorno. Koris è abbastanza fiera della sua pulizia della cappa, una vera e propria performance di extreme acrobatic cleaning.

Speleo: molto spiritosi. Si è fatto un video e tanto basta.

Giochi di ruolo: sempre sia ringraziata Iset per aver messo su una campagna di “Call of Cthulhu” a distanza. Campagna che doveva essere una one-shot, che è diventata una mini-campagna da tre sessioni, che ormai siamo minimo minimo alla sesta e non abbiamo finito di inseguire spawns di Yog Sothoth. S’è rifatto vivo il Maitre de Jeu che sta preparando una nuova campagna; due ore e mezza su Discord domenica pomeriggio per costruire il nuovo personaggio di Koris.

Attività fisica: minimo sindacale. Rischio linciaggio e cat calling. Inadeguatezza di fronte ai video di work-out su YouTube.

Momenti di down: tanti, brutti, molto bassi. Strascichi di disperazione e disillusione che se ne andranno con grande difficoltà. Sì, siamo tutti nella stessa barca e ognuno ha i suoi cazzi, lo sappiamo.

Insomma, pare che lunedì ci si possa spingere fino a 100 km dal domicilio e soprattutto si possa andare nelle foreste e sui massicci. O nei massicci, if you know what I mean. Forse il 25 Koris torna in laboratorio, non si sa, le faremo sapere. A meno che il 25, due settimane dopo lo sconfinamento, il vairus non torni in tutta la sua pUtenza facendo surf sulla seconda ondata. E allora si ricomincerà da capo. Koris tuttavia per il secondo confinamento vorrebbe un gatto, perché ‘thieu è poco fotogenico per acchiappare like su Facebook e poi non fa nemmeno le fusa.

webcomicname

Per fortuna che non si erano fatti buoni propositi.
(Credits: Webcomicname)

Il buio alla fine del tunnel

Si intravede una minima, microscopica, flebile luce alla fine del tunnel. La buona notizia è che potrebbe essere la luce di una lampada speleo. Quindi in teoria si dovrebbe dire che c’è il buio alla fine del tunnel, ma vabbè, non stiamo a sindacare sui dettagli.

C’è una data a cui si potrà finalmente mettere il naso, o piuttosto portare il naso, a 100 km di distanza da casa. Il che vuol dire non una, ma un sacco di cose: le Calanques, la Sainte Baume, la Sainte Victoire, le Alpilles, l’Adaouste. All’idea di poter tornare all’Adaouste, grotta in cui sono state fatte circa trenta uscite se non di più, Koris si è messa a piangere. Letteralmente. Che se glielo avessero a febbraio non ci avrebbe mai creduto, di piangere per l’Adaouste. Anzi, a febbraio aveva detto che iniziava ad averne un po’ le palle piene dell’Adaouste, che voleva fare altro. Beh, diciamo che quell’altro non includeva una pandemia mondiale e due mesi di clausura e bricolage. Ma tant’è, ora l’Adaouste fa benissimo, non ci lamentiamo più, ci mancherebbe, viva la cacca di pipistrello e i passaggi stretti che ti sfondano le ginocchia. Che brutta cosa l’astinenza.

Ora basta parlare di speleo, che se no Koris si ricorda che l’anno scorso di questi tempi stavano pianificando l’uscita alla Grotta dei Fiori Bianchi e ora gli unici fiori che si vedono sono quelli della tappezzeria in cucina. Questo di tanta speme oggi mi resta, episodio nonsoquantesimo.

In compenso col lavoro non si sa nulla. Si dovrebbe tornare su Neutronland l’11. Ma forse l’11 no, che non sanno come disinfettare i locali, quindi il 12. Però non ci sono i bus, venite macchinati. Forse non c’è nemmeno la mensa, venite già mangiati. Venite a due a due, venite uno o due giorni a settimana. Venite e basta. Venite solo per gli esperimenti. Facciamo un calendario per chi viene e quando. Facciamo che vediamo come evolve la situazione. Facciamo che nessuno sa niente.

I colleghi si lamentano che non ne possono più di fare dei giri in giardino o a degli aperitivi coi figli a bordo piscina. Si vorrebbe consigliare di provare senza giardino e senza piscina, poi ne riparliamo. Menzione speciale al collega persona a rischio colpito da svariate patologie fra cui la SonneDellaRagionite, che si vanta di essere andato in mountain bike in barba al confinamento, “tanto se esci con tre attestazioni puoi stare fuori tre ore che non se la dà nessuno, e comunque nessuno controlla, peggio per loro”. L’astinenza di cui sopra è stata generata per proteggere persone come te, stronzo.

Poi di sicuro la situazione peggiorerà, la data stabilita col cappero che si potrà uscire e si riparte per un confinamento sine die. Però Koris ha capito come far funzionare di nuovo l’emulatore per la Play Statio e il salvataggio di Final Fantasy Tactics, quindi siamo equipaggiatissimi anche per la ripartenza del vairus.

Meno venticinque, la bile e il necromante

Meno venticinque giorni alla fine della fiera e, com’era prevedibile, sta succedendo di tutto.

L’azienda ha rifiutato le Koris-ferie per il mese di ottobre, col simpatico messaggio “ferie rifutate”. Punto. Nessun altro dettaglio. Koris ha quindi ritenuto opportuno abolire ogni paccottiglia quali i convenevoli e ha risposto di brutto “c’è una ragione valida?”. A quel punto il CCC si è rifatto ampolloso e ha risposto che siccome il primo ottobre arriva il rimpiazzo, quindi ci vogliono quindici giorni di passaggio di consegna (#credici, CCC). Koris ha risposto a sua volta che, dall’ultima chiamata del 26 agosto, nessuno le aveva più confermato nulla del rimpiazzo, quindi pensava di farsi i cazzacci suoi, ma che comunque sposterà le ferie a… la settimana prossima. E che si inculino un cipresso se non sono contenti. Per ora nessuna risposta, nessuna nuova buona nuova.

Koris è un po’ disgustata all’idea di aver passato cinque anni della sua vita a far fare soldi a questa banda di disonesti sfruttatori. Che se in francese li chiamano “mercanti di carne” non è poi così sbagliato. Comunque fra venticinque giorni è finita e piuttosto che tornare a lavorare per gente del genere, Koris va fare l’acconciatrice di ratti di fogna a domicilio.

La macchina di funzione è stata rigata da un’anonimo marsigliese nel parcheggio. Poco e su un parafango, un danno che in media manco si vede. Siccome Koris non ha alcuna voglia di sborsare la caparra, ci metterà la cera e pregherà che il giorno della consegna piova a catinelle. E qualora il CCC dovesse accorgersene, farà la sceneggiata del “oddio, non lo avevo visto, deve essere accaduto stanotte!”. Del resto in azienda succhierebbero il moccio dal naso di una carogna se questo potesse fruttare mille euri, quindi gli scrupoli sono morti e sepolti.

Poi dal primo minuto del sedici ottobre Koris torna ad essere la persona honestaaaa che è (quasi) sempre stata, promesso.

Il pc del lavoro ha deciso che i driver audio non sono necessari al Koris-lavoro e si attivano solo coi privilegi di amministratore. Koris è quindi tagliata fuori da tutte le conf call, ohquantomidispiace. Capo Palpatine le ha lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica di Skype che, una volta riusciti ad ascoltarlo, si è rivelato essere due minuti di silenzio e rumori di fondo. Sempre cento per cento grandi insuccessi.

Il ciclo veglia-sonno di Koris continua ad essere alquanto confuso e alquanto carente per quanto riguarda la seconda parte. Le malelingue dicono che potrebbe essere la bile accumulata dal di tutto che sta succedendo, ma suvvia, sono solo dicerie, di sicuro è colpa degli ormoni. Comunque, visto che ormai la situazione si protrae da un po’ (troppo) tempo, Koris ha deciso di fare qualcosa per questa valigia di sonno arretrato. E ha provato di tutto: la lettura, l’astinenza dal pc prima di andare a dormire, le erbe, la meditazione, le pratiche tantriche, la kimika, i riti sciamanici, le tisane, il chi più ne ha più ne metta. Risultati nulli.

Ieri sera Koris ha deciso che there is no way like the old way, è andata alla ricerca del cd di Diablo II del signor IoNonHoMaiGiocatoAiVideogiochi ‘thieu, ha constatato che Winsozz 7 si è pappato la sua maga di trentesimo livello. Quindi ha creato un personaggio necromante chiamato Kakka in onore del messaggero dei morti sumero e ha passato un tempo non trascurabile a maledire cose e resuscitare scheletri. Strano ma vero, stanotte Koris ha dormito più del solito. Non siamo ancora a livello ottimale, ma del resto Kakka il necromante è ancora a livello sei. Ci sono ampi margini di miglioramento per lui e per i ritmi circadiani.

Non è sicuro che Koris sopravviva alla bile dei prossimi venticinque giorni. Se non dovesse farcela, chiamate Kakka a resuscitarla.

P.S. Per chi interessa: “Star Coso” è stato terminato e, se Wattpad vi sta sulle palle (o viceversa), ve lo potete scaricare in formato acconcio dall’apposita pagina qui sopra. Fine informazione promozionale.

Riassunto degli scazzi precedenti feat. Sebastian

I gamma del tuo vicino
Ti sembran più belli sai,
Vorresti andar via da IT*R
Ma non sai che sbaglio fai
Se poi mi scrivessi il paper
Vedresti che qui su IT*R
Ci piace rifar le cose
Che altro tu vuoi di più?

Una settimana di scazzi assortiti, plurimi, a 360 gradi, ma volendo anche a 720 giro giro tondo casca il mondo. Il livello di sanità mentale è attestato dalla canzoncina di Koris feat. Sebastian de “La Sirenetta” di cui sopra. Va tutto benissimo, insomma.

In realtà Koris non partiva già scazzata, ma si sono impegnati molto per renderla tale. È la loro mission, sembra. Un obiettivo a cortissimo termine, farle venire voglia di portarsi i videigiochi in ufficio come un impiegato delle poste col solitario di Windows 95.

Dopo la riunione mortifera della settimana scorsa, per cui era stata necessaria non una ma multiple pre-riunioni (ovverosia “un riunione per discutere di cosa parliamo in riunione”), si sono inventati la post-riunione: “la riunione in cui parliamo di quello che si è discusso nella riunione”. E quando facciamo davvero le cose discusse? Nel duemilamai, secondo lo scheduling.

Il Capo è arrivato nella sua veste di Palpatine a chiedere a Koris di fare i diagrammi dei cavi di non-vi-dico quale sistema. Koris gli ha detto tre volte che non lo sa e non lo può fare, alla fine voleva urlargli “Avete fallito, altezza: sono uno jedi come mio padre prima di me”. Tanto ormai è Disney anche quello.

Sempre Palpatine, altro regalo. Bisgona ricontrollare tutti i file Excel da 2000 linee per tutti e dici i rivelatori con requisito sì, requisito no, requisisto gamme, se famo du’ spaghi. Koris ha cercato di controbattere che non è solanel team e che anche il Russo dal nome alcolizzante potrebbe fare qualcosa. Il verdetto è sempre il solito: “sì, è vero, ma tu sei brava, lo sai fare meglio e poi se lo chiedo a te so che lo fai”. “Sei brava” is the new “vasellina balsamica”.

E ora, il non plus ultra dello scazzo. Sempre Palpatine. L’articolo che Koris ha scritto, riscritto, corretto, seguito in tutti gli sballi del copyright e inviato al giornale ha una pecca tremenda: è firmato da gente sconosciuta. Ovvero da Koris. Il reviewer ha fatto sapere di non gradire, che so’ ‘sti stranieri, magari anche giovani, via, raus. Palpatine ha risolto con una scrollata di spalle. “Vabbè, allora lo firmo solo io e forse il MegaCapo, togliamo il tuo nome e finisce lì. Per piacere, fai le correzioni, togli il tuo nome e rimanda tutto. Occupatene tu”. Estigrandissimissimicazzi?

E quindi, mentre tutta la schiera di molluschi e merluzzi si ritrova a cantare sempre la stessa melodia, sirenetta-Koris potrebbe essere pronta a vendere voce e anima alla prima Ursula di passaggio in cambio di tre giorni da essere umano.

sebastian

C’è Intralazzone
Che fa il cojone
C’è da impazzir!

Branle simple

Chiamasi “branle” una danza francese rinascimentale in cui si fa un passo a destra, seguito da un passo a sinistra e si va avanti così per tutta la durata del brano. Sembra una stupidaggine, ma tutto sta nella complessità del passo. Poi non dite questo blog non vi impara le cose.
Koris è impegnata nel solito branle simple lavorativo, ma l’assenza di una musica adeguata rende tutto più faticoso.
“Il modello delle simulazioni nucleari sarà fatto dagli Indiani”
“Ah, no, non lo fanno più gli Indiani, lo fai tu e fai i conti tu, quindi prepara tutto!”
“Ma come hai tutto pronto? Ma no, tu fai solo il modello, sono i Giapponesi che faranno i conti”
Che potrebbe anche essere un valzer: un-due-tre e a ogni giro si cambia idea.
Ma è anche applicabile alla nuova/vecchia/vattelapesca facility, in ballo dal 2008 e… tutt’ora in ballo.
“Non facciamo la facility, mettiamo l’armamentario in un edificio esistente”
“Ah, ma certo che facciamo la facility”
“Non possiamo fare la facility, non c’è lo spazio sul terreno”
“Bisogna fare una lista dei requisiti per la facility”
“Forse abbiamo una stanza per mettere l’armamentario, bisogna fare la richiesta”
“Facciamo lo stesso i piani per la facility”
E così avanti. Un passo a destra, un passo a sinistra.
Il vantaggio della situazione è che, una volta effettuato il primo insieme di passi, si è abbastanza esperti da poter ripetere la serie ad libitum, visto che le variazioni sul tema sono infinitesime. Lo svantaggio è, appunto, quest’ultimo: la totale mancanza di passi accessori. E che si resta sul posto, perché andando prima a destra e poi a sinistra si finisce per fare un sacco di passi e nemmeno uno in avanti. Cosa che alla lunga diventa un po’ frustrante.
Però si tira avanti e si continua a ballare. Hai visto mai qualcuno decidesse di cambiare la musica nel frattempo. Del resto se Koris ascoltava Praetorius al suo ottavo compleanno, può adattarsi a qualunque cosa.

Pioggerella di primavera

Piove Zeus, dal cielo grande tempesta diceva Alceo (di cui Orazio secoli dopo farà la cover version feat. il monte Soratte), consigliando di restarsene al calduccio prendendosi una generosa sbronza, la versione settimo secolo avanti Cristo del Netflix&chill.
Nel XXI secolo invece stigrandissimicazzi, lavorate stronzi, tanto il vino dolce vi fa ingrassare perché non è bio e la morbida lana potrebbe non essere cruelty free.
In Provenza diluvia come sa fare bene di tanto in tanto. La direzione di NeutroniPorcelloni ha mandato una mail prendendo le debite disposizioni di sicurezza: “siate prudenti mentre guidate”. Et voilà, lavaggio della coscienza a 30° con ammorbidente e senza centrifuga, se vi spiaccicate è solo colpa vostra.
Vista la situazione con previsto peggioramento dopo le 17, Koris pensava di svignarsela right in time e chi s’è visto s’è visto, perché l’azienda passa la macchina di funzione ma non il motoscafo. Poi è arrivato il Capo.
“Facciamo la riunione che era prevista per stamattina? Qualcosa come alle 16:30?”
“Ma io verament…”
“Non ti dispiace, vero? Tanto facciamo in fretta”
Tanto facciamo in fretta uguale tanto tu hai la macchina e quando se ne sono andati via quelli che pigliano il bus tu puoi restare ancora un po’. Perché il Capo è pure sempre l’Imperatore Palpatine e prospera nell’altrui sofferenza/rabbia/lati oscuri anche se lo nega e sembra tanto indifeso. Fu così che Koris uscì dopo le 17:30, quando le secchiate d’acqua dal cielo iniziavano ad andare in onda.
Due ore dopo era a casa. Due ore di: guadi del Gange perché l’autostrada si allaga, compensazione della traiettoria casa 50 ruggenti in vacanza in Provenza, ingorghi assortiti perché qui toglimi tutto ma non il mio sorpasso a destra. Prossimo incarico a Capo Horn, tanto siamo già preparati.
Per coronare la serata, Koris si è affettata un dito mentre tagliava una carota. C’è da dire che però il pezzo di dito ha dato un certo plus-valore alla minestra. Peccato averne solo dieci, di dita, bisognerebbe usarle più spesso. Chissà se si può proporre alla Knorr: dado di brodo vegetale, dado di brodo di pollo, dado di dita.
Alle ore nove, lobotomizzata davanti al computer, Koris era una versione stonata di Michael Stipe: it’s been a bad day, please don’t take a picture, it’s been a bad day, pliiiiiiiiz!
Koris stamattina si è buttata giù dal letto alle 6:25, alle 6:45 era per strada e pare aver evitato il peggio. Solo che ora le strade paiono bloccate perchè Zeus sta ancora piovendo, chè in questi giorni pare non avere una fava d’altro da fare. Koris pensava di contattare uno scafista per farsi portare a casa, ma probabilmente ci sarà un’altra riunione sine die, quindi il problema non si pone.
Don’t forget you are here forever ma anche her skeleton will lie in the (Fission) Chamber forever.

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