Archivi categoria: quando la sfiga diventa leggenda

Vasellina

Koris stava pacificamente scrivendo un report che le hanno appioppato in nome del “preferirei che lo facessi tu”, quando è suonato lo SmartPhogn.
Era il CCC, il Commerciale Completamente Cretino. Koris ha roteato gli occhi, sicura che volesse venire a spannocchiare minchia al Capogruppo Palpatine come fa ogni due mesi, puntuale e piacevole come un herpes.
“Ciao, sono il CCC!”
Sì, it is known, quello che è misterioso è perché Koris non abbia ancora messo il tuo numero nella blacklist.
“Volevo sapere se possiamo vederci…”
“Senti, in questo momento siamo molto carichi di lavoro, non se abbiamo…”
“… tipo a pranzo”
“Eh?”
“Sì, io, te e il Padrone dell’azienda. Sarebbe mercoledì a mezzogiorno, sai, il Padrone è molto occupato”
La parte felina del Koris-cervello le ha fatto rizzare il pelo.
“Tutti i mercoledì ho la riunione di gruppo dalle undici finché ce n’è, quindi non posso assolutamente promettere che sarò libera…”
“Facciamo a mezzogiorno e mezza?”
Facciamo che smetti di rompere i coglioni no, invece?
“Vabbé, ok, non ti prometto niente, ci vediamo alla mensa del sito se dovete vedere qualcuno…”
“Ah, ma no. Ma andiamo a pranzo fuori, sarà più carino”
Nel cervello di Koris ha iniziato a suonare furiosamente la sirena dell’allarme fregatura.
“Ma per quale motivo, esattamente?”
“Ah, per parlare”
“Ma parlare di cosa?”
“Parlare… ora, scusa, ma ho meeting importante, ti mando un invito in Outlook per mercoledì, ciaooooooo!”
La sirena continuava a suonare, assieme alla colonna sonora da videogioco in sitauzione tension.
Ora, se avessimo a che fare con gente normale, la situazione sembrerebbe postiva e nascondere una promozione. Tuttavia sappiamo benissimo che sedersi sugli allori equivale a scambiare per alloro il pungitopo, mentre quelli bagnano le dita nella vasellina (che poi sarebbe lo pseudo-invito a pranzo). Il meteo prevede nubi cetrioliformi a bassa quota.
Koris ha riflettuto un po’ e si è fatta una sua idea di quello che potrebbero volere da lei:

  1. di “appropriarsi di certe cose” perché l’azienda possa passare per “innovativa” e quindi pagare meno tasse. Trattasi di una cosa talmente paludosa che ci sguazza dentro il Mostro della Laguna Nera, con tanto di costume plasticoso anni ’50
  2. Binomio ha sgombrato il campo per ragioni ignote e quindi, quando il Koris-contratto coi Neutroni Porcelloni decadrà a febbraio, non hanno più niente da farle fare. Quindi raus, fare aria. Da una ricerca stalkeristica su Binomio, quest’ultimo pare ancora al suo posto. Pare.
  3. c’è un contrattone che vogliono assolutamente vincere con Koris-profilo. Solo che sta a Vergate-Sul-Membro. Koris non è molto propensa agli spostamenti, quindi cercano di indorarle la pillola.
  4. vogliono cheiderle di fare un po’ di lavoro da commerciale e stanare contratti. Ma Koris e questo genere di cose non sono compatibili. Oh, ognuno ha i suoi limiti. Nessuno fa mai una colpa ai responsabili commerciali di non sapere la fisica nucleare, quindi può benissimo esserci il viceversa.

Nel mentre stiamo con le spalle al muro. Nel terrore di quello che potremmo scoprire mercoledì.

blacklagoon

Meglio la Laguna Nera anni ’50, tutto sommato.

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Metto la virgola e aggiungo uno zero

Una vita da Medrano,
Che nel circo faccio il nano,
E all’altezza dei calzoni
Guardo tutti nei c…

Ahem, qualcosa del genere.
Koris si sta domandando se in tutto ciò non ci sia un errore primigenio, una sorta di peccato originale. Per esempio, Koris potrebbe aver sbagliato tutto nella sua vita (tanto per cambiare), quando verso i 15-16 anni ha deciso che avrebbe studiato roba inerente alla fisica. Forse avrebbe dovuto restare sulla via maestra battuta e decisa anni prima di studiare storia. Probabilmente non avrebbe mai incontrato il compagno Faithful, noto provocatore di Koris-cazzimma a livelli elevatissimi, e nemmeno la banda della Balda, del Prussiano, di Bazilla e di tutto lo zoo accademico fino al Replicante, che ha progressivamente smontato la Koris-autostima come pezzi di Lego. Studiando storia Koris si sarebbe posta molti meno problemi. Ora probabilmente sarebbe a friggere da McDonald’s o a fare la supplente di geografia alle medie nella migliore delle ipotesi, ma forse si sarebbe goduta la giovinezza. Ma la storia non si fa a sliding doors e questa non è la linea temporale di Koris-friggitrice.
Fin qui, riflessioni di Koris alle tre di notte mentre pensa che l’ottavo libro di “Wheel of Time” sarebbe veramente bello, se Roberto Jordan non avesse riempito pagine e pagine di stereotipi con donne gelose e uomini che non capiscono. E mentre pensa anche che si è dimenticata di lavare la pentola del brodo dopo il risotto. Koris pensa troppe cose assieme, it is known.
La giornata di ieri è stata una sorta di divisione in colonna con resto periodico. Ad ogni punto che fioccava in coda alla to-do-list, Koris si diceva “metto la virgola e aggiungo uno zero”. Non che voglia dire qualcosa al di fuori delle scuole elementari (e probabilmente solo alle scuole elementari di più di vent’anni fa, #VecchiaiaModeON), ma le vie delle Koris-sinapsi sono imperscrutabili e probabilmente non portano a Roma. O forse a una versione di Roma dopo il passaggio dei Vandali di Genserico.
Che s’era detto a proposito dello studiare storia?
In questi giorni ‘thieu è raffreddato e, con tutto il bene che Koris gli vuole, sembra di dormire accanto a una motosega. Certo, sempre meglio dell’asma del SonnoDellaRagione, che faceva tanto finale della “Traviata” e qui né Verdi né la tisi ci sono mai piaciuti. Però insomma, un fagottista che russa è capace di andare avanti a basso continuo tutta la notte. Per cui Koris si mette a leggere “Wheel of Time”, per cui si incazza, per cui pensa di aver sbagliato tutto nella vita. Poi verso le tre si addormenta e sogna di incazzarsi ancora di più.
Qualcuno deve spiegare al team di Neutroni Porcelloni che ci sono dei limiti al Koris-multitasking e qui limiti potrebbero essere stati raggiunti. Ok, i limiti sono fatti per essere superati, ma ci sono dei limiti ai limiti da superare. Anche con de L’Hopital. Insomma, limite di Koris per tasks che tendono all’infinito dà Koris che tende a zero. Detta con Stephen King, all work and no play makes Koris a dull girl. Se poi alle 17 di lunedì ti comunicano di partecipare a un meeting dalle 8 alle 18 dell’indomani e di mercoledì, il che ti assicura di partire di casa prima delle 7 e di tornarvi dopo le 19… beh, il suicidio in molteplice forma comincia ad avere un certo appeal.
Ma no, c’è ancora tanta speleo da fare. E ci hanno promesso di visitare prima gli Scogli Neri, poi il Gouffre Géant de Cabrespine. Dobbiamo sopravvivere. Sempre mettendo la virgola e aggiungendo uno zero nella divisione periodica.

La dura vita di una file hoarder

Dicesi “file hoarder” un individuo dedito all’accumulo più o meno indiscriminato di file di sorta. Come gli scoiattoli con le nocciole, solo che anziché riempire le tane si riempiono gli hardisk (grazie, Junior, per la terminologia e la similitudine).

scoiattolo

Koris mette in ordine i suoi files.

Da quando la vita sul web si è fatta dura, Koris è diventata una file hoarder compulsiva al grido “quando ci ricapita?”. Probabilmente lo era già da prima, ma da quando si è diffusa la cultura simil-Netflix, simil-Spotify del consumo via etere, la tendenza all’accumulo si è inasprita parecchio. Sì, possiamo rigirare la frittata come vogliamo, si chiama vecchiaia: Koris è un dinosauro del web ed è consapevole di essere pronta a diventare un fossile.
Ormai, i giorni dei pari nostri sono numerati. L’unico dio viene a scacciare via i molti dei. Gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. È il tempo degli uomini e dei loro modi.
In tutto ciò, cosa è successo per scatenare cotanto flame?
Ieri Koris ha pensato di rimpiazzare un libro che perde le pagine col suo corrispettivo informatico, in modo da averlo sotto mano ovunque e di pronta consultazione (leggerlo per intero era già stato fatto). Tutta contenta di allinearsi per una all’evo moderno in maniera diversa da pdf-del-libro-fotocopiato-passato-di-straforo, Koris ha speso l’incredibile cifra di dieci euri per comprare l’ebook. Prima di lanciarsi nell’impresa, aveva persino scaricato l’antemprima, che si rivelò essre un praticissimo epub da dare in pasto a Calibre. Il libro doveva essere della stessa risma.
Certo, come no. LOL.
Completato il pagamento, Koris si è vista recapitare nella casella di posta un link per scaricare l’ebook. Che si rivelò essere un file in formato ascm. Cosa esser tu? Non il libro, ovviamente, ma un file che rimanda all’ebook. Come si apre questo file sconosciuto? Con un solo programma, Adobe Digital Editions (da ora nel post sarà conosciuto come AdobeSticazzi per brevità). Che ab origine esisteva solo per Windows, poi è stato ampliato per Mac OS. Utenti Linux attaccatevi al cazzo (lett.).
Koris, che era già abbastanza indispettita da questo razzismo verso il suo sistema operativo di elezione, si è indiposta ancora di più quando ha scoperto che Wine, l’emulatore di ambiente Windows, non ne voleva sapere di installare AdobeSticazzi. Installato quindi su una copia vagante di Windows 10 (Koris e il suo rispetto alquanto discutibile per i dual boot), AdobeSticazzi continuava a dare “errore nel server, il suo libro non è disponibile”. Anche se lo hai pagato.
È stato necessario scomodare il Windows 7 nascosto nel cuore di VeloBlatto per riuscire ad insallare AdobeSticazzi, programma che per inciso può girare solo su un numero limitato di dispositivi perché se no fa brutto, dicono. Il programma dal ascm ha partorito con dolore un epub, Koris pensava fosse finalmente finita lì.
Certo, come no. LOL. (ep. II)
Il libro era protetto dai diritti d’autore, quindi poteva essere solo con AdobeSticazzi, su un numero limitato di computer. La cosa è diventata una questione di principio e Koris, con parecchie colorite imprecazioni, ha tirato furoi gli strumenti del mestiere per esorcizzare l’epub. A fine serata erano nati un epub free, un pdf, un docx e un file testuale perché hai visto mai. Per esclusivo uso personale.
A Koris, fossile informatico, girano tantissimo i coglioni. Perché ha pagato per avere quel file, com’è giusto che sia, ma non può farne quello che vuole, anche per un uso esclusivamente personale. Deve stare al capriccio di Adobe, che sottostà al capriccio di Microsoft. Altrimenti sticazzi l’ebook, anche se hai pagato. Per proteggere i diritti d’autore, dicono.
Alla fine di tutta questa trafila, Koris si è sentita presa per i fondelli. O meglio, truffata. Compro un ebook e non ne sono interamente proprietaria. Non posso leggerlo sul supporto che voglio e dove voglio. Come se comprassi un libro e potessi leggerlo solo in salotto e in camera da letto, nel cesso no. Non posso prestarlo a un amico a meno che non venga a leggerlo nel mio salotto (rigorosamente non nel cesso). Sarà Koris ad essere un fossile, ma questo modo di fare non le piace nemmeno un po’. Nel dubbio, meglio ammassare.

pirateria

Però anche rompere i coglioni a chi vorrebbe il suo file PAGATO in pdf, eh.

Dieu, pourquoi moi?

Forse non c’è bisogno di prendersi in faccia la Guerra dei Trent’anni e svariate pestilenze per mettersi a sragionare come un Johann Christoph Bach qualunque.
Basta essere al quinto giorno senza gas perché boh, uno dei vicini ha sentito odore di gas e ha fatto chiudere tutto. Senza lasciare alcun avviso in merito. Interpellato in materia, il gestore della rete ha detto “non è un mio problema, se vuole io il gas glielo faccio riaprire”. Però se il vicino lo fa richiudere siamo punto e a capo. Per ora si tiene botta perché sono comparse le piastre elettriche d’emergenza, che fanno molto Collegio vista la praticità ridicola, e perché il circuito dell’acqua calda per lavarsi è alimentato elettricamente. Se cala l’inverno siamo fottuti. Se la situazione si protrae ad libitum (e visti i presupposti potrebbe anche darsi), si fugge lemmi lemmi a casa Koris. Ingorghi seralmattutini permettendo. Per la prima volta, si è visto ‘thieu dormire in pigiama full-plate e non con la solita maglietta. Forse non siamo pronti per il SonnoDellaRagione Reloaded.
Basta anche concludere una settimana di riunioni in cui un tizio usa termini come “core businnes” e “selling point” parlando di un rivelatore. Cercando di rimpiazzare componenti all’interno di un cubo di tungsteno senza aperture. Venditori di pentole, insomma. Koris ha evitato di fare commenti imbarazzanti, mentre si faceva troppe domande, del calibro “ma perché lui è ricercatore al CNR e io tiro l’anima coi denti?”. La parte eroica sostiene che sia perché hai deciso che far parte della corte di un super professore in Italia sperando nella sua benevolenza non faceva per te. La parte realistica invece dice che sei semplicemente cojona.
Basta anche continuare a farsi le solite domande e chiedersi se la risposta non sia anche averne l’intenzione, non tenemo guiderdone, il che è molto probabile. Nel mentre il Capo è andato il loop chiedendo “Allora hai risolto con FISPACT?” e Koris vorrebbe solo urlare che, nonostante le dicerie, non è un Cylone e quindi non fa interfaccia con codici sconosciuti ficcandosi direttamente una penna usb nei polsi. Anche se come suicidio sarebbe stiloso.
Probabilmente ci sono altre ragioni al “Dieu, pourquoi moi?”, ma un meccanismo di difesa non le permette di ricordarselo.

“Koris, hai risolto con FISPACT?”
“‘nattimo!”

Un, due, tre… fuffa!

Siamo al mercoledì di una settimana complicata e la fuffaggine ha preso il sopravvento. Dicasi fuffaggine la tendenza a non avere tendenze. La fuffa procede per effetto valanga e si aggrega come gli spilli su un magnete. Il magnete di solito è Koris.
Secondo il Koris-calendario su questa settimana si poteva benissimo fare una croce, causa meeting numero uno lunedì-martedì e meeting numero due giovedì-venerdì. Partecipazione obbligatoria, birba a chi manca, muoversi. Inscatolate la vita lavorativa per una settimana e prendete appunti.
Koris ha passato il lunedì con l’espressione tipica della Madonna dei Sette Dolori chiedendosi che cosa avesse mai fatto a una divintà superiore per meritarsi quel supplizio. Una retrospettiva della sua passata attività moral-religiosa ha fatto comprendre che in effetti sì, Koris ha peccato abbastanza per vedere presentazioni di gente che fa analisi dimenticandosi pezzi e se glielo fai notare si incazza ancora. Perché sono ricercatori, loro. Ce l’hanno grosso -l’elenco delle pubblicazioni-, loro. Koris si è fatta un sacco di domande, la risposta era dentro di lei epperò è sbajata.
Il martedì Koris ha deciso di rompere col suo basso profilo facendo notare che se volevano davvero mettere delle sorgenti radioattive di tale potenza a zonzo, avrebbero dovuto fare i conti minimo minimo col Dipartimento della Difesa, che sarebbe stato capacissimo di incazzarsi come una biscia. Le è stato risposto che dipende dalle circostanze. Bisogna contestualizzare. Non sapevo che il plutonio fosse minorenne, signor giudice.
Vabbé, lo scopo del meeting è diventato sopravvivere al meeting.
Stamattina Koris si è trovata tre mail di cui: una pertinete, la seconda uguale alla prima inoltrata, la terza aveva tutto scritto nell’oggeto mail. Avendo Koris dormito tre ore stanotte, ci vuole poco per farle perdere la pazienza. Anzi, forse la pazienza giace già agli oggetti smarriti da ieri sera.
Koris è andata dal Capo per cercare di fare chiarezza sulla questione.
“Ho una conf call coi Cinesi fra tre minuti”
“Punto uno: ho risposto alla mail pertinente del Gilgamesh dei rifiuti radioattivi (n.d.K. se vi pettinate come gli Assiri, Koris non può non affibbiarvi il nickname che meritate)”
“Di già?”
“Gli ho solo dato dei suggerimenti su come penso che dovrebbe aggiornare il documento”
“E non puoi aggiornarlo tu?”
“Andrà sicuramente a finire così, ma nel mentre non voglio insegnargli a fare il suo lavoro.”
“Va bene. E poi?”
“Ho scritto al team Indiano, ma risponderanno come al solito alla prossima reincarnazione”
“Normale. Poi?”
“Il servizio informatico, interpellato la settimana scorsa per installare il detto-programma, fa rotolare balle di fieno” (n.d.K. no, geek-Koris non avrebbe nessun bisogno del servizio informatico per installare roba, non foss’altro che costoro detengono gelosamente la password di amministratore come Gollum col tessssssssoro)
“Ma ne abbiamo bisogno! Non li hai ricontattati?”
“Gli ultimi due giorni ero al meeting dei Sette Dolori, li posso ricontattare oggi, ma se mi dicono che lo vogliono fare domani c’è l’altro meeting, non posso starci dietro”
“Non venire al meeting”
“E chi prende gli appunti?”
“Vedremo, vedremo. Dobbiamo chiudere questa storia”
La vita è bella perché è (a)varia(ta). Fra un contrordine e l’altro.

La stagione del…

… dell’ingorgo mattutino. Ragione sconosciuta. Fatto sta che tutti i giorni c’è coda perché qualcuno si è spiaccicato contro un guard rail. Oppure un guidare di un bidone della rumenta su ruote è fermo in mezzo alla carreggiata perché la macchina sua coetanea ha esalato l’ultimo respiro. Ogni riferimento al mezzo del SonnoDellaRagione è puramente casuale.
… della copertina perché di notte fa freddo. ‘thieu ha pure voluto accendere il riscaldamento, nonostante il suo piccolo isolamento personale da orsetto polare. Koris no, ma perché dopo gli InverniDelDisagio in cui il riscaldamento era “404 not found”, Koris è pronta per la Georgia Australe.
… del pipistrello in amore. Che pare un titolo da filmetto soft-p0rno, ma invece è vero, è effettivamente cominciata la stagione degli accoppiamenti. Ragion per cui, ogni volta che si va in grotta, non sai mai se sia meglio bussare prima. Koris immagina di veder uscire pipistrelli che si tirano su i calzoni bofonchiando.
… del cibo invernale. L’Amperodattilo aveva proposto di fare la polenta, Koris ha detto “ma sulla carta è ancora estate!”. Il giorno dopo ‘thieu preparava cavolo e salsicce perché il freddo gli ha risvegliato i geni alsaziani.
… dell’incubo notturno. Ah no, quella non è semplicemente mai finita.
… delle domande senza risposta. Anche questa non fa altro che continuare, ma insomma, la sabbia nella clessidra scende. Scende anche il morale di Koris, ogni tanto, ma ormai ci siamo abituati. Ma almeno la lista delle grotte di FinalmenteSpeleo 2017 potrebbero pubblicarla, eh.
Domani è autunno e sarebbe auspicabile che Koris andasse in letargo.

P.S. Questo blog deve tornare a scrivere qualcosa di acido e cattivissimo, se no ci rammolliamo.

La Databasiade

Tanto tempo fa, nel 2009, un cuggino del nipote della sorella della zia di uno del gruppo speleo venne incaricato di fare un sito che pubblicizzasse on line le attività arrampico-alpino-trekking-speleologiche. Il cuggino del […] prese un sito precotto dal suo savoir faire, cambiò due o tre cosette e lo consegnò al gruppo molto sportivo ma poco information.
Meno tempo fa, nel 2015, Koris arrivò nel gruppo, vide il sito e pensò “Minchia che accozzaglia di pagine a metà fra web1.0 e web2.0 vorrei ma non posso!”.
Ancora meno tempo fa, a settembre 2017, Koris si disse che il sito era un reperto muffito e meritava una rinfrescatina.
Tale risoluzione si rivelò essere come un po’ tutte le Koris-idee: non lo avessi mai fatto.
Il sito si appoggiava ad un database in cui erano memorizzati tutti i resoconti delle uscite, più altre cose. Fino a pochi giorni fa, Koris si era sempre tenuta alla larga dai database. Con ragione, ora possiamo dire.
Il database in questione parlava la malefica lingua del MySQL, Koris no. Essendo tuttavia Koris una sorta di poliglotta informatica, non c’è voluto molto perché i due cominciassero a comunicare. A gesti. Dell’ombrello.
Koris ha scoperto che fra i plurimi megabyte del database c’erano non meno di 3500 commenti a vecchi resoconti. “Apperò,” si disse Koris “un tempo la gente sì che era attiva”. Al cinquantesimo “hypnotize women into bed”, s’è capito che i commenti, privi di qualunque moderazione, erano il regno di Spammolandia.
Deciso che la tabella “commenti” doveva essere distrutta col fuoco purificatore, Koris si è domandata perché ci fossero due tabelle apparentemente omozigote, news_new e news_news, forse una versione moderna della iota differenzia. Fuochino (purificatore, anch’esso). La tabella news_news raccoglie i resoconti delle uscite, quella news_new sostanzialmente… anche. Solo che vengono identificati come nuovi. E quand’è che diventano vecchi? Mai, se il moderatore non ci mette le mani. E se la gente ignora da che parte si piglia un database? Si sedimenteranno per sempre.
Anche la tabella news_news, oltre ad essere piena di colonne “NULL” perché mica abbiamo l’horror vacui, era foriera di sorprese. Come l’assenza di qualunque indicativo per il genere di attività, speleo o arrampicatoria che fosse. In compenso aveva una colonna flag, che si riconosce in un’ennesima tabella in cui quel flag corrispondeva all’attività. Chiunque abbia pensato questa cosa, doveva essere allergico al varchar.
Dracarys.
Con questa consapevolezza, Koris non poteva lasciare il sito in quello stato, la sua coscienza nerd non glielo avrebbe mai perdonato. Le riflessioni serali hanno fatto approdare a una conclusione ovvia: l’hosting lo abbiamo, nuclearizziamo tutto quello che c’è e facciamo risorgere un fantastico sito WordPress da quelle ceneri.
“Bisogna portarsi dietro anche tutti i resoconti dal 2009 ad oggi” hanno risposto gli altri.
I resoconti, epurati da Spammolandia e da ripetizioni inutili, erano in tutto 379. Koris ha avuto una fugace immagine di se stessa a fare copia-incolla per 379 volte. Non era cosa.
Ma se anche WordPress usa i database, magari si può fare un burinissimo trasferimento da un database all’altro e nessuno ha visto niente. Tralasciamo la narrazione di come Koris ha imparato a sue spese le query per la struttura pericolante. Una volta riempito alla bella e meglio il database tarocco di WordPress, Koris ha provato a importarlo sul suo spazio dedicato, per vedere come reagiva WordPress.
Male, ha reagito male.
Lo spettro del copia-incolla furioso si è ripresentato, assieme a un “gettiamo la spugna con disonore e facciamo seppuku con una penna USB”. Non esisteva proprio.
Koris è venuta a conoscenza di un plugin che importa database scaberci in wordpress. Solo che serviva un hosting (e no, quello del sito speleo non era utilizzabile, metti che si scassa tutto, poi come si spiega agli altri?). Il vecchio hosting del qui presente blog ha chiuso i battenti alle Isole Tuvalu. Gli hosting gratis in realtà sono gratis a pagamento.
Koris ha guardato Blatto, Blatto ha guardato Koris. “Vuoi diventare un server locale?” gli ha chiesto Koris. A giudicare dalla fatica successiva per installare XAMPP, la risposta doveva essere “manco per il cazzo”. Tralasciamo anche tutte le peripezie del caso, le turbe mentali di localhost e gli accessi negati perché sì. Diremo solo che per fermare il demone MySQL è stato necessario un esorcismo.
Parecchi chmod 666 dopo, Koris è riuscita a installarsi un interfaccia WordPress locale con siddetto plugin. Il quale ha avuto bisogno di parecchie pernacchie prima di decidersi a lavorare. Ma alla fine lo ha fatto: 379 post ora sono esportati in formato WordPress, in attesa di essere caricati su un sito “Welcome to the XXI century” che possibilmente faccia meno cacare del predecessore.
Ora che tutto più o meno funziona, le probabilità che il resto del gruppo dica “ma no, perché cambiare sito? È sempre andato benissimo” sono altissime. Ma in questo caso Koris ne avrà sempre tratto grandi lezioni di vita. Come restare il pù lontano possibile da database, server e MySQL.
Altro che “geekette” come la chiama ‘thieu, Koris è una fantozziata nerdaccia. Cambiamento di iniziale a piacere.

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