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Semi-bilancio del confinamento

In Francia questo sarà l’ultimo week-end di confinamento stretto, e sì, confinamento, non si può pensare che un popolo che non usa la parola “computer” si abbassi a chiamarlo “lockdown”. Comunque, pare che da lunedì si possa uscire di casa senza la carta bollata del pontefice massimo attestante la legittimità dell’uscita. Ammesso che non si cambi idea, del resto Manù ripete sempre che l’11 maggio è un obiettivo e non una scadenza. Minimo minimo cambia idea domenica sera.

Comunque oggi, giorno di confinamento numero cinquantatré o forse giorno -5 all’era del rimettere il becco fuori di casa, Koris si interroga di come abbia passato questi praticamente due mesi. Risposta rapida: male. Risposta meno rapida: in generale male, dipende di cosa stiamo parlando.

Libri letti: zero. Sul serio, zero assoluto. Koris si è trovata in quarantena convintissima che avrebbe avuto di ordinare un Terry Pratchett qualsiasi dalla sua libreria di fiducia, invece la libreria ha chiuso i battenti e ti saluto e sono. Non era il momento giusto per riprendere a leggere la saga di Zola. Koris ha spiluccato saltuariamente un libro sulle guerre napoleoniche risalente alla Koris-adolescenza. C’è stato un tentativo con l’audiolibro dell’undicesimo volume della Ruota del Tempo, ma non è andato a buon fine. E no, Koris non ha Kindle di sorta o supporti ebook per problemi oculari.

Roba scritta: poteva andare peggissimo, poteva essere zero. Koris ha scritto due racconti, uno horror o presunto tale (“Il piccione di cemento“), l’altro fantasy stupidino (“Il dottor Necron“). È forse un tentativo mal riuscito di farsi pubblicità? Assolutamente sì. Per quanto riguarda il romanzo, l’editore non ha più dato traccia di sé, ma visto quello che succede laggiù forse la sua sopravvivenza non è così scontata.

Cibo: troppo. Anche al netto di sporadici digiuni quando la vita si faceva insopportabile, comunque troppo. Tentativo di mangiare tante belle verdurine terminato non si sa bene come. Dolci fatti tre, due crumble di mele e una torta a limone per il ‘thieu-compleanno. Le fragole mangiate si misurano in quintali.

Lavoro: alti e bassi ma soprattutto bassissimi. Osservazione di un fenomeno interessante: transizione da “mi piace il mio lavoro” di inizio marzo a “odio tutto e non voglio più vedere nessuno, tanto nessuno vuole vedere me” di adesso. Il termine tecnico è caduta verticale. Di certo è colpa di Koris che non si applica, però se qualcuno mostrasse un minimo interesse per il sicuramente-insufficiente-lavoro-svolto non sarebbe male. Anche solo una risposta a una mail, ci accontentiamo di poco. Vabbè, prenderemo la quarantena come training per la futura disoccupazione.

Videigiochi: forse sono stati il rifugio di Koris come se fosse una quattordicenne qualsiasi. Ha mollato lì “Alone in the Dark: the new Nightmare” per incomprensioni coi comandi da tastiera e perché i dialoghi erano alquanto inconcludenti (grafica a parte, non è all’altezza del suo predecessore del ’92). Koris ha giocato un po’ a “The Sims 2” facendo fare agli omini cose da psicopatica vera, unico scopo del gioco. La grande novità è arrivata la settimana scorsa, con la scoperta che non era l’emulatore Play Station ad avere problemi, o la memory card o le iso dei giochi: era il bios. Dopo due anni di attesa, Koris ha potuto riprendere in mano “Final Fantasy Tactics” dal punto in cui lo aveva lasciato col cambio di emulatore. Ma questo necessiterebbe un nerd-post a parte. Stiamo lavorando per capire come far funzionare l’emulatore Play Station 2 che ha requisiti di sistema deliranti.

Film: pochi, complice il catalogo di Netflix che propone per lo più monnezza. Segnaliamo il primo vero film visto assieme a ‘thieu in cinque anni di relazione. Cose assurde, per tornare alla normalità hanno guardato “Phaeton” di Lully qualche sera dopo. Menzione specialissima del trash sopraffino: “Alien 2: sulla Terra” versione italiana che non ha niente a che vedere col vero “Alien”, con cineforum realtime con Junior. Consigliato a stomaci forti e serate cine-monnezza. PEUN PEUN!

Bricolage: andava tutto benissimo in salotto, finché non è finita la pittura. Ora che i negozi riaprono, si realizza la Koris-profezia del salotto pitturato ai tre quarti. “No, ma un giorno ci prendiamo un pomeriggio e lo finiamo” proclama ‘thieu. Non è specificato di che era geologica sia quel giorno. Koris è abbastanza fiera della sua pulizia della cappa, una vera e propria performance di extreme acrobatic cleaning.

Speleo: molto spiritosi. Si è fatto un video e tanto basta.

Giochi di ruolo: sempre sia ringraziata Iset per aver messo su una campagna di “Call of Cthulhu” a distanza. Campagna che doveva essere una one-shot, che è diventata una mini-campagna da tre sessioni, che ormai siamo minimo minimo alla sesta e non abbiamo finito di inseguire spawns di Yog Sothoth. S’è rifatto vivo il Maitre de Jeu che sta preparando una nuova campagna; due ore e mezza su Discord domenica pomeriggio per costruire il nuovo personaggio di Koris.

Attività fisica: minimo sindacale. Rischio linciaggio e cat calling. Inadeguatezza di fronte ai video di work-out su YouTube.

Momenti di down: tanti, brutti, molto bassi. Strascichi di disperazione e disillusione che se ne andranno con grande difficoltà. Sì, siamo tutti nella stessa barca e ognuno ha i suoi cazzi, lo sappiamo.

Insomma, pare che lunedì ci si possa spingere fino a 100 km dal domicilio e soprattutto si possa andare nelle foreste e sui massicci. O nei massicci, if you know what I mean. Forse il 25 Koris torna in laboratorio, non si sa, le faremo sapere. A meno che il 25, due settimane dopo lo sconfinamento, il vairus non torni in tutta la sua pUtenza facendo surf sulla seconda ondata. E allora si ricomincerà da capo. Koris tuttavia per il secondo confinamento vorrebbe un gatto, perché ‘thieu è poco fotogenico per acchiappare like su Facebook e poi non fa nemmeno le fusa.

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Per fortuna che non si erano fatti buoni propositi.
(Credits: Webcomicname)

Il buio alla fine del tunnel

Si intravede una minima, microscopica, flebile luce alla fine del tunnel. La buona notizia è che potrebbe essere la luce di una lampada speleo. Quindi in teoria si dovrebbe dire che c’è il buio alla fine del tunnel, ma vabbè, non stiamo a sindacare sui dettagli.

C’è una data a cui si potrà finalmente mettere il naso, o piuttosto portare il naso, a 100 km di distanza da casa. Il che vuol dire non una, ma un sacco di cose: le Calanques, la Sainte Baume, la Sainte Victoire, le Alpilles, l’Adaouste. All’idea di poter tornare all’Adaouste, grotta in cui sono state fatte circa trenta uscite se non di più, Koris si è messa a piangere. Letteralmente. Che se glielo avessero a febbraio non ci avrebbe mai creduto, di piangere per l’Adaouste. Anzi, a febbraio aveva detto che iniziava ad averne un po’ le palle piene dell’Adaouste, che voleva fare altro. Beh, diciamo che quell’altro non includeva una pandemia mondiale e due mesi di clausura e bricolage. Ma tant’è, ora l’Adaouste fa benissimo, non ci lamentiamo più, ci mancherebbe, viva la cacca di pipistrello e i passaggi stretti che ti sfondano le ginocchia. Che brutta cosa l’astinenza.

Ora basta parlare di speleo, che se no Koris si ricorda che l’anno scorso di questi tempi stavano pianificando l’uscita alla Grotta dei Fiori Bianchi e ora gli unici fiori che si vedono sono quelli della tappezzeria in cucina. Questo di tanta speme oggi mi resta, episodio nonsoquantesimo.

In compenso col lavoro non si sa nulla. Si dovrebbe tornare su Neutronland l’11. Ma forse l’11 no, che non sanno come disinfettare i locali, quindi il 12. Però non ci sono i bus, venite macchinati. Forse non c’è nemmeno la mensa, venite già mangiati. Venite a due a due, venite uno o due giorni a settimana. Venite e basta. Venite solo per gli esperimenti. Facciamo un calendario per chi viene e quando. Facciamo che vediamo come evolve la situazione. Facciamo che nessuno sa niente.

I colleghi si lamentano che non ne possono più di fare dei giri in giardino o a degli aperitivi coi figli a bordo piscina. Si vorrebbe consigliare di provare senza giardino e senza piscina, poi ne riparliamo. Menzione speciale al collega persona a rischio colpito da svariate patologie fra cui la SonneDellaRagionite, che si vanta di essere andato in mountain bike in barba al confinamento, “tanto se esci con tre attestazioni puoi stare fuori tre ore che non se la dà nessuno, e comunque nessuno controlla, peggio per loro”. L’astinenza di cui sopra è stata generata per proteggere persone come te, stronzo.

Poi di sicuro la situazione peggiorerà, la data stabilita col cappero che si potrà uscire e si riparte per un confinamento sine die. Però Koris ha capito come far funzionare di nuovo l’emulatore per la Play Statio e il salvataggio di Final Fantasy Tactics, quindi siamo equipaggiatissimi anche per la ripartenza del vairus.

Meno venticinque, la bile e il necromante

Meno venticinque giorni alla fine della fiera e, com’era prevedibile, sta succedendo di tutto.

L’azienda ha rifiutato le Koris-ferie per il mese di ottobre, col simpatico messaggio “ferie rifutate”. Punto. Nessun altro dettaglio. Koris ha quindi ritenuto opportuno abolire ogni paccottiglia quali i convenevoli e ha risposto di brutto “c’è una ragione valida?”. A quel punto il CCC si è rifatto ampolloso e ha risposto che siccome il primo ottobre arriva il rimpiazzo, quindi ci vogliono quindici giorni di passaggio di consegna (#credici, CCC). Koris ha risposto a sua volta che, dall’ultima chiamata del 26 agosto, nessuno le aveva più confermato nulla del rimpiazzo, quindi pensava di farsi i cazzacci suoi, ma che comunque sposterà le ferie a… la settimana prossima. E che si inculino un cipresso se non sono contenti. Per ora nessuna risposta, nessuna nuova buona nuova.

Koris è un po’ disgustata all’idea di aver passato cinque anni della sua vita a far fare soldi a questa banda di disonesti sfruttatori. Che se in francese li chiamano “mercanti di carne” non è poi così sbagliato. Comunque fra venticinque giorni è finita e piuttosto che tornare a lavorare per gente del genere, Koris va fare l’acconciatrice di ratti di fogna a domicilio.

La macchina di funzione è stata rigata da un’anonimo marsigliese nel parcheggio. Poco e su un parafango, un danno che in media manco si vede. Siccome Koris non ha alcuna voglia di sborsare la caparra, ci metterà la cera e pregherà che il giorno della consegna piova a catinelle. E qualora il CCC dovesse accorgersene, farà la sceneggiata del “oddio, non lo avevo visto, deve essere accaduto stanotte!”. Del resto in azienda succhierebbero il moccio dal naso di una carogna se questo potesse fruttare mille euri, quindi gli scrupoli sono morti e sepolti.

Poi dal primo minuto del sedici ottobre Koris torna ad essere la persona honestaaaa che è (quasi) sempre stata, promesso.

Il pc del lavoro ha deciso che i driver audio non sono necessari al Koris-lavoro e si attivano solo coi privilegi di amministratore. Koris è quindi tagliata fuori da tutte le conf call, ohquantomidispiace. Capo Palpatine le ha lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica di Skype che, una volta riusciti ad ascoltarlo, si è rivelato essere due minuti di silenzio e rumori di fondo. Sempre cento per cento grandi insuccessi.

Il ciclo veglia-sonno di Koris continua ad essere alquanto confuso e alquanto carente per quanto riguarda la seconda parte. Le malelingue dicono che potrebbe essere la bile accumulata dal di tutto che sta succedendo, ma suvvia, sono solo dicerie, di sicuro è colpa degli ormoni. Comunque, visto che ormai la situazione si protrae da un po’ (troppo) tempo, Koris ha deciso di fare qualcosa per questa valigia di sonno arretrato. E ha provato di tutto: la lettura, l’astinenza dal pc prima di andare a dormire, le erbe, la meditazione, le pratiche tantriche, la kimika, i riti sciamanici, le tisane, il chi più ne ha più ne metta. Risultati nulli.

Ieri sera Koris ha deciso che there is no way like the old way, è andata alla ricerca del cd di Diablo II del signor IoNonHoMaiGiocatoAiVideogiochi ‘thieu, ha constatato che Winsozz 7 si è pappato la sua maga di trentesimo livello. Quindi ha creato un personaggio necromante chiamato Kakka in onore del messaggero dei morti sumero e ha passato un tempo non trascurabile a maledire cose e resuscitare scheletri. Strano ma vero, stanotte Koris ha dormito più del solito. Non siamo ancora a livello ottimale, ma del resto Kakka il necromante è ancora a livello sei. Ci sono ampi margini di miglioramento per lui e per i ritmi circadiani.

Non è sicuro che Koris sopravviva alla bile dei prossimi venticinque giorni. Se non dovesse farcela, chiamate Kakka a resuscitarla.

P.S. Per chi interessa: “Star Coso” è stato terminato e, se Wattpad vi sta sulle palle (o viceversa), ve lo potete scaricare in formato acconcio dall’apposita pagina qui sopra. Fine informazione promozionale.

Try to figure out this

Mentre nella Mileto di Caesar 3 imperversa l’abusivismo edilizio (che tanto è tutta malvivenza romana, lo dice anche Luciano Canfora nei podcast su Giulio Cesare), Koris fa il calendario dell’Avvento in cui ogni giorno si rischia una nuova crisi isterica. In pratica, l’avvento del TSO. Di sicuro è colpa di Koris, che è stanca, fancazzista e perde pezzi un po’ dappertutto. Ma l’ambiente circostante non aiuta.

In questo periodo pre-natalizio che ormai possiamo dichiarare iniziato oltre ogni ragionevole dubbio, ogni pacco che si presenta non è un regalo ma un pacco bomba. E ogni bomba un’esplosione di merda. La canzone che tutti ripetono ossessivamente non è “Jingle bell”, ma piuttosto “try to figure out this”.

Per l’Amperodattilo e i non-anglofoni, si può circa tradurre “trova un modo” (e no, non diventa Hodor, per i fan di quella ciofeca di Game of Thrones). Che è un’ottima formula per investire qualcuno della responsabilità e della fiducia del superiore. O un altrettanto ottimo modo di sbolognare un problema.

Serve MCNPX per fare le simulazioni del coso a raggi X. Non è installato sul cluster, sul Koris-computer portatile personale clandestino d’emergenza (aka LoSmilzo) non vuole girare, sulla workstation del Capo si deve installare solo con la benedizione del santo santissimo IT, insomma, o Koris lo installa sul suo Blatto personale a casa oppure ciccia. Riportato il problema, la risposta è stata “try to figure out this”, traduzione italiana “arrangiati”.

Servono i flussi di fondo e segnale per ‘sti cazzo di raggi X. Il tizio che dovrebbe calcolarli ha risposto “ma vuoi i numeri?”. No, guarda, voglio i pittogrammi rupestri con le rocce di arenaria in allegato. Risposto che sì, servono i numeri e non i dipinti a olio, il tizio si è dato alla macchia. Siccome con le simulazioni si dovrebbe fare un rapporto segnale/fondo, la cosa è un pochino problematica. Messo a parte dell’inghippo, il Capo ha risposto “try to figure this out”, traduzione italiana “non è un mio problema”.

Non si trovano le librerie di decadimento per D1S. Nessuno sa dove siano, se siano fuggite, se siano mai esistite. Servono per fare i contini della contaminazione radioattiva, per gennaio e prima di subito. A fronte di questo ennesimo impedimento, è stato sentenziato il solito “try to figure out this”, traduzione italiana “cazzi tuoi”.

Mancano due settimane alle vacanze, in cui Koris rientrerà a Merdopoli, Gilet Jaunes (ovvero la rivoluzione francese versione soccial network) permettendo, e l’unica cosa che vorrebbe “figure out” è come aumentare la prosperità di Mileto e dei suoi immobili abusivi.

Sotto assedio

Terzo week-end di gilets jaunes a piede libero un po’ dappertutto, non ci si può muovere per il rischio o di restare bloccati, o di non riuscire più a tornare a casa. ‘thieu uggioso quando non malmostoso, perché ‘thieu è contrario alla violenza in genere, quando questa non è perpetrata in Diablo II. Sì, i videogames di cui aveva declinato ogni responsabilità scaricandoli con un italianissimo “sono di un mio cugino”, in realtà sono di ‘thieu e ‘thieu ci ha anche giocato parecchio. Ma questa è un’altra storia.

In realtà no, è sempre la solita storia perché, per quanto sotto assedio, Koris non si perde d’animo. Balle, ci si perde eccome, ma visto sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re, decide di stordirsi. Persa ogni velleità di assolovere i suoi compiti di angelo del focolare, torna ad essere il demone dello sciacquone (Amperodattilo op. cit.) e gioca. Fra i giochi di ‘thieu c’è Caesar III che Koris non ha mai finito per alterne vicende, per cui si torna a costruire magazzini come se fosse un Natale 2013 qualunque. E quando l’immigrazione diventa un problema, scateniamo il tribuno della plebe Salvinius. Almeno finché ‘thieu non la richiama e Koris cucina una pasta al gratin che sembra uscito da un video di Tasty, quello che al secondo 25 dopo “pollo” e “curcuma” inizia ad aggiungere yogurth, gruviera, salsa di pomodoro e mozzarella a caso per fare il “pizza-flavor tandoori chicken”.

Per il resto, è iniziato il grande count-down. Anzi, i grandi count-down. Dottorando Santuzzo, dispensatore di scarso senso fisico e plot fatti con Paint, se ne va il 12 lasciandosi dietro grandi interrogativi come “quando ti dottori?”. Ma come giustamente ha fatto notare ‘thieu, è un problema di Santuzzo e non di Koris. Fra 18 giorni Koris dovrebbe avere le chiappe sul Thello in direzione Merdopoli, ove non vi siano blocchi alla frontiera, gilets jaunes sdraiati sui binari, tribuni della plebe cispadani che estirpano italiche cittadinanze. Fra meno di un mese sarà il nuovo anno.

E qui casca l’asino. Koris-medusa sta ancora riflettendo di cosa fare, come agire, se agire. Il Capo dice che vogliono ancora rinnovare il Koris-contratto, nonostante la politica locale sembri orientarsi a una diminuzione dei collaboratori del genere (ma senza indulgere alle assunzioni dirette, ma che, scherziamo). Koris fa buon viso a cattivo gioco, ma non è che ne sia entusiasta. Ha finora sempre rimandato le decisioni a gennaio, ora gennaio non è più un’opzione così remota, anche se le opzioni continuano a scarseggiare. Restare è male, andarsene è peggio. Ma magari allo scoccare delle mezzanotte del 2018 cadrà anche l’assedio dell’indecisione.

O magari no.

Quei post un po’ così

Koris si era ripromessa di fare un post carino e speleologico per dimostrare (e dimostrarsi) che la sua vita non è solo una sequenza di cose che non funzionano o documenti da rifare. Poi s’è dimenticata. Come s’è dimenticata di comprare il nuovo lettore cd a Blatto il computer brutto. Come s’è dimenticata di tante piccole cose, che se non avesse segnato in agenda quando tocca cambiare le lenzuola si scorderebbe pure quello, nonostante scarafaggi e bagoni a ricordarglielo (ciao, Amperodattilo, sì, è tutto vunciume).

Koris voleva giurare solenemmente di non parlare più di lavoro, ma se togliamo il lavoro togliamo undici ore delle Koris-giornate. Quindi boh, di che parliamo, di cosa si fa da mangiare stasera? Più che un blog di cucina sarebbe una poesia ermetica sulla desolazione dell’animo umano, ma soprattutto del frigorifero quando nessuno ha le palle di fare la spesa.

Koris vorrebbe almeno finire l’ultimo dungeon del primo livello di Diablo II, ma non ci riesce perché è scarsa. Quindi gioca per mezz’ora a The Sims e ne esce stressata perché di casini ce n’è già abbastanza nella vita reale, toglietevi dalle palle omini isterici a cui bisogna dire anche di andare al cesso, se no si pisciano sotto. Che pare di stare al lavoro.

And there it goes again. Ma riassumeremo il tutto con “ciclo dell’eterno ritorno, soprattutto delle rotture di cazzo” e la Koris-voglia di urlare a tutti “siete dei pusillanimi”. Perché ci sono decisioni da prendere e nessuno vuole trovarsi fra le mani la patata bollente. E no, non può nemmeno uscirne un soft porno con temtatiche di criptoomosessualità e ninfomania. Vita infame.

La cosa un po’ meno infame è la scoperta degli audiolibri di Wheel of Time, alias La Ruota del Tempo, che ultimamene allietano rendono meno infami i Koris-tragitti in macchina, col bonus di portarsi avanti con una saga difficile da leggere per via dei momenti morti. In macchina si vive un momento morto nel momento morto, per la contraddizione diventa un momento vivo. In cui si insulta il personaggio di turno di essere la protesi della sua stessa minchia, di solito.

Koris ieri sera si è trovata a pensare che mancano un po’ più di due mesi alle vacanze natalizie e che potrà approfittarne per non fare assolutamente niente di produttivo. Da ciò si deduce che la Koris-vita ha un urgente bisogno di un restyling.

Lati Oscuri per tutti

Oggi torna il Capo aka l’Imperatore Palpatine ed è assai probabile che scateni che quel milkshake di sentimenti che conducono Koris al lato oscuro in corsia preferenziale. Una sorta di circonvallazione, prendere uscita collera, paura, aggressività, una vale l’altra, al Lato Oscuro arrivi comunque. Solo ricordati di mettere la freccia destra per uscire.
Il Lato Oscuro di Koris è veramente un brutta roba e chi l’ha visto o non è tornato indietro per raccontarlo o non è più tornato da Koris. C’è chi ha provato a smacchiarlo con la candeggina e si è ritrovato la candeggina giù per il gargarozzo, sono i rischi del mestiere. Del resto, il Lato Oscuro non si candeggia, si evita. Come le macchie di unto sulla camicia, tocca mettere il bavaglino per essere certi di salvare il salvabile.
Koris sta sperimentando diversi bavaglini anti-Lato Oscuro, il problema è trovarne uno compatibile con la sua folle vita a base di undici ore e più fuori casa (quindi non è che arrivata in città Koris abbia lo sbattimento di andare in palestra di roccia o simili, ammesso che abbia energie che glielo permettano). Visto che per la scrittura è un periodo di vacche madre se non addirittura anoressiche e forse Koris non è psicologicamente pronta per l’LSD, forse è il caso di ri-buttarsi nel mondo virtuale.
Del tutto casualmente, sabato sera il maledetto Diablo II ha deciso ricominciato a funzionare dopo mesi e mesi di “sono troppo vecchio per essere ancora in servizio”. C’è da dire che Diablo II è anche l’unico videogioco che abbia l’approvazione di ‘thieu, visto che è di sua proprietà. Ci sarebbe anche da aggiungere che una gran parte dei Francesi incontrati da Koris abbiano la fobia della dipendenza videoludica, ovvero scatta subito “ommioddio, non giocare o non potrai più farne a meno”. La minoranza invece è il gruppo dei nerdissimi giocatori di ruolo che costruiscono universi a Minecraft e gestiscono server di WoW, per cui non fanno testo.
“Magari ti aiuta a scaricare il cervello,” ha detto ‘thieu a proposito di Diablo II “ammazzi un po’ di mostri e poi sei in pace col mondo. Io ci giocavo quand’ero all’università, è l’unico gioco a cui abbia mai giocato. Che personaggio fai?”
“La maga. Io faccio sempre il mago,” si dovrebbe investigare su questa tendenza di Koris a cercare sempre gente che lancia palle di fuoco “tu che facevi? L’energumeno picchiatore?”
“Tutto”
“Come tutto?!”
“Eh, sì, giocavamo in rete fra noi compagni di università e quando il personaggio muore dovevi rifarne un altro…” davanti all’occhiata interdetta di Koris, ‘thieu ha ritenuto necessario giustificare il suo Lato Oscuro “Ma giocavamo solo una volta a settimana, eh. Per scaricarci. E solo un’oretta, eh. Cioè, voglio dire, alle dieci smettevamo sempre…”
Certo. Anche Koris, quando faceva le “cose a tre” (ovvero giocare a Final Fantasy Tactis in malo modo) con Junior e il Mathematicus, smetteva sempre prima delle dieci. Inteso come dieci battaglie. Che uno comincia con “che gioco dimmerda” (Mathematicus cit.) e finisce con “proviamoci ancora, gli apriamo il culo a quel pezzodimmerda di Wiegraf” (sempre il Mathematicus cit. un mese dopo). Ed essendo che dall’archivio di ‘thieu sono usciti anche Civilization e Call of Duty, che Diablo sia stato un unicum non è molto credibile.
Magari Koris si scarica il cervello e si finisce a giocare in rete a casa. Il Lato Oscuro è sempre troppo potente, ma quello di ‘thieu è più interessante.
(E una volta finito Diablo II, qualora ci fosse ancora necessità di scaricarsi, Orso ha passato un Morrowind per ogni evenienza.)

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