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Finale col botto

Come già fatto, facciamo due pesi e due misure. C’è il finale di Neutroni Porcelloni e c’è il finale con l’azienda. Entrambi sono finiti, ma comunque, ci sono pur sempre delle differenze.

Neutroni Porcelloni, game over

Ieri i Koris-colleghi hanno consegnato a Koris un (orribilmente grosso) mazzo di fiori e una scatola di cioccolatini, per salutare la sua partenza. Doveva essere una sorpresa, ma qualcuno ha pensato bene di mettere Koris in copia della mail che annunciava la sorpresa. Da un certo punto di vista meglio così, perché le reazioni di Koris alle sorprese non sempre controllate e controllabili. Comunque sotto sotto le ha fatto piacere che non la odino e che abbiano capito che il cioccolato risolve sempre tanti problemi.

Stamattina era l’ultima mattina. Koris ha sbolognato ancora qualche file al Rimpiazzo, ha detto a Capo Palpatine cosa c’era da fare, ha aiutato il Rimpiazzo a tirare parolacce a MCNP. Poi, verso mezzogiorno, ha iniziato a dire ciao a tutti.

Al MegaCapo, che anche se non ci rivediamo pazienza (no, vabbè, Koris ha fatto finta di essere una persona civile).
Al MedioCapo, che verrà ricordato come colui che non ruppe quasi mai le palle.
Ai colleghi, che restano e resistono.
Al Rimpiazzo, che avrà bisogno di fortuna.
A Intrallazzone, che si è detto sempre pronto ad arruolare Koris just in case (#credici, ma non si può mai dire).
A Capo Palpatine, con cui si stava consumando una scena da film strappalacrime in corridoio. Perché sì, è vero, è incasinato, è confusionario, non è sempre facilissimo capire cosa voglia e altri mille difetti di cui si è già lungamente parlato. Però in questi tre anni Koris ha finito per volergli un po’ bene. Bisogna anche ammettere il vero: se non fosse stato per Capo Palpatine, Koris non starebbe andando dove andrà e forse avrebbe continuato a pensare di essere una nullità buona solo a farsi sfruttare. Capo Palpatine, pur con tutti i problemi annessi, ha ridato a Koris un po’ di autostima e di dubbio di saper forse fare delle cose. “Sei una rompicoglioni, ma hai ragione di essere una rompicoglioni e mi mancherai” ha detto. Certo, non poteva durare (anche perché avanti di questo passo non sarebbe durata Koris), ma è stato importante che ci sia stato. E comunque Capo Palpatine ha già minacciato Koris di collaborazioni o, quanto meno, di averla come esperta per le review. Insomma, se ne esce ma non se ne esce.

Quando Koris ha restituito il badge, è stata una sensazione strana. Di qualcosa che finiva, di crollo di alcune certezze, di libertà, di sollievo, di ommoddioeorachefaccio. Però è fatto.

Ciao, Neutroni Porcelloni, anche se non era per sempre, forse alla fine è stato bello lasciarti una Koris-impronta.

L’azienda, ovvero come morire gonfi

Presente tutti i discorsi strappalacrime di cui sopra sul “è stato bello”, “bisognava passarci”, “alla fine non è stato tutto inutile”? Ecco, per l’azienda non valgono proprio per una cippa di minchia. Koris se ne va e benissimo così, a mai più rivedersi davvero, piuttosto che lavorare di nuovo con loro si va a spalare cacca di oloturia in fondo al mar.

Il CCC ha detto che non aveva capito quale vetro della macchina fosse rotto, pensava il finestrino, ma se era solo il triangolo allora Koris poteva circolare lo stesso. Certo, come no. In ottobre, un’ora in autostrada ad andare e un’ora a tornare (se ci dice culo), ai 130, col triangolo rotto. Koris gli ha detto gentilmente che no, non poteva e cazzi suoi se non è contento.

Si è inoltre scoperto che la macchina circolava senza assicurazione. “Però la paghiamo, credo” ha detto interdetto il CCC. Accendiamo un cero postumo a tre anni di guida marsigliese senza incidenti, che qui c’è da gridare al miracolo, altro che Medugorje.

Last but not least, il bollo per la circolazione in periodi di guida alternata non è mai arrivato perché… il CCC ha sbagliato a mettere la targa. Commentiamo? No, non commentiamo, tanto non è più un nostro problema.

La ciliegina sulla torta: la tipa delle risorse umane, appena tornata da due ore di palestra, non ha voluto ricevere Koris. Nemmeno farla entrare in ufficio. Koris ha fatto presente che doveva ricevere il certificato di fine impiego e il saldo di stipendio, arretrati, giorni di ferie. La tipa ha risposto che non aveva pronto niente perché “c’era da organizzarsi”. Ora, Koris ha scritto che se ne andava tre fottuti mesi fa. TRE FOTTUTI MESI, se non si fosse capito. C’era tutto il tempo di organizzarsi, come hanno organizzato il Rimpiazzo. Forse non c’era la voglia. Koris ha detto che o le arriva tutto per posta entro dieci giorni, oppure buongiornissimo denuncia. Tanto è l’unico orecchio da cui sentono.

Però. È finita. Nel senso, domani si ricomincia. Altro, ma si ricomincia. Se Koris sopravvive all’orgia di panissa che ha previsto per cena.

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Come farsela addosso ma fare finta di no

È uno speleopost, ma potrebbe essere anche un qualunque estratto della Koris-vita.

Koris sa perché non ama le uscite coi principianti: perché i principianti si piantano e Koris teme di non saper cosa fare, creare ancora più scompiglio e farsi odiare da tutti. Per cui evita il più possibile. Solo che non si può evitare per sempre, a un certo punto capita.

‘thieu aveva organizzato l’iniziazione di un tipo alla speleologia e aveva reclutato Koris per dare una zampa. Nel senso, portare sacchi e sbrigare altre cose semplici che prevedono poca o niente interazione con l’iniziando. Fin lì tutto a posto.

Visto che nei pozzi della Solitude tutto si era svolto senza intoppi e vista l’ora non abbastanza tarda, si è deciso di affrontare il monopozzo della grotta del Drago, diciassette metri di verticale di cui dieci nel vuoto, una grande sala e poi basta. ‘thieu ha armato, è sceso e ha atteso l’iniziando.

L’intoppo si è presentato sei metri dopo, con un guanto dell’iniziando bloccato nel discensore. L’iniziando, com’è giusto che sia, si è trovato bloccato, senza riuscire né a scendere né a salire, e con una discreta apprensione per i dieci metri di vuoto sotto le chiappe. ‘thieu non poteva risalire sulla stessa corda, troppo rischioso. L’unica che poteva intervenire era Koris, calandosi dall’alto sui bloccanti.
“Arrivo”

Ora seguirà un dialogo fra il Koris-cervello e la proprietaria dopo questa dichiarazione da “arriva la cavalleria”.
“Cosa cazzo stai facendo?!”
“In effetti boh, non so”
“No, ma hai un piano, vero?!”
“Ahem, no. Arrivo fino a lui, lo metto in sicurezza perché non crolli di sotto e poi…”
“E poi?”
“E poi boh, ci mettiamo tutti e due a piangere appesi come dei prosciutti”

Koris è arrivata fino all’iniziando con un sorriso falsissimo di chi sa più o meno esattamente quello che sta facendo. E in cuor suo, la voglia di riconoscere di non essere all’altezza del compito e filarsela in superficie in nome del classico “mors tua, vita mea”. Invece lo ha assicurato a sé, convincendolo (e convincendo soprattutto se stessa) che i bloccanti avrebbero tenuto senza problemi. Guanto strappato via dal discensore, iniziando in parte rassicurato, che si fa?

“Fagli fare una conversione e fallo risalire” ha urlato ‘thieu dal basso.

Nuovo stacchetto di Koris e il Koris-cervello.
“Ahem, una conversione?”
“Pare”
“E tu la sai fare, la conversione?”
“Boh, credo, la ho già fatta, se non ci penso troppo e non penso che ho il vuoto sotto le chiappe magari ci riesco”
“E tu riesci a farla fare a uno che non era mai andato in grotta fino ad oggi?”
“No, hai ragione, buttiamoci di sotto che si fa prima”

Secondo Koris-sorriso falsissimo da pallonara professionista. Alla faccia della sindrome dell’impostore. Koirs ha elargito disposizioni farcite di “tranquillo, va tutto bene, lo abbiamo fatto un sacco di volte” (uh, proprio). Con una gran voglia di farsela addosso per raggiunti limiti di coraggio.

Com’è e come non è, l’iniziando ce l’ha fatta. Si è messo sui bloccanti ed è riuscito a risalire seguendo ciò che restava di Koris, squagliatasi per troppe emozioni. Una volta usciti e ritrovatisi le chiappe al sicuro, i due miracolati hanno minimizzato la cosa, soprattutto Koris che “sai, al soccorso speleo ci addestrano per questo” (come no!).

Insomma, ancora una puntata della Koris-vita a base di fake it until you make it. Solo che in tutta onestà questa volta non pensava che ci sarebbe riuscita senza danni irreparabili. E continuando a fingere di avere tutto sotto controllo.

‘thieu, al solito, ha risolto la questione con “non ho dubitato nemmeno un secondo che l’avresti fatta”. Beato lui.

Meno tredici, il Rimpiazzo

Il Koris-Rimpiazzo è arrivato ieri, abbastanza improvviso. Koris si aspettava che qualcuno si premurasse di scriverle due righe di “martedì arriva il rimpiazzo verso le dieci, sii pronta”, ma a quanto pare la cortesia non è di questo mondo. Al punto che il CCC non ha nememno salutato: ha mollato il Rimpiazzo e se n’è andato smotorando via sulla BMW. Da un certo punto di vista meglio, lo small talk col CCC è la morte neuronale e la caduta di gonadi che rotolano verso sud.

Il Rimpiazzo si sentiva fuori posto come chi è stato appena catapultato in un paese straniero e, da lì, in una sorta di girone infernale. Solo che non sa ancora a che punto sia un girone infernale e forse non è il caso che lo scopra subito.

Rispetto a Koris, è implume. Un pulcino appena laureato che pigola dietro a Koris, assimilabile piuttosto a un pollo ruspante col dottorato, che non fa nemmeno buon brodo. O, secondo una versione più romantica e storica di U Babbu, Koris è il Grognard della Vecchia Guardia con shakò di pelliccia e i baffi con le treccine, dotato di più cicatrici che di centimetri di pelle intatta. Nota di colore: in francese “grognard” è colui che si lamenta bofonchiando, Koris trova che le si addica molto.

grognard

Diciamo che se Koris potesse vestirsi così sarebbe anche felice.

La giornata di ieri è stata dedicata interamente a spiegare al Rimpiazzo cosa succede qui, o almeno, cosa dovrebbe succedere fra i Neutroni Porcelloni. A metà della spiegazione era abbastanza verde.

“Ma devo ricordarmi tutta questa roba?”
“Sì, ma quella è la parte facile, poi c’è tutto il resto”

Certo, Koris avrebbe potuto mentire e dire che Neutroni Porcelloni è il regno degli unicorni e degli arcobaleni, che Capo Palpatine aiuta a sbrogliare le cose e che nelle riunioni tutti portano i cioccolati. Ma sarebbe stata una menzogna e le menzogne non aiutano mai.

Il Rimpiazzo si farà, imparerà, si adatterà. Ma Koris non sarà qui per scorpirlo perché avrà altri cazzi. Nel mentre cerca di spiegare goccia a goccia più cose possibili, usando la cortesia che nessuno le ha mai usato.

In tutto ciò, Koris inizia a realizzare un po’ di più che il conto alla rovescia non è tanto per dire e non sa se è più euforica o terrorizzata.

Meno quindici, la pausa

Ultimi quindici giorni di circo azienda/Neutroni Porcelloni e Koris si è presa una pausa. Perché, come ebbe a dire Orso anni fa, quando si preparano tempi duri, è sempre meglio arrivarci rilassati. E anche perché Koris è sull’orlo della crisi di nervi andante, non ha più nessuna nessunissima faccia da difendere e/o mantenere e ha deciso che fino al 15 ottobre sarà schifosamente egoista.

Con ogni probabilità, la casella di posta sta grondando di mail di Capo Palpatine nel panico, di MegaCapo con lo scazzo e del CCC che dispensa cazzate come al solito. Koris potrebbe anche aprirla e vedere se le hanno detto qualcosa del rimpiazzo, ma… è davvero un suo problema? Se il rimpiazzo arriva domani bene, se non arriva estigrandissimicazzi. Che poi sarà la risposta jolly di qui fino a metà ottobre. Koris come Nando Martellone, in pratica.

Koris cerca di dimenticare che dal 16 ottobre in poi inizia una nuova parentesi in cui sarà tutto da rifare. E cerca di dimenticare anche i “siamo felici di accoglierti e ti aspettiamo con ansia”, che l’ansia se la porta già da casa, pronta all’uso. Minchia.

Morfeo come al solito si è dato alla macchia. La notte fra sabato e domenica Koris ha dormito meno di quattro ore, nonostante abbia provato tutti i metodi di rilassamento legale che avesse sotto mano. Poi è andata a fare speleo, addormentandosi in macchina a più riprese. Una volta arrivata a letto, nada de nada, sveglia e pimpante come non mai. Il sospetto che stia ricominciando la storia di Serse&Artabano si fa forte.

In tutto ciò, si sta sverniciando la porta del cesso, che giace smontata nell’ingresso. Quindi si defeca senza privacy. La vera sfida per l’intestino timido.

Una parte di Koris si chiede come diamine si faccia a promuovere (o almeno far sapere che esiste) un libro online. Voleva usare “Star Coso” come beta tester in attesa di, uhm, altro. Solo che continua a non sapere da dove cominciare. Adeguatissima come sempre.

Questo è l’ultimo giorno di pausa prima del rush (o anche del rash, visto che la gente su Neutroni Porcelloni è fastidiosa come l’orticaria) finale. Koris vorrebbe solo avere facoltà di dormire fino alla mattina del 16 ottobre, ma a quanto pare non è dato. Forse ne vedremo ancora delle belle.

Meno ventidue, il tanuki

A ventidue giorni dalla fine, Koris scopre un nuovo animale-guida e si chiede come ha potuto vivere fino ad oggi ignorandone l’esistenza. Dopo le oloturie e gli haiku a loro dedicati, questo blog vi presenta una nuova bestiola mitologico-nipponica: il tanuki.

tanuki

Qualora gli attributi non fossero abbastanza evidenti, anche l’espressione pare dire “CHE DUE COGLIONI”

Non è chiarissimissimo che razza di bestia sia, una sorta di miscuglio fra un cane, un procione, un tasso, un gatto e uno che ne ha le palle strapiene. Perché in gran parte delle rappresentazioni artistiche del tanuki, particolarità è proprio questa: testicoli enormi. Esiste persino una filastrocca al riguardo: Del Tan Tan Tanuki le palle stan / Seppure il vento soffiando non sta / Girando girando girando.

Se lo dice Wikipedia, Koris ci crede.

E Koris è anche abbastanza convinta che il tanuki possa essere un ottimo riassunto di questi ultimi giorni su Neutroni Porcelloni. Ma anche dei penultimi. E anche dei terz’ultimi. E forse di tutti gli altri giorni da un anno e mezzo e più ad oggi. Tutti sotto il segno del tanuki e del suo scroto gonfiato a mongolfiera.

Un’altra storiella interessante sul tanuki raconta che il siddetto animaletto scherzoso abbia fatto a pezzi una vecchia e la abbia servita in zuppa al marito ignaro. Che poi è il sentimento dominante dopo una riunione col MegaCapo: smembrarlo e farne una minestra da spacciare in mensa.

C’è poi la capacità del tanuki di cambiare forma e farsi passare per altri oggetti. Un po’ come Koris quando cerca di farsi passare per una persona competente, ma più buffo. Per esempio, una storia dice che si trasformò nella teiera di un monaco. Passiamo sotto silenzio ogni legame fra i testicoli e la teiera e quello che potrebbe aver bevuto il monaco, che questo non è un blog pornazzo. Zozzone sì, pornazzo magari no (per ora, dicono che il pornazzo tiri tantissimo, hai visto mai).

Quindi, da qui fino alla fine, Koris potrebbe votarsi al tanuki: un essere che si è fatto due palle così e ha una gran voglia di cambiare forma.

tanuki

Forza e coraggio che magari fra 22 giorni le palle si sgonfiano.

P.S. Si ringrazia Junior per aver condiviso cotanta sapienza con Koris. Da oggi mai più senza il tanuki.

Tecnologia vs social network del villaggio

Koris e ‘thieu sono andati a un convegno speleo durante il week-end (che è andata come è andata, ma vabbè, pazienza). L’idea primigenia era “ma sì, andiamo in tenda, che sarà mai, è ancora estate”. Poi il meteo ha iniziato a promettere e/o notti a sei gradi e l’idea della tenda ha perso un po’ di fascino. Durante la settimana scorsa ‘thieu ha deciso che si è ancora abbastanza ricchi per potersi pagare due notti in rifugio e limitare il disagio. Solo che non aveva tempo di occuparsene e ha sbolognato la patata bollente a Koris.

Koris ha scartabellato la lista dei rifugi, si è accorta di essere fuori tempo massimo per le prenotazioni online e ha cominciato a chiamare munipi in villaggi sperdutissimi delle Cevenne. Ha riceuvto risposta solo dallo sperdutissimo villaggio di Revens, che aveva in effetti un’ex-stalla-ora-monolocale-cozy da affittare.

“Però io non posso darvi le chiavi venerdì sera,” ha avvertito la tipa incaricata “le lascio il numero di Regis il mio vice che si trova in loco. Ah, vi avverto che nel villaggio non ci sono negozi, il più vicino alimentari è a 20 km a Lanejuols.”

Questo doveva dare un’idea delle dimensioni del villaggio. Koris si è segnata il numero su un fogliazzo, quindi lo ha trasferito sullo SmartPhogn, pensando che la tecnologia sarebbe stata d’aiuto. Grossolano errore.

Venerdì pomeriggio, in macchina all’altezza di Montpellier, si è scoperto che lo SmartPhogn aveva fagocitato il numero di Regis per consegnarlo all’oblio. Panico. Terrore. Koris cerca di mandare a memoria il numero, ma si ricorda solo sei cifre su dieci. ‘thieu minaccia di farla chiamare numeri inesistenti per sperimentale tutte le possibili combinazioni lineari delle cifre mancanti, hai visto mai ci si azzecchi per caso.

Tutto bene quel che finisce bene, Koris riesce a richiamare l’addetta municipale, che si degna di rispondere e dà le cifre mancanti del numero di Regis. Koris continua a ripetere “mi dispiace” per il resto del viaggio.

Si arriva al crepuscolo in cima alla collina abbastanza sperduta di Revens. E qui dramma numero due: qualunque telefono segna “nessun segnale”. Nemmeno “solo emergenze”, proprio zero, sticazzi, schermo totale dal campo telefonico. Lo SmartPhogn riesce a captare una mezza tacca capitata lì per caso, ma ovviamente il telefono di Regis non prende. Secondo momento di panico, si pensa di passare la notte in macchina davanti alla chiesa.

Nel crepuscolo sul villaggio deserto, spunta un omino che pare Doc di “Ritorno al Futuro”, con un cesto di funghi sottobraccio. ‘thieu, perduta ogni vergogna, gli corre incontro.

“Scusi, è mica lei Regis?”
“No, cosa volete?”
“Avremmo affittato il rifugio municipale, ma non riusciamo a contattare il tizio che deve darci le chiavi…”
“Eh, sì, qui i telefoni non prendono quasi mai, per questo usiamo tutti il fisso…”
“Ah.”
“Ma so dove abita, venite che vi accompagno”

Segue scena in cui ‘thieu si fa perculare perché si preoccupa di chiudere la macchina, quando nella sperduto di Revens la gente lascia aperta direttamente la porta di casa. Infatti la porta di casa di Regis è aperta, su una sala da pranzo in cui una catanonna centenaria sta cenando a formaggio di pecora.

“Ho trovato questi due naufraghi, Regis, cercano le chiavi del rifugio.” ha annunciato Doc “Ah, e se vedi la luce accesa nella casa dei Tizi non ti inquietare: il mio pc si è rotto, quindi mi hanno detto di usare il loro”

Fu così che Koris e ‘thieu riuscirono a non dormire in macchina. Tecnologia 0, social network del villaggio 1.

Avec ta bite et ton couteau

In francese esiste una colorita espressione, non esattamente per educande, per indicare un compito da svolgere senza avere i mezzi necessari: avec ta bite et ton couteau, tradotto in lingua italica “col tuo pisello e col tuo coltello” (che fa pure rima). L’espressione piace moltissimo agli speleologi, noti esseri abituati ad arrangiarsi con poco e, soprattutto, amanti della volgarità gratuita. Nonché forniti di coltello, mentre per l’altro utensile la dotazione non è così scontata.

Tuttavia l’espressione è abbastanza versatile per applicarsi anche a quel delirio di Neutroni Porcelloni. Del resto perché stanziare dei fondi quando puoi risparmiare su… tutto, e lasciare che la gente si arrangi con nulla? Eh, la gerarchia è più felice se non spendi.

Nonostante sia a -41 giorni dalla grande fuga finale, Koris è tutt’altro che libera dalle minchiate dell’ultimo minuto. Ieri le è piombata in ufficio un tizio che non vedeva da aprile e con cui pensava di non avere più alcun contatto perché Capo Palpatine aveva deciso che quella simulazione non s’aveva da fare.

“Ehi, ma tu hai fatto le simulazioni per il rivelatore a raggi X!”
“Ahem, no. Capo Palpatine mi ha detto di lasciare perdere e io ho obbedito, anche se lui credeva di no”
“Quindi hai fatto i conti per i danni da riscaldamento nucleare!”
“No, avevo iniziato giusto a calcolare i flussi e con un livello super semplificato…”
“Però puoi farlo!”
“Aridajela, NO. Non ho nemmeno il modello completo, non ha nessun senso che lo faccia su…”
“Ti mando il modello del CAD!”
“Inutile, non posso aprire i modelli CAD!”
“Vabbè, in qualche modo farai, abbiamo bisogno di quei risultati, se l’unica che può farlo quindi lo fai tu.”

Qui la gente ha la tendenza a non capire la risposta “no”. Se sia un problema di ego o di accettazione del rifiuto è ancora un mistero.

Koris ha scoperto che il suo computer non ha più un editor di testo decente (ovvero qualunque cosa non sia Notepad) e se chiede al servizio informatico di installarglielo, per quella data sarà già migrata ad altri lidi. Inoltre, sul cluster di calcolo mancano le sezioni d’urto di gran parte dei materiali, quindi impossibile far girare le simulazioni lì. Senza contare che è in panne a giorni alterni.

Koris sta quindi cercando di codare roba sul suo laptop di emergenza, chiamato LoSmilzo per le sue ridotte dimensioni e quindi ridottissima potenza. LoSmilzo ha un potentissimo giga di RAM e una ventola ridicolissima che gli fa raggiungere temperature prossime alla fusione nucleare (ecco,lui sì che ce la può fare). Ieri la CPU aveva una temperatura fissa di 80 gradi. Ma tant’è, questi sono i mezzi (non) messi a disposizione.

Quindi Koris è, come al solito, costretta ad arrangiarsi avec sa bite et son couteau. E può contare solo sul coltello.

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