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Meno venti, gli smemorati

Ultimi venti giorni sulle sponde di Neutroni Porcelli e Koris è verosimilmente diventata ipersensibile, intollerante e rompicoglioni. Ok, rompicoglioni lo è sempre stata, ma ci sono sempre margini di miglioramento, con l’obiettivo di trovare strani e nuovi modi, per rompere le palle come nessuno le aveva mai rotte prima.

E mentre Koris vive di post-it, note sull’agenda, lista delle cose da fare, memorie alimentari affidate alla lavagnetta in cucina, altri individui non si ricordano nulla e vivono felici nell’oblio. E Koris invece si sfava, da vera professionista del vivere male.

Stamattina ‘thieu ha guardato lo smartphone (potremo aprire una parentesi su quanto Koris-ipersensibile odi la pratica del guardare le mail ancora prima di dire “buongiorno”, ma soprassediamo) e ha annunciato giulivo “Ah, il sedici ottobre c’è la riunione col gruppo speleo del Pacchetto Alpitour (qui e qui per maggiori informazioni), quindi mi serve la macchina”. Il sedici ottobre Koris inizia a lavorare altrove. Ma non è una cosa che si sappia, eh. Lo ripete solo ogni giorno, più volte al giorno. Quindi le è esploso l’equivalente gastrico di una testata nucleare nello stomaco ancora prima delle sette del mattino. Quando Koris ha fatto presente che le serviva la macchina per una ragione giusto un filo più importante, la risposta è stata “ah, me lo sono dimenticato”. Seconda testata nucleare di bile radioattiva. “Ma magari puoi vedere di uscire un po’ prima”. Stomaco vetrificato da fallout nucleare. “O chiedere se puoi andare in bus, tanto non sei obbligata a venire alle riunione”. Koris a quel punto ha richiesto che le venga riconsegnata la Ya(xa)ris (che attualmente usa ‘thieu per mini-tragitti), fanculo i suoi sedici anni, fanculo tutto, almeno è una Koris-macchina che Koris può accartocciare a piacimento. Bon, bah, d’accord, comme tu veux.

Però il fattaccio della dimenticanza un po’ resta. Non è che Koris sia il genere di persona che si attacca alla data, all’anniversario, al compleanno, a saturno-nella-settimana-casa, ma sperava che l’evento più atteso degli ultimi due anni lasciasse un minimo segno. A meno che tutto il fiato non sia sprecato e allora tanto vale tenerselo, nunc resonat in aperto vox clamantis in deserto. Va bene non aver memoria per le date, ma incasinare la logistica a una persona che vive già sui suoi nervi e poco altro… allora tanto vale pensare alla logistica solo per se stessi, che si fa prima.

“Eh, ma sono stanco, mi dimentico, non ci penso”. Ripetuto per cambiare i letti, mettere a posto le scarpe, azionare il cazzo di fottuto pulsante di Roomba, o anche solo scrivere “uova” sulla lavagnetta delle cose da ricomprare. Tanto c’è Koris-cylon che ha la memoria per tutto, del resto se la chiamavano Vicki a quattro anni una ragione ci sarà. Koris non dimentica, il che è un bene e un male.

Altro giro, altro smemorato. Ovvero lo smemorato per eccellenza, Capo Palpatine. Che dopo aver creato un turbine di casino che stava degenerando in un tornado di letame pronto ad abbattersi sulla regione, è venuto a pigolare da Koris per trovare una soluzione, fermare la catastrofe, hold the door e simili. Koris ha appurato che era una cazzata e il tifone merdifero si è esaurito in nulla. Capo Palpatine ha griato al merdacolo e ha guardato Koris come se fosse una sorta di re taumaturgo.

“Quindi nei prossimi mesi quando si presentano problemi del genere posso chiedre a te!”
“Ahem, veramente…”
“Ti nomino responsabile di questa attività!”

E allora sì, se vuoi. Responsabile per i prossimi venti giorni poi boh, qualche (altro) santo sarà. S’è dimenticato anche lui che Koris è in via di evaporazione. Se lo dimenticano tutti. Forse è solo una Koris-illusione.

Poi c’è l’azienda o che è smemorata davvero o sta facendo la gnorri, ma Koris non se ne vuole occupare. È allocato nella memoria grazie al puntatore cazzi_loro.

In questa landa di smemorati Koris vorrebbe solo avere un periodo per piagnucolare in un angolo, senza accolli di sorta. E potrebbe anche essere possibile, se l’azienda si ricorda di convalidarle venerdì e lunedì di ferie. Un’altra oculata dimenticanza?

Poi magari fra venti giorni passa tutto, eh. O passa Koris. A miglior vita.

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Bring your girlfriend to work

In questi ultimi quasi-cento giorni di contratto con Neutroni Porcelloni, Koris vive su una nuvoletta di zucchero filato e sorride come se fosse strafatta ogni volta che si nomina una scandeza al di là di inizio ottobre. Nel mentre assapora i tanti giorni di ferie che sta per recuperare e sfrutta a fondo i suoi privilegi. Questo mondo di arcobaleni e unicorni sta sopravvivendo nel tentativo di mascherare la punzonatura della sindrome dell’impostore, che potrebbe scatenarsi molto presto in tutta la sua potenza. Ma per ora unicorni, arcobaleni e zucchero filato.

Koris ieri lavorava da casa in mutande con il solito programma che include “rispondo a una mail e faccio una lavatrice”. Erano le otto e mezza e quando il computer non ha voluto saperne di connettersi a internet. La rete wifi di casa doveva essersi sucidata. Koris stava per andare a picchiare il router, quando si è accorta che anche l’orologio del forno era defunto. Oh oh.

Per farla breve, gli operai che lavoravano alla strada sotto casa hanno staccato la corrente, fino alle 15. A Koris sono venuti i sudori freddi, soprattutto dopo aver letto una mail di Capo Palpatine che diceva “ti chiamo alle nove”. Dopo un veloce giro delle opzioni disponibili (che a onor del vero sono passate anche da “ma tanto ho dato le dimissioni, cazzomene”), Koris ha supplicato ‘thieu di salvarla.

“È ancora valida l’offerta per cui posso far finta di essere una tua tirocinante e imboscarmi nel tuo laboratorio?”
“Ovvio.”
“Allora arrivo.”

Koris ha così scoperto che ‘thieu non ha un ufficio. È più un monolocale di venti metri quadri che occupa da solo. E che ha riempito con strumentazioni varie non sempre proprio ordinate.

Sulla scrivania, anche questa diversamente ordinata, c’è più o meno di tutto (Koris in verità non dovrebbe permettersi di fare commenti in materia, dall’alto del suo motto “a clean desk is a sign of a sick mind”). La Koris-attenzione è stata catturata soprattutto da un floppy disk, abbandonato proprio accanto a un pc con 32 gigabytes di ram. Una sorta di monumento all’ossimoro informatico. ‘thieu ha spiegato che serve per trasferire dati da uno strumento uscito da “Stranger Things”.

‘thieu ha anche fatto il baby-sitter al suo dottorando: “no, non puoi tagliare e saldare un cavo che costa 100 euro, non si fa. Aspetta, vengo e te ne trovo uno con cui puoi giocare”. Si è quindi ritirato a giocare col dottorato per un tempo non trascurabile.

Dopo essere stata portata al pascolo nella “stanza dei giochi”, Koris ha dedotto che ‘thieu non riordina mai niente a casa perché lo fa al lavoro. Almeno, la stanza dei giochi, non la scrivania. Poi si lamenta che gli altri lasciano tutto in giro e non si trova niete. LOL, proprio lui, il prescelto di Zozzorath.

Zozzorath, il demone che possiede ‘thieu (ovviamente credits Zerocalcare)

Oltre ad essere un rifugio dotato di corrente, aria condizionata e wifi, la visita al laboratorio di ‘thieu è stata molto istruttiva.

Provocazioni e vendette

‘thieu, partito per Roma domenica scorsa per una conferenza (ma armato della lista di ristoranti dell’Orso’s Digest, inteso non come periodico, ma nel senso che sono già passati per la Orso’s digest-ione e quindi sono stati testati), torna stasera. “Vado a lavorare, eh!” ha detto a Koris, quando gli è stato intimato di non divertirsi troppo. A riprova del fatto, tradurremo alcuni sms (sì, ‘thieu è ancora agli sms, non c’è verso di evolverlo a wazzappo) ricevuti in questi giorni:

  • “Sono arrivato in hotel, è una specie di villa inizio XIX secolo. Non è male, per altro è nel quartiere delle ambasciate”
  • “Ho mangiato una bruschetta con la crema di carciofi in uno dei ristoranti consigliati da Orso. Abbiamo mangiato divinamente. Vedi che tuo fratello ha gusto!” (l’Orso-commento è probabilmente “E mi cojoni!”)
  • “Abbiamo provato l’abbacchio, sempre sulla lista del Gambero Orso. Ottimo!”
  • “Ho finito la presentazione e ne approfitto per fare una passeggiata nel centro storico, magari faccio qualche foto. Non invidiarmi che ci sono 32 gradi” (ah, beh, allora…)
  • “Ho mangiato gli gnocchi alla romana! Sono super buoni!”
  • “Vado a fare una passeggiata sul lungo Tevere dopo cena”
  • “Sono da Grom a mangiare il gelato, è fantastico” (STRONZO. Non dirlo che qui c’è gente che soffre)
  • “Ho fatto delle foto carine. Ora passo davanti al colosseo in notturna e poi rientro in hotel”
  • “Siamo in una delle pizzerie consigliate da Orso. Il locale non dà nell’occhio, passano pizze dappertutto, hanno l’aria deliziosa”
  • “Ho scoperto l’esistenza del calzone”
  • “Mangio sempre benissimo, forse sto mangiando troppo. In compenso perdo 10 litri d’acqua al giorno”
  • “Siamo andati a vedere una fontana (n.d.K. la fontana di Trevi). Ho fatto una foto davanti e dietro per dare un’idea di quanta gente ci sia. Potremmo chiamarle le gioie del turismo di massa”
  • “Mangio una cosa che non ti piacerà: gnocchi al ragù di polpo e fiori di zucchine”

Ora, sulla via per Fiumicino, si lamenta che il treno va troppo lento. Perché, da parigino, non ha coscienza che il treno potrebbe non andare affatto. E ignora che al ritorno a Marsiglia gli aspettano almeno tre settimana di insalata di indivia e acqua. E tanti, tanti, tanti piatti da lavare.

Solitudine

‘thieu è partito ieri pomeriggio per Roma, dopo una lunga serie di psicosi da bagaglio a mano che nemmeno viaggiasse con RyanAir e dovesse mettersi le mutande a strati. Sabato era in uno stato di sbattimento tale fra “porto il portatile, ma mi ruga non portare la reflex, oddio come faccio?” che è stato evocato Fratello Orso, in qualità di esperto in viaggi compatti con un certo numero di compagnie aeree (gli deve mancare AirTajikistan e poco altro). Orso ormai potrebbe mettere su una ditta di counseling in viaggi in svariate parti del globo. Conoscendo Orso, viaggi comodi.

Koris si era fatta un piano di azione che prevedeva il seguire i suoi ritmi, anche i più depravati. Chissà, magari è insonne solo perché va a dormire troppo presto, vai a sapere. O magari perché ‘thieu, sant’uomo certo, russa e la sveglia. O perché la sua massa non trascurabile deforma lo spazio-tempo del materasso memory foam facendo cadere un Koris-satellite nella sua orbita.

Koris è andata a dormire alle 22:30, ha letto fino alle 23. A mezzanotte e mezza era in preda alla più nera disperazione perché era talmente sveglia che avrebbe potuto mettersi a fare i ravioli (e Koris non ha idea di come si facciano i ravioli). Poi si è circa addormentata svegliandosi ogni mezz’ora, fino alle 6:00, 25 minuti prima della sveglia ufficiale.

Non è ancora chiaro se la solitudine fino a venerdì possa giovare a Koris in termini di bioritmi, oppure se la sua propensione all’overthinking la fagociterà in un gorgo di “e se”. Nel frattempo, se avete film trash da consigliare, questo è il momento adatto.

Terroristi della felicità è un’arte

Koris fa parte della schiera di esseri umani che adora fare i regali. Ma non necessariamente regali costosi che lascino a bocca aperta. Si tratta piuttosto di trasformare qualunque cazzata ricorrenza in un’occasione per ridere e divertirsi (e magari anche stupide), all’occorrenza anche nel caso il regalo sia solo un pensiero. A Koris piace preparare la sorpresa, definendosi quello che Celia chiama “un terrorista della felicità”.

A Koris-control freak piace molto meno riceverle, le sorprese, sempre per quella famosa teoria del bicchiere mezzo vuoto e avvelenato ove mezzo pieno.

E poi c’è ‘thieu. Al contrario di Koris, reincarnazione di Quinto Fabio Massimo detto il Temporeggiatore, se ‘thieu trova un pacchetto suscettibile di appartenergli lo apre. Incurante del giorno, della ricorrenza, dell’aspettare la magia della notte di Natale. Sticazzi la magia, ‘thieu spacchetta.

Spacchettati anzitempo finirono i regali dei natali 2015 e 2016. L’anno scorso Koris si è fatta furba e fece in modo che il regalo non potesse capitare nelle grinfie di ‘thieu prima del tempo: lo mandò alla mamma di ‘thieu, affinché glielo elargisse al momento convenuto.

Per i regali di compleanno Koris è sempre stata più lesta e ha partorito idee di cui va fierissima. Come la caccia al tesoro a base di post-it disseminati in tutta la casa. Lo considera un po’ il suo capolavoro di terrorismo.

Se ‘theiu si gode le sorprese, non si può dire che sia maestro nell’orchestrarle. Forse perché non ci sono fagotti di mezzo. Tralasceremo l’eterna diatriba sul fatto che Koris non lo abbia autorizzato ufficialmente a farle i regali, ma ‘thieu lo faccia lo stesso.

Venerdì mattina Koris vegetava a fare cose in ufficio quando le è arrivata una mail di ‘thieu euforico.
“Il tuo regalo di compleanno è arrivato, devo passare a prenderlo!”

Segue una bordata di insulti via mail, ‘thieu si giustifica dicendo “sono un ribelle! Forse martedì mi odierai, ma me ne prendo la responsabilità”. Koris ha capito che le arriverà un nuovo tomo della saga del Romanzo dei Tre Regni e sta ancora meditando vendetta.

Sabato mattina Koris dormiva come una merda zucca quando all’alba delle otto è suonato il citofono. Da persona equilibrata qual è, si è svegliata urlando, nemmeno fossero sbarcati sei battaglioni alieni da Vega direttamente in salotto. ‘thieu è andato ad aprire ed è tornato giulivo.

“È arrivato il tuo regalo!”
“Ma non dovevi passare a prenderlo tu?”
“Quello di compleanno, questo è quello di Natale”
Segue altra bordata di insulti in italo-francese. Erano meglio i battaglioni di Vega. ‘thieu ha aspettato che la tempesta passasse, quindi ha lanciato il pacco sul letto.
“Dai! Dai! Non vuoi aprirlo adesso?”
“NO”

Nonostante si aggiri vestito di rosso e con un grosso sacco appeso, come Babbo Natale ‘thieu lascia piuttosto a desiderare.

Metto la virgola e aggiungo uno zero

Una vita da Medrano,
Che nel circo faccio il nano,
E all’altezza dei calzoni
Guardo tutti nei c…

Ahem, qualcosa del genere.
Koris si sta domandando se in tutto ciò non ci sia un errore primigenio, una sorta di peccato originale. Per esempio, Koris potrebbe aver sbagliato tutto nella sua vita (tanto per cambiare), quando verso i 15-16 anni ha deciso che avrebbe studiato roba inerente alla fisica. Forse avrebbe dovuto restare sulla via maestra battuta e decisa anni prima di studiare storia. Probabilmente non avrebbe mai incontrato il compagno Faithful, noto provocatore di Koris-cazzimma a livelli elevatissimi, e nemmeno la banda della Balda, del Prussiano, di Bazilla e di tutto lo zoo accademico fino al Replicante, che ha progressivamente smontato la Koris-autostima come pezzi di Lego. Studiando storia Koris si sarebbe posta molti meno problemi. Ora probabilmente sarebbe a friggere da McDonald’s o a fare la supplente di geografia alle medie nella migliore delle ipotesi, ma forse si sarebbe goduta la giovinezza. Ma la storia non si fa a sliding doors e questa non è la linea temporale di Koris-friggitrice.
Fin qui, riflessioni di Koris alle tre di notte mentre pensa che l’ottavo libro di “Wheel of Time” sarebbe veramente bello, se Roberto Jordan non avesse riempito pagine e pagine di stereotipi con donne gelose e uomini che non capiscono. E mentre pensa anche che si è dimenticata di lavare la pentola del brodo dopo il risotto. Koris pensa troppe cose assieme, it is known.
La giornata di ieri è stata una sorta di divisione in colonna con resto periodico. Ad ogni punto che fioccava in coda alla to-do-list, Koris si diceva “metto la virgola e aggiungo uno zero”. Non che voglia dire qualcosa al di fuori delle scuole elementari (e probabilmente solo alle scuole elementari di più di vent’anni fa, #VecchiaiaModeON), ma le vie delle Koris-sinapsi sono imperscrutabili e probabilmente non portano a Roma. O forse a una versione di Roma dopo il passaggio dei Vandali di Genserico.
Che s’era detto a proposito dello studiare storia?
In questi giorni ‘thieu è raffreddato e, con tutto il bene che Koris gli vuole, sembra di dormire accanto a una motosega. Certo, sempre meglio dell’asma del SonnoDellaRagione, che faceva tanto finale della “Traviata” e qui né Verdi né la tisi ci sono mai piaciuti. Però insomma, un fagottista che russa è capace di andare avanti a basso continuo tutta la notte. Per cui Koris si mette a leggere “Wheel of Time”, per cui si incazza, per cui pensa di aver sbagliato tutto nella vita. Poi verso le tre si addormenta e sogna di incazzarsi ancora di più.
Qualcuno deve spiegare al team di Neutroni Porcelloni che ci sono dei limiti al Koris-multitasking e qui limiti potrebbero essere stati raggiunti. Ok, i limiti sono fatti per essere superati, ma ci sono dei limiti ai limiti da superare. Anche con de L’Hopital. Insomma, limite di Koris per tasks che tendono all’infinito dà Koris che tende a zero. Detta con Stephen King, all work and no play makes Koris a dull girl. Se poi alle 17 di lunedì ti comunicano di partecipare a un meeting dalle 8 alle 18 dell’indomani e di mercoledì, il che ti assicura di partire di casa prima delle 7 e di tornarvi dopo le 19… beh, il suicidio in molteplice forma comincia ad avere un certo appeal.
Ma no, c’è ancora tanta speleo da fare. E ci hanno promesso di visitare prima gli Scogli Neri, poi il Gouffre Géant de Cabrespine. Dobbiamo sopravvivere. Sempre mettendo la virgola e aggiungendo uno zero nella divisione periodica.

Caina attende

Essendo cresciuta a dosi massicce di “Cerentola” di Rossini, Koris è sempre stata abbastanza convinta che la migliore strategia è e sarà la mia vendetta il lor perdono. Insomma, di essere un individuo capace di provare buoni sentimenti di fronte alle ingiurie passate e ormai fossili.
(Poi ti presentano il duo malefico Mozart/Da Ponte che si canticchiano la vendetta è un piacer sebrato ai saggi, obliar le onte e gli oltraggi è bassezza e ognor viltà e finisce tutto in vacca. Come alla discussione della magistrale che poco mancava che il presidente di commissione dicesse “la proclamo dottore in fisica, baciamo le mani”).
Comunque, libretti d’opera a parte, Koris pensava di essere abbastanza vecchia da innestare la modalità emozionale “sticazzi” e riuscire a provare persino un po’ di umana pietà per certi soggetti, in quanto appartenenti alla stessa specie. Fino a prova contraria.
Finché non è piombato nella sua casella di posta, dopo più di due anni di silenzio, lui. Proprio lui.
Il SonnoDellaRagione.
(Quindi se i bookmakers del blog se lo giocavano spacciato 25 a 1, andranno delusi)
Si è ripresentato a chiedere Koris-notizie.
Si è ripresentato a fare autodafè per essere stato troppo duro con Koris mentre stavano assieme.
Si è ripresentato raccontando una storia di miserie degna di Emile Zolà.
Si è ripresentato a mendicare un’ombra di conforto.
Koris, sulle prime, ha provato un’ondata di rabbia, in nome un sacrosanto “cazzovuoi?”. Se nessuno ti ha evocato da quando hai smarmittato fuori dalla Koris-vita un motivo ci sarà, no? Chieditelo. La risposta è dentro di te (epperò è sbajata).
Poi Koris ha cominciato a pensare.
Ha pensato che venire a chiedere scusa a tre anni dalla fine è insensato. Come dire “il gatto è morto tre anni fa, ma lo abbiamo tenuto in questa scatola, se vuoi puoi accarezzarlo ancora”. Come se Grouchy si fosse presentato la sera di Waterloo sul campo di battaglia chiedendo “sono mica in ritardo?”. Come se servisse a qualcosa parlare adesso della rottura, quando non si è voluto ascoltare prima per evitarla, ammesso che ciò fosse possibile.
Poi Koris ha pensato alla sua storia da novella verista. Al fatto che preferisce leggere Zolà che vivere in un romanzo d’appendice. E lì le è venuto da citare “Shogun”.
Karma, ne?
Che è più o meno traducibile con “era destino, non è vero?”. E in quell’istante Koris non è stata in grado di provare né pietà né empatia. Solo un vago senso di sollievo all’idea del “avrei potuto esserci ancora in mezzo”.
Il SonnoDellaRagione se n’era andato compiangendo Koris e la sua “piccola vita di merda”, facendole fare una vera vita di merda. E ora che Fortunae rota volvitur ha all’improvviso nostalgia di quella normalità che tanto ha vituperato, ora che si trova nel momento del bisogno (in una situazione che sembra essere molto colpa sua). Ora che, a suo dire, ha bisogno di svegliarsi da un incubo e sperare che questi tre anni non siano stati che un sogno.
C’è da riconoscere che il messaggio è stato sapientemente costruito: prima il velato rimprovero per non essersi più sentiti, poi l’evocazione dei bei tempi andati con tanto di pentimento, la narrazione della sua attuale situazione miserabile e per finire il rimpianto, con l’augurio che Koris stia bene. Tutto infiorettato per generare sensi di colpa, magari un po’ di rimorso, e infine una risposta che apra uno spiraglio.
No, SonnoDellaRagione, no.
Koris non si sente per niente in colpa, pensando a te e pensando a sé. Nemmeno nel momento del bisogno. Hai sempre rifiutato tutto quando eri ancora in tempo (e anche fuori tempo massimo), ma ormai sei un fossile nei Koris-ricordi. Sei cristallizzato nelle zucchine bollite, nell’inverno senza riscaldamento, nel tuo sentirti sempre migliore di tutti, nella tua follia, nelle lacrime che sei costato a Koris. E non per la rottura, a tuo dire dura: per la vita che c’è stata prima. Per l’aver preso e troppo raramente dato. Per aver metodicamente distrutto Koris, avvelenandole qualunque cosa positiva in momenti già difficili. Per aver denigrato e gettato alla polvere quello che ora chiami “un sogno” e che all’epoca definivi “la schiavitù della routine quotidiana”.
No, Koris non prova pietà, né per la tua situazione spinosa, né tanto meno in nome della nostalgia dei tempi che furono. Koris non ti darà alcun sostegno. Koris probabilmente non ti risponderà nemmeno. Anzi, Koris non riesce a non sentirsi sollevata a vedere tutto questo con distacco e dirsi “guarda cosa hai rischiato”.
E sì, probabilmente Koris ha già un posto prenotato nel lago ghiacciato della Caina all’inferno per questa mancanza di compassione. Ma di vita terrena, l’unica di cui può ad oggi attestare l’esistenza, ne ha una sola. E il SonnoDellaRagione non ha più alcun diritto di farne parte.

Nota: qualcuno potrebbe dire “facile per te, tu ora hai ‘thieu”. È vero che la presenza di ‘thieu mette un no categorico a qualunque minimo fraintendimento di sorta, anche se ‘thieu fosse solo un’unghia della persona meravigliosa che è. Ma a onor del vero, questo post (e tutto quello che vi è legato) è a prescindere da ‘thieu, dai suoi occhi blu, dal sieguo Cupido, amo un bel volto, né so mancar di fé. Koris ha speso troppe energie e troppo tempo ad aggrapparsi al bordo dell’abisso prima, a ricostruire i cocci poi. Il non concedere nemmeno un dito al SonnoDellaRagione lo deve innanzitutto a se stessa.

bridgetjones

“Francamente preferirei pulire il culo a Saddam Hussein”

C’est ainsi que l’Amour de tout temps s’est vengé:
que l’Amour est cruel, quand il est outragé!

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