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Sogni e cassetti che si aprono

Koris chiede scusa preventiva per il post senza capo né coda, ma non è un post facilissimo da scrivere. Almeno, dal Koris-punto di vista.

Tutti hanno un sogno nel cassetto, Koris ha svariati cassetti pieni di sogni nascosti fra calzini e mutande. Fra questi, c’è un cassettone che contiene un sogno medio-grosso, germogliato nel 2002 e stipato per anni assieme ai jeans a vita bassa e le Crocs. Nemmeno a dirlo, è stato tirato fuori regolarmente, ha preso aria, è stato rattoppato e poi è rientrato nel cassetto. Ma (pare) non questa volta.

Il sogno nel cassetto è un libro. Insomma, un banalissimo sogno nel cassetto. Però Koris ci ha lavorato, con alterne vicende e altalenanti speranze. Forse un giorno verrà narrata anche la storia del libro, che per ora chiameremo il Malloppo. Pareva che il Malloppo fosse destinato a fare le ragnatele nel cassetto senza mai vedere la luce del giorno. Finché una Koris che reputava di non avere nulla da perdere ha provato a inviare il Malloppo a qualche editore. Tanto cosa poteva andare storto?

Ed è successo: una piccola casa editrice ha ricevuto il Malloppo e lo ha apprezzato. Ed è interessata a pubblicarlo. Ovvero a farlo uscire in maniera definitiva dal cassetto.

Koris ha firmato il contratto qualche giorno fa e, com’è proprio alla natura di Koris, oscilla fra l’isterico e il supereccitato, pensando a tratti “minchia, troppo bello!” e “mioddio, cosa sto facendo?”. Ma del resto l’autostima non rientra fra i dieci migliori pregi di Koris, anzi, possiamo dire che non ci rientra e basta.

Seguiranno altri aggiornamenti, dettagli, patemi assortiti, conti alla rovescia e simili. Per il momento, ecco la novità medio-grossa con cui Koris ha a che fare in questi giorni. Però sì, un po’ è anche contenta, oltre alla strizza di essersi tirata addosso qualcosa troppo grosso per lei.

P.S. di marketing: per leggere qualcosa di Koris (e aggratisse), esiste sempre “Star Coso“, che ormai conta une decina di puntate e sta andando avanti, con aggiornamenti ogni tre giorni e assai poca serietà residua.

P.P.S. Poi magari impariamo anche a fare i post entusiasti e sorridenti di quando sotto sotto siamo contenti, ma ci stiamo ancora lavorando.

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Dubbi esistenziali, pensieri in circolo

Il dubbio esistenziale principale è sempre il solito, quello che afflige migliaia di esseri umani attorno al globo (e forse non solo): cosa minchia si fa stasera per cena? Possibilmente vegetale e a basso contenuto di sbattimento. Avete appena visto una nuova puntata di “Koris: la massaia perfetta”.

Koris dovrebbe prendere una decisione circa il sognetto nel cassetto, ma sta accuratamente evitando di prenderla. Prima era sì e mo’ è no. E viceversa. Che è maggio, si dovrebbe fare il cambio di stagione, ma ieri pareva novembre, quindi perché bisognerebbe cambiare i cassetti? D’altra parte, è vero che se non cogli l’occasione di far prendere aria al contenuto dei cassetti, quello invecchierà, marcirà e lo ritroveranno muffito gli eventuali eredi (ammesso che). Koris vorrebbe poter attaccare un pippone serissimo in materia a qualcuno, una di quelle pezze che iniziano con “lo farei tantissimo” e che sono farciti di “e se poi te ne penti?”, ma il resto dell’universo ha i suoi cazzi e Koris non crede sia salutare ammorbare il prossimo coi propri sognetti nei cassetti. Però in cuor suo si arrovella, con l’Impostore carico a pallettoni.

Neutroni Porcelloni è il solito delirio di scartoffie, presentazioni inutili e mail nei giorni festivi perché hai visto mai qualcuno pensi di farsi una vita. Capo Palpatine è in versione “guardami, sono disarmato”, ma potrebbe da un momento all’altro trasformarsi nel Signore Oscuro dei Sith, con un preavviso massimo di minuti due. È tornato oggi e non si è ancora fatto vivo. Koris non sa se deve andarlo a cercare (per via di una riunione prossima con GrandeCapo che può andare o male o malissimo), oppure se tenere il solito basso profilo e “se mi cerca, mi trova, visto che ha sempre bisogno di me mentre mangio”. Intrallazzone è il solito essere umano privo di senso che arriva in ufficio, accende la luce, abbassa le tapparelle (a mezzogiorno) e se ne va. Nei periodi in cui è presente, intrallazza al telefono, ignaro che potrebbe prendersi minimo minimo una scarpata sul naso. A seconda del livello di Koris-continenza.

Parlando di continenza e di Koris-nervi, ‘thieu sostiene che Koris potrebbe essere molto vicina al punto di rottura, di coglioni e non solo. Quindi si lancia in discorsi da chiunque abbia vissuto la crisi vedendola dai quotidiani senza doversi sentire “tizio non assume, caio nemmeno, se molli il posto che hai sei strafottuta, pensaci la prossima volta che non ne puoi più”. ‘thieu si mette a pontificare degli infiniti mondi possibili, Koris gli fa notare che i mondi non sono poi così infiniti e sono ancora meno possibili, ‘thieu borbotta “non si può sempre pensare al peggio e che possa andare tutto male”. Koris si decide a chiudere i suoi problemi nell’armadio vicino al cassetto di cui sopra, risultato: tutto rischia di esondare dal Koris-cervello. E quando il Koris-cervello esonda si crea una sorta di maelstrom e dal maelstrom vorticante di pensieri orridi ci si esce solo con un grande sforzo. Sarà colpa del glutine.

E in tutto ciò, Koris non ha ancora trovato un’idea per la cena. Se possibile, vegan-eco-friendly-gluten-free, così si evitano i pensieri vorticanti. Ma probabilmente no.

Qualcosa che ho scritto: “Star Coso”

Come forse qualuno avrà notato (ma forse anche no), sulla destra è comparso un widget con una misteriosa copertina. Vorrebbe essere un widget pseudo pubblicitario, ma come si sa Koris è negata per il marketing. Quindi se non lo ha notato nessuno è più che normale.

Come già annunciato qualche tempo fa, Koris ha scritto una robetta, chiamiamolo un raccontone o un romanzetto, che sta uscendo a puntate su Wattpad (che non è forse la piattaforma più adatta, ma tant’è…). La prima puntata è uscita un paio di giorni fa, quindi è vero, esiste. Ah, sì, ha anche un titolo: “Star Coso”. E il titolo ha anche un perché.

“Star Coso” è una storiella di fantascienza, con poche pretese di originalità ma qualche pretesa comica. Detto in un altro modo, è stata scritta soprattutto per far ridere. Almeno, Koris trova che a tratti faccia ridere.

L’essenza di “Star Coso” è in gran parte del titolo: metà Star Wars, metà star male. C’è una guerra per il dominio supremo della galassia, ma gli eroi a disposizione sono quelli che sono. Un maestro d’armi che agogna la pensione, un eroe in capo sull’orlo della crisi di nervi, una singolarità quantica molesta e altri ancora. Non che il cattivo designato, in quanto a sottoposti, se la passi poi tanto meglio. Le astronavi ci sono, gli stereotipi pure, anche se non sempre sono in gran forma. C’è anche una copertina, fatta da Koris, quindi maldestra quanto i protagonisti.

L’idea di pubblicarlo a puntate è nata un po’ per l’invidia di Zolà, un po’ perché si è cercato di non tirarla troppo per le lunghe. Che di mattone infinito ne abbiamo già uno (ma questa è un’altra storia). Wattpad è stato scelto per ragioni di ergonomia e perché è molto più facile leggere l’intera storia, rispetto a una pubblicazione qui sul blog, troppo dispersivo. Poi, a dirla tutta, il pubblico potrebbe essere più ampio, almeno in linea teorica. Gli aggiornamenti sono previsti ogni tre-quattro giorni, compatibilmente con la Koris-vita non sempre semplice. Usciranno segnalazioni sulla pagina FB del blog perché ormai abbiamo deciso che lo spam è un’arte da praticare.

Che piani ha Koris per “Star Coso”? Pubblicarlo fino all’ultima sillaba, perché la storia in sé è finita e non ci sono incognite sul “la porterà mai a termine?”. E poi, che sia letta. Nulla di più. Se piace anche a qualcuno è tutto grasso che cola. Se fa schifo pure ai cessi della stazione, pazienza, ci abbiamo provato.

Quindi, se siete curiosi, la prima parte è disponibile qui:

Star_Coso

Star Coso“, gratis, accessibile a tutti.

Star Coso, la space opera a puntate di cui nessuno sentiva il bisogno!

Star Coso, dove gli stereotipi della fantascienza si danno appuntamento per farsi una birra ed essere se stessi!

Star Coso, da oggi col 100% di accuratezza scientifica in meno!

Post da estigrandissimikatsee

Il mondo oggi fa un’oncia meno schifo del solito perché Koris stanotte ha dormito. Ragioni sconosciute. I meccanismi che regolano i cicli veglia-poco sono di Koris risultano ancora del tutto sconosciuti. La totale ignoranza in materia non permette di fare previsioni su quale sarà la prossima notte in cui Koris dormirà o quali pratiche mettere in atto affinché ciò avvenga. Tanto vale fare un altare a Morfeo.

Koris si sente sedotta&abbandonata come la solita Arianna in Nasso, ma vorrebbe una risposta definitiva. Così archiviamo il dossier alla F come Fallimento, ci facciamo il piantone finale con prefiche e flaggellanti, e andiamo avanti con la solita vita lavorativa diversamente interessante.

Su altri versanti (in cui sarebbe il caso di parlarne su questo blog, ma a tempo debito), Koris si trova davanti a un bicchiere mezzo pieno e, come di consueto, entra in modalità “bicchiere avvelenato”. Koris vorrebbe fare post fiume con tutte le sue paure e reticenze minuto per minuto, ma si vergogna. Poi si vergogna di vergognarsi. E così avanti. Comunque prima o poi si sputa il rospo, promesso, garantito al limone.

“Game of Thrones” ormai è sempre più “Occhi del cuore”. O “Dawson Creek” coi draghi. Oppure “Beautiful” coi surgelati scaduti che sono diventati semoventi. E pensare che nel 2011 ci credevamo così tanto.

Fratello Orso ha le chiappe su un aereo, di ritorno da due scandalose settimane di vacanza in Giappone. Koris pensava di non rivolgergli più la parola, ma pare che l’Orso porti un pensierino. Per sua stessa ammissione, “in realtà due, ma una è tecnicamente una rumenta”. Koris ora è in trepidante attesa di Rumenta-sama.

Domani pomeriggio Koris dovrebbe partire per Merdopoli. Cosa farà laggiù, a parte recuperare un maglione e festeggiare pasqua, non è ancora chiaro. Capo Palpatine ha cercato di convincerla a restare perché “venerdì ci sono due riunioni”, Koris lo ha scritto nel taccuino delle cose di cui non le frega nulla e ha deciso di partire lo stesso. Tanto più che avendo già convalidato i giorni di ferie, l’azienda potrebbe decidere che li perderebbe altrimenti. Quindi estigrandissimi.

Come al solito, si stava meglio quando si stava in grotta.

Da non racontare

Potremmo raccontare di come sabato ci si è ritrovati come degli idioti a tre quarti del Aven des Neufs Gorges, verso -100, e di come si sia rimasti lì perché mancava una corda per arrivare al fondo. La prima volta si pensava mancassero solo due moschettoni, ma il fondo non era il fondo vero.

Potremmo raccontare della domenica come tutte le domeniche nel solito buco. Che tanto fa le cose che fa di solito: ti illude di continuare e si ripiega su se stesso sfidando la geometria. Grotte lovecraftiane e dove trovarle.

Potremmo raccontare della felicità generata da un svincolo autostradale. Che mai nella vita si sarebbe pensato possibile gioire per uno svincolo autostradale nuovo, ma quando il tempo di percorrenza passa da un quarto d’ora (quando diceva culo) a tre minuti… beh, c’è una prima volta per tutto. Peccato che abbiano piastrellato di lavori tutto il resto del tragitto.

Potremmo raccontare del lavoro ma anche no. Che fra mail dimenticate, riunioni urgentissime che si sapevano da venti giorni ma comunicate all’ultimo momento, vecchi puzzoni nipponici che ti bypassano creando merdoni, ore di straordinario gratis et amore dei, varie ed eventuali plus plus, uno ci esce di testa. E forse, tutto sommato, è meglio consegnare la pila di rotture di cazzo all’oblio. Fa meno paura, dall’oblio dei secoli.

Potremmo raccontare di quanto sia impossibile richiedere un certificato di nasciata al comune di Roma se non ti sei fossilizzato a Roma. Ma potremmo estendere la cosa a ricevere un qualunque documento dall’Italia risiedendo all’estero. E vaglielo a spiegare ai Francesi che no, in Italia non vai sul sito del comune e richiedi che ti mandino il certificato per posta. In Italia vogliono la busta pre-affrancata e le marche da bollo. Ma le marche da bollo sono acquistabili solo in Italia. Cazzi tua, insomma. E questo dovrebbero sperimentarlo Salveenee e legaioli assortiti, quando pensano che chiedere documentazione in più agli stranieri sia corretto per evitare i “furbetti” (come se in Italia non ce ne fossero).

Potremmo raccontare del non-no che però non convince troppo, ma vabbè, so’ fregnacce. Tanto si sta scartabellando una cosa che non servirà a un tubo, ma è divertente, e forse l’importante, più che pubblicare ed essere letti, è ridere mentre si scrive.

Potremmo raccontare un sacco di cose. Ma le energie sono tali che sul ponte sventola bandiera bianca, quindi ci accontentiamo dei riassunti.

Non no

Come Koris ha già scritto più volte su questo blog dalle origini ai giorni nostri (il che significa più di dieci anni fa, fate voi), esiste un malloppo-ciofeca-coso pseudo fantasy che Koris ha scritto, riscritto, tritato e saltato col prezzemolo più volte nel corso della sua vita. Negli ultimi anni, ad intervalli irregolari, le è persino venuta la voglia di buttarlo nel grande mare dell’editoria italiana e vederlo affondare miserabilmente come un pezzo di piombo. C’è sicuramente qualcuno di famiglia che leggendo questo post dirà “oh, no, un’altra volta!”, ma pazienza.

L’ultimo di questi attacchi di velleità suicida ha colto Koris nel mese di settembre. Koris l’impavida ma sopratutto la tonna ha deciso di fare due invii di test a mini-editori per vedere se nessuno la caga per un gomblottoH dei poteri forti o perché è proprio cacca. “Comunque vada, non me la prendo ma nemmeno accetto” si è giurata.

Il primo pesce piccolo ha risposto lunedì commentando “trama banale e già vista, sintassi errata nella maggior parte dei casi”. Ora, a Koris si possono dire un sacco di cose, compreso “piscio su di te e sulla tua stirpe per sedicimila vite”, ma che sbagli la sintassi nella maggior parte dei casi è un pelo eccessivo. Dal “non prendersela”, Koris è passata direttamente al rosicare pesantemente ripetendo “mavaffanculo te, i vampiri lascivi, la ragazza semplice dal fascino magnetico e gli oscuri segreti del cazzo, cordialità”.

Il secondo invece ha commentato “manoscritto di sicuro interesse che ci piacerebbe pubblicare, se ancora disponibile”. Koris ha dovuto rileggere la frase sei volte prima di ammettere che poteva anche aver capito. E a quel punto è entrato in vigore il Koris-protocollo di totale incapacità nella gestione delle buone notizie (o almeno, quelle non merdose). Le troppe personalità di Koris hanno fatto una scissione, con buona pace del “tanto è solo un test”.

Una Koris-fazione ha iniziato a fiutare la bidonata perché fidarsi è bene, ma non fidarsi è molto più divertente. Estote parati, raga, che qui chittesencula a parte il Cetriolone Cosmico. E poi come si fa, fra l’editing, la promozione e tutto, che siamo in Francia, fuori dal territorio nazionale. No, no, non è cosa, non si può gestire.

L’altra Koris-fazione ha preso la notizia in maniera ancora più razionale e si è messa a urlare frasi sconnesse. Fra le esclamazioni si colgono, di tanto in tanto, “l’ora della riscossa è arrivata!”, “adesso mi dimetto e campo della mia arte!”, “Martin, cicciommerda (nomignolo coniato da un Orso in astinenza), spostati che prendiamo il trono di spade e lo usiamo come cuccia del gatto”. L’altra Koris-fazione è composta da gente in very bad trip, si vede.

In questi ultimi due giorni Koris oscilla fra l’entusiasmo molesto e la coscienza che non se ne farà nulla. Ma intanto ha ricevuto il primo non no, che per l’autostima spiegazzata fa sempre bene.

Pubblicazioni

Koris avrebbe sotto mano un 600 pagine di mappazzone fantasy ormai bello pronto e impacchettato da mandare a N case editrici per farsi dire “cos’è questa monnezza?” o per suscitare il solito sdegnoso silenzio a cui siamo abituati. Solo che Koris è pusillanime e non lo sta facendo.
Ma non è questo il punto del post. O forse sì, perché il momento non pare opportuno per le pubblicazioni. Segue spiegone.
Koris avrebbe anche due articoli scientifici da pubblicare, uno con Santuzzo e uno come ghostwriter del Capo.
Quello con Santuzzo è stato una sorta di parto trigemino podalico perché dottorando Santuzzo quando ci si mette è una minchia di mare doc e come tale non saprebbe nemmeno trovare lo strumento atto alla minizione nel momento del bisogno. Santuzzo ha scritto un articolo nebuloso, Koris lo ha corretto circa ottocento volte, insistendo ogni volta che le frasi di dieci righe e senza verbi se le può permettere solo Tacito. Santuzzo nicchiava pigolando “Mi fai vedere come dovrei scriverle?”, Koris gli rispondeva “Nice try, ma sticazzi”. Fra alterne vicende, l’articolo è giunto a un editore che lo ha accettato, halleluja halleluja, ma chiedendo di riscrivere certi punti in cui l’esercizio di stile ellissi-di-qualunque-verbo-ausiliare aveva miseramente fallito.
Santuzzo a quel punto ha cominciato a ronzare attorno a Koris dicendo “I am not good at english grammer” (sic.), Koris ha cercato di convincerlo che non era un suo problema e che poteva anche usare il correttore di Word. Insomma, come dicono i Francesi, “sors-toi les doigts du cul”, ovvero “estrai le tue stesse falangi dall’orifizio anale”, fuor di metafora “datti una svegliata”. Santuzzo ha passato due giorni di silenzio per poi andare in stalking grave, venire a piagnucolare che certe frasi non riusciva proprio a riscriverle, fino a fare un sit-in di protesta piazzandosi nel Koris-ufficio mentre Koris stava mangiando. Presa per logoramento come nemmeno una trincea nella battaglia di Verdun, Koris gli ha riscritto le frasi critiche, pur di levarselo di torno.
Il paper del Capo invece aleggia in un limbo di dubbio. Scritto prima per luglio, poi per vai-a-sapere-quando, infine (come al solito) per al-più-presto-possibile, si è arenato prima di essere mandato all’editore sulle secche della burocrazia. Perché l’editore non vuole la convenzione sul copyright di qui e qui non vogliono la convenzione sul copyright dell’editore. Muro contro muro, nessuno si parla, interviene il dipartimento legale per giustificare la sua stessa esistenza. Il Capo dice a Koris di fare la gnorri, che se la vedano fra loro. Finché il tizio che si occupa di queste cose scrive una mail a Koris dicendo “Koris facci lei”, che lui ne sa niente.
“Ma non è il giornale della parrocchia, qualcuno ci avrà ben pubblicato prima, no?”
“Ah, può essere”
“Non si può verificare?”
“Ah, boh”
“Ma non è lei l’addetto alle pubblicazioni che dovrebbe gestire queste cose?”
“Ah, ma io mando i link alla gente, poi basta. Facci lei”
Il Capo ha democraticamente detto “vabbè, forse lo manderemo altrove, occupatene tu”.
Koris ha invece deciso di pubblicare un post perché altrimenti le esplode il fegato prima della fine di agosto.

cacca_oloturia

Analogia di dottorando Santuzzo mentre scrive il paper.
Sì, è un’oloturia al gabinetto.

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