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Post on the road

Il blog è vivo, ma Koris arranca un po’ dietro a giornate che non finiscono mai e in cui si fa di tutto, ma davvero di tutto. Koris vittima illustre del “preferirei lo facessi tu”.

Christine la macchina infernale è stata ritirata dal concessionario. Che ha cercato di rifilare a Koris una macchina grigia con targa Parigi invece di una bianca con targa Marsiglia. E insisteva. Koris stava per chiedergli se Christine non si fosse abbronzata nel frattempo. Mezz’ora per ritrovare la vera Christine, nascosta nel parcheggio a fianco. Bella performance del concessionario specializzato. La prossima riparazione si fa da Abdul ‘o Sfasciacarrozze.

Il lunedì post controllo, Christine ha accesso uno spettacolo di luci e suoni che significava “la pressione delle gomme è bassa”. Se le gomme sono messe così, figurarsi Koris. Comunque anche dopo un giro dal compressore lo spettacolo di luci e suoni continua. Consultato sulla faccenda, l’internet dice che bisogna reinizializzare tutto. Koris forse ci installa Linux.

Nel mentre il concessionario ha chiamato dicendo che si sono dimenticati di fatturare una parte delle riparazioni. Bella performance, episodio due.

Al lavoro è un pronunciato delirio. L’imperatore Palpatine litiga col russo junior. Koris cerca di mantenere un distacco e finisce a fare quattro riunioni in una giornata.

Ma è il weekend dell’Ascensione e Koris sta scrivendo questo post mentre ‘thieu guida verso il Plateau de Calern. Tutto il resto, tag del post compresi, aspetterà lunedì.

Sentirsi cretini

Sarà che non ho dormito per tutta la notte e che per le notti precedenti non è che fosse stata una festa.
Sarà che a me la guida mette ansia a prescindere perché, cazzo, è vero, in percentuale c’è molta più gente che si spiaccica in autostrada di quanta si ammazzi sulle rocce.
Sarà che ho male al collo e basterebbe già di per sé.
Ma più penso al parcheggio che è troppo stretto per la macchina perché non ho pensato alla manovra, fermamente convinta che la Yaris ci piovesse dentro come un pezzo del Tetris (o che fosse deformabile e fluida), più mi sento idiota, cogliona e completamente inadatta alla vita adulta.

Notizia Maior

La notizia maior è che io non ce la faccio ufficialmente più. Mi pare di essere un operaio dell’ENEL che lavora in attesa della pensione, con la differenza che pensione col cavolo, fra un anno sono fuori di qui con un calcio in culo e, mi pare, poco altro in mano.
Ogni notizia ha il sapore di una notizia cattiva ed è a tramutarsi in tale in un batter d’occhio. Ogni questione ha un risvolto negativo e non vedo che quello. “Vedrai che sarà un’avventura bellissima” mi ha detto Sophia su Skype qualche giorno fa. Io non riescco a pensare che a quante cose possono andare male, verosimilmente per colpa mia, e a trovarmi preparata quando succederà. Vivo nel peggio futuro e nessuno pare vederlo, pertanto nella migliore delle ipotesi vengo presa per matta. Nella peggiore per stronza, ma quello ci sono abituata dai tre anni in poi.
Qualunque cosa io faccia è sempre in qualche modo incompleta, sbagliata, a mala pena tollerabile. Mi sento uno di quegli alunni che studiano per settimane solo per strappare un 5/6. E questo non al lavoro, nella vita in genere.
Arrampico da schifo. Da mettere il primo rinvio, salire fino lì e poi scendere perché tanto a che serve? In cima non ci arriverò mai. Tanto vale che non faccia perdere tempo agli altri. E mi domando che mi sono comprata la corda a fare, se non fosse che all’epoca in cima arrivavo eccome. L’unica cosa che ancora mi riesce è andare in bici e alla bici è saltato il freno. Devo prenderlo come un segno di smetterla lì, prima non essere più nemmeno capace a salire in sella?
Ogni progetto mi schiaccia con i suoi rovesci. Vivo in una totale staticità e se mi muovo il fallimento è dietro l’angolo. Da una parte ho solo voglia che tutto questo finisca.
Io non sono così. O almeno mi piaceva pensarlo. Non ho mai avuto fiducia in me stessa e a ragione, ma almeno avevo la forza di reagire. Ora non so dove sia, nemmeno per andare a buttare la spazzatura.
Io non voglio essere questo.

Letture di fine anno

Siccome la fine dell’anno si avvicina ed è ormai questione di ore, tanto vale pubblicare la reading list 2006. In principio pensavo di metterli in ordine di lettura, ma l’entropia ha prevalso ancora una volta… sarà tanto se riuscirò a mettere i voti (da * a ***, non voglio sprecarmi). Eccoci:

Isaac Asimov Prima Fondazione (**)
Isaac Asimov Fondazione e Impero (***)
Isaac Asimov Seconda Fondazione(***)
Isaac Asimov Fondazione e Terra(***)
Isaac Asimov Fondazione Anno Zero(***)
George Orwell 1984(***)
Douglas Adam Guida Galattica per Autostoppisti(***)
Douglas Adam Ristorante al Termine dell’Universo(***)
Douglas Adam La Vita, l’Universo e Tutto Quanto(**)
Douglas Adam Addio e Grazie per Tutto il Pesce(**)
Bret Easton Ellis Lunar Park(***)
Bret Easton Ellis Glamorama(*)
Arturo Perez-Reverte (*)
Andrea Camilleri La Vampa d’Agosto(***)
Andrea Cammileri Le Ali della Sfinge(***)
Terry Pratchett A me le guardie!(***)
Terry Pratchett Uomini d’Arme(***)
Terry Pratchett Piedi d’Argilla(***)
Terry Pratchett Il Colore della Magia (*)
Patrick Rambaud The Exile(***)
J. K. Rowling Harry Potter and the Half-Blood Prince (***)
Wiry Costant Il valletto di Napoleone (**)

Tanto me ne sono sicuramente dimenticato sicuramente qualcuno… ovviamente escludo saggi e libri di testo, considerandoli effetti di bordo…

Materie prime

“Hana, la mia compagna di stanza, è in fuga d’amore col fidanzato, pertanto per una settimana sono sola”
“In fuga d’amore col fidanzato?!”
“Sì, a Parigi”
“Cacchio, che bello!! Che fortunata!! Voglio farlo anch’io, mi piacerebbe un casino”
“Anche a me, ma mi manca la materia prima”
“I soldi?”
“No, quella ancora prima”

Koris e Sofia, in un intorno del primo novembre

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