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Piante morte, Koris quasi

L’echeveria, la piantina che una Koris colma di speranze aveva comprato lo scorso febbraio per decorare l’ufficio, è volata nel paradiso delle piante. Dal lockdown di marzo non era troppo in forma, aveva fatto di tutto per cercare di sopravvivere, ma alla fine si è arresa al fato inevitabile, marcita dall’interno. Koris non riesce a non pensare che tutto sommato le loro sorti siano legate, in fondo ormai Koris fa abbastanza parte del mondo vegetale. Soprattutto quello che è marcio dentro.

La Koris-vita continua a essere una sorta di reboot di giornate tutte uguali in cui tutto fa abbastanza schifo, e più tutto fa schifo più viene voglia di essere altrove. Solo che non ci sono le energie per essere altrove e probabilmente nemmeno il budget. Parlando di budget, Koris si è fatta tentare e ha comprato ben sette videogiochi su GOG. Tutti punta e clicca per disagiati che devono devolvere la scrivania allo smartuorchi e che non sanno giocare con la tastiera. C’erano le promozioni al 90%, la folle cifra spesa ammonta a 12 euri. E ultimamente i videogiochi aiutano non poco a sfuggire da questa realtà con zero stelline di recensione, 100% non raccomandabile.

Lo sperpero di denaro è stato ovviamente mal preso dell’inconscio che ha iniziato a ripetere in loop “e se poi te ne penti?”. Anche perché lunedì il Capo ha ammesso in tutto il suo candore che le assunzioni sono bloccate fino al 2022 e oltre, e che erano bloccate anche prima. Quindi il posto per Koris non è mai davvero esistito e ancor grazie che hanno trovato una pedina da spostare da un posto all’altro, se no erano cazzy amary. Koris ha provato i soliti sentimenti contrastanti, da una parte perché allora non è colpa del suo cv che fa schifo, dall’altra perché le parole “assunzioni bloccate” le ha già sentite anche troppe volte. E poi si sa che c’erano delle liquidazioni d’oro da pagare a discapito di nuove assunzioni, il coviddi è stato solo la scusa principe da sfoderare al momento opportuno. Koris sta leggendo “Germinal” di Zolà, il che non aiuta, visto che se ne esce con cose come “perché ad ogni crisi si decide di lasciar morire i lavoratori per salvare i dividendi degli azionisti?”. E sì, bisogna contestualizzare un libro scritto nel 1885, che le cose non sono nemmeno paragonabili al quadro attuale. Però sì, cazzo.

L’Amperodattilo ha mandato un pacco pieno d’olio e di leccornie. Il pacco è attualmente in ostaggio a Rognac perché al corriere pesava il culo di portarlo a Marsiglia. Perché non potevano consegnare senza il numero di telefono, e anche se il numero di telefono era scritto sul pacco, non era nel campo giusto quindi era come se non ci fosse. C’è gente che si arrangia e ci sono i paraculi che la sfangano sempre. Koris non appartiene al secondo gruppo.

Koris ha ricevuto una mail dall’editor che l’ha lasciata insonne, circa modifiche al malloppo con cui Koris non è molto d’accordo. Solo che com’è noto Koris non sa farsi le sue ragioni in maniera civile, quindi o abbozza (e piange), oppure si decide che non se ne fa nulla (e piange lo stesso). Urge un corso di adulting, ma anche di relazioni sociali per cui si è fuoricorso dall’asilo.

Anche con questo post ci scusiamo per la negatività debordante. Un giorno andrà meglio. Forse quando avremo raggiunto l’echeveria.

Tranquillo, inspiroBot, lo abbiamo già imparato.

Accozzaglia

A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, si può vedere la grotta mezza vuota. Nel senso che dopo settimane-mesi percepite come anni-secoli-millenni, sabato si è tornati in grotta, ma siccome tutti si sono raccomandati di andarci piano, Koris e compagni sono tornati a scavare i buchi non proprio profondi reperiti tempo prima. Le grotte che promettono e non mantengono. Quelle che “ancora un sacco di terra e poi vedrai che il passaggio si apre”. Vabbè, l’importante era rimettere il naso sottoterra, il resto è paccottiglia.

Il resto… beh, non è che ci sia uno sciopero del blog. È che nella Koris-vita non succede granché, nonostante la fine del confinamento. Koris contia a tele-lavorare in maniera assai poco smart ma soprattutto isolata. Aspetta mail da Godot che non arrivano oggi, ma di sicuro domani. Come siamo passati dal paradiso di febbraio a questo non è ben chiaro, anche se Koris inizia a sospettare che quella di prima fosse solo una patina superficiale. E che forse la misura delle persone si comprende nelle emergenze. Karma.

Sono stati lanciati dei piani per il ritorno. Per quello che valgono, perché erano già stati fatti altri piani che sono finiti puntualmente nella rumenta per ordini superiori. Ma tanto non è un Koris-problema, non si parla mai dei non permanenti, gente caduca di dubbia utilità che tutti lasciano nel dimenticatoio. Tanto se il lavoro è giudicato insufficiente, la colpa è solo loro.

Cosa ci sarebbe da dire di interessante? Che siamo al quarto capitolo di Final Fantasy Tactics e che forse stavolta lo finiamo davvero. Forse. Se non ci blocchiamo su quest a caso.

Koris sta guardando il secondo anime della sua vita, ovvero Neon Genesis Evangelion (il primo è l’impareggiabile Nichijou). Junior si è lamentato che avrebbero potuto vederlo assieme in collegio. Ha quindi ricevuto alcuni commenti via Wazzap e ha ritrattato questo sentimento. Con Celia invece si sono sottolineate le troppe similitudini fra Ikari Gendo e un relatore di tesi qualunque.

Un libro aspetta di essere ritirato da Koris, ma aspetterà ancora a causa del temporale che sta per scoppiare e del servizio informatico che ha inchiodato Koris alla scrivania sine die.

C’è voglia di patatine, ma non si comprano patatine perché a) siamo chiatti b) poi ‘thieu fa il moralista e le mangia tutte. Ci si tiene la voglia di patatine da due mesi.

Bon, passerà anche questa e il tempo poterà le risposte. Forse.

asuka

Il grosso problema di non capire se si è il personaggio tsundere o se non si sopporta il personaggio tsundere.

Trentatroppo di marzo

Ci sono giorni migliori, ci sono giorni peggiori, ci sono giorni. Tanti giorni. Troppi giorni. Troppo uguali. Se non ci fosse una ferrea routine scandita da “si lavora dalle 8 alle 16:30 dal lunedì al venerdì”, sembrerebbe di vivere un’eterna domenica pomeriggio in cui è sempre troppo presto per andare a dormire e troppo tardi per fare qualcosa di costruttivo. La routine un po’ salva la vita, è il rituale di protezione dalle forze oscure a cui ci si aggrappa ogni giorno. Il che significa che quanto (e se) questa routine verrà mandata per aria dal ritorno alla normalità, tutto farà malissimo. Ma ormai si è nell’ottica che, qualunque cosa succeda, tutto farà malissimo. Karma.

Koris ha ricevuto di nuovo la visita della sua amica insonnia, da due notti. Solo che ha meno ripercussioni sulla Koris-vita: sono bravi tutti ad essere insonni quando il massimo dello spostamento richiesto è dal letto alla scrivania alla cucina al divano. Koris ricorda di aver avuto una vita in cui faceva 150 km ogni giorni. O forse era un sogno, chi lo sa.

Data la sua insonnia, Koris ha pensato che forse la cosa migliore è lasciare perdere i videogiochi prima di dormire. Ha quindi cercato di guardare la docu-serie “L’impero Ottomano”; non è andata oltre la prima puntata per colpa di “Alle otto della sera”. Perché quando la caduta di Costantinopoli è raccontata da Barbero o dalla Ronchey, beh, Netflix, de che stiamo a parlare? Ieri sera Koris ha interrogato Netflix alla ricerca di relax. È finita a guardare “Suspiria”. Risultato: ha dormito male e continua ad avere un fastidioso motivetto in testa. Brava Koris, sempre 100% grandi insuccessi.

Per quanto riguarda il lavoro, continua l’isolamento, che hai visto mai il vairus si propaghi anche via Skype. Però sono arrivati i dati che Koris aspettava da gennaio. Erano illeggibili. Una volta resi leggibili, erano incomprensibili. Potrebbero essere MeV, GeV, pere o mele, sarebbe la stessa cosa. Unico commento di accompagnamento: “il post-doc ha perso gli altri dati”. Bella raga, congratulazioni. Koris sta avendo attacchi di super-scazzo lavorativo non trascurabili, sapendo che dopo andrà solo peggio e che del suo progetto non frega nulla a nessuno. Karma anche questo.

Giovedì è il troppesimo compleanno di ‘thieu. Koris ha un progetto di torta ambiziosissimo e pertanto destinato a fallire in maniera miserabile, come tutti i progetti culinari made in Koris. Il regalo è monco ed esiste solo perché Koris è psicopatica-ansiosa e si era messa a concepirlo già a febbraio. Se altrimenti sarebbe ancora peggio. Ciò non toglie che, nel suo stato attuale, fa schifo.

Il salotto è decorato in versione bombardamento. Tutto sommato anche con una pittura approssimativa e data male, le cose possono solo migliorare.

Un giorno finirà anche marzo, ma per il momento porcatroia.

Scorci di una vita quasi normale

Ci sono alcune notti in cui Koris fa ancora fatica a dormire, di solito perché i pensieri si ingolfano e si mettono a suonare il clacson, come i Marsigliesi basic. Ciò fa sì che Koris affronti le 3 di notte come se fossero le 3 del pomeriggio. E viceversa. Il vantaggio rispetto alle insonnie indotte da Neutroni Porcelloni è che non si aggiunge l’ansia da “devo guidare, poi mi viene il colpo di sonno in macchina e buona notte al secchio”. Se Morfeo colpisce sull’autobus le conseguenze sono minime, come sbavare sulla spalla del vicino. Ok, forse non sono minime per il vicino, ma dettagli.

Questa narcolessia da trasporto ha fatto sì che Koris impiegasse quasi un mese per leggere “Bella vita e guerre altrui di Mr Pyle, gentiluomo”. La cosa divertente è che mentre lo leggeva sentiva in testa la voce di Barbero, perché è troppo impegnativo essere persone normali (o normeli, come scritto a Junior per errore, errore che ha generato tre quarti d’ora di ridarella… che si diceva, infatti?). Koris ha scelto il libro successivo sulla base della copertina scrausa, delle note di copertina tutto sommato interessanti e del prezzo, per cinque striminziti euri usato in buono stato. La scelta è caduta su “Wastburg”, fantasy fanco-canadese che potrebbe essere una piacevole lettura o una merda proprio. Lo sapremo quando la narcolessia permetterà a Koris di andare oltre pagina 30. Fine del momento influencer di libri senza le foto fighette, tanto che vuoi fare foto fighette che compri i libri usati sgualciti per pagarli meno, da vera Ligure?

Koris ha incredibilmente finito in tempi non biblici “Sex Education” e per essere una seconda stagione è stata una piacevole sorpresa. Koris continua ad essere indietro su tutto il resto del creato per quanto riguarda le serie tv. E anche per quanto riguarda “Star Wars IX: Rise of Skywalker”, ma quella è un’altra storia e sono per lo più lamentele con Orso. “Imbarazzante come una scoreggia in ascensore” è il commento che va per la maggiore.

Quando non cazzeggia Koris pensa che potrebbe anche tornare a scrivere (Koris, non dovevi ricontattare l’editore del Malloppo? Ecco, fallo), però le vengono in testa solo cose senza capo né coda, oppure opere di sedici volumi da 800 pagine l’uno. Ne uscirà qualcosa di buono, o forse non ne uscirà nulla, però Koris, cazzo, scrivi all’editore che alla mala parata ricevi un “non se ne fa niente”. Mica si può vivere solo di terrore e rimpianti.

Oltre a cazzeggiare, Koris lavora anche e non ha ancora avuto voglia di fare stragi, il che a tre mesi suonati dall’inizio è abbastanza rimarcabile. La settimana prossima è stata imbucata a una conferenza/working group e Koris non è sicura di sapere ancora come si fa una valigia. Sarà molto divertente.

Come si diceva, su Neutronland sono ancora tutti vivi e in salute. Talmente in salute che Koris giovedì ha portato un dolce da spartire con i colleghi.

“Capo, ho portato una torta per la pausa caffè”
“Ottimo! Bella idea!”
“Solo che anche la SegretariaSmart (davvero, mai vista una segretaria più in gamba di lei, n.d.K.) ha portato un dolce”
“… quando parlavo di allargare il laboratorio pensavo al numero di effettivi, non al giro vita”

Bisognerebbe fare un planning dei dolci da portare. Sarebbe comunque più utile di molti planning fatti su Neutroni Porcelloni. Poi magari la settimana prossima tutti si comportano così male che Koris fa una torta alle mandorle per nascondere il gusto dell’arsenico, ma finché dura…

Koris Abbey

Nonostante la ferita, l’Amperodattilo non molla l’osso (ottimo esempio di come parlare di corde in casa dell’impiccato), continua a impartire ordini e soprattutto a fare cose. Dove per “cose” si intende insalate russe, tiramisù, arrosti, brodi, varie ed eventuali. L’Amperodattilo riesce ad essere assieme la cuoca di Downton Abbey e il maggiordomo Carson, anche se a dire il vero l’Ampero-sogno è avere il maggiordomo e la cuoca. U Babbu sostiene che sarebbe l’incubo di entrambi, come Lady Violet, la contessa madre (di cui l’Amperodattilo è grande fan).

Koris ha cercato di fare un tiramisù, che si è poi rivelato essere un blob fluido mortale solidificato solo grazia a una prolungata permanenza in frigo. Koris dimostra di essere la sguattera tonta che ogni tanto dà una mano in cucina, infatti il campo in cui eccelle è passare l’aspirapolvere e dare lo straccio.

U Babbu fa avanti e indietro andando a recuperare quello che manca, sfidando la calca dell’Ekom sotto casa. In pratica, fa l’autista con velleità intellettuali.

Orso ogni tanto aiuta, ogni tanto non si fa vedere per vivere la vida loca della riviera merdopolese. Potremmo considerarlo una versione del cugino Matthew non-bionda e ricciuta e forse anche un po’ più strong.

In tutto ciò, Natale è passato indenne, senza dolci col sale e con paste al forno appaltate (orrore, hanno messo la mozzarella nella bechamelle, dove andremo a finire, signoramia), Koris ha sette tonnellate di libri di riportare a Marseille e non ha ben chiaro come.

Nel dubbio, oggi si replica.

korisAbbey

No, queste posate non sono state messe col righello, ma all’Amperodattilo sarebbe piaciuto.

Fuffe soprannaturali e smanagement

Koris ha letto di sfuggita su Facebook un link secondo cui chi si sveglia fra le tre e le cinque del mattino ha un’entità ultraterrena che cerca di dirgli qualcosa. Ecco, entità ultraterrena, facciamo una cosa: manda una mail. O un messaggio vocale su wazzapp. O lascia anche un post-it sul frigo, se preferisci, ma evita questi mezzucci così XIX secolo. Sono demodés.
Koris ha parlato dei suoi calcoli neutronici porcellonici con un visiting tizio dell’università ed è stata una conversazione molto proficua.
“Hai provato a usare Codice XYZ?”
“Sì, ma abbiamo solo la versione 1”
“Ma è uscita da secoli la versione 2”
“E perché non usate la versione nuova?”
“Perché il servizio informatico non vuole, dice che non serve. E le sezioni d’urto, ce le avete?”
“Ma puoi richiederle anche tu”
“Il servizio informatico dice che non ha la sbatta e non ci sono gli accordi fra le organizzazioni”
“E devi fare lo stesso i calcoli?”
“Certo”
“Ma non si può lavorare in queste condizioni!”
“Eh”
In tema di sciroppamento cerebrale, Koris ha perso 24 ore per mettere a posto un pezzo di codice, dove pezzo uguale quarantamila linee di numerelli con poco senso. Per scoprire oggi a mezzogiorno che era il pezzo di codice sbagliato. Dove si getta il lavoro fatto a cazzo, nell’organico? Tralasciamo il “avevo detto che per fare questo lavoro bene dovevo chiudermi in un eremo senza rotture di colgioni ogni cinque minuti”, che tanto del senno di poi son piene le fosse.
Koris non ha ancora bene capito se ha una riunione forevaH and evaH oggi pomeriggio, oppure se la riunione va in scena adesso, così, di brutto. Sempre al proposito di “come organizzare le giornate in maniera proficua e produttiva”.
L’estate sta creando un clima infame. In tutti i possibili sensi. Ma per quanto riguarda Koris, saranno gli ormoni. Ancora una volta, il vantaggio di essere femmina: non è mai una causa esterna, non è mai un problema vero, sono sempre e solo gli ormoni. O troppi o pochi o in congiunzione con Saturno nella quarta casa dei Pesci ascendente Ariete.
Ma fra trenta giorni si parte per la Pierre Saint Martin, dove il cellulare non prende. Quindi, entità ultraterrena, datti una mossa a lasciare il tuo messaggio, fosse anche “Dio ti vede più come un’amica, Koris” (dice che Gaius Balthar era già impegnato) o un invito ad andarsi a bere un birrozzo insieme, che l’esperienza di premorte è gentilmente offerta dal lavoro (only Junior will get this, ma vabbè).

neelix

Non c’entra un tubo, ma cercare su Gooooooogle Gaius Balthar e trovarsi Neelix dà un senso al non-sense di tutto questo.

Fuffapost di quando non succede niente

Sono passate le canoniche 72 ore dal vaccino incriminato e Koris non è ancora diventata autistica. Insomma, odia tutti in maniera normale e senza incrementi significativi. Purtroppo anche il tentacolo ha marcato visita, per quanto un arto in più possa fare comodo. Speriamo che ci pensi la seconda dose.
L’estate è arrivata dal nulla portandosi dietro i suoi 30 gradi e oltre. Assieme alla voglia di non fare un tubo. Mancano 26 giorni alla partenza per i Pirenei sotteranei e le relative due settimane di isolamento fra speleologi barbuti, cannucce esplosive e profumo di mammuth stagionato.
In virtù di ciò detto sopra Koris avrebbe una lunga lista di cosa da procurarsi prima della partenza ma ovviamente inalbera un esasperante “C’è teeeeeeempo!”. Fino al giorno in cui non ce ne sarà più e Koris dovrà sopravvivere ai 5 gradi ctoni della Pierre Saint Martin con le infradito e il vestaglione di flanella, in mancanza di meglio.
Orso fa ironia sulla Brexit prima che la Brexit faccia ironia su di lui.
È finito Game of Thrones e il fegato di Koris sentitamente ringrazia. Ora fateci uscire “Winds of Winter” quello vero che di questo girl power a tutti i costi non se ne può più.
In ufficio le simulazioni sentono il caldo e dicono anche loro “C’è teeeeeeempo!”. Nella fattispecie, più di venti ore i neutroni porcelloni. Evviva la vita e il computation time.
Chi invece non ha tempo è Binomio, che da qualche tempo ha assunto il look da UominiColBorsello. Dopo plurimi giorni di stress e di “non è pronto oggi, ma la settimana prossima sicuramente”, ha deciso di iniziare a prendere stimolanti. Assieme al caffè e alla coca cola. La vita di Binomio deve avere dei lati oscuri completamente Koris-incomprensibili.

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