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Finale col botto

Come già fatto, facciamo due pesi e due misure. C’è il finale di Neutroni Porcelloni e c’è il finale con l’azienda. Entrambi sono finiti, ma comunque, ci sono pur sempre delle differenze.

Neutroni Porcelloni, game over

Ieri i Koris-colleghi hanno consegnato a Koris un (orribilmente grosso) mazzo di fiori e una scatola di cioccolatini, per salutare la sua partenza. Doveva essere una sorpresa, ma qualcuno ha pensato bene di mettere Koris in copia della mail che annunciava la sorpresa. Da un certo punto di vista meglio così, perché le reazioni di Koris alle sorprese non sempre controllate e controllabili. Comunque sotto sotto le ha fatto piacere che non la odino e che abbiano capito che il cioccolato risolve sempre tanti problemi.

Stamattina era l’ultima mattina. Koris ha sbolognato ancora qualche file al Rimpiazzo, ha detto a Capo Palpatine cosa c’era da fare, ha aiutato il Rimpiazzo a tirare parolacce a MCNP. Poi, verso mezzogiorno, ha iniziato a dire ciao a tutti.

Al MegaCapo, che anche se non ci rivediamo pazienza (no, vabbè, Koris ha fatto finta di essere una persona civile).
Al MedioCapo, che verrà ricordato come colui che non ruppe quasi mai le palle.
Ai colleghi, che restano e resistono.
Al Rimpiazzo, che avrà bisogno di fortuna.
A Intrallazzone, che si è detto sempre pronto ad arruolare Koris just in case (#credici, ma non si può mai dire).
A Capo Palpatine, con cui si stava consumando una scena da film strappalacrime in corridoio. Perché sì, è vero, è incasinato, è confusionario, non è sempre facilissimo capire cosa voglia e altri mille difetti di cui si è già lungamente parlato. Però in questi tre anni Koris ha finito per volergli un po’ bene. Bisogna anche ammettere il vero: se non fosse stato per Capo Palpatine, Koris non starebbe andando dove andrà e forse avrebbe continuato a pensare di essere una nullità buona solo a farsi sfruttare. Capo Palpatine, pur con tutti i problemi annessi, ha ridato a Koris un po’ di autostima e di dubbio di saper forse fare delle cose. “Sei una rompicoglioni, ma hai ragione di essere una rompicoglioni e mi mancherai” ha detto. Certo, non poteva durare (anche perché avanti di questo passo non sarebbe durata Koris), ma è stato importante che ci sia stato. E comunque Capo Palpatine ha già minacciato Koris di collaborazioni o, quanto meno, di averla come esperta per le review. Insomma, se ne esce ma non se ne esce.

Quando Koris ha restituito il badge, è stata una sensazione strana. Di qualcosa che finiva, di crollo di alcune certezze, di libertà, di sollievo, di ommoddioeorachefaccio. Però è fatto.

Ciao, Neutroni Porcelloni, anche se non era per sempre, forse alla fine è stato bello lasciarti una Koris-impronta.

L’azienda, ovvero come morire gonfi

Presente tutti i discorsi strappalacrime di cui sopra sul “è stato bello”, “bisognava passarci”, “alla fine non è stato tutto inutile”? Ecco, per l’azienda non valgono proprio per una cippa di minchia. Koris se ne va e benissimo così, a mai più rivedersi davvero, piuttosto che lavorare di nuovo con loro si va a spalare cacca di oloturia in fondo al mar.

Il CCC ha detto che non aveva capito quale vetro della macchina fosse rotto, pensava il finestrino, ma se era solo il triangolo allora Koris poteva circolare lo stesso. Certo, come no. In ottobre, un’ora in autostrada ad andare e un’ora a tornare (se ci dice culo), ai 130, col triangolo rotto. Koris gli ha detto gentilmente che no, non poteva e cazzi suoi se non è contento.

Si è inoltre scoperto che la macchina circolava senza assicurazione. “Però la paghiamo, credo” ha detto interdetto il CCC. Accendiamo un cero postumo a tre anni di guida marsigliese senza incidenti, che qui c’è da gridare al miracolo, altro che Medugorje.

Last but not least, il bollo per la circolazione in periodi di guida alternata non è mai arrivato perché… il CCC ha sbagliato a mettere la targa. Commentiamo? No, non commentiamo, tanto non è più un nostro problema.

La ciliegina sulla torta: la tipa delle risorse umane, appena tornata da due ore di palestra, non ha voluto ricevere Koris. Nemmeno farla entrare in ufficio. Koris ha fatto presente che doveva ricevere il certificato di fine impiego e il saldo di stipendio, arretrati, giorni di ferie. La tipa ha risposto che non aveva pronto niente perché “c’era da organizzarsi”. Ora, Koris ha scritto che se ne andava tre fottuti mesi fa. TRE FOTTUTI MESI, se non si fosse capito. C’era tutto il tempo di organizzarsi, come hanno organizzato il Rimpiazzo. Forse non c’era la voglia. Koris ha detto che o le arriva tutto per posta entro dieci giorni, oppure buongiornissimo denuncia. Tanto è l’unico orecchio da cui sentono.

Però. È finita. Nel senso, domani si ricomincia. Altro, ma si ricomincia. Se Koris sopravvive all’orgia di panissa che ha previsto per cena.

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Come farsela addosso ma fare finta di no

È uno speleopost, ma potrebbe essere anche un qualunque estratto della Koris-vita.

Koris sa perché non ama le uscite coi principianti: perché i principianti si piantano e Koris teme di non saper cosa fare, creare ancora più scompiglio e farsi odiare da tutti. Per cui evita il più possibile. Solo che non si può evitare per sempre, a un certo punto capita.

‘thieu aveva organizzato l’iniziazione di un tipo alla speleologia e aveva reclutato Koris per dare una zampa. Nel senso, portare sacchi e sbrigare altre cose semplici che prevedono poca o niente interazione con l’iniziando. Fin lì tutto a posto.

Visto che nei pozzi della Solitude tutto si era svolto senza intoppi e vista l’ora non abbastanza tarda, si è deciso di affrontare il monopozzo della grotta del Drago, diciassette metri di verticale di cui dieci nel vuoto, una grande sala e poi basta. ‘thieu ha armato, è sceso e ha atteso l’iniziando.

L’intoppo si è presentato sei metri dopo, con un guanto dell’iniziando bloccato nel discensore. L’iniziando, com’è giusto che sia, si è trovato bloccato, senza riuscire né a scendere né a salire, e con una discreta apprensione per i dieci metri di vuoto sotto le chiappe. ‘thieu non poteva risalire sulla stessa corda, troppo rischioso. L’unica che poteva intervenire era Koris, calandosi dall’alto sui bloccanti.
“Arrivo”

Ora seguirà un dialogo fra il Koris-cervello e la proprietaria dopo questa dichiarazione da “arriva la cavalleria”.
“Cosa cazzo stai facendo?!”
“In effetti boh, non so”
“No, ma hai un piano, vero?!”
“Ahem, no. Arrivo fino a lui, lo metto in sicurezza perché non crolli di sotto e poi…”
“E poi?”
“E poi boh, ci mettiamo tutti e due a piangere appesi come dei prosciutti”

Koris è arrivata fino all’iniziando con un sorriso falsissimo di chi sa più o meno esattamente quello che sta facendo. E in cuor suo, la voglia di riconoscere di non essere all’altezza del compito e filarsela in superficie in nome del classico “mors tua, vita mea”. Invece lo ha assicurato a sé, convincendolo (e convincendo soprattutto se stessa) che i bloccanti avrebbero tenuto senza problemi. Guanto strappato via dal discensore, iniziando in parte rassicurato, che si fa?

“Fagli fare una conversione e fallo risalire” ha urlato ‘thieu dal basso.

Nuovo stacchetto di Koris e il Koris-cervello.
“Ahem, una conversione?”
“Pare”
“E tu la sai fare, la conversione?”
“Boh, credo, la ho già fatta, se non ci penso troppo e non penso che ho il vuoto sotto le chiappe magari ci riesco”
“E tu riesci a farla fare a uno che non era mai andato in grotta fino ad oggi?”
“No, hai ragione, buttiamoci di sotto che si fa prima”

Secondo Koris-sorriso falsissimo da pallonara professionista. Alla faccia della sindrome dell’impostore. Koirs ha elargito disposizioni farcite di “tranquillo, va tutto bene, lo abbiamo fatto un sacco di volte” (uh, proprio). Con una gran voglia di farsela addosso per raggiunti limiti di coraggio.

Com’è e come non è, l’iniziando ce l’ha fatta. Si è messo sui bloccanti ed è riuscito a risalire seguendo ciò che restava di Koris, squagliatasi per troppe emozioni. Una volta usciti e ritrovatisi le chiappe al sicuro, i due miracolati hanno minimizzato la cosa, soprattutto Koris che “sai, al soccorso speleo ci addestrano per questo” (come no!).

Insomma, ancora una puntata della Koris-vita a base di fake it until you make it. Solo che in tutta onestà questa volta non pensava che ci sarebbe riuscita senza danni irreparabili. E continuando a fingere di avere tutto sotto controllo.

‘thieu, al solito, ha risolto la questione con “non ho dubitato nemmeno un secondo che l’avresti fatta”. Beato lui.

Meno quattro, l’ultimo venerdì

L’ultima riunione di divisione in cui il MegaCapo ha buttato palate di stress sulla folla. Koris ha assistito alla parata dello stress con il sorriso allucinato di chi se ne va e si sente suonare nel cervello una polifonia barocca a 53 voci. E potrebbe tatuarsi in fronte le parole “non è un mio problema”. Quando il MegaCapo ha ventilato che ci saranno da rifare il file Excel da 2000 linee prima di Natale, Koris è stata sul punto di scoppiare in uno sghignazzo da cattivo Disney.

Intrallazzone intrallazza e intrallazzerà fino alla fine col suo ultimo respiro. Koris si ostina a non dirgli dove va onde evitare accolli. Ci mancherà? Più o meno quanto ci è mancato Binomio il Minghiascaro: zero.

Capo Palpatine piagnucola perché Koris se ne va. Diciamoche un po’ a Koris dispiace, un po’ vorrebbe dirgli “dovevi pensarci prima”. Che ‘nzomma, avvisaglie di cedimenti di pazienza ce n’erano state eccome.

Il Rimpiazzo è ancora in vita, ma ancora Sweet Summer Child. Ha avuto uno scontro col centro di calcolo che ha creato terrore e scompiglio. Guarda Koris come se fosse Wikipedia, ovvero con tutte le risposte.

“Non è vero, si impara sbagliado e io ho sbagliato un sacco”
Si è appurato che questa risposta da Grognard non è confortante.
“Senti, alla fine sono i soliti problemi che si ripresentano ciclicamente, alla lunga si impara a risolverli”
Anche questa risposta non risulta essere rassicurante.

Koris inoltre è stata venerata come un sensei per la dimestichezza con Linux. Quindici anni di Linux e turbe associate non sono passati invano. Skill desbelinamento informatico più uno.

Nonostante ieri sera fosse pigliata dai Turchi e soprattutto dall’anZia, Koris oggi canticchia Te Deum perché, prima di farsi sommergere dalle turbe, bisogna anche godersi le cose.

Meno nove, il ritorno di Morfeo

Nove giorni. Quattordici tragitti. Meglio non contare quante ore che se no a Koris piglia male, in questi giorni di, nonostante tutto, presa a non troppo malissimo.

Giovedì c’è stata l’ultima… un attimo, assaporiamolo per bene: l’ULTIMISSIMA riunione col MegaCapo (o almeno, ultima di questo periodo della Koris-vita). Il MegaCapo ha fatto la punta al cazzo rotto i coglioni col mortaio cavillato il cavillabile come al solito, compreso il rivolgersi a una collega con “she” e non col suo nome. Sarebbe rude e maleducato, secondo lui. Koris avrebbe tanto voluto annuire e rispondere “Sticazzi. Questo in italiano è rude e maleducato”. Ma tanto, ormai, la va a pochi.

Capo Palpatine sta dando di matto e Koris non gli sta quasi più dando ascolto. Del resto, nonostante non se ne voglia rendere conto, presto sarà un SEP, Somebody Else’s Problem.

Forse è questa consapevolezza che ha permesso a Koris di dormire ben due notti di fila, roba fantascientifica che non succedeva dalle vacanze a La Pierre Saint Martin. Dormire tanto, dormire bene, addormentarsi in tempi non biblici. Il paradiso. Koris scopre di avere energie di cui aveva dimenticato l’esistenza.

Chi invece venerdì ha ammesso di aver passato la notte in bianco è il Rimpiazzo. Koris ha potuto dire solo un affatto rincuorante “poi ci si abitua”. Che è un po’ vero su Neutroni Porcelloni in genere. Il Rimpiazzo mostra più prontezza di intelletto di quanto Koris avesse immaginato, non tanto per il Rimpiazzo in sé, quanto perché il CCC pur di non perdere il contratto avrebbe rimpiazzato Koris anche con una nutria dislessica. Un po’ Koris si sente in colpa per dover scaricare barili e barili di materia organica maleodorante e annesse scartoffie sul nuovo acquisto, ma così è le vita.

Domani inizia l’ultima settimana completa su Neutroni Porcelloni. Palpatine vorrebbe la lista delle cose da fare (#credici), Koris vorrebbe cazzeggiare. Ad ogni modo, ha intenzione di arrivare alla fine della settimana cantando “Let it go” e facendo le stesse evoluzioni di Elsa in “Frozen”. Solo con la cacca al posto del ghiaccio.

P.S. di servizio: Koris e Iset stanno partecipando ad una sfida letteraria che consiste a scrivere un racconto al giorno per tutto il mese di ottobre, con una parola chiave. Se siete curiosi, i loro racconti sono scritti qui.

Speleo Things, stagione 5

Al quinto anno di campo alla Pierre Saint Martin, possiamo pensare di farci una serie

Anche quest’anno Koris ha fatto la sua quinta stagione alla Pierre Saint Martin (o San Martiko Harria, come dicono i Baschi locali), attesa come l’uscita di una serie Netflix, ma in cui si vive davvero. E più che il SottoSopra, si esplora il SottoSotto. Ma la fame da Demogorgone resta, invariante.

La stagione 2018 si era conclusa col BB26 (troppe grotte, finché non diventano grosse le chiamiamo col numero di inventario, potrebbe diventare l’Abisso Mangia-Tute) che dopo dieci metri di meandro infame e stretto finiva in un pozzo di 15 metri con un blocco incastrato al centro e un grande boh dopo. Koris e ‘thieu hanno passato autunno-inverno-primavera a pensare a quel boh, con alterne vicende di entusiasmo, disillusione e on verra bien.

Dieci giorni fa hanno portato l’artiglieria pesante al BB26 e del blocco non sono rimasti che frantumi di calcare. Il P15 si è rivelato essere un P12 secondo la questura e il DistoX, che continuava in un saltino di 6 metri, molto bianco e molto ben educato. Dal saltino si ha accesso a un meandro alto e bianco che dà in una faglia bassa, da cui la corrente d’aria annunciava un seguito. La faglia ha richiesto alcune sessioni di lavori all’artiglieria pesante, in un ambiente non proprio tropicale, complici i 4.5 gradi e il gocciolio continuo. Pare circoli un video di Koris, intenta a mangiare pane e salame (ovvero un pezzo di pane in una mano e un pezzo di salame nell’altra) sotto il poncho da grotta da cui spuntano solo testa e zampe.

Hypothermia, cubalibre and midnight sun… ahem, no, questo è il tormentone dell’estate da cui non si esce. Perdonate.

Spaccata la faglia, si è trovato un meandro soffiante da “rimettere alla larghezza opportuna”, soprannominato Meandro di Moebius perché sembrava non finire mai. E invece venerdì si è aperto abbastanza per permettere l’accesso a P10 che dava su… un altro boh.

“Koris, vai tu che l’ingresso del pozzo è stretto”

E Koris è scesa là, nel P10 in cui nessuno era mai andato prima. La consapevolezza di essere il primo umano a mettere piede in un angolino di questo pianeta è una sensazione bizzarra, a metà fra l’orgoglio e la fifa perché non sai dove stai andando e, ehi, nessuno lo sa.

tuttavia

Ma giusto in tempo per esplorare il sottosuolo.

Koris era abbastanza sicura che il meandro si chiudesse davanti a lei e richiedesse un certo numero di sessioni per aprire la sinuosa fessura di 10 cm ai suoi piedi. Poi è andata a vedere. Tanto si chiude. Si è sempre chiuso in alto, si chiuderà anche ora. Tanto si chiude, vero?

Col cappero. Koris si è trovata sul davanzale di un pozzone (poi misurato essere 30 metri di profondità per 17 di larghezza) di calcare nero, senza corda, senza niente di niente. Il primo essere umano a portare dei fotoni là sotto. Momento di orgoglio per la scoperta. Poi Koris ha urlato perché si è ricordata che i pozzoni non le piacciono per nulla.

Al fondo del pozzone, sceso per la prima volta dall’intrepido ‘thieu, si sono trovati un certo numero di rigagnoli che confluiscono nel solito meandro stretto, da allestire a larghezza umana. Koris ha percorso i primi dieci metri, poi ha deciso che anche basta, perché se si incastra là dentro nessuno può venire a recuperarla in breve tempo. Anche se sarebbe un’ottima scusa per prolungare le vacanze.

Il meandro avrebbe potuto rivelare parte dei suoi segreti prima della fine del campo, se il trapano non si fosse messo a fare i capricci. Poi si è scoperto che non era il trapano, era la punta. Due giorni persi così, l’ultimo giorno era ormai troppo tardi per iniziare il cantiere. Il BB26 per quest’anno si ferma qui, a -70 metri per 200 metri di sviluppo orizzontale.

Il seguito alla prossima stagione, la sesta di Speleo Things, prevista per l’estate del 2020 (anche se alcuni intrepidi pare facciano uno spin-off natalizio per passare un sifone sommerso, ma Koris passa il turno).

Come la hanno presa pt. 2

Siccome Koris è una persona tranquilla, fiduciosa e assai poco paranoica, il sito delle poste francesi ha ricevuto un impressionante numero di query che chiedevano di tracciare una singola raccomandata, da giovedì sera. C’è chi aspettava l’apertura dei saldi, Koris voleva solo vedere la dicitura “in consegna” per la sua lettera di dimissioni.

La lettera è stata portata dal postino sabato a vuoto (“anche tu, cazzo porti una raccomandata a un’azienda sabato, ma dai, un po’ di cervello!” pacato commento di Koris ripetuto ossessivamente per tutta la domenica), lunedì nessuno nell’azienda ha alzato il suo grosso culo per andare a firmare la ricezione. La cosa ha lanciato Koris in un turbine di paranoia a base di “e se?”, analisi di tutte le possibili paraculaggini e domande esistenziali. Lo abbiamo già detto #thieuSantoSubito?

Il momento di svolta è stato oggi dopo l’una, quando il sito della posta ha finalmente scritto “raccomandata consegnata”. Koris si aspettava che lo SmartPhogn suonasse da un momento all’altro. Cosa che è accaduta circa 30 minuti dopo. Il numero era il CCC, il Commerciale Certificato Coglione. E ad oggi, Contrito.

Piccolo riassunto della situazione

“Pronto Koris?”
“Siiiiiì?”
“… tutto bene?”
“Tutto benissimo, adesso.”

L’Amperodattilo lo ha sempre detto che Koris ci è nata stronza. Però qui non è togliersi un sassolino dalla scarpa, è un’intera frana in una ciabatta.

“Eh, no, ma senti, ho ricevuto una lettera…”
“Davvero?”
“Sì, no, ma spiega… non capisco!”

Maddai.

“Credo ci sia scritto che mi dimetto”
“Ma ma ma… ma perché?”
“Perché non trovo più alcuna ragione di restare su Neutroni Porcelloni e nella vostra azienda meno che meno.”
“Ma ma ma… ma io ero convinto che la missione ti interessasse!”
“Eri convinto male, e poi te lo avevo anche detto, solo che non mi hai ascoltato.”
“Ma abbiamo fatto tanti sacrifici perché tu potessi lavorare a Neutroni Porcelloni…”
“Non cominciare con questa storia perché non ci casco. La misssione non mi interessa più, me ne vado, punto. E so che nella vostra azienda non ho alcuna prospettiva.”
“Ma ma ma… ma la prospettiva era far continuare il contratto lì con Neutroni Porcelloni! Era una prospettiva di un anno! Mica siamo statali, noi! Conta che ho contratti che hanno una prospettiva di due mesi…”

E sticazzi, CCC, ce li vogliamo mettere?

“Beh, e allora questa vostra prospettiva non mi sta bene. E me ne vado.”
“Quindi hai trovato un posto che ti corrisponde di più?”
“Potrei, in effetti.”

Ma col cazzo che saprai dove.

“Ma è la tua decisione definitiva?”
“Direi proprio di sì.”
“E non vuoi aspettare un po’ di tempo, che magari le cose migliorano e…”
“No.”
“Allora dovrò chiamare il MegaCapo di Neutroni Porcelloni e avvertirlo che…”
“Lo sa già, lo ho avvertito venerdì.”
“Ah. Allora dovrò dirlo a Capo Palpatine e…”
“Capo Palpatine lo ha saputo giovedì.”
“…ah.”

E se la domanda è “ma allora siamo gli ultimi a saperlo?” la risposta è sì. In onore dell’antico brocardo secondo cui “si raccoglie quel che si semina”.

“Ma senti, ma quindi se facevi dei compiti di… segretariato, possiamo provare a sostituirti con qualcuno che non abbia proprio le tue competenze, no?”
“Potete provare. Qui vogliono qualcuno che se ne capisca di rivelatori di fisica nucleare, che parli correntemente inglese e francese, che sappia seguire i calcoli nucleari, che sia versatile, che impari in fretta, che sia capace di scrivere documenti tecnici. E che segua i meeting per fare segretariato, come dici tu.”
“… ah, capisco.”

Capisci anche col cappero che trovare una Koris-bis in tre mesi di tempo, vero? Sopratutto low-cost come trattavate Koris. Solo che la stagione del low-cost è finita.

“Ah, per inciso, vorrei discutere dei miei giorni di ferie. Sai, quei 46 giorni di ferie arretrati più 24 di quella cosa perversa francese che si chimama recupero tempo lavorativo.”
“Non capisco cosa ci sia da discutere…”
“Almeno i 24 voglio prenderli. Il resto pagate.”
“Ma 24 giorni sono troppi, il cliente…”
“Il cliente lo sa già. E allora pagate anche quei 24?”
“Ahem, possiamo accordarci a voce…”
“Facciamo invece che vengo all’azienda per concludere un accordo scritto e firmato dalle due parti.”
“Se proprio insisti…”
“Sì, insisto.”

Koris-malvagia va venerdì a negoziare cosa fare dei suoi tantissimissimi giorni di ferie. Nel mentre, possiamo dichiarare aperto il count-down di qui al 14 ottobre.

Come la hanno presa pt. 1

Ormai si sarà capito che dopo un’abbastanza lunga serie di tentativi, un’estenuante attesa e parecchie parole v.m. 18, Koris molla Neutroni Porcelloni e l’azienda associata che la paga (poco perché c’è grossa crisi). Dove andrà e cosa farà verrà spiegato in un secondo momento. Per ora concentriamoci sulle reazioni che tale novella ha scatenato da quando si è ufficializzata giovedì.

Capo Palpatine. Quello più difficile da affrontare, per altro.
“Ma come te ne vai? Ma non è ufficiale, vero?”
“Sì, è arrivata la comunicazione, mi pigliano. Per altro, ironia della sorte, sei stato tu a mandarmi a parlare con loro per i test dei rivelatori. Vabbè, poi siamo finiti a parlare d’altro, ma insomma…”
“Ah, beh, sei vai da loro è solo bene per te, hanno un ottimo laboratorio. Poi vedo che sorridi, quindi sei felice.”
“Beh, sì, sono felice…”
“Ma uffa, mi abbandonate tutti voi che sapete fare qualcosa!”
“Senti, che futuro ho io qui?”
“Ah, nessuno. Staresti qui finché dura l’asse Azienda-Grande Azienda-Neutroni Porcelloni, ma non puoi sperare di più, per le politiche di reclutamento perverso. Infatti sarebbe molto stupido da parte tua rifiutare la loro offerta.”
“Eh, appunto.”
“Però mi dispiace. Anche se insomma, se tu vai da loro e loro fanno i test dei nostri rivelatori restiamo in contatto. Non ti liberi di noi così facilmente.”
“Me pareva.”

MedioCapo. Di lui si è sempre sentito parlare poco perché ha l’incredibile pregio di rompere pochissimo gli zebedei. Koris si era preparata un discorso infiocchettato.
“MedioCapo, devo dirti una…”
“Te ne vai, Capo Palpatine me lo ha già detto.”
Ecco, prima ti ordinano massima segretezza e poi fanno gli spoiler. Classico.
“Sì, beh, sai, ho deciso di andare, ma non è stata una decisione facile…”
“Vai a lavorare sugli acceleratori, a fare una sperimentale e più affine al tuo campo di studi: io credo che sia stata una decisione facile.”
Sgamata.

I Maiores. Che erano all’oscuro di gran parte della faccenda.
“Pronto, Amperodattilo?”
“Ciao, figlia ingrata, come va?”
“Bene, ho lasciato il lavoro.”
“… in che senso?”
“Ho mollato, ho dato le dimissioni, ciao ciao all’azienda”
“… e adesso?”
“E adesso vado a lavorare altrove.”
“… non dire mai niente, eh! Comunque se sai quel che fai, bene per te. Anche U Babbu approva.”
Cameo di fratello Orso via Wazzapp, che ha ricevuto la notizia non si sa come in tempo reale: “Allora abbiamo finalmente trovato il posto ben pagato???”. Perché Orso è un economista materialista e sa mettere delle priorità nella vita.

Il MegaCapo. Poteva avvertirlo Palpatine, ma è stato deciso di sbolognare la faccenda a Koris. Questo voleva dire che il MegaCapo avrebbe potuto incazzarsi o avrebbe potuto incazzarsi moltissimo. Ma Koris faccia-di-tolla sapeva di non aver più nulla da perdere e alla mala parata il MegaCapo l’avrebbe cacciata su due piedi e si sarebbe evitata i prossimi tre mesi di tragitti. Invece il MegaCapo era di ottimo umore, chissà, forse era andato bene di corpo.
“Ah, sono felice per te e triste per me, ma quindi vedo che c’è una speranza che restiamo in contatto.”
“Secondo Palpatine sì, però io non mi sbilancerei a dire…”
“Lo dico io.”
“Ah, beh, allora…”
“Ad ogni modo spero che ti renderai conto del ruolo che Neutroni Porcelloni ha giocato nella tua carriera e che è stato fondamentale per il tuo nuovo posto…”
Va bene, sta iniziando a prenderla male, sisalvichipuò.
“… e quindi mi aspetto per il bene del tuo curriculum che tu finisca quel *segue descrizione di compito pallosissimo*, come se dovessi restare per sempre.”
“Farò del mio meglio, promesso.” disse Koris, prima di fuggire con le dita incrociate dietro la schiena.

Insomma, Koris sta facendo del suo meglio per cercare di non lasciare dietro di sé un’accozzaglia di macerie fumanti su cui non resta che spargere il sale. E nemmeno fuggire urlando dicendo “non voglio mai più sentir parlare di voi, dimenticatevi che esisto”, come accadde col Replicante. Si chiama “lasciarsi in buoni rapporti” e non è per niente facile, ma in questo piccolo mondo consanguineo pare necessario per evitare brutte sorprese in futuro. Com’è complicata, la vita da adulti responsabili.

La parte due del “Come la hanno presa” sarà con l’azienda e dovrebbe andare in scena la settimana prossima. Quando arriverà la raccomandata a sorpresa. E lì, al contrario, nessuna pietà e niente prigionieri.

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