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Note e ignote

Alcune veloci note di quello che è successo dall’altra parte della frontiera:

  • Non si trova più gatta Spin. Forse è stata terrorizzata dall’arrivo di Koris e ‘thieu venerdì sera, fatto sta che il sabato mattina si era volatizzata. Lasciando dietro di sé tutte le porte chiuse. Vista la massa del felino, si esclude un comportamento quantistico. La posizione di gatta Spin è a tutt’oggi ignota.
  • ‘thieu sembra essere sopravvissuto all’esperienza merdopolese nonostante il miscuglio linguistico, la folle atmosfera della famiglia e le due paste al forno dell’Amperodattilo, che ha deciso di cucinare come se fosse stato invitato a Pasqua un intero battaglione della Vecchia Guardia dopo la campagna di Russia.
  • Koris ha finalmente trovato un proof reader degno di questo nome, solo che essendo fratello Orso tale proof reader è anche severissimo, bacchettante ed esigente. Ma ha anche dei difetti.
  • U Babbu ha tirato fuori l’equivalente dell’asso di mazze in fatto di musica barocca e rinascimentale. Si è instaurato un bizzarro dialogo fra U Babbu che parla italiano e ‘thieu che gli risponde in francese, ma riescono a capirsi a parlare di Monteverdi lo stesso.
  • Ya(xa)ris vive e lotta insieme a noi, anche quando le chiudono l’autostrada ad Altare per andare a Ceva e si ritrova dispersa fra le alture di Cosseria, direzione Garessio. Ma continua a fischiare ai 130 km/h.
  • L’uscita speleo italica ne è valsa la pena nonostante la camminata assassina per arrivare in grotta e nonostante il ritrovarsi al ritorno alle nove di sera sotto il temporale. Gli speleologi piemontesi sono stati più che accoglienti e la speleo-terapia su Koris pare iniziare a dare i suoi frutti. Poi non puoi rifiutarti di scendere un pozzo quando ti dicono “Fuma c’anduma!”, la tua genetica piemontese risponde subito anche contro l’istinto di conservazione. Criste né!
  • Per continuare col piemontese, ‘thieu è anche troppo buoncito e paziente. È stato comunque ricompensanto col gelato di Superfrutto e difficilmente ne mangerà un altro così buono in tutta la sua esistenza (per sua stessa ammissione).

Koris è attualmente tornata a Marseille e forse ha bisogno di un’altra settimana per riprendersi dalla santa Pasqua.

Oltre i confini della realtà

A dire la verità fino in fondo, Koris non avrebbe voluto scrivere questo post, ma le cosa diventano talmente assurde che a un certo punto o scrivi o ti fai ricoverare alla neurodeliri perché ti convinci di essere Pompeo Magno. Oppure fai una strage, che è sempre un’opzione interessante.
C’è un modo di dire in francese che recita così: “tu veux le beurre, l’argent du beurre et le cul de la crémière”. Che equivale un po’ a volere la botte piena e la moglie ubriaca, più una prestazione sessuale da parte della viticoltrice. I capi di Koris, oltre a ciò menzionato poc’anzi, vogliono anche chiamarla puttana mentre la frustano.

cremiere

La crémière, ovvero zozzolattaia dell’immaginario erotico francese.

Lunedì, come forse qualcuno ricorderà, Koris aveva risposto a una mail dicendo che se è al 100% su un affare (i.e. Neutroni Porcelloni), non può intervenire altrove, di chidere al Commerciale Cretino Certificato se non è vero.
E cosa ha detto il CCC? “Ma no, se pò fa’!”
Koris ha quindi ricevuto ieri sera un’altra mail che diceva più o meno così:
“Il CCC è d’accordo che tu faccia questo conto di radioprotezione di cui non hai mai sentito parlare prima in mezza giornata, così possiamo fatturare al cliente. Ah, hai una settimana per farlo, quindi muoviti”
Koris è caduta preda dell’Epicus Furor ed era molto tentata di rispondere “Ecco qui le mie dimissioni, vado a spalare cacca di marmotta in Valtellina”. Poi si è data una calmata e si è detta che era meglio procedere per vie legali, per cavilli contrattuali. Se tutto il codice dovessi volgere, se tutto l’indice dovessi leggere, con un equivoco, con un sinonimo qualche garbuglio si troverà.
Non c’è voluto molto per trovare una clausula di esclusività sul contratto che in pratica dice “Koris, ci siamo noleggiati il tuo cervello per un anno, non puoi andare a darlo via in giro”. E a Koris andava benissimo così. Con l’aiuto di ‘thieu, è stata vergata la seguente risposta, un po’ più articolata dello “sticazzi” iniziale che Koris voleva mandare.
“Punto primo: a causa della clausula di esclusività io non faccio niente se non ho l’approvazione del Cancelliere Palpatine e del Senato Galattico Capogruppo. Seconda cosa: non ho più un pc perché voi avete deciso che non era così strettamente necessario lasciarmelo e se mi beccano a usare i pc di qui per una cosa che non riguarda i Neutroni Porcelloni, finiamo tutti in penale diretta”
La mail aveva una sua logica abbastanza ferrea, Koris si è detta che non potevano che stare contenti al quia.
STI.
GRANDISSIMI.
CAZZI.
Dopo una notte semi-insonne, una lista di cose da fare lunga una vita e una riunione mattutina che la ha messa decisamente al tappeto, Koris ha ricevuto in ufficio la visita del Capogruppo. In versione inquivocabilmente Darth Sidious.
“Mi ha chiamato il tuo CCC”
“E gli hai detto che io caricherò il documento per la consegna quando mi farà comodo…?”
“Non è per questo”
Ahia. Mo’ sì che sono cazzi amari.
“Mi ha chiesto se posso liberarti mezza giornata. Mi ha fatto tutta una scena pietosa secondo cui se non fai questa prestazione per loro sono rovinati”
Sarà che l’odio conduce al Lato Oscuro, ma Koris a questo punto sente un gran bisogno di ucciderli tutti tuttissimi.
“Quindi gli ho detto che in via del tutto straordinaria posso concedeterti una mezza giornata, ma che la cosa non deve ripetersi. Se ti abbiamo voluta qui è perché devi stare qui e lo farò presente venerdì al CCC quando viene”
“Potevi dirgli di no”
“Vero, ma mi sono detto che non volevo peggiorare i rapporti e che la cosa avesse conseguenze su di te”

palpatine

“Avrò i miei rivelatori fissili nel 2020 e tu mi aiuterai, giovane Skywalker”

Uscito Darth Sidious, Koris si è data alla cupa disperazione chiamando ‘thieu di supporto morale, che se non ci fosse ‘thieu il mondo sarebbe orribilmente complicato e come cazzo si facesse prima di ‘thieu proprio non si sa.
A quel punto chiama il CCC, garrulo. E quando il CCC è garrulo significa che sono uccelli senza zucchero, volatili dietetici, fringuelli per diabetici. Insomma, ancora cazzi amari.
“Hai visto che tutto si è risolto per il meglio e sono riuscito a liberarti una mezza giornata?”
“Invece non hai risolto una fava, perché in mezza giornata io non posso fare proprio nessuno conto, per altro su una cosa a me totalmente sconosciuta e di cui non ho sentito prima”
“Beh, ma questi sono dettagli tecnici, io gestisco solo i contatti”
“Il fatto che io non abbia più un computer su cui installare i codici per te è un dettaglio irrilevante?”
“Non è un mio problema”
“PRONTO??? Hai capito quello che ho detto?! Come cazzo faccio a far girare un codice senza un computer?”
“Ah, ma io non mi intendo di queste cose tecniche. Chiama l’incaricato tecnico che ti ha chiesto le tue referenze”
“Tanto qui non ho niente da fare che posso passare la giornata la telefono, eh?”
Koris vorrebbe ordinare un’armata di cloni con cui massacrare interi sistemi solari. Solo che Amazon non prende in considerazione gli ordini dal sistema Kamino, troppe spese di spedizione. E i Kaminoani non hanno nemmeno e-Bay store.
Non resta che chiamare l’incaricato tecnico e fargli presente del piccolo dettaglio. Manco a dirlo, è garrulo pure lui.
“Allora, ti sei messa a fare i conti che la consegna è urgente?”
“I conti dei santi che sto tirando giù dal calendario, sì. E poi chi cazzo la ha fatta la stima della mezza giornata di lavoro, totalmente inverosimile?”
“Mah, abbiamo pensato a spanne, una con la tua esperienza, più o meno…”
“Avete pensato male. E poi a che codice avreste pensato, per tale stima?”
“MesCouillesRad o MicroSticazziShield”
“COSA?”
“Come cosa?”
“Io non ho mai toccato né l’uno né l’altro”
“Non sono nelle tue referenze?”
E qui Koris si immagina un bel “LOL didnt read”. Del resto le referenze che ha mandato facevano ben 5 righe, mica si può pretendere che siano arrivati a leggerle fino alla fine. Hanno fatto inferenza bayesiana, se sapessero cos’è.
“E non puoi, come dire, imparare ad usarli un po’?”
“In mezza giornata?! Più il calcolo da fare?”
“O magari la sera…”
“Fuori di discussione. E anche se volessi, non ho nessuno dei due codici. E non si ottengono in mezza giornata. E costano”
“E non puoi… come dire… recuperarli in altro modo”
“Se devo scaricare qualcosa illegalmente, preferisco del porno con allosauri che sodomizzano commerciali cretini”
Koris sperava che con questa ennesima cazzata la storia fosse finita qui. Era già da blog così, siamo a posto, possiamo tornare ad esplorare il Lato Oscuro della fusione nucleare.

palpatine2

“Fila a fare le simulazioni dei runaway electrons, mio giovane apprendista!”

E invece no.
Perché quando si tratta di rompimenti di coglioni e ne ha già tre etti abbondanti, il Cetriolo Cosmico ti guarda con l’aria del salumiere mariuolo e chiede “è mezzo chilo, signò, che faccio, lascio?”. E vuoi essere scortese col Cetriolo Cosmico?
Chiama una TERZA persona. L’incaricato della missione a cui servirebbe i calcoli. Perché lo scaricabarile è un’arte e gli intermediari sono come le patate al forno, non sono mai abbastanza. Mentre questo sciorina tutta la lista delle cose da fare, Koris lo blocca.
“Prima cosa: non ho un computer su cui fare i calcoli, anche se venissi mezza giornata”
“Ma in azienda c’è sempre il fisso che usavate prima. Binomio dice che per mezza giornata può prestartelo”
“Sicuro che non ne abbia bisogno?”
“No, no, non lo usa praticamente mai, quindi per mezza giornata puoi usarlo tu”
Se c’è un essere umano di cui non si sente minimamente la mancanza, quello è proprio Binomio.
“Resta il problema che il codice che il tuo cliente richiede io non solo non lo so usare, ma non lo ho nemmeno”
“Ah, ma il codice non è un problema”
“In che senso, scusa?”
“Usane uno a caso”
Koris è già abbastanza disconnessa dalla realtà per aspettarsi le peggio cose, ma a questo punto l’assurdo è a un punto tale che persino lo Stregatto potrebbe richiamare alla serietà.

stregatto

“La Luna sorge all’Olimon… e con ‘sti coglion… invece pure!”
(Scusate, è stato troppo più forte di me)

“Cosa intendi per uno a caso?”
“Vedi, in realtà a noi dei calcoli in sé frega poco. Il cliente ce li aveva dati come dati in input, ma poi ha deciso di cambiare la geometria e quindi i calcoli non sono più validi. Ora, se riusciamo a rifarli bene, glieli fattureremo in più. Se non riusciamo a rifarli amen, sarà colpa sua. Comunque sarebbero due simulazioni”
“Due simulazioni in mezza giornata coi tempi di calcolo di mezzo? Non vi garantisco sul risultato”
“Ancora meglio! Allora vieni lunedì mattina e vediamo cosa fare”
Koris non sa più cosa pensare. A parte una riconversione professionale come spalatrice di cacca di marmotta in Valtellina.

Devastarsi per non pensare

Koris avrebbe anche potuto fare un ennesimo post sull’ennesimo cavillo a cui il CCC sta cercando di attaccarsi per evitare di pagarle i rimborsi, ma la cosa l’avrebbe oltremodo faticata. O depressa che dir si voglia.
Quindi parliamo di cose belle e gente che puzza, ovvero di stage di speleo. Perché Koris si è messa in testa che diventare volontaria attiva del soccorso speleo è cosa buona e giusta e va in giro a cercare formazioni per tutto il dipartimento. Onde evitare di tediare troppo il pubblico non pagante ed evitando accuratamente di mettere foto di gente col culo nel vuoto, un post a punti:

  • Arrivare in grotta sotto la grandine è un’esperienza mistica. Altrettanto esperienza mistica è scendere il primo pozzo con le cascatelle attorno. Un’alzata di genio invece è scendere il primo pozzo con k-way e pantaloni impermeabili, per spogliarsi e rivelare una tuta speleo asciutta una volta arrivati al riparo, guardando gli altri bagnati fradici con l’aria da Bugs Bunny del “che succede, amico?”.

    Bugsbunny

    Koris al fondo del P17 del Petit Saint Cassien

  • Koris deve smettere di farsi mettere nel gruppo dei principianti, perché nel gruppo dei principianti albergano mostri che poi le fanno venire i dubbi. Insomma, se Koris è la migliore, forse è nel gruppo sbagliato, anche se non ha mai messo su un ripartitore di carica o un paranco. Si assiste a dubbi esistenziali del calibro “ma dove devo mettermi in sicurezza?” (boh, non so, fai tu, c’è un frazionamento davanti al tuo naso), “posso scendere senza il freno del discensore?” (anche sì, se vuoi ritrovarti alla base del pozzo molto velocemente e in parecchi frammenti), “come si fa una conversione salita-discesa?” (tu esattamente cosa ci fai in questo stage?). La verità è che ha ragione A. e il consigliere tecnico del soccorso dovrebbe smettere di accettare gente troppo principiante a stage tecnici. O meglio, principianti in tecnica di soccorso sì, principianti su corda no, semplice e conciso.
  • Quando sei nel comitato organizzativo del -1000 di questa estate, ti ritrovi all’improvviso un sacco di amici di cui non sospettavi l’esistenza. Fra cui il Cacacazzi che pretende di giocare a chi ce lo ha speleologicamente più lungo con ‘thieu e che vorrebbe che tu ci mettessi una buona parola per la partecipazione. Nice try, Sauron.
  • Evacuare qualcuno in barella significa farsi passare la barella addosso ogni tre per due. E trovarsi in posizioni al limite dell’inimità con gli altri membri della squadra. Si narra della testa di Koris, in veste di accompagnatrice della barella su per il pozzo, al livello dei testicoli dell’uomo al parnaco, mente la vittima si proteggeva il viso sullo scarsissimo petto di Koris. Configurazione troppo difficile da spiegare a ‘thieu, tanto tutto quello che succede al Saint Cassien resta al Saint Cassien. Piesse, Koris incontrava per la prima volta sia l’uno che l’altro, e ha mostrato più intimità che in un incontro organizzato su Tinder.
  • Belle bellissime le serate speleo in rifugio aggratisse, ma quando cala la notte ringrazi svariate divinità e soprattutto i Maiores per avere il sacco a pelo di piuma d’oca. Almeno finché non devi uscire dal sacco a pelo per andare a fare pipì. E non ci sono (ancora) le toilettes, quindi si orina di fuori col cielo stellato come soffitto. Solo che non ti dedichi all’astronomia perché fuori c’è -3. Il cesso di casa, al ritorno, diviene oggetto di venerazione.
  • C’è gente che non è nata per fare il contrappeso nei paranchi. Koris, dall’alto dei suoi 46 kg, è fra questi. Anche quando ti dicono “ma sì, con un kit pieno di sassi ce la fai!”, non crederci. Anché perché dovrai gestire quel kit immondo attaccato al tuo culo e il tizio di 76 kg in barella che non decolla da terra manco a pagarlo.
  • Fare una colazione frettolosa equivale a pranzare due volte. La prima alle undici e mezza perché stai morendo di fame e o mangi o stramazzi al suolo. La seconda a mezzogiorno e venti perché gli altri mangiano e stare a guardare senza condividere il desco sembra maleducato.
  • L’esercitazione in falesia è divertente finché c’è il sole. Quando comincia a piovere e tu sei l’unica della squadra in grado di disarmare tutto, il divertimento scema d’un tratto.
  • “Ma noi possiamo venire a fare inteclub con voi?” “No”. Comunicazione rapida ed essenziale fra il Cacacazzi e ‘thieu. Perché la speleologia è un piacere, se c’è il Cacacazzi che piacere è? Piuttosto uno si chiude un dito nel bloccate ventrale.
  • Rientrati a casa, la Doccia è sempre la Doccia.

Come in ogni uscita speleo, ci si potrebbe dilungare per ore, ma per oggi fermiamoci qui. Koris è riuscita nell’intento giuratosi venerdì sera: devastarsi fisicamente (a tutti i muscoli meno nobili quali l’interno coscia o le chiappe) per evitare di pensare al CCC. That’s all, folks!

Sentimenti universali e momenti LOL

Ore 17:30, sala riunioni che si sta svuotando. Koris dovrebbe anche andare a casa, ma finché tituba e non si sarà tolta il dente ci sarà un punto in più sulla to-do-list.
“Capo, ti devo chiedere una cosa sgradevole”
“Gradevole o sgradevole?”
“Sgradevole”
“Ma gradevole o sgradevole?”
“No, no, non fare il finto tonto, c’è la s davanti, è sgradevole”
“Vabbè, ci ho provato. Sentiamo”
“Il mio responsabile, alias il Commerciale Cretino Concentrato, aveva mandato settimane fa una mail per chiedere un incontro”
“Ah, sì? Non la ho nemmeno vista passare”
“Non è mica un problema, eh”
“Ma perché un incontro?”
“Per parlare”
“Parlare di cosa?”
“Di come stanno andando le cose”
“Uff, ci manca solo. E quando voleva farlo?”
“Il 17?”
“Marzo? Che giorno è?”
“Venerdì 17 marzo”
“Oddio, venerdì 17, ci manca solo che già porta iella! No, no, digli che abbiamo da fare…”
“Gli piazzo due o tre balle ben mirate…”
“A meno che tu non abbia necessità di incontrarlo”
“Io? Guarda, meno lo vedo e meglio sto”
“Bene, allora venerdì 17 nessun meeting che porti sfortuna!”
“A posto così”
Koris fa giurin giuretta che non ha spifferato nessun particolare veramente spiacevole per pilotare questa conversazione. È il CCC che suscita universali sentimenti in una certa parte della popolazione. Quella che lo eviterebbe come un untore.

Nuovo e vecchio mondo

“Dobbiamo ritagliarci il tempo per fare un po’ di fisica, se no qui ci suicidiamo” ha annunciato il capogruppo, un Italiano con un sacco di cose da fare e l’agenda piena da troppi meeting.
Mentre il Replicante continua a sgnignazzare e a ripetere “vedremo”, Koris fa una rapida carrellata di cose belle che si sono viste in questi giorni.
Gente che fa il suo lavoro e crede in quello che fa, non (solo) per soldi.
Parlare tre lingue in un giorno, a seconda di chi.
Il Polacco (o Russo, non si è ancora capito bene) che ha ritrovato per caso una Koris smarrita per portarla alla dimostrazione del primo sistema di acquisizione dati installato. Non che Koris si fosse persa per imbranataggine, ma doveva essere accompagnata da un Inglese che è stato sequestrato dal capo supremo (un altro Inglese).
Usare il cervello per davvero. Questa a Koris costerà carissima, e già lo sa. Anzi, quando usi il cervello succedono cose incredibili. Per esempio, la saga della macchina va avanti. Proprio mentre Koris stava trovando la chiave di volta di una sorta gioco del lupo-capra-cavolo (ma con l’uranio), è suonato il telefono. Numero sconosciuto.
“Ciao, sono il Commerciale Coglionazzo!”
“E allora? Mi chiami per dirmi che hai trovato la macchina?”
“Sì!”
Roba da matti!
“… cioè, no!”
Ah, ecco, sembrava strano.
“… chiamo per sapere come stai”
Koris, non rispondere “meglio prima, ovvero prima che mi chiamassi”.
“Cioè, se hanno avuto il tempo di darti un computer, un ufficio…”
“Sai che voi non avete voluto smollarmi il Lenovo con i3 e un banco di ram bruciata? Bene, qui era pronto prima che arrivassi. Ma smetti di coglionarmi, per la macchina?”
“Ah, non so, ti chiamo mercoledì”
“Scusa, mi hai chiamato per dirmi che mi avresti chiamato?”
“Beh, sì”
Ma ha un’età cerebrale di ottant’anni? C’è una logica dietro a tutto ciò? Perché a Koris sfugge.
“Della macchina non ho avuto tempo di occuparmi, sai com’è, sono così occupato…”
“Pure io, per cui vediamo di finirla in fretta”
“Ma lunedì parlo con ViceCapoStronzo e vedo se possiamo fare qualcosa. Poi ti cerco il parcheggio…”
“No, tu non cerchi un cazzo. Prendi il link che ti ho mandato e prenoti quello”
“Ah, sì, sì, certo! E poi veniamo a trovarti, appena possiamo, con Binomio”
Koris, non rispondere “ma anche no”. E non rispondere nemmeno “per voi ho da fare di qui alla fine dei tempi”.
Insomma, la saga resta aperta. Fra lo spostamento di una camera a fissione e l’integrazione dei rivelatori nella camera a vuoto.

P.S. Dopo “neutrini malandrini”, habemus la categoria “neutroni porcelloni”. Ce la siamo meritata.

Regali pericolosi

Koris ha messo quasi subito in chiaro a ‘thieu che non era strettamente necessario farle un regalo per natali e compleanni vari. Anzi, era piuttosto sconsigliato. Il motivo principale è perché fare un regalo a Koris è particolarmene ostico: Koris si compra tutte le cazzatine di cui ha bisogno e ciò che desidera realmente potrebbe essere riassunto con “un pinguino per animale domestico” oppure “gli scritti di quel tizio là, ultima edizione nel 1798”. Per il resto, mancanza cronica di idee.
Koris si accolla anche la maledizione del Natale+compleanno in una settimana e ha una famiglia che chiede liste di regali papabili, per evitare di passare Koris in una lista di proscrizione.
Siccome con la famiglia non si negozia ma con ‘thieu sì, Koris lo ha manlevato da questo compito generatore di stress da ambo le parti. Ciò non significa che Koris non si sbatta a cercargli una stupidaggine, ma solo perché Koris è una specialista delle mezze parole captate in una conversazione sei mesi prima, giocando di spudorato anticipo e facendo più che finta di niente. Una carriera mancata nella CIA, insomma.
Mentre Koris si trovava a Merdopoli, ‘thieu le ha chiesto se potesse farle un regalo.
“Sì, ma solo se hai un’idea perché io sono tabula rasa”
“Non preoccuparti, ho un’idea”
Fu così che, al suo ritorno in Provenza, Koris si ritrovò fra le mani l’edizione critica e non romanzata dell'”Epopea di Gilgamesh”.
“Non so come sia, solo mi sembrava carino come regalo”
‘thieu è un essere pacifico e non immaginava come qualunque libro cada nelle mani di Koris possa diventare un’arma e non necessariamente un’arma da lancio.
Koris sta scoprendo le meraviglie dell’accadico antico e non esita a condividerle con chi le ha procurato tale insperata sapienza. Va particolarmente fiera di due scoperte in particolare:

  • il terribile insulo accadico “figlio di un pesce”. Poiché Koris non si nutre di roba ittica considerandola troppo arretrata sulla scala evolutiva, l’insulto sarà usato con dovizia. Se Koris vi tratta da “figlio di un pesce”, sappiate che l’avete fatta arrabbiare;
  • balluku. Questo è vero accadico in diretta dal 1500 a.C. e significa “dall’odore potente”. Nonostante il termine sia usato nei due sensi, per Koris è diventato sinonimo di qualcosa che puzza. Da qualche giorno Koris si avvicina, annusa, e se storce il naso esclama “Balluku!” senza aggiungere ulteriori spiegazioni.

Non si è ancora capito se ‘thieu si sia pentito degli effetti collaterali del suo regalo. Per ora l’unico commento è stato “Volevo consigliarti di leggere Rabelais, ma credo che aspetterò un po’”.

Il preside sul limes

Notizie da Merdopoli:

Il preside del non-regio liceo dell’Amperodattilo è stato scelto per prendere la reggenza della presidenza del liceo della Talebragna inferiore. Esatto, la reggenza, come Richelieu. Il designato preside era già stato dirigente del liceo nella Talebragna inferiore e ne porta nel cuore indelebile e caro ricordo. A detta dell’Amperodattilo, perché i corridoi dell’edificio seicentesco sono stretti e quando passa il preside tutti si inchinano al suo incedere. Al contrario, i corridoi del non-regio liceo della costiera Merdopoli sono larghi e nemmeno il debordante ego del preside riesce a riempirli. Il suo passaggio resta inosservato e nemmeno gli studenti lo calcolano.
Il preside, da quando ha ricevuto la reggenza, passa gran parte del tempo in Talebragna inferiore. In pratica, fa l’imperatore sul limes, come Marco Aurelio, nel tentativo di contrastare le invasioni del popolo barbaro dei Monesigli. Resta sotto la tenda, a guardare la neve e a comporre esametri sciolti esclamando “Ecco! Ecco!”. Il rischio è che tutto finisca come alla battaglia di Adrianopoli, essendo i Monesigli in fondo in fondo abitanti della Talebragna Superiore. Quindi, obbligati a combattere, c’è chi riconosce amici e fratelli dall’altra parte in un crescendo di “Ma basta là!”, “Ma vörda sö!”, “Beica là!” e “Orca bëstia!”. Il preside rischia di finire fatto a pezzi dalle truppe all’urlo di “Masselû!”.
Nel mentre, al non-regio liceo di Merdopoli regna l’anarchia militare. L’assenza prolungata del preside-imperatore, disinteressato delle facende interne, si fa sentire. I pretoriani invocano il ritorno del preside, senza che nessuno sia in grado di prendere il suo posto. Gli studenti più turbolenti approfittano dell’assenza per darsi ai peggiori sgoverni, restando impuniti. Ci vorrebbe qualcuno che riporti la pax scientifica. L’Amperodattilo, unica figura che cerca di mantenere un ordine, passa per il liberto intellettuale che tutti detestano cordialmente. Qualora vi fosse un cambio al vertice, rischia la violenza delle folle.
U Babbu guarda con distacco gli avvenimenti. In fondo è stato a lungo un servitore di re Garga, sovrano del regno orientale del regio liceo.

Cazzata al burro generata al telefono ieri sera fra Koris, l’Amperodattilo e U Babbu.

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