Archivi categoria: quando la sfiga diventa leggenda

Countdown natalizio

Mancano dieci troppi giorni alle vacanze natale e Koris, come ogni anno, non è sicurissimissima di mantenere la sua integrità strutturale fino ad allora. Quest’anno ripete un po’ meno il suo mantra “fuga in Georgia Australe” solo perché le temperature oscillano fra, appunto, Georgia Australe e foresta pluviale. Ma non è ancora del tutto scongiurato che vada in onda il cinepanettone “Natale a Grytviken“.
Koris pensava di essere a posto con i regali natalizi, specie con l’operazione “Terroristi della felicità” che dovrebbe essere a buon punto. Poi ha scoperto che il regalOrso, ordinato a fine novembre, è al momento bloccato alla dogana tedesca di Singapore. Da una settimana. Perché sia lì e come vi sia arrivato non è dato sapere. Forse non si vuole nemmeno sapere.
Al lavoro l’universo si è reso conto che è la fine dell’anno e che bisogna fare cose e vedere ggggente al più presto. Peccato siano cose che esistono sulla to-do-list da giugno e a cui tutti avevano risposto “lalalalala non sento!”. Non sarà il Natale a farvi aprire gli occhi, regà.
Dottorando Santuzzo vive la sua vita all’insegna del periodo e gioca coi Koris-nervi facendosi vivo in particolare per… cazzate. Di preferenza alle quattro e mezza e con le idee non chiare. Koris inizia a chiedersi se anche il Replicante si sentiva così e se questo non sia l’inizio di un processo di Replicantizzazione. Koris non ha ancora cominciato a portare esclusivamente t-shirt, quindi forse non è ancora così grave. Però un dottorando al terzo anno non può venire a chiedere quale sia l’intergrale di exp(x), nemmeno il venerdì pomeriggio. Se no si attiva il mini-Bazilla sulla spalla che si mette a strillare “Al DAMS! Deve andare al DAMS!”.
Dei contratti ancora non si sa niente, chi vuol esser lieto sia, del diman non v’è certezza. Forse è davvero venuto il momento di dichiarare aperta la decadenza e comprare un cesso d’oro e due leopardi.
La settimana prossima dovrebbe essere il trentunesimo Koris-compleanno, se ci si arriva vivi. Quest’anno non si festeggia in grotta, Koris vorrebbe una sacher ma ha il terrore di dare origine a un’orgia di carboidrati e grassi insaturi che terminerà solo a inizio gennaio. Magari è il caso di non aggiungere sei uova e un barattolo di marmellata. ‘theiu ha deciso di sfidare il Karma e il Karma lo ha punito severamente con “articolo indisponibile”. Uno mica si improvvisa terrorista della felicità così su due piedi, ci vogliono anni e anni di cospirazioni compleanniche e di complotti natalizi, una mano ratta e dei complici infallibili.
Tutto andrà meglio quando, fra dieci giorni, Koris avrà il culo sul Flixbus verso Merdopoli. Sempre che il meteo regga.

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Boicottaggio

Ci sono delle mattine in cui il presentimento che ci sia sotto qualcosa si fa pressante. Momenti in cui ti svegli e senti che qualcosa non è al suo posto. Che nell’ordine cosmico si è aperta una falla, che l’eterna spirale del tempo per una volta si è inceppata.
C’è una falla nel sistema. Un piccolo ingranaggio della grande macchina universale è uscito dalle sue sedi e ha dato origine a qualcosa che non dovrebbe essere.
C’è uno strappo nel velo di Maya che permette di intravedere la realtà, come dovrebbe essere.
Stamattina era una di quelle mattine.
Koris si è svegliata stranamente riposata per essere un lunedì mattina. Nell’aria c’era qualcosa di strano, insolito. Si udiva dalla strada un via vai di veicoli inaudito per le del mattino. Ha schiacciato il pulsantone dello SmartPhogn per sapere che ore fossero.
Nessuna risposta. Schermo nero. Buio.
Colta da un terribile sospetto, Koris è andata in cucina. Il microonde segnava inesorabile tre numeri: 8:15.
“In piedi, bestio, non è suonata la sveglia, sono le otto passate!” ha urlato Koris a un ‘thieu dormiente con la stessa inerzia di un masso.
Dinamica dell’incidente: lo SmartPhogn deve aver fatto un aggiornamento truffaldino che lo ha prosciugato della batteria per ragioni scosciute. L’oggetto del demonio ha quindi boicottato la sveglia.
Non capitava dal 2013 e nonostante ‘thieu continuasse a ripetere “Smettila di stressarti, non è la fine del mondo”, Koris non può non vedere in questo boicottaggio la sopita necessità di un periodo di vacanza prolungato. Per tutti, SmartPhogn compreso.

In una sola giornata

Ci sono giorni in cui il letto grida “non lasciarmi!” e bisognerebbe dargli ascolto. Koris stamattina non lo ha fatto e mal gliene incolse.
Koris aveva la macchina parcheggiata a un livello sotterraneo che non credeva esistere. ‘thieu le ha consigliato di farsi accompagnare da Orfeo, in quanto la macchina doveva stare proprio accanto a Euridice all’inferno. Al solito, conversazioni leggerissime.
All’uscita degli inferi del parcheggio, la strada era bloccata da un argutissimo omino pulitore che aveva abbandonato il suo pick-up con spruzzino in modo da ostruire totalmente le tre vie esterne. Non è stato facile fargli capire che era giusto un po’ in mezzo alle palle.
L’autostrada era felicemente bloccata non da uno, non da due, ma da tre incidenti. Quarantacinque minuti solo per fare un tragitto che normalmente ne richiede dieci.
Arriavata quasi a destinazione, al casello di Mordor c’era coda. Altri venti minuti, giusto per arrivare con un’ora di ritardo alla riunione diversamente utile che allieta le Koris-giornate lavorative in questi giorni.
Un tizio che doveva organizzare una riunione in Skype da ottobre circa, dopo l’ennesimo sollecito, si è fatto vivo. Ha proposto come data per la discussione “il 25 di questo mese o un qualunque giorno di quella settimana”. Ne ha ricavato una maschera viso esfoliante a base di sputi.
Dottorando Santuzzo è in fase accollo. Ha cercato di placcare Koris mentre stava facendo scaldare il cuibo, è stato liquidato con “non ora”. Non pago, un’ora dopo ha deliberatamente ignorato il segnale “occupato” su Skype e ha iniziato uno stalking informatico a base di “sei in stanza? Posso passare? Posso parlarti?”. Quindi ha mandato una mail per un meeting questo venerdì. Quindi ha mandato una mail per dire che aveva mandato una mail per un meeting questo venerdì. Bromuro nella colazione di dottorando Santuzzo, per piacere.
La neve ha cominciato a scioglersi, la voglia di vivere pure. Speriamo che nevichi di nuovo al più presto, altrimenti Koris ricomincia a sognare la Georgia Australe.

La movida sotterranea di Koris

C’erano potenzialmente due difficoltà: il pozzone da 70 m e il sifone. Il pozzone da 70 m in realtà non dovrebbe esserlo, ma se è quello in cui hai avuto lo speleo-problema namber uan allora magari più diventare un problema. Ed è il problema che ti fa sottovalutare il vero secondo problema: il sifone (in realtà il termine italiano non gli rende giustifizia, in francese si chiama voute mouillante “la volta che bagna”, mentre si usa “sifone” solo per lunghi passaggi sommesi; questa era spacciata per voute mouillante, che sembra un soft-pornachos ma non lo è).

encanaux

Se è porno tolgo (in realtà è pure bruttina, come grotta)

A dire la verità, la colpa è da attribuire anche alle voce messe in circolo fra il soccorso speleo.
“Date le precipitazioni attuali, il sifone sarà basso”
Koris, che avendo una genetica felina odia bagnarsi, ha avuto la paranoica pensata che avrebbe potuto salvarle la vita.
“Meglio che porti la muta?”
“Esagerata! Al massimo portati i leggins di ricambio se ti danno fastidio i vestiti bagnati”
Va bene, niente muta.
Mortacci vostri.
Il campo base è stato messo in un vallone che si chiama la Ghiacciaia. La temperatura nottura sottozero ne conferma ampiamente il nome. Gli organizzatori dell’esercitazione avrebbero rischiato il linciaggio se non avessero messo a dispozione dello speleo-popolo una tenda riscaldata in un cui radunarsi una volta calato il sole (ore 15). Date queste premesse e nonostante il sacco a pelo di piumino, passare la notte sotto terra a 14 gradi fissi pareva una cosa allettante.
“Koris, ti va la squadra di assistenza 2?”
“Certo!”
“Guarda che passate la notte sotto terra, entrate alle otto e uscite col ferito”
“E dove sarebbe il problema?”
“Lo vedrai”
Parlando con altri soccorritori si scopre però che il sifone non è così basso. E qualcuno ha tirato fuori la muta dal confano della macchina. Dalle descrizioni frammentarie, Koris si immagina che più che una vasca dal soffitto basso, il fantomatico sifone sia in realtà un budello con l’acqua a terra, altrimenti non si spiega perché la gente sia bagnata fino al torso. Vabbè, a un budello bagnato si può sopravvivere. Ci siamo fatti di peggio.
Dopo una cena super leggera a base di salsiccia e fagioli (sarà l’ulitmo vero pasto fino alla cena del giorno successivo), il gruppo si è incamminato su per il canyon per arrivare all’ingresso della grotta. Koris non era proprio sicurissimissimissima di voler entrare di nuovo nel suo incubo, ma ce l’hanno mandata a calci in culo. Alla fine il pozzone è passato indenne. O forse è passata la paura dei pozzoni. Veryovkina stiamo arrivando.
Tutto sembrava andare benissimo. Finché Koris non ha visto il sifone.
Che in effetti era un sifone, un metro di altezza con 50 cm d’acqua nella parte alta. La Koris-squadra ha cominciato a spogliarsi.
“Lo passiamo in mutande e poi ci teniamo i vestiti asciutti dopo”
“Buttiamo tute e tutto nei sacchi della spazzatura e passiamo”
“Tanto l’acqua è a 13 gradi, è calda”
Koris è rimasta in mutande come richiesto, ma il dubbio a attanagliava. Quando ha messo le ginocchia nell’acqua il dubbio si è fatto strada. Quando ha visto il passaggio più basso in cui la sua testa sarebbe finita sott’acqua, Koris ha ha fatto un salto come un gatto caduto per errore nella vasca da bagno.
“Io lì non ci passo”
“Ma è solo un attimo, butti giù la testa ed esci dall’altra parte”
“Sticazzi. Andate avanti voi”
Koris si è un po’ odiata per questa decisione, ma è meglio un dubbioso vivo che un temerario annegato. Senza contare che passare il sifone con le salsiccie nello stomaco e senza muta poteva essere un po’ troppo temerario. E poi il resto della squadra era dotato di utile strato lipidico isolante dal freddo, come gli animali delle regioni polari. Koris, essendo gatto (fa eccezione gatta Spin, che era lardo di Colonnata con la pelliccia), è molto meno termicamente isolata.
Koris si è quindi imbucata fra gli artificieri che avevano la consegna di allargare la volta. E poi diciamolo, far saltare per aria pezzi di rooccia è meglio che assistere feriti. Lasciamo che la selezione naturale faccia il suo corso, e che cazzo.
Il resto della nottata è passato come al solito, una volta finite le mini-cariche per divertirsi allargare il sifone in modo che la barella passasse comodamente. Attesa, “e che cazzo, che ora è?”, rispondi al telefono sotterraneo, tira la barella, prepara il paranco, passa davanti, prendi un sacco che pesa un quintale, aspetta, fai la coda, dai una mano al volo.
Koris è effettivamente uscita assieme al ferito alle cinque del mattino. Temperatura esterna non pervenuta ma sottozero. Arrivata al campo base erano ormai le sei, la tenda era gelida, il sacco a pelo anche, quindi sticazzi dormire, Koris ha optato per vegetare nella tenda comune riscaldata. A tratti si è addormentata sulla sedia da campeggio, con un intervallo temporale di cinque minuti.
Quando è sorto il sole ha inizio a molestare ‘thieu dicendo che voleva tornare a casa prima del pranzo comune, che la Ghiacciaia è bella finché dura poco, che dopo la notte insonne e col Mar Nero negli stivali si merita di buttare la giornata sul divano. ‘thieu è riuscito a convincerla a restare fino alle dieci per dare una mano a mettere a posto tutto il bordellame. Resta da vedere se riuscirà mai a convincerla a mettere la testa sott’acqua.
A mezzogiorno ‘thieu era stramazzato nel letto, Koris continuava a lampeggiare fra veglia e sonno, per cui il pranzo è passato in cavalleria nonostante la fame. Nel pomeriggio il mondo era uno strano posto incomprensibile, ‘thieu ha continuato a ronfare di tanto in tanto, Koris si interrogava sul per quale cazzo di ragione abbia deciso di andare al soccorso speleo. Dopo una parca cena perché nessuno aveva voglia di prepararla, Koris è andata a dormire allo gloriosissima ora delle otto e mezza, mentre le galline erano a spaccarsi in discoteca.

ScaricaPoltrona

(Post non adatto alle persone facilmente impressionabili, ai bambini al di sotto dei 14 anni, alle donne incinte e a chiunque pensi che tutto ciò sia normale)
Se nessuno è ancora morto in maniera efferata, è solo una maledetta coincidenza.
Cominciamo a narrare i fatti dal principio. Qualcuno ricorda le riuioni della morte di fine settembre? No? Fortunati mortali. A codeste riunioni il cosiddetto chairman (che non è l’uomo-poltrona detto anche Poang, mostro mitologico degli oscuri meandri del reparto salotto Ikea, ma il capoccia delle riunioni… ma sapete che c’è? Poang gli sta benissimo) è un pensionato che ha sempre bazzicato questi ambienti e che ci tiene ad essere informato di quello che accade. Dove essere informato sta per “rivestire posti di potere sgabolando gli obblighi del caso”. Poang è astutitssimo.
Dopo le riunioni mortali, al RussoUmano era stato sgabolato il rapporto delle due riunioni. Il RussoUmano si è guardato intorno e ha scoperto che Koris aveva meno anzianità di lui.
“Preferirei lo facessi tu. Questo è il template, gli appunti li hai presi, fai. Ma solo una versione per agevolare il lavoro a Poang, non quella definitiva”
Koris ha cristonato un po’ secondo la migliore tradizione, poi hai fatto. Data di invio dei due rapporti: 10 ottobre.
Passa il tempo.
Il 26 il Capogruppo si sveglia e vuole vedere i rapporti. La risposta giusta era “li ho mandati due settimane fa”, ma seguitiamo. Correzioni minori, “rimanda tutti e metti anche il Division Header in copia”.
Koris obbedisce, il Division Header si incazza dicendo che la cosa non lo compete, di contattare Poang. Questo mandando una mail alle otto di venerdì sera, quando Koris è arrivata a casa alle sette e mezza dopo una lunga sequenza di altre cagate.
Segue week-end in cui Koris si rifiuta categoricamente di guardare le mail lavorative perché a) non è tenuta ad avere la reperibilità continua, b) non lavora come cardiochirurgo pediatrico e una cazzo di riunione non è un cuore da trapiantare prima che marcisca, c) non la pagano abbastanza visto che manco le pagano le ore di straordinario. Koris forse è una fricchettona fancazzista, ma non crede che un individuo si identifichi solo e soltanto nel suo lavoro (ma questo è un pistolotto che per ora vi sarà risparmiato).
Ergo lunedì mattina Koris scopre che la domenica si è risvegliato Poang dal reparto salotti dicendo:
“Ecco alcune correzioni ai due rapporti. Per piacere, mandami le versioni corrette lunedì o martedì, perché mercoledì parto per un tour completo dell’Africa e sarò di ritorno solo a dicembre”
Koris un po’ si incazza perché o fai il pensionato o fai la parte attiva, non che hai un dualismo del genere onda-particella quando ti fa comodo, un po’ rosica perché quando ha annunciato che lei si prende il venerdì tre di ferie le è stato chiesto se fosse proprio necesario (sì, fuck you). Comunque, ore otto legge la mail, ore otto e dieci si incazza, ore nove e mezza manda i documenti corretti.
Il Division Header, ancora una volta in copia, si incazza di nuovo dicendo che non sa se Poang è d’accordo (incazzati con Poang e non con Koris non è dato, perché Poang ha sempre ragione essendo un pezzo grosso).
Poang si rifà vivo, ovviamente senza citare il Divsion Header che magari chissà che idee si fa. La sua risposta è la seguente:
“Sì, va bene le correzioni, ma io i rapporti li avrei fatti diversamente. Non è che puoi rifarli alla mia maniera, sempre entro domani che devo partire?”
Ora Koris sta scrivendo questo post a mo’ di blog-terapia perché se no la sua ira potrebbe dare luogo ad azioni sconsiderate (come mollare tutto, entrare nella prima Ikea di strada e dare fuoco al reparto poltrone). Ragioni dell’ira funesta:

  • Poang non dice quale sia il suo metodo, dice solo “lo avrei fatto diversamente”. La risposta adeguata sarebbe “torna a commentare i cantieri”;
  • Esiste un template, una forma in cui questo documento deve essere messo, che non tiene conto dell’estetica di Poang. Se il documento non è nella forma giusta, non viene approvato e Koris si fa urlare dietro dal Division Header;
  • Per dirla in francese raffinato, je n’ai pas que ça à foutre, ovvero “ci sarebbero anche altre questioni in sospeso che richiederebbero la mia attenzione”;
  • Non c’è nessuno che possa dare una consulenza a Koris in quanto si sono tutti defilati tomo tomo cacchio cacchio. Tranne il Division Header, che forse è incazzato per quello.

Dulcis in fundo, questo documento doveva essere prodotto due settimane dopo la riunione. Quindi è in ritardo. Ma Koris declina ogni responsabilità per quanto troveranno sicuramente il modo per sbolognarle la colpa.

Vasellina

Koris stava pacificamente scrivendo un report che le hanno appioppato in nome del “preferirei che lo facessi tu”, quando è suonato lo SmartPhogn.
Era il CCC, il Commerciale Completamente Cretino. Koris ha roteato gli occhi, sicura che volesse venire a spannocchiare minchia al Capogruppo Palpatine come fa ogni due mesi, puntuale e piacevole come un herpes.
“Ciao, sono il CCC!”
Sì, it is known, quello che è misterioso è perché Koris non abbia ancora messo il tuo numero nella blacklist.
“Volevo sapere se possiamo vederci…”
“Senti, in questo momento siamo molto carichi di lavoro, non se abbiamo…”
“… tipo a pranzo”
“Eh?”
“Sì, io, te e il Padrone dell’azienda. Sarebbe mercoledì a mezzogiorno, sai, il Padrone è molto occupato”
La parte felina del Koris-cervello le ha fatto rizzare il pelo.
“Tutti i mercoledì ho la riunione di gruppo dalle undici finché ce n’è, quindi non posso assolutamente promettere che sarò libera…”
“Facciamo a mezzogiorno e mezza?”
Facciamo che smetti di rompere i coglioni no, invece?
“Vabbé, ok, non ti prometto niente, ci vediamo alla mensa del sito se dovete vedere qualcuno…”
“Ah, ma no. Ma andiamo a pranzo fuori, sarà più carino”
Nel cervello di Koris ha iniziato a suonare furiosamente la sirena dell’allarme fregatura.
“Ma per quale motivo, esattamente?”
“Ah, per parlare”
“Ma parlare di cosa?”
“Parlare… ora, scusa, ma ho meeting importante, ti mando un invito in Outlook per mercoledì, ciaooooooo!”
La sirena continuava a suonare, assieme alla colonna sonora da videogioco in sitauzione tension.
Ora, se avessimo a che fare con gente normale, la situazione sembrerebbe postiva e nascondere una promozione. Tuttavia sappiamo benissimo che sedersi sugli allori equivale a scambiare per alloro il pungitopo, mentre quelli bagnano le dita nella vasellina (che poi sarebbe lo pseudo-invito a pranzo). Il meteo prevede nubi cetrioliformi a bassa quota.
Koris ha riflettuto un po’ e si è fatta una sua idea di quello che potrebbero volere da lei:

  1. di “appropriarsi di certe cose” perché l’azienda possa passare per “innovativa” e quindi pagare meno tasse. Trattasi di una cosa talmente paludosa che ci sguazza dentro il Mostro della Laguna Nera, con tanto di costume plasticoso anni ’50
  2. Binomio ha sgombrato il campo per ragioni ignote e quindi, quando il Koris-contratto coi Neutroni Porcelloni decadrà a febbraio, non hanno più niente da farle fare. Quindi raus, fare aria. Da una ricerca stalkeristica su Binomio, quest’ultimo pare ancora al suo posto. Pare.
  3. c’è un contrattone che vogliono assolutamente vincere con Koris-profilo. Solo che sta a Vergate-Sul-Membro. Koris non è molto propensa agli spostamenti, quindi cercano di indorarle la pillola.
  4. vogliono cheiderle di fare un po’ di lavoro da commerciale e stanare contratti. Ma Koris e questo genere di cose non sono compatibili. Oh, ognuno ha i suoi limiti. Nessuno fa mai una colpa ai responsabili commerciali di non sapere la fisica nucleare, quindi può benissimo esserci il viceversa.

Nel mentre stiamo con le spalle al muro. Nel terrore di quello che potremmo scoprire mercoledì.

blacklagoon

Meglio la Laguna Nera anni ’50, tutto sommato.

Metto la virgola e aggiungo uno zero

Una vita da Medrano,
Che nel circo faccio il nano,
E all’altezza dei calzoni
Guardo tutti nei c…

Ahem, qualcosa del genere.
Koris si sta domandando se in tutto ciò non ci sia un errore primigenio, una sorta di peccato originale. Per esempio, Koris potrebbe aver sbagliato tutto nella sua vita (tanto per cambiare), quando verso i 15-16 anni ha deciso che avrebbe studiato roba inerente alla fisica. Forse avrebbe dovuto restare sulla via maestra battuta e decisa anni prima di studiare storia. Probabilmente non avrebbe mai incontrato il compagno Faithful, noto provocatore di Koris-cazzimma a livelli elevatissimi, e nemmeno la banda della Balda, del Prussiano, di Bazilla e di tutto lo zoo accademico fino al Replicante, che ha progressivamente smontato la Koris-autostima come pezzi di Lego. Studiando storia Koris si sarebbe posta molti meno problemi. Ora probabilmente sarebbe a friggere da McDonald’s o a fare la supplente di geografia alle medie nella migliore delle ipotesi, ma forse si sarebbe goduta la giovinezza. Ma la storia non si fa a sliding doors e questa non è la linea temporale di Koris-friggitrice.
Fin qui, riflessioni di Koris alle tre di notte mentre pensa che l’ottavo libro di “Wheel of Time” sarebbe veramente bello, se Roberto Jordan non avesse riempito pagine e pagine di stereotipi con donne gelose e uomini che non capiscono. E mentre pensa anche che si è dimenticata di lavare la pentola del brodo dopo il risotto. Koris pensa troppe cose assieme, it is known.
La giornata di ieri è stata una sorta di divisione in colonna con resto periodico. Ad ogni punto che fioccava in coda alla to-do-list, Koris si diceva “metto la virgola e aggiungo uno zero”. Non che voglia dire qualcosa al di fuori delle scuole elementari (e probabilmente solo alle scuole elementari di più di vent’anni fa, #VecchiaiaModeON), ma le vie delle Koris-sinapsi sono imperscrutabili e probabilmente non portano a Roma. O forse a una versione di Roma dopo il passaggio dei Vandali di Genserico.
Che s’era detto a proposito dello studiare storia?
In questi giorni ‘thieu è raffreddato e, con tutto il bene che Koris gli vuole, sembra di dormire accanto a una motosega. Certo, sempre meglio dell’asma del SonnoDellaRagione, che faceva tanto finale della “Traviata” e qui né Verdi né la tisi ci sono mai piaciuti. Però insomma, un fagottista che russa è capace di andare avanti a basso continuo tutta la notte. Per cui Koris si mette a leggere “Wheel of Time”, per cui si incazza, per cui pensa di aver sbagliato tutto nella vita. Poi verso le tre si addormenta e sogna di incazzarsi ancora di più.
Qualcuno deve spiegare al team di Neutroni Porcelloni che ci sono dei limiti al Koris-multitasking e qui limiti potrebbero essere stati raggiunti. Ok, i limiti sono fatti per essere superati, ma ci sono dei limiti ai limiti da superare. Anche con de L’Hopital. Insomma, limite di Koris per tasks che tendono all’infinito dà Koris che tende a zero. Detta con Stephen King, all work and no play makes Koris a dull girl. Se poi alle 17 di lunedì ti comunicano di partecipare a un meeting dalle 8 alle 18 dell’indomani e di mercoledì, il che ti assicura di partire di casa prima delle 7 e di tornarvi dopo le 19… beh, il suicidio in molteplice forma comincia ad avere un certo appeal.
Ma no, c’è ancora tanta speleo da fare. E ci hanno promesso di visitare prima gli Scogli Neri, poi il Gouffre Géant de Cabrespine. Dobbiamo sopravvivere. Sempre mettendo la virgola e aggiungendo uno zero nella divisione periodica.

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