Sorgi, o Minchia di Mare!

(Post di divulgazione scientifica di altissimo livello, ma non solo)
Koris è arrivata alla bella età di quasi 31 anni senza sapere esattamente cosa fossero le oloturie, anzi, piuttosto convinta che fosse tutt’altro tipo di bestia. Per fortuna che un giorno giunse Santa SangueDiPorco a portarle l’illuminazione.

sangue_di_porco

Da quel giorno la vita non fu più le stessa…

A Koris si è aperto un mondo (sommerso). Anche solo la pagina Wikipedia avrebbe portato le Minche di Mare ad assumere prepotentemente il ruolo di animale totemico del blog. A parte la loro forma aerodinamica che le rende particolarmente adatte a metafore in ambito lavorativo e non, alcune features le rendono ancora più affascinanti, meglio dell’iPhone X:

  1. Non hanno un cervello vero e proprio, sono dotate solo di nervi attorno alla bocca che poi si diramano nel resto del corpo. Rimuovendo chirurgicamente i nervi del cavo orale, la Minchia di Mare è comunque in grado di muoversi e funzionare come prima, quindi non ha un sistema nervoso centrale. Probabilmente potrebbe anche guidare una Maserati.
  2. Si nutrono di carogne e rifiuti, ma solo perché non c’è McDonald lì in fondo al mar.
  3. Hanno una sola gonade, il che può facilmente indicare i maschi come singoli coglioni ambulanti. Gli individui femminili depongono pseudo-uova da una sorta di ano, togliendo ambiguità del caso come dietro-ma-davanti o dietro-dietro.
  4. Sono tossiche, esattamente come molti loro consimili umani coglioni e privi di cervello. Solo alcuni molluschi possono digerirle e anche qui le similitudini con uomini senza spina dorsale si sprecano.
  5. Se si sentono minacciate, le Minchie di Mare sputano fuori una sostanza vischiosa. Tuttavia, in casi d’emergenza, possono eviscerarsi, ovvero espellere le budella, i polmoni e l’unica gonade per distrarre i predatori, tanto in qualche settimana ricrescono. Questo aggiunge nuovi significati alla locuzione “cagarsi addosso”.
oloturia

Ogni commento è superfluo, forse not-safe-for-work.

Tutto questo sarebbe già meraviglioso di per sé e conferirebbe alle Minchie di Mare un ruolo di spicco fra queste pagine. Ma una nuova scoperta ha catapultato Koris e SangueDiPorco nel Nirvana del ridicolo, dove l’assurdità è di grado così elevato da sconfinare nel sublime.
In Giappone le Minchie di Mare si chiamano namako, con un ideogramma che può significare topo o lumaca di mare. E sì, sono considerate commestibili come in Cina, ma non è questo il punto. Alle Minchie di Mare sono state dedicate migliaia di haiku, di cui mille tradotte nel libro “Rise, Ye Sea Slugs!”.
Il caso ha voluto che il libro si trovasse su Google. E no, niente, che lo si dice a fare, Koris si è innamorata di cotanta gigantiforme cazzata e delle sue mirabolanti applicazioni prive di senso. Ci sono poesie per tutti i gusti: Minche di Mare filosofiche, Minchie di Mare innamorate, Minchie di Mare al lavoro (ebbene sì!), Minchie di Mare in cucina, porno-Minchie di Mare. Del resto, stando a una leggenda di NippoLandia, quando gli dei chiesero ai pesci del mare se erano pronti a nutrire gli uomini, l’oloturia rimase muta senza dare il suo consenso. Allora la dea Ama-no-uzume (inventrice dello striptease, perché qui non c’è proprio NIENTE di serio) cucì la bocca alla Minchia di Mare, trasformandolo in un orifizio lacerato senza labbra né lingua. Fu il silenzio della Minchia di Mare a ispirare i poeti, pare, dall’epoca Edo fino alla cultura popolare di oggi.
Ergo da oggi in poi, ove necessario, Koris citerà haiku contenenti Minchie di Mare. Sipario su un haiku letterario:

Senza più capo
Né coda, la mia scrittura
è una Minchia di Mare
(Soseki Natsume)

oloturia_di_design

Una Minchia di Mare di design.

P.S. Non potete dire che questo blog non arricchisca la vostra cultura!

Annunci

Toranaga-style

Koris ieri sera era talmente tranquilla che mentre lavava i piatti danzava e canticchiava a ritmo di questa melodia:

Fare-the-well, oh you barbary merchants
fare-the well to the spanish blockade
fare-the-well to the straits of Gibraltar
and the treacherous seas of Cathay

Questo significa due cose: 1) Koris è totalmente andata, ma lo sapevamo; 2) il divo Toranaga è stato scomodato dai suoi gozzovigli iperuranici per occuparsi della sua devota.
Nel caso il divo fosse troppo ubriaco di sakè per assumere il ruolo di commissario tecnico della Koris-vita, Koris stamattina ha messo gli orecchini maggici portaculo. Come si evince, la razionalità aveva preso ferie.
Oggi c’è stato il pranzo coi capi che doveva essere a ottobre ma che poi no. Per calarsi nella giusta atmosfera, riportiamo la chiamata preventiva col CCC, che ormai mai più senza.
“Allora ci vediamo davanti all’ingresso”
“Sì, va bene”
“Dove c’è la sbarra”
“Lo so, ci passo tutti i giorni”
“Ma non quella principale del sito, eh, quella del sito B”
“Sì, ok, ho capito…”
“Eh, non so se sei pratica di quei posti…!”
“… vabbè, cià”
Koris, oltre ad esserlo portato già preventivamente menato da casa come secondo la migliore tradizione, aveva rotto gli zebedei a ‘thieu e ai Maiores dicendo “ma se mi licenziano voi mi volete bene lo stesso?”. In breve, Koris era preparata al peggio del peggio del peggio.
Al pranzo c’erano l’immancabile CCC sempre sia lodato (ma anche no) e il Padrone della Baracca, vincitore di un sacco di Academy Awards come miglior attore protagonista della sceneggiata, categoria “c’è grossa crisi”. Soprendentemente, avevano tutti e due un basso profilo. C’è anche da dire che Koris si è presentata tutta sorridente e chi la conosce bene sa che Koris, se sorride, significa che ha appena fatto un massacro o sta per perpetrarne uno. Presente Mercoledì Addams? Uguale.
“No, ma come va fra i NeutroniPorcelloni? Vogliamo dire, ti trovi bene?”
Koris è stata graziosamente sulle sue, dicendo che sì, si trova bene, ma insomma, si lavora e si fatica per la legge dell’ortica. Si è evinto che i due avevano una gran fifa che Koris piantasse su un capriccio enorme e dicesse che lei fra i matti non ci vuole più stare, che le trovassero qualcos’altro da fare. Il che era più o meno l’ultima delle richieste di Koris, ma non era esattamente il messaggio che era scaturito dai suoi scambi precedenti col CCC. Il generale esperto logora il nemico tenendolo costantemente sotto pressione. Lo fa correre dappertutto adescandolo con vantaggi illusori. Grazie, Sun Tzu.
Koris ha detto che tutto sommato non le dispiacerebbe continuare a lavorare qui. In fondo, per l’azienda è importante e Koris è felice di potersi rendere utile. Anche se ogni tanto il lavoro è pesante, se siamo sempre sotto stress, se i tragitti sono lunghi. Koris, se ti fai cadere ancora un po’ più dall’alto finisce che hai bisogno di un elastico per il bungee jumping.
Le due serpi hanno ammesso che sarebbe bene se il contratto continuasse. Ancora meglio se fosse rinnovato per tre anni (qui Koris ha dovuto dissimulare un momento di gigantesco sospiro, se non la sua strategia finiva alle ortiche). Il Padrone assicura che non c’è motivo per cui non si faccia. Koris passa il resto del pranzo a ricordare al CCC che è il caso che ne parli col Megacapo di qui prima che sia troppo tardi. Non sono giunte prove a conferma che il CCC abbia capito, toccherà spiegarglielo altre sedici volte.
Un po’ di gossip: Koris ha chiesto notizie di Binomio il Minghiascaro. Padrone e CCC sulle prime erano restii a pronunciarsi. Poi il Padrone ha parlato:
“Non sappiamo che gli è preso. Doveva andare a presentare dei dossier a luglio a Parigi, il giorno prima ci dice che non ci va. Quindi si mette in malattia e chiede dei soldi. Ora siamo in contenzioso, lui è sempre in malattia… ma che strano, non ce lo saremmo mai aspettati da lui, sempre così accondiscendente…”
Koris ha cercato di restare impassibile, mentre dietro di lei il fantasma di Toranaga si scompisciava dal ridere e faceva gesti di maleducazione. Era chiaro come il giorno che Binomio il Viscidone sarebbe schizzato via come un anguillone nel momento meno opportuno. Un po’ se lo meritano. Un po’ tanto. Ma questa guerra fra minchioni deve essere talmente geniale che è un peccato non poter assistere in prima persona. Da una collina. In un bunker. Al riparo dagli schizzi di merda.
La situazione è la seguente, ordunque: Koris ha il beneplacito per mantenere la sua posizione ai NeutroniPorcelloni. Dal rapporto di alcuni shinobi indiscreti e chiacchieroni, pare che anche i NeutroniPorcelloni siano propensi per tenersi Koris. Non resta che combinare il tutto facendo incontrare le due parti. La cosa divertente è che in cotanta cospirazione Koris non ha mosso un dito per convincere nessuno. Almeno così pare. Ottenere cento vittorie su cento battaglie non è il massimo dell’abilità: vincere il nemico senza bisogno di combattere, quello è il trionfo massimo. Insomma, Toranaga-style.

trash-shogun

Shogun in versione trash. Ora manca solo il dance remix del balletto marinaresco.

Lezioni mediterranee

“Hai una famiglia molto organizzata, ma è un’organizzazione, come dire… mediterranea”
Questo il commento ‘thieu a caldo dopo un altro richiamo di italianità, offerto da tre giorni di permamenza a Merdopoli per il congresso italiano di speleologia. Nella breve permanenza non è ben chiaro se ‘thieu abbia imparato nuovi vocaboli, ma ormai la si considera una causa persa.
L’uscita speleo prevista agli Scogli Neri per cui Koris ha un sacco insistito è stata fatta sì, ma alla bersagliera. Non si andava così veloce nemmeno al soccorso speleo (e grazie al cavolo, con la barella al seguito…). ‘thieu è riuscito a fare qualche foto, ma meno del previsto. Pazienza per la grotta fast’n’furious.
Koris, durante le presentazioni del congresso, si è incazzata come una biscia di fronte alle esplorazioni di un gruppo russo che è arrivato a quota -2200 alla Sima Veryovkina. Koris non se l’è presa tanto per la profondità, che tanto o si fanno esplorazioni nel Caucaso o si raggiuggono col ca… ucaso, appunto. Se l’è presa a morte perché questi sono passati in quattro anni da -400 a -2200. Hanno esplorato pozzi e pozzi senza mai dover tirare secchi di terra, senza essere costretti a scalpellare strettoie, senza avere il minimo dubbio del “ma sarà da quella parte? Boh!”. Ecco, tutto questo non è carino di fronte alla gente che esulta per aver percorso dieci metri dopo mesi e mesi di spaccamento di pietre (e non solo pietre). Koris ha passato il resto della serata strillando “non è giusto, però!”.
Au passage, Koris si è improvvisata interprete di qualunque lingua passasse sullo schermo verso il francese. Non c’è alcuna garanzia sul risultato.
L’Amperodattilo, in preda alla sindrome dell’ospite, ha cucinato il cucinabile fra focacce, ravioli, cappelletti, salsicce, patate e antipasti vari. ‘thieu ha chiesto se facesse sempre così, gli è stato risposto che può essere anche peggio. U Babbu ha effettuato un certo numero di viaggi in cantina e altrove da ampero-gregario.
Orso è diventato BarbOrso, nonostante la sorella lo osteggi in qualunque modo.
“Orso, sai cosa c’era fra le clausule del trattato di pace che Carlo Magno impose al duca longobardo di Benevento?”
“No, cosa c’era?”
“Di tagliarsi la barba”
Koris è tornata in Francia con due chili di Pan di Stelle generici della Coop, focaccia secca, olive taggiasche, parmigiano e altre cose da tipico “pacco da giù”, solo che in questo caso il pacco è da est. ‘thieu ha avuto un subitaneo amore per la focaccia di Recco e chiede perché in Francia non si trovi lo stracchino. Non ha ancora finito di stupirsi per come si possa passare dal livello del mare a settecento metri di altitudine in soli tre chilometri, ma ehi, è la Liguria, baby, e tu non puoi farci niente. Intanto Koris ha potuto staccare la spina e non pensare ai mille assilli che la aspettano all’uscita dell’autostrada di Marseille.
Prossima puntata a Natale. C’è del potenziale.

ScaricaPoltrona

(Post non adatto alle persone facilmente impressionabili, ai bambini al di sotto dei 14 anni, alle donne incinte e a chiunque pensi che tutto ciò sia normale)
Se nessuno è ancora morto in maniera efferata, è solo una maledetta coincidenza.
Cominciamo a narrare i fatti dal principio. Qualcuno ricorda le riuioni della morte di fine settembre? No? Fortunati mortali. A codeste riunioni il cosiddetto chairman (che non è l’uomo-poltrona detto anche Poang, mostro mitologico degli oscuri meandri del reparto salotto Ikea, ma il capoccia delle riunioni… ma sapete che c’è? Poang gli sta benissimo) è un pensionato che ha sempre bazzicato questi ambienti e che ci tiene ad essere informato di quello che accade. Dove essere informato sta per “rivestire posti di potere sgabolando gli obblighi del caso”. Poang è astutitssimo.
Dopo le riunioni mortali, al RussoUmano era stato sgabolato il rapporto delle due riunioni. Il RussoUmano si è guardato intorno e ha scoperto che Koris aveva meno anzianità di lui.
“Preferirei lo facessi tu. Questo è il template, gli appunti li hai presi, fai. Ma solo una versione per agevolare il lavoro a Poang, non quella definitiva”
Koris ha cristonato un po’ secondo la migliore tradizione, poi hai fatto. Data di invio dei due rapporti: 10 ottobre.
Passa il tempo.
Il 26 il Capogruppo si sveglia e vuole vedere i rapporti. La risposta giusta era “li ho mandati due settimane fa”, ma seguitiamo. Correzioni minori, “rimanda tutti e metti anche il Division Header in copia”.
Koris obbedisce, il Division Header si incazza dicendo che la cosa non lo compete, di contattare Poang. Questo mandando una mail alle otto di venerdì sera, quando Koris è arrivata a casa alle sette e mezza dopo una lunga sequenza di altre cagate.
Segue week-end in cui Koris si rifiuta categoricamente di guardare le mail lavorative perché a) non è tenuta ad avere la reperibilità continua, b) non lavora come cardiochirurgo pediatrico e una cazzo di riunione non è un cuore da trapiantare prima che marcisca, c) non la pagano abbastanza visto che manco le pagano le ore di straordinario. Koris forse è una fricchettona fancazzista, ma non crede che un individuo si identifichi solo e soltanto nel suo lavoro (ma questo è un pistolotto che per ora vi sarà risparmiato).
Ergo lunedì mattina Koris scopre che la domenica si è risvegliato Poang dal reparto salotti dicendo:
“Ecco alcune correzioni ai due rapporti. Per piacere, mandami le versioni corrette lunedì o martedì, perché mercoledì parto per un tour completo dell’Africa e sarò di ritorno solo a dicembre”
Koris un po’ si incazza perché o fai il pensionato o fai la parte attiva, non che hai un dualismo del genere onda-particella quando ti fa comodo, un po’ rosica perché quando ha annunciato che lei si prende il venerdì tre di ferie le è stato chiesto se fosse proprio necesario (sì, fuck you). Comunque, ore otto legge la mail, ore otto e dieci si incazza, ore nove e mezza manda i documenti corretti.
Il Division Header, ancora una volta in copia, si incazza di nuovo dicendo che non sa se Poang è d’accordo (incazzati con Poang e non con Koris non è dato, perché Poang ha sempre ragione essendo un pezzo grosso).
Poang si rifà vivo, ovviamente senza citare il Divsion Header che magari chissà che idee si fa. La sua risposta è la seguente:
“Sì, va bene le correzioni, ma io i rapporti li avrei fatti diversamente. Non è che puoi rifarli alla mia maniera, sempre entro domani che devo partire?”
Ora Koris sta scrivendo questo post a mo’ di blog-terapia perché se no la sua ira potrebbe dare luogo ad azioni sconsiderate (come mollare tutto, entrare nella prima Ikea di strada e dare fuoco al reparto poltrone). Ragioni dell’ira funesta:

  • Poang non dice quale sia il suo metodo, dice solo “lo avrei fatto diversamente”. La risposta adeguata sarebbe “torna a commentare i cantieri”;
  • Esiste un template, una forma in cui questo documento deve essere messo, che non tiene conto dell’estetica di Poang. Se il documento non è nella forma giusta, non viene approvato e Koris si fa urlare dietro dal Division Header;
  • Per dirla in francese raffinato, je n’ai pas que ça à foutre, ovvero “ci sarebbero anche altre questioni in sospeso che richiederebbero la mia attenzione”;
  • Non c’è nessuno che possa dare una consulenza a Koris in quanto si sono tutti defilati tomo tomo cacchio cacchio. Tranne il Division Header, che forse è incazzato per quello.

Dulcis in fundo, questo documento doveva essere prodotto due settimane dopo la riunione. Quindi è in ritardo. Ma Koris declina ogni responsabilità per quanto troveranno sicuramente il modo per sbolognarle la colpa.

Postmeridiani

Sono stati necessari diversi tentativi per convincere lo SmartPhogn a smettere di dare l’ora del Pacifico orientale e a riportarsi sul fuso orario giusto. Per quanto riguarda il bioritmo di Koris, invece, converrà lasciarlo all’ora delle Fiji perché forse sta meglio lì che altrove.
Koris vorrebbe fare come gli individui normodotati e sfondarsi di camomilla per addormentarsi, ma se Koris si sfonda di camomilla inizia a vedere la settima dimensione a velocità x4. Ne consegue che il cervello di Koris è alle Fiji assieme ai bioritmi, tanti saluti, stronzi, mandate una cartolina.
Qui a GMT+2, in compenso, non è ben chiaro in che stagione siamo. O meglio, riusciamo ad avere almeno tre stagioni al giorno, cosa che richiederebbe avere un cambio dietro per ogni momento della giornata. Ora, per esempio, sta andando in onda la tarda estate brianzola con caldo umido. Fra l’umidità e l’ora attuale delle Fiji (un po’ prima dell’una di notte), la produttività di Koris ha fatto onorevolmente seppuku.
Promesso, fra una settimana cominciamo ad invocare l’estate antartica. Del resto ormai ci siamo, è sorto il sole, tutti i pinguini a fare il surf. Per altro dalle immagini della web-cam della stazione Amundsen-Scott oggi fa pure bello, quindi cosa cazzo stiamo qui con l’umidità e il cielo velato.
Domenica Koris voleva fare un post di fuoco contro il calcio e sul se fosse normale bloccare una città per una partita. Poi si è detta che c’è un limite anche alla propria impopolarità e che sputazzare sul calcio faceva molto snob. Koris potrebbe in effetti essere molto snob, se non avesse il discutibile vizio di ruttare a tavola. Ma visto che per essere veramente snob mancano ancora degli zeri nel conto in banca, lasceremo che almeno lo stomaco sia libero di esprimere il suo disappunto durante i pasti e ancor di più dopo.
Koris forse voleva comunicare qualcosa di importante in questo post, ma se è così non se lo ricorda. Koris non è nemmeno sicura di voler comunicare qualcosa. Koris non sa nemmeno perché si è messa a tediare WordPress, forse per rimandare il momento di chiedere aiuto per FISPACT che non vuole saperne di funzionare, maledetto cesso di codice.
Nel mentre si stanno piantando dei semi e si spera di coglierne i frutti. Ma visto che è ancora presto, per ora si sente solo l’odore del concime. Uccellino, se non canti aspetterò, ma se non ti dai una mossa fai la fine del tordo allo spiedo.
Al lavoro non si sa bene cosa succede, fra dottorandi in panico e Russi in vacanza.
“Ma ho bisogno di quelle informazioni, quando torna il PiccoloZarDiTutteLeRussie dalle ferie?”
“Ah, ha detto che stava via una settimana, ma venerdì ha detto che non sa bene quando torna. Speriamo presto”
Qui bisogna osare quanto lui. Mica è giusto, oh.
Fra una decina di giorni Koris trascinerà di nuovo ‘thieu in Italia per sottoporlo a una cura di ravioli, affinché impari che certe robe non devono mai arrivare a tavola. L’Amperodattilo fa becero umorismo chiedendo se la cura è orale, intravenosa o se bisogna impastare ravioli con forme particolarmente aerodinamiche. Saranno giorni molto interessanti.
I passati scioperi dei raccoglitori di monnezza hanno fatto conoscere quando prende effettivamente un netturbino marsigliese. Agli occhi di Koris si è aperta una prospettiva di carriera.
“Sono pagati benissimo!”
“Guarda veramente che sei tu che sei pagata di merda”
È sempre il momento buono per farsi una domanda e darsi una risposta. Ma ora è il momento di chiudere il post.

E mo’ è no

Koris stamattina era in ufficio con la sua ansia e lo spirito di Toranaga a farle da personal trainer. Quest’ultimo le massaggiava le spalle ripetendo in loop: “Sei pronta? Sei carica? Dai che li spacchiamo!”. L’ansia aveva raggiunto il culmine quando Koris si è accorta di essere uscita di casa senza orecchini, se non portafortuna, almeno antisfiga (sì, Koris ha un paio di orecchini che considera apotropaici, regalo dei Maiores per il dottorato).
In quest’aria di sottile follia, è suonato lo SmartPhogn.
E avete già capito chi è.
“Buongiornissimo, sono il CCC!”
Koris ha immediatamente contattato i bookmaker: quanto facciamo che annullano? Quanto facciamo che è solo per confermare? Fate le vostre puntate, gente, rien ne va plus!
“Ti chiamo per dirti che ho visto la tua mail di lunedì”
“In che senso? Ti ricordo che lunedì mi hai risposto ‘prendo nota’…”
“Sì, ma ci ho fatto attenzione solo ora”
Toranaga a questo punto ha sbuffato, ha preso le sue cose e se n’è andato dove c’era più bisogno di lui.
“E quindi?”
“Devi proprio essere alla tua riunione alle 13:10?”
“Devo proprio, è un meeting internazionale, se non seguo Palpatine si incazza e mi butta nel pozzo di Carkoon…”
“Ah, ma noi non possiamo essere lì da te prima di mezzogiorno e mezza! Ci abbiamo il business!!”
“Eh, sì, ma voi mi avete detto che era urgente, quindi faccio quello che posso…”
“Beh, allora rimandiamo!”
No, aspetta un secondo, a coso. La settimana scorsa ti è stata detta la stessa cosa. Hai detto che era urgente, che non si poteva rimandare. Com’è, prima era sì, e mo’ è no? Perché allo Koris zompa…
“… ora rimandare è un’opzione?”
“Ma sì! Rimandiamo all’otto novembre. Però tu non fissare conf call, eh!”
“A coso, è un meeting internazionale con un sacco di gente da fuori, non è che lo decido io”
“Sì, sì, ok. Allora facciamo a pranzo per l’otto novembre”
“Va bene”
Fine dell’ennesima telefonata ai confini della realtà. Se avete un incubo, svegliatevi. Se siete un incubo, allora cercherò di svegliarmi io. Koris si domanda se di qui all’otto novembre non faranno tutti in tempo a dimenticarsene. Nel frattempo, cosa vogliano i capi resta avvolto nel mistero.

Cambiamento di ausiliare

Pensieri di quando sei un dottorando:

  1. “Oddio, il mio responsabile non mi caga! Sicuro che mi odia!”
  2. “Certo che potrebbe anche interessarsi della mia vita ogni tanto…”
  3. “Avrei dovuto pensarci prima, non ho niente di pronto!”
  4. “E se sbaglio la conversione da centimetri quadri a metri quadri?”
  5. “Se non mi do una calmata non ne esco viva!”

Pensieri di quando hai un dottorando:

  1. “Perché non dà segno di vita? Sta cazzeggiando?”
  2. “Certo che potrebbe anche degnarsi di dirmi a che punto è…”
  3. “Sempre all’ultimo momento, ci mancherebbe, la pianificazione fa male alla salute…”
  4. “Ma mi ha chiesto la conversione da centimetri quadri a metri quadri? Ma veramente?!”
  5. “Se non si dà una calmata non ne esce vivo e tutto il lavoro che faccio per lui sarà inutile…”

Cambi un verbo ausiliare e ti cambiano il cervello. Un giorno Koris si sveglierà Replicante.

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: