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Tutto bene o forse no

Koris prosegue la sua vita di sveglie alle 6:10 e un sacco di altre cose carine che hanno a che fare con raggi gamma e spettrometri. Nel frattempo le sembra che attorno a lei stia crollando l’impero romano o qualcosa del genere. Qualcosa di ansioso.

‘thieu è in pieno turbine da tappabuchi, nella speranza di arginare i danni che il vairus e la stupidità umana stanno causando all’università. Questo fa sì che sia di un umore poco raccomandabile e in generale stanco della vita, dell’universo e di tutto quanto. Sbuffa parecchio.

Le notizie che arrivano non sono confortanti. Koris è presa da momenti in cui nasconde la testa sotto la sabbia. O meglio, nella pseudo-play station emulata. Appena arriva l’anZia da fine del mondo imminente, Koris attacca Crash Bandicoot Warped. Questa cosa, impensabile ai gloriosi giorni delle medie-liceo, fa sì che si raccattino un sacco di reliquie, di gemme e che siano tornati i muscoli ai pollici (sì, Koris si è pure comprata un joypad perché le cose si fanno seriamente). Se si sente in grado di ragionare gioca a Discworld: Noir e poi piange quando si ricorda che Morte si è portato via Terry Pratchett. Poi lo spamma in pausa pranzo al collega F.

Tanto per tenere la mente occupata e l’anZia sempre pronta, Koris sta cercando di partecipare alla sfida Writober di quest’anno: ogni giorno un tema (una parola) e un racconto. Se vi va di seguirla, i raccontini verranno pubblicati su Scritti a Morsi a partire da domani. E se qualcuno ha un’idea originale per un racconto a tema “carte”, siamo in ascolto.

Mancato countdown contro il lockdown

In tempi normali questi giorni verrebbero spuntati da Koris sul calendario in attesa del ritiro spirituale (ma non solo) sui (ma soprattutto sotto) i Pirenei Atlantici, nel consueto nulla cosmico della Pierre Saint Martin, per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima (per davvero). Ma questi non sono tempi normali e la sfiga ci vede benissimo. Niente countdown. C’è una data, è prossima, ma troppe cose potrebbero andare male per cantare vittoria. Quindi nessun countdown.

Al colmo della scaramanzia, Koris sta traccheggiando nel fare i bagagli. Forse se ne pentirà, forse no, ma più probabilmente sì perché gira che ti rigira Koris se ne pente sempre. È un assioma.

Koris ha anche un mezzo piano qualora nelle prossime settimane si trovasse murata in casa e non sotto i temporali a Sainte Engrace. Questo perché avere piani per quando le cose vanno male aiuta a tenere sotto controllo l’ansia e dà una parziale risposta ai tanti “e se” che affollano in cervello giusto prima di andare a dormire. Il piano prevede in sostanza un ritorno all’adolescenza, ovvero:

  • Finire “House of Cards”, eventualmente guardare “Lost” con quei dieci anni di ritardo. Son dettagli;
  • Portare a termine “Final Fantasy Tactics” e cercare un altro videogioco vintage con cui riempirsi la vita e guadagnarsi l’inferno. Potrebbe essere “Alone in the dark: The new Nightmare” ma Koris continua a pensare di aver bisogno di un joypad per i videogiochi che necessitano riflessi. Così si potrebbero finire anche Crash Bandicoot e Spyro;
  • Stare alla larga da The Sims 2, che non è un gioco, è un gorgo in cui non si va né avanti né indietro. Passano tre ore e ti chiedi dove minchia sia fuggito il tempo, senza aver avuto nessun risultato, né nella vita reale né in quella virutale;
  • finire il Raccontazzo, ovvero il racconto prequel del Koris-romanzo che dovrebbe fare da apripista. Cioè, quello è da portare a termine in qualunque scenario più o meno apocalittico. Koris ha scritto 20 pagine su 50 richieste, solo non deve pensarci troppo su. Se non può uscire di casa potrebbe decidere di scriverne un secondo;
  • trovare una trama per un racconto fantascientifico da spedire a prostituirsi in concorsi troppo più grandi di lui;
  • perdere la dignità continuando a fare foto a Cenzino;
  • compiangersi.

Ad oggi non è ancora chiaro quale scenario si realizzerà davvero. Che del diman non v’è certezza, ma in questo 2020 non c’è certezza nemmeno dell’oggi pomeriggio.

Notti folli e giorni molli

L’estate è qui anche se nessuno lo ha chiesto davvero. Questo significa che Koris impiega un tempo lunghissimo ad addormentarsi, quindi in tempo record si sveglia e inizia un tour di bevo-piscionotturno che pare una bambola Sbrodolina degli anni ’90. Forse Sbrodolina non pisciava, i ricordi in merito sono confusi.

Comunque, notti interrotte da gaudenti motorini che smotorano nelle vie, gente che pensa che tirare petardi nelle tenebre sia un’ottima idea, caldo generico fomentato dallalobby degli shorts.

Che c’entrano gli short? Semplice: tutti i pigiami da donna (ma anche da bambina) non prevedono nessun genere di pantaloncino che vada al di là dell’inguine. Bermuda abolito, l’essere femmineo deve essere sexy anche quando dorme nell’afa estivo. Peccato che lo sfregamento fra cosce produca calore, che produce sudore, che produce un risveglio estemporaneo carico di parolacce. Se Koris ha già scritto questa cosa pazienza, la ribadisce. Non ci sono solo bombe sexy al mondo, ci sono anche femmine normali che vorrebbero dormire senza cosce che fanno splurch splurch. Colpa della cellulite, della ritenzione idrica, dell’avere dei prosciutti sopra le ginocchia.

Quando alla mattina ci si sveglia in realtà si è già svegli. Circa. Se dice culo e non si è caduti in coma giusto cinque minuti che suoni la sveglia, ci si alza e si fa cambiare l’aria in casa nell’unico refolo concesso dalla giornata. Poi non è che Koris sia davvero sveglia: vive la giornata in uno stato di disconnessione dalla realtà, con picchi di attenzione e momenti in cui cola sul tavolo, persa ogni forma solida.

Quando Koris pensa che le estati scorse faceva ancora più caldo e per di più una volta alzata doveva guidare per 70 km fino a Neutroni Porcelloni, si chiede come cavolo facesse. Poi si ricorda che viveva più di là che di qua, abbracciata all’orlo del collasso e allora no, niente, non è che avesse più energie; era la forza della disperazione a tenerla più o meno in piedi.

Nel mentre luglio è alle porte e luglio doveva essere un mese in cui arrivavano risposte. Ma non sarà così. Forse sarà ottobre o più probabilmente sarà mai. Ci vuole pazienza in questa vita, signora mia.

Koris continua a trifolarsi il cervello alla ricerca di una trama che sia fantasy, ci sia azione, abbia a che fare col suo malloppo e stia in 50 pagine. Col cervello insonne in pappetta non è la cosa più semplice da fare.

Poco di nuovo sotto il sole

Dicono che si torna alla vita normale. A settembre. Fino ad allora continua il “fate un po’ come cazzo vi pare”. Per inciso in ufficio si è rotta l’aria condizionata farcita di legionella, un toccasana per arrostirsi a dovere. Quindi Koris continua a lavorare per lo più da casa, col grande vantaggio di potersi vestire malissimo e lamentarsi a ripetizione del caldo. A settembre sarà durissima, ma pazienza. Settembre forse porterà le risposte o forse porterà la seconda ondata di vairus, siamo tutti molto ottimisti.

‘thieu il dimenticatore è stato sostituito da un’entità aliena che gli somiglia molto ma si ricorda tutto. E a Koris le entità aliene vanno benissimo, ci va molto d’accordo.

Il Koris-malloppo/romanzo sta esondando come un blob fluido mostruoso, shit got serious. Essendo Koris una persona matura e razionale, non sa come prenderla (a parte male e “non ce la farò mai, ma fa parte del personaggio). In compenso si è scoperta a scrivere “ma però”, quindi dove minchia vogliamo andare? C’è un mezzo progetto di scrivere cose e di idee che fanno bollire la testa, ma insomma, vedremo. Ogni cosa a suo tempo. Forse.

Koris vorrebbe fare dei countdown ma siccome la sfiga ci vede e ci sente benissimo, meglio evitare.

Forse la settimana prossima si torna in montagna, se Giove Pluvio decide di anticipare il diluvio universale.

Succedono cose che succedono

Koris sta guardando la sezione d’urto del nichel che forse le sta parlando e raccontando cose della sua folle vita di sezione d’urto di neutrone in protone. Forse, eh, Koris non ne è sicurissima. Koris ha dormito ancora una volta schifosamente poco, un po’ perché si è addormentata a un’ora che è saggio tenere nascosta, un po’ perché i muratori del palazzo di fronte hanno deciso le cinque e mezza sono un’ottima ora per buttare via i rifiuti murari. Koris gli augura ogni bene, soprattutto un sacco di cantieri molto lontano da qui.

Oggi fratello Orso si addottora online. Purtroppo non abbiamo nemmeno un link di Twitch per seguire la diretta. Ma soprattutto sappiamo che l’Amperodattilo ha comprato una tortina per festeggiare e che quella tortina non verrà mangiata da Koris. Che pessimo tempismo.

La grande scoperta dei trent’anni suonati potrebbe essere “non puoi fare sempre tutto da sola, chiedere un parere esterno a volte aiuta”. Che detto un’adepta della setta del chi-fa-da-sé-fa-per-tre è una grande sconfitta. Che Koris mica ci aveva pensato che il fascio di protoni trapanasse il bersaglio, era già in ginocchio davanti alla Capa urlando “non so fare le simulazioni, gomen nasai, mi squarcerò il ventre prima del tramonto per lavare la mia vergogna!”. E invece no, tutto normale, era il solito report diversamente ben fatto che diceva cazzate come “tutti i protoni sono assorbiti dal bersaglio”. La proiezione astrale del Replicante è apparsa dicendosi molto deluso da questa mancanza di senso fisico, ma del resto il Replicante lo avrebbe detto in qualsiasi caso. E se Koris non chiede mai né aiuti né pareri è anche un po’ una sua responsabilità, visto che ogni tentativo di discussione era stroncato con “devi saperlo tu”. Che magari era un modo paraculo per dire “ma che cazzo ne so e che cazzo mi frega”, non lo sapremo mai.

Martedì Koris è andata a Neutronland e ha avuto una giornata quasi normale, come se non esistesse un vairus. Un po’ le mancava la sua vecchia vita, anche la sveglia alle sei e uscire di casa nel deserto delle vie. Forse ci ritorna martedì.

Il Koris-romanzo (perché forse bisogna davvero iniziare a chiamarlo così, visto che il rischio che esista davvero è alto) è passato fra le mani dell’editor e Koris ora deve fare una scelta. La scelta è fra lasciarlo così e pubblicare in ebook “Gli occhi del cuore” (circa), oppure fare uno sforzo, lavorarci ancora e fare uscire una cosa di qualità col suo libro in cartaceo. Pare che avrà qualcuno per consigliarla, cosa abbastanza inedita. No, nel senso, Koris ha sempre avuto una schiera più o meno nutrita di angeli custodi che le hanno dato feedback e consigli sul romanzo, solo che questo è del mestiere ed è pagato per farsi rompere i coglioni con dettagli insignificanti. Comunque per il momento Koris ha preso tempo e, finita la chiamata con l’editore, tremava dal nervosismo perché innanzitutto siamo adulti consapevoli e posati.

merda

Koris mentre scrive contenuti di qualità, blog compreso.

La voglia di cambiare la cucina sta generando un’escalation di violenza pari solo a quella che si sta scatenando sui social per… circa qualunque cosa. Koris non vuole fare post in merito per il buon vecchio adagio del “non ne so una fava”. Però si fa delle paranoie, perché quello invece le riesce benissimo.

C’è soprattutto bisogno di mettere un freno a un cervello che gira troppo vorticosamente, quindi Koris saluta la compagnia e se ne va un week-end in montagna con ‘thieu e Cenzino (il Biker Mice instagrammer), a farsi fischiare dalle marmotte grasse del Valgaudemar. Nel mentre rimugina.

Semi-bilancio del confinamento

In Francia questo sarà l’ultimo week-end di confinamento stretto, e sì, confinamento, non si può pensare che un popolo che non usa la parola “computer” si abbassi a chiamarlo “lockdown”. Comunque, pare che da lunedì si possa uscire di casa senza la carta bollata del pontefice massimo attestante la legittimità dell’uscita. Ammesso che non si cambi idea, del resto Manù ripete sempre che l’11 maggio è un obiettivo e non una scadenza. Minimo minimo cambia idea domenica sera.

Comunque oggi, giorno di confinamento numero cinquantatré o forse giorno -5 all’era del rimettere il becco fuori di casa, Koris si interroga di come abbia passato questi praticamente due mesi. Risposta rapida: male. Risposta meno rapida: in generale male, dipende di cosa stiamo parlando.

Libri letti: zero. Sul serio, zero assoluto. Koris si è trovata in quarantena convintissima che avrebbe avuto di ordinare un Terry Pratchett qualsiasi dalla sua libreria di fiducia, invece la libreria ha chiuso i battenti e ti saluto e sono. Non era il momento giusto per riprendere a leggere la saga di Zola. Koris ha spiluccato saltuariamente un libro sulle guerre napoleoniche risalente alla Koris-adolescenza. C’è stato un tentativo con l’audiolibro dell’undicesimo volume della Ruota del Tempo, ma non è andato a buon fine. E no, Koris non ha Kindle di sorta o supporti ebook per problemi oculari.

Roba scritta: poteva andare peggissimo, poteva essere zero. Koris ha scritto due racconti, uno horror o presunto tale (“Il piccione di cemento“), l’altro fantasy stupidino (“Il dottor Necron“). È forse un tentativo mal riuscito di farsi pubblicità? Assolutamente sì. Per quanto riguarda il romanzo, l’editore non ha più dato traccia di sé, ma visto quello che succede laggiù forse la sua sopravvivenza non è così scontata.

Cibo: troppo. Anche al netto di sporadici digiuni quando la vita si faceva insopportabile, comunque troppo. Tentativo di mangiare tante belle verdurine terminato non si sa bene come. Dolci fatti tre, due crumble di mele e una torta a limone per il ‘thieu-compleanno. Le fragole mangiate si misurano in quintali.

Lavoro: alti e bassi ma soprattutto bassissimi. Osservazione di un fenomeno interessante: transizione da “mi piace il mio lavoro” di inizio marzo a “odio tutto e non voglio più vedere nessuno, tanto nessuno vuole vedere me” di adesso. Il termine tecnico è caduta verticale. Di certo è colpa di Koris che non si applica, però se qualcuno mostrasse un minimo interesse per il sicuramente-insufficiente-lavoro-svolto non sarebbe male. Anche solo una risposta a una mail, ci accontentiamo di poco. Vabbè, prenderemo la quarantena come training per la futura disoccupazione.

Videigiochi: forse sono stati il rifugio di Koris come se fosse una quattordicenne qualsiasi. Ha mollato lì “Alone in the Dark: the new Nightmare” per incomprensioni coi comandi da tastiera e perché i dialoghi erano alquanto inconcludenti (grafica a parte, non è all’altezza del suo predecessore del ’92). Koris ha giocato un po’ a “The Sims 2” facendo fare agli omini cose da psicopatica vera, unico scopo del gioco. La grande novità è arrivata la settimana scorsa, con la scoperta che non era l’emulatore Play Station ad avere problemi, o la memory card o le iso dei giochi: era il bios. Dopo due anni di attesa, Koris ha potuto riprendere in mano “Final Fantasy Tactics” dal punto in cui lo aveva lasciato col cambio di emulatore. Ma questo necessiterebbe un nerd-post a parte. Stiamo lavorando per capire come far funzionare l’emulatore Play Station 2 che ha requisiti di sistema deliranti.

Film: pochi, complice il catalogo di Netflix che propone per lo più monnezza. Segnaliamo il primo vero film visto assieme a ‘thieu in cinque anni di relazione. Cose assurde, per tornare alla normalità hanno guardato “Phaeton” di Lully qualche sera dopo. Menzione specialissima del trash sopraffino: “Alien 2: sulla Terra” versione italiana che non ha niente a che vedere col vero “Alien”, con cineforum realtime con Junior. Consigliato a stomaci forti e serate cine-monnezza. PEUN PEUN!

Bricolage: andava tutto benissimo in salotto, finché non è finita la pittura. Ora che i negozi riaprono, si realizza la Koris-profezia del salotto pitturato ai tre quarti. “No, ma un giorno ci prendiamo un pomeriggio e lo finiamo” proclama ‘thieu. Non è specificato di che era geologica sia quel giorno. Koris è abbastanza fiera della sua pulizia della cappa, una vera e propria performance di extreme acrobatic cleaning.

Speleo: molto spiritosi. Si è fatto un video e tanto basta.

Giochi di ruolo: sempre sia ringraziata Iset per aver messo su una campagna di “Call of Cthulhu” a distanza. Campagna che doveva essere una one-shot, che è diventata una mini-campagna da tre sessioni, che ormai siamo minimo minimo alla sesta e non abbiamo finito di inseguire spawns di Yog Sothoth. S’è rifatto vivo il Maitre de Jeu che sta preparando una nuova campagna; due ore e mezza su Discord domenica pomeriggio per costruire il nuovo personaggio di Koris.

Attività fisica: minimo sindacale. Rischio linciaggio e cat calling. Inadeguatezza di fronte ai video di work-out su YouTube.

Momenti di down: tanti, brutti, molto bassi. Strascichi di disperazione e disillusione che se ne andranno con grande difficoltà. Sì, siamo tutti nella stessa barca e ognuno ha i suoi cazzi, lo sappiamo.

Insomma, pare che lunedì ci si possa spingere fino a 100 km dal domicilio e soprattutto si possa andare nelle foreste e sui massicci. O nei massicci, if you know what I mean. Forse il 25 Koris torna in laboratorio, non si sa, le faremo sapere. A meno che il 25, due settimane dopo lo sconfinamento, il vairus non torni in tutta la sua pUtenza facendo surf sulla seconda ondata. E allora si ricomincerà da capo. Koris tuttavia per il secondo confinamento vorrebbe un gatto, perché ‘thieu è poco fotogenico per acchiappare like su Facebook e poi non fa nemmeno le fusa.

webcomicname

Per fortuna che non si erano fatti buoni propositi.
(Credits: Webcomicname)

32 marzo

Vista la routine sempre uguale da tre settimane a questa parte, Koris non vede perché si dovrebbe cambiare mese. Tutto continua identico a se stesso, tanto vale continuare anche marzo. Aprile verrà recuperato dopo. O forse anche no, chissà.

‘thieu va in giro ripetendo che bisognerebbe trovarsi del buon cioccolato per Pasqua. Koris non ha ben presente quando sia Pasqua, essendo Pasqua ad aprile ed essendo (per Koris) marzo prolungato fino a data da destinarsi. Ma tanto la pasticceria di fiducia è chiusa, quindi niente pesciolone di cioccolato fondente. Sì, qui in Francia per Pasqua fanno ogni genere di animale di cioccolato. Sì, le pasticcerie non sono considerate generi di prima necessità e nemmeno le librerie, ci meritiamo di essere sterminati dal vairus.

Le mail di Koris cadono nel vuoto siderale. Forse in laboratorio nessuno si ricorda più di lei. Forse la hanno licenziata e si sono dimenticati di dirglielo. O glielo hanno notificato per raccomandata. Ma la posta è chiusa, quindi non si può andare a recuperare la raccomandata. Peggio, in certe zone la posta non consegna nemmeno, quindi non arriva nemmeno l’avviso. L’unico elemento che fa propendere per il mantenimento le lavoro è l’accesso al webmail. Webmail che è omertoso come un pregiudicato di mafia. Karma.

Koris ha scoperto di non avere più né il pilot né la prima stagione di Battlestar Galactica e questo è molto male. Perché è sempre il buon momento per riguardare Battlestar Galactica, ma durante una pandemia forse ancora di più. Che poi Koris impieghi circa sei giorni a guardare un film è un altro discorso.

Ieri sera sono passati dei pipistrelli sotto le finestre di casa. Piccoli, dolci, pucciosi pipistrelli che non sono più disturbati dal traffico notturno. E se vengono a papparsi le zanzare ancora meglio.

Koris deve ammettere di non essere molto felice, ma tant’è, così è, c’è poco da fare. Ha anche l’impressione che la colpa della pandemia sia sua, in quanto la vita iniziava a prendere una piega interessante con un lavoro decente, un romanzo un pubblicazione e un racconto in finale per un concorso (e che avrebbe dovuto essere pubblicato). Sì, va bene, è la solita lamentela di chi sta bene e ha il culo seduto a casa al sicuro. Però almeno il diritto al piagnisteo lasciatecelo…

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