Archivi categoria: temo

Impostore sì, impostore no

Koris è un curioso individuo che deve aver dimenticato l’autostima nell’altra giacca. Poi l’altra giacca è finita nel saccone dei vestiti da riciclare e qualcuno in Bangladesh sta girando con la Koris-autostima in tasca. Visto che su Amazogn non è ancora in vendita e nemmeno nel Deep Web (vatti a fidare dei trafficanti di organi), Koris sta cercando di rifarsene un’altra. Al fine di coronare cotante impresa, sono bandite riflessioni troppo profonde, prendersi troppo sul serio, farsi domande del calibro “ma sono veramente sicura di aver capito?” oppure “cosa sto facendo della mia vita?”.
Ogni tanto ci riesce.
Ieri, forse compiaciuta dall’essere riscita a dormire una quieta notte perché l’OM aveva perso e la città era in lutto, Koris si sentiva particolarmente sicura di sé. Quasi indistinquibile da un essere umano normale, insomma. Un essere umano che ha fatto studi scientifici, ha preso una laurea e un dottorato e sa quello che dice. È riuscita a intrattenere una conversazione sulle reazioni fotonucleari senza che il suo impostore interiore bisbigliasse “ehi, lo sai che l’ultima volta che hai visto una reazione fotonucleare era nel 2009, se va bene?”. Forse era Santuzzo a sentirsi impostore, ma oh, mica si può salvare il mondo. Koris non si è fatta scalfire nemmeno dalla simulazione che si è piantata malamente senza voler dire perché. Per una volta ogni tanto, ha ri-scoperto che le piace fare queste cose, che c’è un motivo e non è piombata giù da Marte. Insomma, una buona giornata. O comunque una giornata poteva-andare-peggio.
Stamattina, complice un obiettore di coscienza nell’uso delle frecce ma avvezzo al clacson e ai diti medi facili, Koris non era quello che si definisce un drago, a prescindere dal non sputare fuoco e non avere le ali. Alla riunione ansiogena del venerdì mattina Koris-mal-gliene-incolse si è seduta vicino a un tizio che faceva il cosplay della TrivellaSpaziale (nota: TrivellaSpaziale era un compagno di facoltà di Koris con la capacità di attaccare lo stress a chiunque per la sessione invernale il 20 di settembre, forse si cibava del nervosismo altrui).
“Ma tu sei staff?” ha chiesto.
“No, io sono extern, lavoro per gli amici degli amici degli amici in subappalto”
“Ma per quale università?”
“Non lavoro per un’università, ma per un’azienda”
“Però hai un dottorato”
“Beh, le due cose non si escludono…”
“E da quale università?”
“Marseille”
“Però sei italiana!”
“Che c’entra? Ho fatto l’università a Boulogne”
“E perché non fai un post-doc?”
“Uhm, perché no?”
“Eh, ma la carriera, uno dei fare dei post-doc, io ho chiesto qui vicino, ti chiedono il voto del dottorato, due lettere di raccomandazione…”
A questo punto l’impostore era già bello sveglio e stava intavolando uno dei suoi pistolotti preferiti, ovvero “Cento scelte del cazzo con cui ti sei rovinata la vita, dall’asilo ai giorni nostri”. Koris ha uno script python che non vuole obbedirle e pensa complusivamente che altro che simualazioni di reazioni fotonucleari, dovrebbe andare a lavare i cessi della stazione.
Il prossimo passo per cercare di uscire da questo circolo vizioso dell’impostore è trovare l’interruttore che lo attiva. Lavorare in un bozzolo isolato dall’universo potrebbe essere un’opzione, ma probabilmente non è praticabile. Si cercano consigli, suggerimenti e contributi.
L’image contient peut-être : chien

Definizione operativa della sindrome dell’impostore. Koris è il gatto. (Credits: Academia Obscura)

Annunci

L’appesa

Il rientro è stato soft e questa non è necessariamente una brutta cosa.
Ciò nonostante, Koris è appesa. Mesi e mesi di passate ansie non sono serviti a molto, visto che Koris si configurava di avere una risposta entro natale. Invece sticazzi proprio.
Ma si perde tempo e qui stringe il bisogno
Koris dovrebbe vedere lunedì il CCC suo malgrado e spera di avere risposte. Certo, visto com’è andata l’anno scorso forse sarebbe più utile consultare l’oracolo di Delfi, i dadi babilonesi o gli arcani maggiori, ma spes ultima dea. Al limite, se lunedì mattina non si hanno ancora notizie, ci si ferma dal macellaio e si compra un fegato di pecora da portare a un aruspice.
“Ma Koris, non puoi chiedere al Capogruppo, aka l’Imperatore Palpatine?”
Per chiedere si può chiedere, ma spesso e volentieri Palpatine è un riunione col Senato Galattico, e quando non è in riunione è troppo preso a consolidare il suo potere come signore oscuro dei Sith. Koris alla fine è un padawan come un altro. L’ultimo padawan arrivato, per inciso.
Koris fa molto training autogeno da Buddah di stocazzo a base di come scoglio immoto resta fra i venti e la tempesta, ripetendosi che tanto non dipende solo da lei, che è stato fatto il possibile, che comunque vada andrà bene lo stesso. Poi si addormenta e inizia la grande proiezione onirica dell’Ammazzatoio in prima persona, guest star il SonnoDellaRagione.
E niente, speriamo che lunedì si sappia qualcosa. Nel mentre Koris resta appesa.

Vasellina

Koris stava pacificamente scrivendo un report che le hanno appioppato in nome del “preferirei che lo facessi tu”, quando è suonato lo SmartPhogn.
Era il CCC, il Commerciale Completamente Cretino. Koris ha roteato gli occhi, sicura che volesse venire a spannocchiare minchia al Capogruppo Palpatine come fa ogni due mesi, puntuale e piacevole come un herpes.
“Ciao, sono il CCC!”
Sì, it is known, quello che è misterioso è perché Koris non abbia ancora messo il tuo numero nella blacklist.
“Volevo sapere se possiamo vederci…”
“Senti, in questo momento siamo molto carichi di lavoro, non se abbiamo…”
“… tipo a pranzo”
“Eh?”
“Sì, io, te e il Padrone dell’azienda. Sarebbe mercoledì a mezzogiorno, sai, il Padrone è molto occupato”
La parte felina del Koris-cervello le ha fatto rizzare il pelo.
“Tutti i mercoledì ho la riunione di gruppo dalle undici finché ce n’è, quindi non posso assolutamente promettere che sarò libera…”
“Facciamo a mezzogiorno e mezza?”
Facciamo che smetti di rompere i coglioni no, invece?
“Vabbé, ok, non ti prometto niente, ci vediamo alla mensa del sito se dovete vedere qualcuno…”
“Ah, ma no. Ma andiamo a pranzo fuori, sarà più carino”
Nel cervello di Koris ha iniziato a suonare furiosamente la sirena dell’allarme fregatura.
“Ma per quale motivo, esattamente?”
“Ah, per parlare”
“Ma parlare di cosa?”
“Parlare… ora, scusa, ma ho meeting importante, ti mando un invito in Outlook per mercoledì, ciaooooooo!”
La sirena continuava a suonare, assieme alla colonna sonora da videogioco in sitauzione tension.
Ora, se avessimo a che fare con gente normale, la situazione sembrerebbe postiva e nascondere una promozione. Tuttavia sappiamo benissimo che sedersi sugli allori equivale a scambiare per alloro il pungitopo, mentre quelli bagnano le dita nella vasellina (che poi sarebbe lo pseudo-invito a pranzo). Il meteo prevede nubi cetrioliformi a bassa quota.
Koris ha riflettuto un po’ e si è fatta una sua idea di quello che potrebbero volere da lei:

  1. di “appropriarsi di certe cose” perché l’azienda possa passare per “innovativa” e quindi pagare meno tasse. Trattasi di una cosa talmente paludosa che ci sguazza dentro il Mostro della Laguna Nera, con tanto di costume plasticoso anni ’50
  2. Binomio ha sgombrato il campo per ragioni ignote e quindi, quando il Koris-contratto coi Neutroni Porcelloni decadrà a febbraio, non hanno più niente da farle fare. Quindi raus, fare aria. Da una ricerca stalkeristica su Binomio, quest’ultimo pare ancora al suo posto. Pare.
  3. c’è un contrattone che vogliono assolutamente vincere con Koris-profilo. Solo che sta a Vergate-Sul-Membro. Koris non è molto propensa agli spostamenti, quindi cercano di indorarle la pillola.
  4. vogliono cheiderle di fare un po’ di lavoro da commerciale e stanare contratti. Ma Koris e questo genere di cose non sono compatibili. Oh, ognuno ha i suoi limiti. Nessuno fa mai una colpa ai responsabili commerciali di non sapere la fisica nucleare, quindi può benissimo esserci il viceversa.

Nel mentre stiamo con le spalle al muro. Nel terrore di quello che potremmo scoprire mercoledì.

blacklagoon

Meglio la Laguna Nera anni ’50, tutto sommato.

Tutte le paranoie, minuto per minuto

Sarà che le giornate tipo da dieci ore e più si impilano e che Koris non ha più voglia di arrivare a casa alle otto di sera, incapace di intendere e di volere, ma Koris ha avuto (e sta avendo) una crisi di pessimismo lavorativo delle sue.
Ormai sono quasi sei mesi che Koris lavora qui e l’argomento “che facciamo dopo il contratto?” non è stato minimamente toccato. Essendo che le capacità diplomatiche di Koris sono pari a quelle di un drago in dieta macrobiotica (e i draghi, si sa, preferiscono la sugna ai fagioli edamame), non sa nemmeno bene come buttare lì il discorso. Koris è diretta e non è sempre una sua qualità positiva.
Ora, Koris si sta effettivamente sbattendo un sacco. E il Capogruppo le riconosce anche i suoi sforzi, ma verba volant. Come dice ‘thieu (che si è sorbito lo sproloquio, quindi #thieusantosubito), per quanto verba volant, è la migliore assicurazione perché possa esserci un seguito. Ma non è abbastanza per esserne sicuri, questo è certo.
Koris ha l’impressione che tutto finisca sempre come al solito: “ottimo lavoro, grazie dei fior, ora fuori dalle palle che torna l’avente diritto”. Un sacco di esperienza, un sacco di ottime linee sul cv, molto onor, poco contante.
Nonostante le giornate tipo e lo stress, Koris non vuole tornare da Binomio, dal pollaio e a fare i mastrussi dei capi. Anche perché Koris è moderatamente certa che al suo ritorno le preparano una fregatura da manuale per sbarazzarsi di lei. Quelli sono campioni di inserimento supposte, la faranno sembrare colpa sua.
Koris non ha assolutamente il tempo né le energie per pensare a piani di back-up di qui a febbraio. Non sa nemmeno se è il caso di pensarli davvero perché non ha risposte. Forse non le avrà prima di gennaio, forse boh. “Ah, ma qui c’è gente a cui hanno rinnovato il contratto il giorno prima. O tre mesi dopo. Qui gira così” le hanno detto. A Koris è venuto l’eczema per molto meno.
“Tu vorresti sapere come va a finire il libro e ti ritrovi a non sapere nemmeno quante pagine ha il libro” dice ‘thieu che la sa lunga. Koris invece rosica.
E quindi Koris avrebbe bisogno che Toranaga, la sua divinità di fiducia, le ri-facesse un miracolo. In fondo, è un miracolo più semplice del precedente. Sul tributo possiamo accordarci.

La palla è nel suo campo

La vita scorreva felice, non tenevate pensieri… avevate soldi, sesso e salute, tutti i dischi della Carrà… (qui per il seguito)

Era già da un po’ che Koris non aveva rapporti coi tizi dell’azienda e la cosa ha sicuramente giovato alla sua salute mentale. Almeno finché il Koris-cervello bacato non si è messo a pensare “e se fra nove mesi dobbiamo tornare là?” e ha cominciato a precipitare in un vortice di paranoia, ma sono problemi del Koris-cervello. E no, non fate battute sceme sui nove mesi ed eventuali congedi per maternità.
Il succo del discorso è che filava tutto liscio su quel fronte.
Poi Koris si è ricordata che a 70000 km Christine la macchina (di funzione) infernale avrebbe dovuto fare un collaudo-controllo-roba di auto che forse Koris dovrebbe sapere ma non sa. Essendo vicina al limite, Koris ha preso appuntamento pacificamente da un concessionario.
Tutto sarebbe stato ancora molto zen, se non avesse ripreso in mano i documenti aziendali che attestano il suo momentaneo processo di Christine. E lì c’era una riga che c’era anche prima, ma che non era mai stata considerata sul serio:
“Il dipendente è autorizzato a percorrere un massimo di 11000 km all’anno con detta macchina. Superata tale cifra, al momento della resistuzione tutti i chilometri eccedenti saranno fatturati al dipendente al prezzo di 1.65 euro al chilometro”
Koris ha ricevuto Christine che aveva all’attivo già 63000 km. Ora siamo a 70000 km. Pericolosamente vicini al limite massimo.
Christine non ha mai percorso, con Koris al volante, altra tratta che non sia Neutroni Porcelloni-garage. Il che fa 140 km al giorno.
Restano ancora nove mesi di contratto e il limite potrebbe essere ampiamente superato prima che venga l’estate.
Dopodiché, fanno 140 km al giorno per 1.65 euri, ovvero 231 euri per andare a lavorare tutti i giorni. Fino alla fine del contratto fanno in tutto circa 36000 euri. Non ci esce la Maserati, ma di sicuro un paio di Ya(xa)ris nuove. E un numero molto elevato di portiere per sostituire quella Ya(xa)ris autentica che ai 130 km/h sibila come un pitone.
Koris ha deciso di non farsi prendere la panico. In fondo, come dice sempre il CCC, è solo un documento.
Bisogna saperlo interpretare, come la Bibbia.
Si può guardare da un’altra ottica.
Si deve contestualizzare.
Può essere frainteso.
Ha fatto anche cose buone.
Non sapeva che fosse minorenn… scusate, ci siamo lasciati trasportare.
Poi Koris ha deciso che era il momento ideale per il panico perché, per quanto riguarda i Capi, carta canta solo nell’abusato rapporto Padrone versus Impiegato e non viceversa (a Mélenchon questa frase piace un sacco). Insomma, se può riportare money in qualche modo, il documento potrebbe diventare la Magna Charta Libertatum e cazzi di Koris, pagare. O meglio, prima fare un bilancio di quali organi interni vendere a un trafficante boliviano, all’occorrenza chiedere un prestito di cornee a ‘thieu che ha dei begli occhi, magari si piazzano bene sul mercato…
Ma prevenire è meglio che curare (e visto che la rete fa schifo, anche connettersi al Deep Web per contattare trafficanti di organi potrebbe essere complicato), anche se la prevenzione spesso è una rottura di palle. A Koris non restava altra scelta: doveva contattare il Commerciale Contenitore di Cazzate. Anche se sarebbe stato preferibile strapparsi i peli del culo coi guanti da box.
Koris gli ha scritto una mail ieri, il CCC ha risposto “oggi c’ho il businness in IDF, poi ti chiamo”. IDF non sta per Istituto Deficienti Funzionali, purtroppo.
Oggi ha chiamato. Koris ha voluto sincerarsi che avesse ben compreso il contenuto del problema.
“Sì! Ho capito che hai fatto già 70000 km con la macchina!”
Riprova, sarai più fortunata.
“No, ne ho fatto solo 7000 km, ma prima che scoppiasse un casino ho preferito avvertirti. Perché coi km che mi restano col piffero che arrivo a febbraio prossimo, a botte di 140 km al giorno”
“Lo so! Ho fatto una simulazione!”
Minchia, che prontezza di intelletto! Deve aver mangiato pane e volpe alla pausa kaffèèèèèèè.
“E la soluzione quale sarebbe?”
“Non ti preoccupare, la palla è nel mio campo. Ora penso…”
Ed è proprio per quello che Koris si preoccupa.
“… potremmo darti un’altra macchina…”
Oddio, no, un’altra saga potrei non reggerla!
“… o farti una deroga con concessionario…”
Parole in libertà.
“… o chiedere a uno dei resposabili dell’azienda che fa il leasing?”
E poi cosa? Una bolla papale? Un decreto del presidente della repubblica?
“Ma sono l’unica ad avere questo problema?”
“Sì! Cioè, no! Ho già avuto un sacco di altri casi del genere”
“… e come li hai risolti?”
“Non mi ricordo!”
Ecco, il buffer cerebrale del CCC si è saturato. Non osate più ricevere risposte sensate da lui. Tempo di chiudere la comunicazione prima che sia troppo tardi.
“Ma non preoccuparti, ci penso. La palla ora è nel mio campo”
Koris gli ha attualmente lasciato campo e palla, non senza una sorda inquietudine di fondo. Non sia mai che le similitudini calcistiche si trasformino piuttosto nel gioco della palla avvelenata.

Quello che succede in Francia

In verità Koris non ha un’idea mezza di quello che sta accadendo in Francia perché è su un aereo verso Ushuaia, estrema punta sud dell’Argentina. Un imbarco per la Georgia Australe sarà cercato in loco. No, non è vero, Koris aveva trovato un ottimo volo di sola andata, ma ‘thieu le ha detto di smettere di fare la scema. Quindi Koris stamattina ha fatto sega al lavoro, ha raccattato i suoi pochi avere ed è salita sulla Ya(xa)ris in direzione frontiera italiana. Questo post è scritto in un’area di servizio mentre la Ya(xa)ris procede in direzione di Ormea, provincia di Cuneo, dove Koris pensa di stabilirsi vita natural durante a piantare patate. E poi quelli dello SpeleoClub del Tanaro sono simpaticissimi e hanno delle grotte fantastiche.

ushuaia

Minchia, era un affarone!

Non aspettatevi un post politico con un’attenta analisi sociologica perché fa parte delle tantissime cose che Koris proprio non sa fare. Quindi prendetelo come un’accozzaglia di considerazioni alla buona fatte da un Italiana all’estero (ancora per due settimane almeno).
Nel migliore dei mondi possibili, quello che Koris condivide con gli Orsettini Gommosi, Hamon vinceva col 70%, manco bisogno del secondo turno, gli altri tutti a casa e pacche sulle spalle. Ma non si vive nel migliore dei mondi possibili ed esiste la Bionda Tinta. La Bionda Tinta sarebbe Marine Le Pen, ma a Koris fa un po’ lo stesso effetto di Voldemort, Colei-Che-Non-Deve-Essere-Nominata. Quindi la Bionda Tinta.
Ieri sera, quando alle otto sono usciti i risultati pseudo-definitivi (parentesi: come cazzo facciano a sbagliare di qualche briciola percentuale a così poco tempo dalla chiusura delle urne per Koris resta un mistero), Koris ha iniziato ad aggirarsi per casa gridando “Che presa a male!”. Non voleva proprio essere testimone di una Bionda Tinta al secondo turno. Sì, ok, era abbastanza scontato, ma se si poteva evitare era meglio.
‘thieu ha spiegato che era inevitabile che accadesse, visto che i due poteri forti storici si sono mirabilmente sputtanati e che Mélénchon, in fondo in fondo, è solo un populista con poche chances. Poi ‘thieu ha continuato a sogghignare per aver visto Fillon cadere sul suo stesso culo, ripetendo in loop “così impara a prenderci per scemi”. Poi ha cercato di calmare Koris dicendole che al secondo turno la Bionda Tinta non avrà speranze (non ci è riuscito).
In pratica, checché ne dica Repubblica che ieri sera sparava parole in libertà (mentre Le Figaro faceva il coccodrillo a Fillon), la Bionda Tinta non ha vinto per un bel tubo: i voti che ha preso sono rimasti più o meno costanti dal 2007 ad oggi, solo che all’epoca aveva due centri importanti a farle fronte. Senza centri importanti è passata al secondo turno, ma sempre secondo ‘thieu è inverosimile che prenda al secondo turno più voti che al primo. Tranne che a Vunciumelandia dove sono fascistissimi, ma Vunciumelandia è una campagna devastata dalle stronzate e non la Francia intera. Quindi cosa dovrebbe accadere?
Tutti i candidati esclusi hanno dato supporto a Macron, persino Mélénchon che gli ha spalato contro betoniere di merda durante la campagna (a dire la verità ha detto al suo elettorato di “non votare per la Bionda Tinta”, ma in mancanza di Pikachu candidato bisognerà accontentarsi di Macron). Quindi il ballottaggio sarà un tutti-contro-una e non nel senso p0rnachos del termine, anche perché ci vorrebbe uno stomaco di ferro. L’importante è che la gente vada a votare in massa, senza pensare “ma tanto ci andrà qualcun altro”. No, no, bisogna portare a votare tutti, anche il gatto se necessario. Votate tutti e finirà come nel 2002, ovvero un 80% contro il padre della Bionda Tinta. ‘thieu c’era. Poi a giugno, alle legislative per eleggere i deputati, si finisce di gettare la Bionda Tinta nella fogna da cui è uscita. In fondo, col suo elettorato da ceffo da galera, non si può pensare che sappiano davvero cosa siano le legislative, visto che votano ad personam per loro stessa ammissione.

marine

Questa è una delle foto migliori che possano spiegare la cosa.

In tutto ciò, Koris non è per niente tranquilla perché boh. In Italia starebbe già scoppiando un merdone, in UK la Brexit non era probabile e negli USA Trump presidente era la barzelletta del secolo. E invece no. Quindi quel biglietto per Ushuaia e il campo di patate a Ormea conservano ancora un certo charme. L’Amperodattilo ha persino detto che, vista l’assenza di gatta Spin che si protrae, potrebbe anche elargire alla figlia un piatto di minestra in caso di bisogno (ma se torna gatta Spin sticazzi, Koris fuori dai balls, che di mangiapane a tradimento c’è già il felino). Nel mentre, per due settimane continua la personale Koris-campagna “pipistrellini pucciosi contro la Bionda Tinta”.

blondBat

Almeno questa pipistrellina è bionda naturale.

Uno smodato desiderio

La lista delle cose materiali che Koris vorrebbe è piuttosto lunga. A cominciare dalla Pentax K-3 per sostituire la sua ormai vetusta e settenne K-x, per arrivare fino a qualche libercolo che ora come ora ha poco tempo per leggere (ma lo trova lo stesso, discorso che meriterebbe un post a parte). A sedare una buona parte delle Koris-voglie consumistiche ci pensa ogni mese il mutuo, di tanto in tanto in mortale combo con le bollette e le spese di condominio. Senza contare la visita annuale delle tasse, che casca a fagiolo tipicamente quando avanzano due soldi che pensavi ti devolvere al Dio del Consumismo (e senti nel cervello la voce dello Sceriffo di Nottingham, il Vecchio Bracalone, che dice “un soldo risparmiato è un solo guadagnato… per noi!”).
Ma questo non è un posto economico-consumista frustrato, anche se ci assomiglia.
Nel profondo di quella landa desolata e ventosa che i romantici chiamano cuore e gli psicologi parte inconscia, Koris cova un unico grande desiderio immateriale. Non lo chiameremo sogno perché i sogni sono buoni per i bambini e gli adolescenti brufolosi, tanto a trent’anni il signore dei tuoi sogni è necessariamente Freddy Kruger.
E no, non è svegliarsi una mattina con una grossa eredità da parte di uno sconosciuto parente latino-americano per quanto sarebbe apprezzabile. Non è nemmeno essere assunta a pieno titolo dai Neutroni Porcelloni, in virtù dell’antico brocardo “attenta a quello che desideri, potrebbe avverarsi” (tanto a quello ci pensa Toranaga). E non è manco svegliarsi e trovare quei dieci centimetri che la Natura Matrigna le ha negato.
Koris ha scritto una… roba (“e vabbè, che solfa, lo sappiamo” direte e ci avete anche ragione).
Se un tempo su questa… roba Koris nutriva grandi speranze, ora le ha in qualche modo ridimensionate. Si invecchia, si vedono le cose diversamente. Ma non divaghiamo.
Lo smodato desiderio di Koris è che la… roba venga letta. Per ora è stata letta da qualcuno, ma sono tutte persone che hanno (alcuni avuto) un legame con Koris: U Babbu, Orso, Iset, Batrace e pochissimi altri. C’era sempre un vis-à-vis, un “eddai, fammelo leggere”, un accollo da parte di Koris a chiedere commenti più o meno spassionati.
Ora, Koris non pretende di essere la rivelazione letteraria del XXI secolo. Koris vorrebbe solo una cosa per la… roba: che dieci sconosciuti totali (non amici di amici, sconosciuti) la trovino e la leggano. Non mille, non cento, a Koris ne basterebbero dieci. Il non plus ultra sarebbe che la… roba piacesse a una di quelle dieci persone. Koris si riterrebbe soddisfatta (poi in realtà no perché Koris è una sostanziale testa di cazzo, ma sarebbe un inizio).
E poi è vero che finché le… robe stanno sulle penne USB o negli hardisk nessuno le leggerà mai, ma quello è un altro discorso e #cistolavorando.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: