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Forse

Koris ha il culo sulla macchina in direzione nulla cosmico dei Pirenei. Visto che sono ancora ad Arles la strada è per lo più da fare. Lungo est lo cammino, ma grande è la meta, vade retro Satan, vade retro Satan.

Diciamo che Koris sparisce, in teoria per le sue canoniche due settimane, in pratica… Beh, in pratica del diman non v’è certezza, quindi magari domani tocca fare macchine indietro perché ci riconfinano. Così, de botto, senza senso. Non si può mai sapere.

Quindi Koris potrebbe non farsi sentire per un po’. O forse no. O forse boh. Ci si ribecca più tardi, forse con una nuova stagione di Speleo Things da raccontare. Oppure con un carico di parolacce e santioni da farsi bannare dal web.

Paguro paraculo e altre amenità

Tanto tempo fa, quando l’internet era un posto migliore e i social network servivano solo per scopi sordidi e zozzi, fra i blogger che non postavano solo gif soft-core (rip Splinder insegna agli angeli come mettere online culi glitterati) c’era la moda, una volta al mese, le chiavi di ricerca più deliranti recensite. Poi il mondo divenne quello che è oggi, pochi cercano e tutti stanno sul feisbuc a cliccare anteprime di link complottari. I blogger, quelli che ne hanno fatto un lavoro, ora si chiamano influenzer e questo vairus gira da troppo tempo per rispettare le tradizioni.

Tuttavia ieri Koris ha scoperto che, nonostante il decesso di ShinyStat (o la sua evoluzione in strumento di marketing online, non vogliamo saperlo), WordPress tiene una minima traccia delle chiavi di ricerca. Molte se le perde, ma non tutte. Koris è andata a controllare le sue, giusto per verificare se è sempre cercata da inveterati feticisti.

piedi femminili che meraviglia: meno male che sei sempre qui, assiduo lettore, temevamo che ti fossi perso nei meandri del web. Invece semper fidelis dai tempi di Splinder. Siamo commossi.

E anche voi, vecchi zozzoni che siete giunti qui chissà perché. Siete sempre i nostri feticisti preferiti.

Abbiamo poi una new entry potentissima che non poteva essere altrimenti e che saremmo stati molto delusi se non si fosse palesata: la minchia di mare. Cercata anche nelle sue varianti ortografiche e sotto il nome di pesce minchia. Le oloturie sentitamente ringraziano e noi ringraziamo SangueDiPorco che ha portato il mattone fondamentale a cotanta conoscenza.

Abbiamo anche svariate variazioni a base di lasciare il dottorato, fino a pesanti affermazioni quali con il dottorato si perde tempo o dottorato merda. Fa piacere che anche a distanza di anni il blog resti un faro nella notte per dottorandi-Pokémon disperati e disillusi. Fatevi forza, un giorno uscirete da questo inferno. Per entrare in uno peggiore.

in estate non mettevamo le mutande perché no, ognuno fa le sue scelte. Grazie di averci reso partecipi sotto forma di chiave di ricerca.

Qualcuno ha cercato qui rincoglioniti nel metro’ quando basta(va) andare nel metrò marsigliese per trovarne a volontà. Almeno, prima del vairus, è possibile che ora come ora non ci sia molta gente nel metrò marsigliese…

Chi ha cercato un sacco di cazzate wordpress o anche cazzate confuse wordpress forse ha trovato quello che voleva. Nel caso, ce lo faccia sapere che siamo sempre interessati al customer service.

se in svizzera sono le 7:40 del mattino che ora e in perù domande esistenziali.

La chiave di ricerca che ha attratto l’attenzione di Koris è comunque salento paguro paraculo. Paguro paraculo. Sentite come suona bene, paguro paraculo. Chissà perché nel Salento.

Una bacchettata sul bon ton arriva da è offensivo dire andare a dormire come le galline. In effetti potrebbe essere da specisti, cosa sono questi pregiudizi sulle galline? Anche le galline hanno diritto al rispetto. All galline are beautiful e vanno a dormire quando cazzo le pare, ancora con questi modi di dire discriminatori. Niente da aggiungere.

La Disney ci consegna la chiave aurora e filippo marpione. O almeno, Koris ha pensato a “La bella addormentata nel bosco”, in cui il principe è un po’ un marpione, un po’ viscido e forse anche un po’ stalker. I sani principi di una volta, insomma.

Consigli medici per si può mangiare la raclette con l’orticaria. Non s’è capito se sia un’affermazione o una domanda. Nel dubbio potete usare la raclette come crema per l’orticaria e poi dirci come va.

Una cosa un po’ misteriosa è scoraggiare i ragni con feng shui. Insomma, metodi di disinfestazione omeopatici e animalisti.

non puoi mica pretendere che lavori!, chiave di ricerca adeguatissima in questi tempi di smart working, confinamento e nessuna motivazione in nessun senso.

E questo è quanto. Magari non ogni mese, magari non con regolarità, ma forse ogni tanto Koris tirerà fuori dal cappello le chiavi di ricerca più assurde, come se fosse un 2008 qualsiasi. Nel frattempo state in gamba, cari paguri paraculi.

Back to 2007

Questo fa parte di quei post che generano nel lettore un sincero e profondo “estigrandissimicazzi?”, anche perché Koris non è proprio la chiarafrerragnez dei social network e se non glielo avesse detto, nemmeno l’Amperodattilo avrebbe notato la sua sparizione. Poi tanto Koris fa le sue temporanee sparizioni finché non riemerge dal sottoterra, nessuno dei suoi circa 3.5 follouerz ci fa caso. Insomma, un meritato “estigrandissimicazzi?”.

Negli ultimi giorni in cui in Italia è successo di tutto, Koris ha un po’ sofferto d’ansia. Un po’ tantino, ecco. Perché Repubblica non aiuta, nonostante tutto, a capire la situazione. E i social network si sono scatenati con tutto e il contrario di tutto. Su tutto e il contrario di tutto. Dicendo tutto e il contrario di tutto. Bisogna ammettere che la situazione non è proprio delle più limpide, ma comunque.

Sul Twitter si leggevano polemiche da talk show a colpi di 180 caratteri (che potrebbero essere di più, ma Koris non si ricorda e tutto sommato anche “estigrandissimicazzi?”) fra i pro-isolamento sul cesso di casa e i non-recessionisti da bar. Virologi vs epidemiologi, round 1, fight! titolo di studio “Tekken 3” versione arcade. Selfie di telelavoratori abbruttiti. Panegirici del sistema sanitario nazionale, seguiti da vituperi sul sistema santiario nazionale. Simpatici umoristi da meme martellati da tragediografi neorealisti della vita reale. Improvvisati reporter dello sfascio al supermarket locale.

Il Facebook al contrario era stato imbottito di link da TutteLeInfo24, VeritàVeraVivaVivaceVivaldi, EconomistiFaiDaTe in 10 pratiche uscite,
ScientificReviewAndMethodologyOfSteekatsee redatta dal chiar.mo prof. Ammiocuggino, PestilenzeFacili, SurvivalistiPuzzoniAntivaxxer per cui scrivono tanti piccoli wannabe SonnoDellaRagione. Più i commenti. Più
i commenti dei commenti. Più i commenti dei commenti di queli che avevano messo like ai commenti. Più certi lapidari “io ve l’avevo detto” che aiutano sempre al dialogo.

Ora, nella situazione attuale più che il coronavirus Koris ha sofferto il coglionavirus. Perché la situazione in Italia pare seria, più seria che in Francia, almeno al momento (al primo compatriota che linkerà il raduno francese dei Puffi verrà rapito il bidet da sotto le chiappe mentre in uso). Perché sembra si sia scatenato il panico generale. Perché Koris ha pur sempre due Maiores che ora sono confinati al di là di una frontiera che ora è un po’ più frontiera del solito. E hai voglia a farti rassicurare, a dire che a Merdopoli tuttto sommato le cose non sono così folli, se quando apri un social per leggere due cazzate vieni travolto dall’onda di mar commosso ma soprattutto di mar commento.
Siccome Koris vorrebbe tornare a dormire la notte, ha deciso di esiliarsi dai social, almeno per il momento. Koris ha messo l’orologio internettiano indietro fino al 2007, al massimo si aspetta di vedere gente che posta le tette su Badoo. Niente Twitter, niente Facebook, niente di niente. Anche niente Megaupload, ma questo perché purtroppo il resto del mondo persevera a restare nel 2020.

Quindi se cercate Koris sui social, attualmente non la trovate. Almeno
finché la situazione non diventerà più gestibile. Esticazzi? Giustissimo, esticazzi.

P.S. Questo post non è in alcun modo un giudizio su nessuna delle misure di confinamento prese per contenere l’epidemia. Koris non si sente preparata sulle epidemie, in tema di catastrofi preferisce gli incidenti nucleari. E non è nemmeno un giudizio su chi dibatte sui social. Disquisite quanto volete, di quel che volete, come volete, avrete sicuramente ognuno le vostre ragioni. Solo che magari le ascoltiamo fra qualche giorno.

P.P.S. il blog continua perché questa non è una democrazia social, è una monarchia assoluta senza vassalli, le blog c’est moi, bello essere il re.

Bolla e altre bolle

Nella Koris-bolla non fa sempre bel tempo, anche perché Koris ogni tanto si dice che sarebbe bello poterci credere ancora e impegnarsi e non aver bisogno della bolla per arrivare a fine giornata. Ma è andata così, che ci si vuole fare. Ampi margini di miglioramento, scarsissime probabilità di miglioramento.

Tant’è, dal suo punto di osservazione, Koris comincia a credere che anche il resto dei colleghi sia bollizzato o circa. Il Vodka, per esempio. A cui Capo Palpatine ha sbolognato un lavoro che voleva sbolognare a Koris, ma che è rimbalzato sulla bolla, quindi Koris dovrà solo (anzi, “solo”) supervisionare. Il lavoro era ovviamente da fare per ieri, ma ormai il tempo è un’illusione, quindi ieri può anche essere mai o essere ormai troppo tardi. Il Vodka vuole colloquiare con Koris, nessuno dei due ne ha voglia, tant’è che il Vodka è arrivato alla conclusione che giovedì ormai era passato, venerdì era subito prima del week-end e si sarebbe scordato tutto, lunedì forse se c’è tempo. Ottimo, Vodka, continua così.

Il MegaCapo continua a vomitare stress a spruzzo, ma Koris si ripete parossisticamente non è un suo problema. Uno dei Russi in posizioni di potere si è lasciato scappare la verità:
“Verrà il giorno in cui vi accorgerete che queste cazzate documentarie non ci portano da nessuna parte e dovremo montare cose che non sappiamo nemmeno se funzionano”

Koris voleva fargli una standing ovation, ma al di fuori della bolla non si è sentito nulla. Anche perché lui può, Koris non può. Sarebbe bello poter pensare che le cose cambieranno, ma sappiamo che no. Questo progetto è nato male e sta crescendo peggio, solo che dall’esterno non si può sapere.

Nota di carattere blogghistico: è altamente probabile che le disavventure della bolla di Koris siano narrate con una frequenza più alta del normale. Questo perché Koris ha capito che gli esseri senzienti che hanno a che fare con lei sono tediati a morte delle sue peripezie, che non rientrano nella categoria “grandi problemi della vita” e che tanto sono sempre meno peggio di quelli di chiunque altro (il famoso “vabbè, io invece…”). Quindi Koris ha deciso di tagliare ogni comunicazione (o quasi) di sorta al di fuori della bolla. Tuttavia, essendo in qualche modo il blog parte di Koris, quando la bolla diverrà troppo angusta per contenere tutto il Koris-disappunto, ci saranno dei post. Di lamentele assortite, come ai bei vecchi tempi. Se li trovate tediosi, la freccia “indietro” del browser sapete benissimo dov’è.

Un decennio

Tomo tomo, cacchio cacchio, zitto zitto, piano piano, senza strepito e rumore, questo blog ha compiuto dieci anni.
Qui dentro, insomma, sono racchiusi dieci anni di Koris-storia, due lauree e un dottorato, un paio di espatrii, gioie, dolori e soprattutto tantissime seghe mentali.
Che Koris dieci anni fa (no, non metteri a pensare che sono dieci anni che hai cominiato l’università o ti piglia subito male!) mica pensava che uno spazio informatico sarebbe sopravvissuto così a lungo. All’epoca non le importava nemmeno di farlo durare: volevo solo un luogo in cui lamentarsi della fisica che la faceva dannare, del meteo bolognese a cui non si era ancora abituata, di Gecko che non la cagava. All’epoca Koris non aveva piani di ampio respiro, si interessava solo alla sopravvivenza.
E invece rieccoci ancora, dieci anni di Koris dopo. Sicuramente più felici di allora, con qualche certezza e cicatrice in più.
Non facciamo piani per i prossimi dieci anni. Impegnamoci solo a scrivere un po’ più spesso (solo che di questi tempi Koris può raccontarvi principalmente solo di Binomio che puzza o delle sue speleo-scappatelle).

Frenetica comunicazione di servizio

Koris è viva.
Il blog è vivo.
Il bidet è vivo, ma per goderselo appieno bisogna aspettare ancora. In pratica i comodi dell’Ikea che per installare la cucina ha implementato un percorso a ostacoli a base di appuntamenti a incastro. Bisogna essere molto zen per non uscire di testa.
Se non ci fosse ‘thieu Koris si sarebbe probabilmente districata molto peggio. E non solo per avere qualcuno che guidi il furgone o forti braccia che portino giù le cassettiere dal quinto piano. Oh, no. Mica solo per quello.
“Credo che le viti siano intercambiabili, a meno che tu non abbia calcolato la hamiltoniana e scoperto che i loro numeri quantici di spin le determinano in modo univoco”
Ecco, anche per questo. Ma non solo.
Nella casa nuova sono stati montati letto e armadio. Il resto vegeta nei cartoni in attesa che Koris si degni a ricostituire il tutto. Magari il giorno in cui avrà una cucina, magari nel duemilamai.
Nel mentre Koris ha una tuta speleo sua, a sua misura, XS. E la cosa la rende felice. E mancano 26 giorni alla partenza per il campo speleo a La Pierre Saint Martin.
Restate tonnati.

Liebster-vattelapesca

Cominciamo col dire che è colpa di Mezzatazza. Che Koris è una persona seria e certe cose non le fa, ma le fa solo se è provocata. Quindi eccoci qui.
Esiste un regolamento, ma Koris non s’è data la pena di leggerlo, quindi si limiterà a rispondere alla domande poste senza b-side di sorta.
Donc, nous voilà.

1- Cosa ti piace del virtuale?

Che si può frequentare in pigiama, tanto nessuno ti vede. Filosofeggiare sui massimi sistemi mentre si celebra l’abbruttimento fisico in vestaglione di flanella e calze pelose, this is the way.

2- Cosa ci cerchi dentro?

C’è stata una fase in cui Koris chiedeva a Google “cosa faccio stasera per cena?” direttamente alla riga di ricerca. Poi le risposte non erano soddisfacenti e allora ha deciso di reperire in frigo le tre cose più prossime alla scadenza, cercale su google e vedere se esistono ricette associate

3- Perché un blog?

Perché no? Perché la vita talvolta è talmente comica che merita di essere ricordata e condivisa.

4- Mai conosciuto gente dalla rete?

Eh, merde…

5- Se la risposta alla 4 è “sì”, l’opinione precedente era realistica? Se no, perché no?

Parlando per metafore, conoscere il Senzaddio fu come ricevere con entusiasmo l’iPhone da Amazon, trovare la scatola piuttosto pesante e scoprire che dentro c’era il telefono a rotella anni ’50.
Poi Koris sta sempre aspettando la reunion di blogger disadattate, nevvero?

6- Cosa manca al virtuale per essere meglio?

Che ti illude di avere gli amici a portata di mano, quindi quello che manca è il teletrasporto (codesta risposta fa parte del pacchetto Koris-romantica che sta andando in onda in questi ultimi tempi, non fateci caso)

7- E al reale?

I draghi. Gli unicorni. I fotomontaggi con l’ammiraglio Adama. Devo aggiungere altro?

8- Ti leggono persone che ti conoscono live o il blog è anonimo?

Certo, se no che gusto c’è? Salutiamo gli spettatori a casa, in particolare il Mathematicus del Nord che ci legge sempre e si firma Il Brutto.

9- Sei felice, in linea di massima?

Questa risposta sarà coperta dal frullio d’ali dei pipistrelli che tubano nella Koris-testa e che imperversano da dieci giorni a questa parte: ma sì, orribilmente sì.

10- Quali sono i commenti ai post che ti fanno girare i coglioni?

Quando la gente si mette a fare il grillo parlante e scorda di aggiungere “secondo me” o IMHO. Leggere un blog non significa conoscere una persona o la sua storia: è solo una pagina, il limite di un esercizio letterario. Un po’ poco per tracciare un profilo psicologico

Ecco, dunque. Koris non nomina nessuno perché ora non ha lo sbatto e le si fredda il pranzo.

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