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Sorgi, o Minchia di Mare!

(Post di divulgazione scientifica di altissimo livello, ma non solo)
Koris è arrivata alla bella età di quasi 31 anni senza sapere esattamente cosa fossero le oloturie, anzi, piuttosto convinta che fosse tutt’altro tipo di bestia. Per fortuna che un giorno giunse Santa SangueDiPorco a portarle l’illuminazione.

sangue_di_porco

Da quel giorno la vita non fu più le stessa…

A Koris si è aperto un mondo (sommerso). Anche solo la pagina Wikipedia avrebbe portato le Minche di Mare ad assumere prepotentemente il ruolo di animale totemico del blog. A parte la loro forma aerodinamica che le rende particolarmente adatte a metafore in ambito lavorativo e non, alcune features le rendono ancora più affascinanti, meglio dell’iPhone X:

  1. Non hanno un cervello vero e proprio, sono dotate solo di nervi attorno alla bocca che poi si diramano nel resto del corpo. Rimuovendo chirurgicamente i nervi del cavo orale, la Minchia di Mare è comunque in grado di muoversi e funzionare come prima, quindi non ha un sistema nervoso centrale. Probabilmente potrebbe anche guidare una Maserati.
  2. Si nutrono di carogne e rifiuti, ma solo perché non c’è McDonald lì in fondo al mar.
  3. Hanno una sola gonade, il che può facilmente indicare i maschi come singoli coglioni ambulanti. Gli individui femminili depongono pseudo-uova da una sorta di ano, togliendo ambiguità del caso come dietro-ma-davanti o dietro-dietro.
  4. Sono tossiche, esattamente come molti loro consimili umani coglioni e privi di cervello. Solo alcuni molluschi possono digerirle e anche qui le similitudini con uomini senza spina dorsale si sprecano.
  5. Se si sentono minacciate, le Minchie di Mare sputano fuori una sostanza vischiosa. Tuttavia, in casi d’emergenza, possono eviscerarsi, ovvero espellere le budella, i polmoni e l’unica gonade per distrarre i predatori, tanto in qualche settimana ricrescono. Questo aggiunge nuovi significati alla locuzione “cagarsi addosso”.
oloturia

Ogni commento è superfluo, forse not-safe-for-work.

Tutto questo sarebbe già meraviglioso di per sé e conferirebbe alle Minchie di Mare un ruolo di spicco fra queste pagine. Ma una nuova scoperta ha catapultato Koris e SangueDiPorco nel Nirvana del ridicolo, dove l’assurdità è di grado così elevato da sconfinare nel sublime.
In Giappone le Minchie di Mare si chiamano namako, con un ideogramma che può significare topo o lumaca di mare. E sì, sono considerate commestibili come in Cina, ma non è questo il punto. Alle Minchie di Mare sono state dedicate migliaia di haiku, di cui mille tradotte nel libro “Rise, Ye Sea Slugs!”.
Il caso ha voluto che il libro si trovasse su Google. E no, niente, che lo si dice a fare, Koris si è innamorata di cotanta gigantiforme cazzata e delle sue mirabolanti applicazioni prive di senso. Ci sono poesie per tutti i gusti: Minche di Mare filosofiche, Minchie di Mare innamorate, Minchie di Mare al lavoro (ebbene sì!), Minchie di Mare in cucina, porno-Minchie di Mare. Del resto, stando a una leggenda di NippoLandia, quando gli dei chiesero ai pesci del mare se erano pronti a nutrire gli uomini, l’oloturia rimase muta senza dare il suo consenso. Allora la dea Ama-no-uzume (inventrice dello striptease, perché qui non c’è proprio NIENTE di serio) cucì la bocca alla Minchia di Mare, trasformandolo in un orifizio lacerato senza labbra né lingua. Fu il silenzio della Minchia di Mare a ispirare i poeti, pare, dall’epoca Edo fino alla cultura popolare di oggi.
Ergo da oggi in poi, ove necessario, Koris citerà haiku contenenti Minchie di Mare. Sipario su un haiku letterario:

Senza più capo
Né coda, la mia scrittura
è una Minchia di Mare
(Soseki Natsume)

oloturia_di_design

Una Minchia di Mare di design.

P.S. Non potete dire che questo blog non arricchisca la vostra cultura!

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Il mio robot speciale

Nel 2010 piombò a casa dei Maiores un Roomba, il robot pulitore. Il Roomba, più che come aspirapolvere robotico, deve la sua fama ai video sui YouTube in cui è impiegato come trasportatore per gatti. Poi magari pulisce anche, ma sopratttutto trasporta gatti. Viste le dimensioni e il peso specifico di Spin, qualora il felino avesse mai pensato di salirvi sopra, il malcapitato robot si sarebbe trasformato in una focaccetta di plastica e silicio. Quanto al suo impiego primario, a casa dei Maiores niente può competere con la pulizia dell’Ampero-Robot (ovvero l’Amperodattilo istesso).
Fu così che Roomba fu impacchettato e relegato in cantina fino a data da destinarsi.
Un anno fa Koris, noto angelo caduto del focolare e nonché paladina delle pulizie sommarie, ricordò l’esistenza di Roomba e, vista la sua virtute nei lavori domestici, pensò bene di richiederlo se nessuno lo impiegava.
“Come vuoi, ma è rotto”
Koris lo recuperò lo stesso. Trasportato sulle sponde della Provenza e spacchettato, Roomba si accese, si guardò attorno e urlò al mondo il suo disappunto sotto forma di:
“Errore di carica: 3!”
Koris, esperta di turbe mentale di apparecchi informatici capricciosi, si armò di cacciavite e aprì il robot. Ivi scoperse che la batteria era ossidata, probabilmente a causa del disuso prolungato. ‘thieu, voltmetro alla mano, confermò la teoria.
Venne comprata una nuova batteria compatibile e una volta inserita Roomba fu di nuovo un robot felice, zampettante e pulente.
Per una sera.
Al secondo tentativo, la batteria era scarica. Koris fece per mettere Roomba sulla sua base quando il robot incontrò nuovamente il male di vivere.
“Errore di carica: 3!”
Forse è la base che non va. Il voltmetro disse che la tensione era buona.
Forse è il trasformatore che non va. Il voltemtro disse che anche il trasformatore era in buona salute.
Si decise di spostare Roomba a casa di ‘thieu, ove vi sono tutti gli strumenti per l’elettronico che non deve chiedere mai, e formulare un verdetto sulla sorte del robot: riparazione casalinga o discarica, visto che a sette anni dall’acquisto di garanzia manco a parlarne.
In un pomeriggio di particolare noia, ‘thieu ha smontato motori e schede elettroniche, con dialoghi di questo calibro:
“Errore di carica: 3!”
“Tua madre in bermuda, stronzo!” (n.d.K. pare che fra i Parigi la locuzione sia particolarmente offensiva)
Insomma, la tanto temuta guerra dei robot di Asimov sarebbe ancora molto lontana dall’avverarsi. Da questi suoi scambi filosofici ‘thieu arrivò a un aut-aut: o la batteria si è nuovamente fusa, oppure c’è un errore nel circuito di carica, ma in questo caso servono le specifiche della scheda madre per sapere quali transistor bisogna cambiare.
Caricata la batteria con un alimentatore stabilizzato gentilmente prestato dall’università, si è arrivati alla conclusione che sono i mosfet del circuito di carica. Koris, che non è esattamente un genio in microelettronica, non era sicura si avere il coraggio di cambiare transistor (“ah, signorina, e che facciamo, pistoliamo i mosfet?” pareva dire il mini-Bazilla sulla sua spalla). ‘thieu magari anche sì, ma forse era il caso di passare per metodi meno invasivi.
Volle che il caso che su e-Bay circolassero degli alimentatori esterni, forse rubati alle università, vai a sapere. Koris ne ha comprato uno, in modo da manlevare Rooba dall’usare il suo circuito mutilato.
Il robot è tornato fieramente alla vita venerdì sera. Essendo un robot semovente dotato, se non di volontà, almeno di un algoritmo di tracciamento, la prima cosa che ha fatto è stata fiondarsi nel cesso e uscirne con la guida del trekking nelle Bouches-du-Rhone. Visto che ora può muoversi, vuole visitare posti nuovi. ‘thieu e Koris hanno passato il venerdì sera ad inseguire Roomba e a fissarlo sbigottiti mentre il robot scorrazzava per casa. Koris si immaginava che il robot borbottasse fra sé “questa casa è così lurida che fra un po’ cammina da sola!” (cit. dal “Lamentationes pro domo mundanda”, Amperodattilo).
Forse la guerra dei robot è iniziata e la prima parte del loro piano è infiltrarsi fra gli umani, convincendoli di essere al loro servizio e minare il sistema dall’interno.

Campanga di sensibilizzazione all’abbandono del dottorando

È estate, la stagione in cui gli animaletti domestici che normalmente trotterellano attorno ai padroni diventano una palla al piede. C’è chi abbandona il cane in autostrada, chi apre la porta di casa al gatto per filarsela alla chitecella, lasciandolo gironzolare senza meta.
Anche i relatori/supervisors/directeurs de thèse se ne vanno in vacanza e abbandonano i loro dottorandi. I quali si comportano a metà fra cani e gatti: si aggirano con lo sguardo perso di chi non ha più niente nella vita, alla ricerca di chi può dare loro una ciotola di accademici croccantini per accollarsi definitivamente.
Santuzzo Panda, il dottorando di questo cortile, è stato abbandonato tempo fa dal suo relatore ufficiale e da qualche settimana anche dal suo correlatore. Santuzzo vaga disperato per i corridoi perché a settembre vuole andare a una conferenza, ma nessuno gli dà udienza. Santuzzo sta attraversando la parte esitva del suo personale inferno dottorale.
Solo che nel suo vagabondare ha incontrato Koris. E, come un animaletto senza padrone, ha iniziato a seguirla a casa.
Koris, avendo un background da bestiola dottoranda abbandonata, è particolarmente sensibile al fenomeno e reagisce come una dodicenne qualsiasi:
“Era tanto triste, tutto solo… possiamo tenerlo?”
“Se vuoi tenerlo te ne occupi tu. Guarda che un dottorando è un impegno, non è un giocattolo”
“Non c’è problema! Penserò a tutto io!”
Solo che fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Un mare di stupidaggini che faceva anche Koris quando era PhD-Koris, ma di cui si è ovviamente dimenticata con la vecchiaia.
Mercoledì pomeriggio Santuzzo si è presentato in ufficio pigolando.
“Ti ho mandato una mail, perché c’è un picco che non dovrebbe esserci?”
Koris era in tutt’altre faccende affaccendata, la mail era stata mandata cinque nanosecondi prima, nessuno l’aveva vista e Koris non aveva la minima idea di che razza di picco si stesse parlando. Per un attimo ha pensato che era così occupata che poteva rispondere come Roy Batty il Replicante quattro anni fa. Ovvero, a scelta: “sparisci, ho da fare” oppure “non è un mio problema”. Ma il Koris-cuore, benché stantio, non è di ghiaccio e tanto meno di circuiti stampati. E poi non si risponde male a un dottorando abbandonato.
Koris ha quindi mollato quello che stava facendo per guardare il grafico in allegato alla mail. C’era in effetti una gobba dove non avrebbe dovuto esserci.
“Ci sarà un errore da qualche parte”
“Sì, ma dove?!”
“In che senso dove?”
“Nelle tue simulazioni o nel mio modello?”
A questo punto Koris si immagina un mini-Bazilla, con barba e corna, che si arrampica sulla Koris-spalla e si mette a saltellare dimenando un forcone.
“Al DAMS! Gli studenti sono approssimativi e si sbagliano sempre! Digli di andare a rincontrollare i suoi conti. O cominci a amputare qualche arto…”
(Nota di colore: si mormorava nei corridoi dell’università di Boulogne che invece Bazilla come relatore fosse un adorabile buontempone, diversissimo dall’iracondo professore che si mostrava in aula)
Tuttavia l’approccio Bazilla funzionava bene quando Koris insegnava. Koris è anche eminentemente affetta dalla sindrome dell’impostore a un livello piuttosto acuto. Koris non se l’è sentita di dire a Santuzzo che era colpa sua.
“Facciamo che rivediamo entrambi tutto e ne parliamo”
Koris ha passato il resto della serata oppressa dal dubbio esistenziale, chiedendosi se si stesse dimenticando parti essenziali della Bethe-Bloch, che in fondo l’esame della Salamella chi minchia se lo ricorda più, che sono troppo vecchia per queste cose. Da lì a naufragare in un mare di inadeguatezza fisica, il passo è stato breve. Ripetere in loop per tutta la notte “i Maiores me lo dicevano che dovevo fare lettere e non fisica”, prego.
Stamttina Santuzzo manda una mail a un’ora in cui solo un dottorato in preda a crisi mistiche può vegliare.
“Avevo fatto un errore in un integrale! Ecco il grafico corretto”
Il grafico corretto aveva dei marker a fiorellini. Se Koris avesse inviato al Replicante un grafico del genere, le andava bene se rispondeva come il sergente maggiore Hartmann. Il mini-Bazilla sulla spalla ha pungolato Koris con il forcone.
“Allora, signorinah, la vogliamo smettere di pistolare coi sensi di colpa? Sono gli studenti che sbagliano. SEMPRE!”
Nel mentre Santuzzo, da cucciolo felice, si è precipitato di nuovo in ufficio da Koris dicendo “facciamo altre millemilioni di simulazioni! Facciamo tutto!”. Koris ha dovuto ridimensionare i suoi sogni di gloria accademica in nome del tempo di calcolo a disposizione. Santuzzo nel mentre si è fatto rassicurare sul “ma secondo te ce la faccio a discutere fra un anno? Ma secondo te mi accettano l’articolo? Ma secondo te il mio relatore mi odia?”. Perché se quattro anni fa ci fosse stato qualcuno a rassicurare PhD-Koris nell’abbandono estivo, forse la storia sarebbe andata diversamente.
Comunque, forse Koris non è emotivamente pronta ad essere assunta nell’aurea sfera dei relatori. Almeno finché non imparerà a dare retta al mini-Bazilla. Ma fra cinque giorni Koris parte, non senza aver instradato Santuzzo su cosa fare durante la sua assenza. Perché in sé il dottorando non è cattivo: il bastardo sei tu che lo abbandoni!

P.S. Post dedicato a Celia, a Sangue di Porco e a tutte le (ormai ex) dottorande-Pokémon che si sono aggirate da queste parti. E anche all’Orso che c’è dentro fino al collo.

P.P.S. Nessun dottorando è stato maltrattato per la stesura di questo post.

Note e ignote

Alcune veloci note di quello che è successo dall’altra parte della frontiera:

  • Non si trova più gatta Spin. Forse è stata terrorizzata dall’arrivo di Koris e ‘thieu venerdì sera, fatto sta che il sabato mattina si era volatizzata. Lasciando dietro di sé tutte le porte chiuse. Vista la massa del felino, si esclude un comportamento quantistico. La posizione di gatta Spin è a tutt’oggi ignota.
  • ‘thieu sembra essere sopravvissuto all’esperienza merdopolese nonostante il miscuglio linguistico, la folle atmosfera della famiglia e le due paste al forno dell’Amperodattilo, che ha deciso di cucinare come se fosse stato invitato a Pasqua un intero battaglione della Vecchia Guardia dopo la campagna di Russia.
  • Koris ha finalmente trovato un proof reader degno di questo nome, solo che essendo fratello Orso tale proof reader è anche severissimo, bacchettante ed esigente. Ma ha anche dei difetti.
  • U Babbu ha tirato fuori l’equivalente dell’asso di mazze in fatto di musica barocca e rinascimentale. Si è instaurato un bizzarro dialogo fra U Babbu che parla italiano e ‘thieu che gli risponde in francese, ma riescono a capirsi a parlare di Monteverdi lo stesso.
  • Ya(xa)ris vive e lotta insieme a noi, anche quando le chiudono l’autostrada ad Altare per andare a Ceva e si ritrova dispersa fra le alture di Cosseria, direzione Garessio. Ma continua a fischiare ai 130 km/h.
  • L’uscita speleo italica ne è valsa la pena nonostante la camminata assassina per arrivare in grotta e nonostante il ritrovarsi al ritorno alle nove di sera sotto il temporale. Gli speleologi piemontesi sono stati più che accoglienti e la speleo-terapia su Koris pare iniziare a dare i suoi frutti. Poi non puoi rifiutarti di scendere un pozzo quando ti dicono “Fuma c’anduma!”, la tua genetica piemontese risponde subito anche contro l’istinto di conservazione. Criste né!
  • Per continuare col piemontese, ‘thieu è anche troppo buoncito e paziente. È stato comunque ricompensanto col gelato di Superfrutto e difficilmente ne mangerà un altro così buono in tutta la sua esistenza (per sua stessa ammissione).

Koris è attualmente tornata a Marseille e forse ha bisogno di un’altra settimana per riprendersi dalla santa Pasqua.

Oltre i confini della realtà

A dire la verità fino in fondo, Koris non avrebbe voluto scrivere questo post, ma le cosa diventano talmente assurde che a un certo punto o scrivi o ti fai ricoverare alla neurodeliri perché ti convinci di essere Pompeo Magno. Oppure fai una strage, che è sempre un’opzione interessante.
C’è un modo di dire in francese che recita così: “tu veux le beurre, l’argent du beurre et le cul de la crémière”. Che equivale un po’ a volere la botte piena e la moglie ubriaca, più una prestazione sessuale da parte della viticoltrice. I capi di Koris, oltre a ciò menzionato poc’anzi, vogliono anche chiamarla puttana mentre la frustano.

cremiere

La crémière, ovvero zozzolattaia dell’immaginario erotico francese.

Lunedì, come forse qualcuno ricorderà, Koris aveva risposto a una mail dicendo che se è al 100% su un affare (i.e. Neutroni Porcelloni), non può intervenire altrove, di chidere al Commerciale Cretino Certificato se non è vero.
E cosa ha detto il CCC? “Ma no, se pò fa’!”
Koris ha quindi ricevuto ieri sera un’altra mail che diceva più o meno così:
“Il CCC è d’accordo che tu faccia questo conto di radioprotezione di cui non hai mai sentito parlare prima in mezza giornata, così possiamo fatturare al cliente. Ah, hai una settimana per farlo, quindi muoviti”
Koris è caduta preda dell’Epicus Furor ed era molto tentata di rispondere “Ecco qui le mie dimissioni, vado a spalare cacca di marmotta in Valtellina”. Poi si è data una calmata e si è detta che era meglio procedere per vie legali, per cavilli contrattuali. Se tutto il codice dovessi volgere, se tutto l’indice dovessi leggere, con un equivoco, con un sinonimo qualche garbuglio si troverà.
Non c’è voluto molto per trovare una clausula di esclusività sul contratto che in pratica dice “Koris, ci siamo noleggiati il tuo cervello per un anno, non puoi andare a darlo via in giro”. E a Koris andava benissimo così. Con l’aiuto di ‘thieu, è stata vergata la seguente risposta, un po’ più articolata dello “sticazzi” iniziale che Koris voleva mandare.
“Punto primo: a causa della clausula di esclusività io non faccio niente se non ho l’approvazione del Cancelliere Palpatine e del Senato Galattico Capogruppo. Seconda cosa: non ho più un pc perché voi avete deciso che non era così strettamente necessario lasciarmelo e se mi beccano a usare i pc di qui per una cosa che non riguarda i Neutroni Porcelloni, finiamo tutti in penale diretta”
La mail aveva una sua logica abbastanza ferrea, Koris si è detta che non potevano che stare contenti al quia.
STI.
GRANDISSIMI.
CAZZI.
Dopo una notte semi-insonne, una lista di cose da fare lunga una vita e una riunione mattutina che la ha messa decisamente al tappeto, Koris ha ricevuto in ufficio la visita del Capogruppo. In versione inquivocabilmente Darth Sidious.
“Mi ha chiamato il tuo CCC”
“E gli hai detto che io caricherò il documento per la consegna quando mi farà comodo…?”
“Non è per questo”
Ahia. Mo’ sì che sono cazzi amari.
“Mi ha chiesto se posso liberarti mezza giornata. Mi ha fatto tutta una scena pietosa secondo cui se non fai questa prestazione per loro sono rovinati”
Sarà che l’odio conduce al Lato Oscuro, ma Koris a questo punto sente un gran bisogno di ucciderli tutti tuttissimi.
“Quindi gli ho detto che in via del tutto straordinaria posso concedeterti una mezza giornata, ma che la cosa non deve ripetersi. Se ti abbiamo voluta qui è perché devi stare qui e lo farò presente venerdì al CCC quando viene”
“Potevi dirgli di no”
“Vero, ma mi sono detto che non volevo peggiorare i rapporti e che la cosa avesse conseguenze su di te”

palpatine

“Avrò i miei rivelatori fissili nel 2020 e tu mi aiuterai, giovane Skywalker”

Uscito Darth Sidious, Koris si è data alla cupa disperazione chiamando ‘thieu di supporto morale, che se non ci fosse ‘thieu il mondo sarebbe orribilmente complicato e come cazzo si facesse prima di ‘thieu proprio non si sa.
A quel punto chiama il CCC, garrulo. E quando il CCC è garrulo significa che sono uccelli senza zucchero, volatili dietetici, fringuelli per diabetici. Insomma, ancora cazzi amari.
“Hai visto che tutto si è risolto per il meglio e sono riuscito a liberarti una mezza giornata?”
“Invece non hai risolto una fava, perché in mezza giornata io non posso fare proprio nessuno conto, per altro su una cosa a me totalmente sconosciuta e di cui non ho sentito prima”
“Beh, ma questi sono dettagli tecnici, io gestisco solo i contatti”
“Il fatto che io non abbia più un computer su cui installare i codici per te è un dettaglio irrilevante?”
“Non è un mio problema”
“PRONTO??? Hai capito quello che ho detto?! Come cazzo faccio a far girare un codice senza un computer?”
“Ah, ma io non mi intendo di queste cose tecniche. Chiama l’incaricato tecnico che ti ha chiesto le tue referenze”
“Tanto qui non ho niente da fare che posso passare la giornata la telefono, eh?”
Koris vorrebbe ordinare un’armata di cloni con cui massacrare interi sistemi solari. Solo che Amazon non prende in considerazione gli ordini dal sistema Kamino, troppe spese di spedizione. E i Kaminoani non hanno nemmeno e-Bay store.
Non resta che chiamare l’incaricato tecnico e fargli presente del piccolo dettaglio. Manco a dirlo, è garrulo pure lui.
“Allora, ti sei messa a fare i conti che la consegna è urgente?”
“I conti dei santi che sto tirando giù dal calendario, sì. E poi chi cazzo la ha fatta la stima della mezza giornata di lavoro, totalmente inverosimile?”
“Mah, abbiamo pensato a spanne, una con la tua esperienza, più o meno…”
“Avete pensato male. E poi a che codice avreste pensato, per tale stima?”
“MesCouillesRad o MicroSticazziShield”
“COSA?”
“Come cosa?”
“Io non ho mai toccato né l’uno né l’altro”
“Non sono nelle tue referenze?”
E qui Koris si immagina un bel “LOL didnt read”. Del resto le referenze che ha mandato facevano ben 5 righe, mica si può pretendere che siano arrivati a leggerle fino alla fine. Hanno fatto inferenza bayesiana, se sapessero cos’è.
“E non puoi, come dire, imparare ad usarli un po’?”
“In mezza giornata?! Più il calcolo da fare?”
“O magari la sera…”
“Fuori di discussione. E anche se volessi, non ho nessuno dei due codici. E non si ottengono in mezza giornata. E costano”
“E non puoi… come dire… recuperarli in altro modo”
“Se devo scaricare qualcosa illegalmente, preferisco del porno con allosauri che sodomizzano commerciali cretini”
Koris sperava che con questa ennesima cazzata la storia fosse finita qui. Era già da blog così, siamo a posto, possiamo tornare ad esplorare il Lato Oscuro della fusione nucleare.

palpatine2

“Fila a fare le simulazioni dei runaway electrons, mio giovane apprendista!”

E invece no.
Perché quando si tratta di rompimenti di coglioni e ne ha già tre etti abbondanti, il Cetriolo Cosmico ti guarda con l’aria del salumiere mariuolo e chiede “è mezzo chilo, signò, che faccio, lascio?”. E vuoi essere scortese col Cetriolo Cosmico?
Chiama una TERZA persona. L’incaricato della missione a cui servirebbe i calcoli. Perché lo scaricabarile è un’arte e gli intermediari sono come le patate al forno, non sono mai abbastanza. Mentre questo sciorina tutta la lista delle cose da fare, Koris lo blocca.
“Prima cosa: non ho un computer su cui fare i calcoli, anche se venissi mezza giornata”
“Ma in azienda c’è sempre il fisso che usavate prima. Binomio dice che per mezza giornata può prestartelo”
“Sicuro che non ne abbia bisogno?”
“No, no, non lo usa praticamente mai, quindi per mezza giornata puoi usarlo tu”
Se c’è un essere umano di cui non si sente minimamente la mancanza, quello è proprio Binomio.
“Resta il problema che il codice che il tuo cliente richiede io non solo non lo so usare, ma non lo ho nemmeno”
“Ah, ma il codice non è un problema”
“In che senso, scusa?”
“Usane uno a caso”
Koris è già abbastanza disconnessa dalla realtà per aspettarsi le peggio cose, ma a questo punto l’assurdo è a un punto tale che persino lo Stregatto potrebbe richiamare alla serietà.

stregatto

“La Luna sorge all’Olimon… e con ‘sti coglion… invece pure!”
(Scusate, è stato troppo più forte di me)

“Cosa intendi per uno a caso?”
“Vedi, in realtà a noi dei calcoli in sé frega poco. Il cliente ce li aveva dati come dati in input, ma poi ha deciso di cambiare la geometria e quindi i calcoli non sono più validi. Ora, se riusciamo a rifarli bene, glieli fattureremo in più. Se non riusciamo a rifarli amen, sarà colpa sua. Comunque sarebbero due simulazioni”
“Due simulazioni in mezza giornata coi tempi di calcolo di mezzo? Non vi garantisco sul risultato”
“Ancora meglio! Allora vieni lunedì mattina e vediamo cosa fare”
Koris non sa più cosa pensare. A parte una riconversione professionale come spalatrice di cacca di marmotta in Valtellina.

Devastarsi per non pensare

Koris avrebbe anche potuto fare un ennesimo post sull’ennesimo cavillo a cui il CCC sta cercando di attaccarsi per evitare di pagarle i rimborsi, ma la cosa l’avrebbe oltremodo faticata. O depressa che dir si voglia.
Quindi parliamo di cose belle e gente che puzza, ovvero di stage di speleo. Perché Koris si è messa in testa che diventare volontaria attiva del soccorso speleo è cosa buona e giusta e va in giro a cercare formazioni per tutto il dipartimento. Onde evitare di tediare troppo il pubblico non pagante ed evitando accuratamente di mettere foto di gente col culo nel vuoto, un post a punti:

  • Arrivare in grotta sotto la grandine è un’esperienza mistica. Altrettanto esperienza mistica è scendere il primo pozzo con le cascatelle attorno. Un’alzata di genio invece è scendere il primo pozzo con k-way e pantaloni impermeabili, per spogliarsi e rivelare una tuta speleo asciutta una volta arrivati al riparo, guardando gli altri bagnati fradici con l’aria da Bugs Bunny del “che succede, amico?”.

    Bugsbunny

    Koris al fondo del P17 del Petit Saint Cassien

  • Koris deve smettere di farsi mettere nel gruppo dei principianti, perché nel gruppo dei principianti albergano mostri che poi le fanno venire i dubbi. Insomma, se Koris è la migliore, forse è nel gruppo sbagliato, anche se non ha mai messo su un ripartitore di carica o un paranco. Si assiste a dubbi esistenziali del calibro “ma dove devo mettermi in sicurezza?” (boh, non so, fai tu, c’è un frazionamento davanti al tuo naso), “posso scendere senza il freno del discensore?” (anche sì, se vuoi ritrovarti alla base del pozzo molto velocemente e in parecchi frammenti), “come si fa una conversione salita-discesa?” (tu esattamente cosa ci fai in questo stage?). La verità è che ha ragione A. e il consigliere tecnico del soccorso dovrebbe smettere di accettare gente troppo principiante a stage tecnici. O meglio, principianti in tecnica di soccorso sì, principianti su corda no, semplice e conciso.
  • Quando sei nel comitato organizzativo del -1000 di questa estate, ti ritrovi all’improvviso un sacco di amici di cui non sospettavi l’esistenza. Fra cui il Cacacazzi che pretende di giocare a chi ce lo ha speleologicamente più lungo con ‘thieu e che vorrebbe che tu ci mettessi una buona parola per la partecipazione. Nice try, Sauron.
  • Evacuare qualcuno in barella significa farsi passare la barella addosso ogni tre per due. E trovarsi in posizioni al limite dell’inimità con gli altri membri della squadra. Si narra della testa di Koris, in veste di accompagnatrice della barella su per il pozzo, al livello dei testicoli dell’uomo al parnaco, mente la vittima si proteggeva il viso sullo scarsissimo petto di Koris. Configurazione troppo difficile da spiegare a ‘thieu, tanto tutto quello che succede al Saint Cassien resta al Saint Cassien. Piesse, Koris incontrava per la prima volta sia l’uno che l’altro, e ha mostrato più intimità che in un incontro organizzato su Tinder.
  • Belle bellissime le serate speleo in rifugio aggratisse, ma quando cala la notte ringrazi svariate divinità e soprattutto i Maiores per avere il sacco a pelo di piuma d’oca. Almeno finché non devi uscire dal sacco a pelo per andare a fare pipì. E non ci sono (ancora) le toilettes, quindi si orina di fuori col cielo stellato come soffitto. Solo che non ti dedichi all’astronomia perché fuori c’è -3. Il cesso di casa, al ritorno, diviene oggetto di venerazione.
  • C’è gente che non è nata per fare il contrappeso nei paranchi. Koris, dall’alto dei suoi 46 kg, è fra questi. Anche quando ti dicono “ma sì, con un kit pieno di sassi ce la fai!”, non crederci. Anché perché dovrai gestire quel kit immondo attaccato al tuo culo e il tizio di 76 kg in barella che non decolla da terra manco a pagarlo.
  • Fare una colazione frettolosa equivale a pranzare due volte. La prima alle undici e mezza perché stai morendo di fame e o mangi o stramazzi al suolo. La seconda a mezzogiorno e venti perché gli altri mangiano e stare a guardare senza condividere il desco sembra maleducato.
  • L’esercitazione in falesia è divertente finché c’è il sole. Quando comincia a piovere e tu sei l’unica della squadra in grado di disarmare tutto, il divertimento scema d’un tratto.
  • “Ma noi possiamo venire a fare inteclub con voi?” “No”. Comunicazione rapida ed essenziale fra il Cacacazzi e ‘thieu. Perché la speleologia è un piacere, se c’è il Cacacazzi che piacere è? Piuttosto uno si chiude un dito nel bloccate ventrale.
  • Rientrati a casa, la Doccia è sempre la Doccia.

Come in ogni uscita speleo, ci si potrebbe dilungare per ore, ma per oggi fermiamoci qui. Koris è riuscita nell’intento giuratosi venerdì sera: devastarsi fisicamente (a tutti i muscoli meno nobili quali l’interno coscia o le chiappe) per evitare di pensare al CCC. That’s all, folks!

Sentimenti universali e momenti LOL

Ore 17:30, sala riunioni che si sta svuotando. Koris dovrebbe anche andare a casa, ma finché tituba e non si sarà tolta il dente ci sarà un punto in più sulla to-do-list.
“Capo, ti devo chiedere una cosa sgradevole”
“Gradevole o sgradevole?”
“Sgradevole”
“Ma gradevole o sgradevole?”
“No, no, non fare il finto tonto, c’è la s davanti, è sgradevole”
“Vabbè, ci ho provato. Sentiamo”
“Il mio responsabile, alias il Commerciale Cretino Concentrato, aveva mandato settimane fa una mail per chiedere un incontro”
“Ah, sì? Non la ho nemmeno vista passare”
“Non è mica un problema, eh”
“Ma perché un incontro?”
“Per parlare”
“Parlare di cosa?”
“Di come stanno andando le cose”
“Uff, ci manca solo. E quando voleva farlo?”
“Il 17?”
“Marzo? Che giorno è?”
“Venerdì 17 marzo”
“Oddio, venerdì 17, ci manca solo che già porta iella! No, no, digli che abbiamo da fare…”
“Gli piazzo due o tre balle ben mirate…”
“A meno che tu non abbia necessità di incontrarlo”
“Io? Guarda, meno lo vedo e meglio sto”
“Bene, allora venerdì 17 nessun meeting che porti sfortuna!”
“A posto così”
Koris fa giurin giuretta che non ha spifferato nessun particolare veramente spiacevole per pilotare questa conversazione. È il CCC che suscita universali sentimenti in una certa parte della popolazione. Quella che lo eviterebbe come un untore.

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