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Il merdone pre-vacanziero

E quando eri quasi convinta che tutto andasse non per il meglio, ma almeno liscio-come-piscio (relativamente allo status “Isola di Lost” o “35 minutes” di Battlestar Galactica), ecco che arriva lui: il Cetriolone Cosmico, l’oloturia esistenziale, il merdone subito prima delle vacanze,
In realtà Koris ne aveva già avuto sentore mesi fa, perché i merdoni cominciano con una singola puzzetta. Quando Koris era andata a vedere sul suo spazio personale e risultava sempre attaccata al vecchio contratto dell’anno scorso e non alla sua azienda che lavora per l’azienda grande che lavora per Neutroni Porcelloni che al mercato mio padre comprò. Era marzo, le avevano detto che si era fatto tutto da poco, magari i sistemi non si erano ancora aggiornati. Insomma, c’era puzza, ma magari aprendo le finestre e cambiando aria si sarebbe dissipata. Forse urgeva anche cambiarsi le mutande, hai visto mai.
Ad aprile il contratto non era ancora aggiornato, la puzza di cacchina . Koris è andata a parlarne con la tizia che fa l’interfaccia fra le aziende e Neutroni Porcelloni.
“Ah, non è aggiornato? Strano. Ci guardo, se non ti dico niente significa che è tutto a posto”
Non se n’era più saputo nulla, Koris si era detta che ok, forse non c’era alcun problema. Livello del merdone: palline di cacca di capra, tante, piccole, persistenti e odorose.
A maggio iniziavano le potenziali scadenze, ma siccome il Koris-contratto risutava sempre concluso non esisteva nessuna scadenza. Colta da un impeto di follia, lo ha segnalato al CCC, al Commerciale Citrullo Certificato.
“Ma è normale che io sia sempre assegnata al vecchio contratto?”
“Ah, non so”
“Come sarebbe a dire ‘non so’? Il contratto dovrebbe cambiare oppure no?”
“Ti mando lo screenshot del contratto di un altro!”
“Cosa me ne faccio dello screenshot del contratto di un alro?!”
“Così sai com’è fatto e vedi se è uguale!”
“Non può essere uguale e in ogni caso sarebbe confidenziale…”
“Ah, vabbè”
E allora vabbè, che ti devo dire? Visti gli effluvi escrementizi che iniziavano a levarsi, Koris si è cautelata rispondendo per mail al CCC che lo screenshot non rispondeva al suo problema. Silenzio di tomba. Livello del merdone: parto coperto di buse di vacca fresche.
L’altro ieri: il CCC si sveglia mandando mail mettendo in copia Capi, MegaCapi, il papa e il Bey di Algeri dicendo che vuole fatturare e che Koris deve riempire le scadenze del contratto. Koris ha fatto presente che il contratto non si è mai aggiornato, quindi scadenze sticazzi. Il CCC, che quando gli si tocca la borsa va in panico, ha scritto al Capo dei Neutroni Porcelloni. Il Capo ha scoperto… cioè, non ha scoperto: il Koris-contratto, virtualmente firmato a febbraio, non si trova da nessuna parte. Non si sa bene come e perché Koris sia ancora qui. Livello del merdone: Golgotiano demone di merda.
Quindi ora come ora non si sa nulla. Koris sabato mattina parte in vacanza, in sua assenza può succede qualunque cosa. Il Capo è d’accordo che in ogni caso Koris se la vedrà dopo le vacanze. Forse è il caso di iniziare a mettere su casa nei Pirenei e valutare un non-ritorno finché qualcuno non avrà tirato lo sciacquone in tutto casino.

golgotiano

“Il risultato è quel mucchio di merda ambulante lì” (cit.)

Cazzate oneshot

Ore 14:50. Caldo torrido ma in calo, umidità galoppante, cicale fuori dalla finestra.
Koris guarda gli elettroni, gli elettroni guardano Koris (non le chiedono “Why modernism?” solo perché questa la capirebbe soltanto Iset).
Koris sa che ha una riunione dalle quattro e mezza alle sei che dovrebbe essere vietata dalla convenzione di Ginevra. Koris ha uno scazzo atroce per via degli elettroni che non si comportano bene.
Suona lo SmartPhogn.
È il CCC, il Commerciale Completamente Cretino, o il Cojonazzo Con Convizione, a scelta.
“No, non sono psicologicamente pronta a tollerare la minchiata numero non so quale sui rimborsi della macchina. No, non voglio sapere che non mi rinnovano il contratto qui. No, non ho nessuna voglia di organizzare una riunione per spiegargli della rava e della fava che tanto non capirà. No, non ho la forza per un’altra cazzata”
Però Koris non ha competenze da opossum e non sa fingersi morta. Al prossimo giro, come corso opzionale all’università, invece di fisica delle reazioni nucleari ad alta energia scegliamo tanatosi.
“Pronto, sono il CCC!”
Ma non mi dire. Per altro sullo SmartPhogn è memorizzato così.
“Va tutto bene???”
Al solito, andava meglio prima. Ma non possiamo ripetere ‘sta scenetta ogni volta.
“Ti chiamo per una cosa importante”
Vedi come sopra. Koris non è psicologicamente pronta, parlate con la segreteria telefonica, quella è sensibile e compiacente. E soprattutto, non umana.
“Sarebbe a dire?”
“Non so se funziona la tua casella di posta”
Qui la rosa delle risposte da elargire è talmente ampia da rendere ardua la scelta.
“In che senso non sai se funziona la mia casella di posta?”
E perché? Cosa dovevi mandare? Comunicazioni di licenziamento perché c’è grossa crisi? Statini dello stipendio? Sticazzi rotanti?
“Non hai ricevuto una mail ieri dalla direzione?”
“Sì, ma parlava del seminario aziendale”
Aka la vacanza aziendale, quella cosa metafisica di fantozziana memoria il cui solo nome invita a tenersi il più lontano possibile. Il CCC si illumina di immenso.
“Ah! Allora puoi dirmi se la hai ricevuta?”
“Sì, la ho ricevuta, ma…”
“Sicura sicura?”
“Sì, perché?”
“E hai risposto?”
No, la mail diceva espressamente di rispondere entro venerdì, non subito immediatamente qui e ora. Ed è una cazzata a cui comunque Koris risponderà no, in quanto quel week-end ah uno stage di speleo-soccorso. E anche se non ce lo avesse, preferirebbe passare 72 ore a spalare cacca di pipistrelli alla Salle des Phosphates piuttosto che andare in vacanza con l’azienda a fingere di divertirsi. Koris ha sviluppato un’intolleranza alle gite scolastiche dall’età di dodici anni, la pubertà fa brutti scherzi.
Ma anche la coglioneria non scherza. Perché telefonare per sapere se una mail è arrivata era già grottesco nei primi anni 2000, figurarsi ora, nell’epoca della mail con avviso di lettura. Manco la catanonna ultranovantenne, fra un po’.
“Non ho ancora avuto tempo di rispondere, stavo lavorando”
“Ok, ma la hai ricevuta, vero?”

“Ho sognato di essere un cretino”


“… sì”
“Bene, allora rispondi, eh, è importante”
“Ma dovevi dirmi solo quello?”
“Certo!”
Koris ogni tanto pensa di essere trollata. Non è possibile essere così coglioni senza accorgersene. Non può non esserci una premeditazione nella rottura di coglioni. È semplicemente troppo assurdo.

Paranormal coglionity

Punto della situazione a otto lunghissimissimi giorni dal campo al Gouffre Berger.
Qualche mariuolo si è introdotto nel parcheggio prima e nella macchina di Koris poi per fregarle un paio di occhiali da sole graduati da miope di marca sconosciuta e la penna usb con la musica. Cosa se ne faccia di tali tesori non è dato sapere. Parimenti non è dato sapere come si sia introdotto in macchina, essendo che non c’è segno di infrazione e la macchina è stata trovata chiusa il lunedì mattina. Gradita consulenza da Guglielmo da Baskerville.
Koris ha dovuto rendere Christine per esorbitante numero di chilometri. È stata dunque dotata di Christine II, stessa macchina ma grigia. Tale solenne passaggio di consegne ha comportanto un inevitabile scambio col CCC. Il succo della discussione:

  • Il contratto rinnovabile ma anche no, per la serie “chi ci capisce è bravo”. Riportiamo fedelmente lo scambio:
    “Ma c’è una speranza che il mio contratto a gennaio venga rinnovato, secondo te?”
    “Sicuramente verrà rinnovato! Io ne sono certo!”
    “E allora come funzionerebbe? Con quanto anticipo conviene muoversi per parlare con la controparte?”
    “Ah, non lo so, ma tanto il tuo contratto non può essere rinnovato”
    Se Koris non sta scrivendo questo post dal carcere per omicidio efferato è un puro caso;
  • le ore di straordinario, con annessa sceneggiata (e qui parte in automatico il a un dottor della mia sorte certe scuse, signorina). Perché se Koris fa ore in più l’azienda non ci lucra abbastanza, ma oh, il CCC è dalla tua parte. La proposta di farsele passare come ore di riposo è caduta nel vuoto cosmico perché “sulle tue ore di riposo l’azienda ci paga le tasse, quindi deve pagare il cliente, non si può fare, oh, quanto mi dispiace, battiamoci il petto assieme”. Mancava solo “Hanno ammazzato compare Turiddu“;
  • i chilometri di Christine II non sono comunque sufficienti ad arrivare a fine contratto. Koris ha cercato di negoziare di mettere in servizio la Ya(xa)ris per la metà delle indennità chilometriche che le spettano basta che smettano di romperle i coglioni. Toccato sul portafoglio, il CCC si è illuminato di immenso e ha detto “Ah, sì, certo!”. Poi si è incupito di nuovo e ha esclamato “No, se lo facciamo per te vorrebbero farlo tutti, non si può!”. Ma prima era sì! E ‘mo è no!

Tacciamo per decenza la scena in cui il CCC cerca le chavi di Christine II pur avendole in mano e cerca di rifilare a Koris le chiavi di Christine I. Koris, essendo stronza dentro, ha atteso la fine della pantomima senza dire niente.
Sul lavoro, Koris manca di pazienza e vorrebbe esplodere crani con l’imposizione delle mani. Il Russo sociopatico fa correzioni a un documento di quattro mesi fa. Correzioni inessenziali che fanno venire l’eczema. Nel mentre si cerca una composizione isotopica di un olio di origine aliena, forse. Così le simulazioni restano monche. Koris ha una gran voglia di urlare “io mollo tutto e vado ad allevare vongole!”.
Per la serie “ci sono le Masche“: sono spariti il porta occhiali da vista (no, non era assieme agli occhiali da sole) e il cavetto del lettore MP3. No, non erano in macchina. Il continuum spaziotemporale li ha inghiottiti senza pietà.
Mancano ancora otto fottutissimi giorni al Berger e può succedere di tutto.

Il biondo colpisce, il moro rapisce, il coglione sfinisce

Sottotitolo: Indiana Koris e i rimborsi perduti.

Proprio quando si osava sperare che il merdaio fosse finito e che ormai tutto potesse filare liscio sotto le ruote di Christine (sì, alla fine abbiamo deciso che ci piace Christine, Bis, fallo scrivere su tutte le mie valigie), ecco l’ingranaggio che si inceppa. Come quella volta che la bici Gemini si fece saltare il mozzo della ruota dietro di fronte alla stazione di Boulogne Centrale, col rischio di essere spiaccicati da autobus, macchine bolognesi incarognite, altre bici.
A Koris è arrivato lo sfavillante (come la carta stagnola) stipendio di febbraio e… nemmeno l’ombra di un rimborso. Ora, certi adepti del Benaltrismo potrebbero rispondere “Ma di cosa ti lamenti, Koris, pensa ai tuoi coetanei pagati coi voucher che certe cose se le sognano”. Ecco, anche sticazzi, visto che qui si è preso in parola Bennato e perché in nome del progresso della nazione, in fondo in fondo puoi sempre emigrare. Avete assistito a una nuova puntata di “Koris per il sociale”.
I promessi rimborsi che infiniti addussero lutti ai neuroni del Commerciale Chiaramente Coglione sono diventati fantasma. E Koris ha un solo modo di risolvere le cose in tal senso: con inaudita violenza. Perché l’azienda se lo prende a piene mani, il Nummus guadagnato col sudore di Koris. Il money, il cash, i petecchioni, chiamatelo come volete. Moneta sonante, insomma. E Koris ha anche firmato per averli. Avanti, non perder tempo, firma qua! È un normale contratto, è una formalità. Tu ci cedi tutti i diritti e noi faremo di te un divo da Hit Parade!
Fine del momento vintage, oggi gira così.
Da brava erede dell’Amperodattilo, Koris ha velocemente scartabellato fra i documenti dell’azienda e ha trovato la seguente dicitura: “Le spese di missione, quali che siano, sono rimborsate assieme alla paga del mese in corso o secondo la missione (fa fede la data di trasmissione).”
Prosa degna della Pizia presso l’Oracolo di Delfi, non c’è che dire. Tuttavia Koris ha sempre mandato i rimborsi il lunedì della settimana successiva, precisa come un micragnoso che rivuole indietro i suoi soldi. Poi è possibilissimo che all’ufficio contabilità fossero troppo prese col sudoku o con le nuove imperdibili offerte del Lidl per preoccuparsene. Ma Koris ha comunque diritto ad incazzarsi di brutto. C’è un’altra postilla: dai rimborsi fantasma, sono ulteriormente scomparsi gli otto euri al giorno di spese per il pranzo.
“Ma Koris!” tuonano i Benaltristi “Cosa vuoi che siano otto euri al giorno? Che micragnosa, i problemi sono ben altri”
Sì, ma otto euri al giorno sono 160 euri al mese che per sei mesi fanno la macchina fotografica nuova, per dire. E poi Koris ne aveva diritto prima, non è che ora si smezza il gasolio con la macchina di funzione e non mangia più. Soprattutto il documento dice che gli otto euri spettano eccome.
Koris ha domandato a ‘thieu se fosse più trendy radere al suolo l’azienda col napalm o col fuoco greco, ‘thieu ha proposto prudenza. Per il momento Koris ha per il momento lasciato i suoi eunuchi a mescolare pece, salnitro e calce viva e ha scritto a un altro dell’azienda chiedendogli se è normale farsi perculare a codesto modo. Qualora la risposta fosse no, Koris ha pronta una missiva che urla vendetta.
E missiva sarà, non telefonata blabla, carta canta, verba volant scripta manent, anche se il CCC non ci capirà una cippa e dovrà rileggersa sei volte sillabando le parole.
Qualora dovesse traccheggiare o tirare fuori argomenti a cazzo come “bisogna fare dei sacrifici, c’è grossa crisi”, Koris opterà per un ricorso vo fare a chi si deve. Perché, per citare un Orso parecchio politicamente scorretto, “prenderlo in culo con la rincorsa anche no”.

Aggiornamento delle 15:30. Chi si fa sentire dall’altro lato della cornetta? Il CCC.
“Ah, è vero, per i rimborsi ci siamo dimenticati. Ma la contabilità del mese è chiusa, quindi facciamo così: ti rimborsiamo con un mese di differenza fino a fine missione”
“Potrebbe non andarmi bene proprio per un cazzo”
“Ah, ma non so come fare! Ho parlato con le risorse umane, qui è tutto un delirio!”
Sì, nella tua testa. Quello sicuro.
“E per gli otto euro che ti sei contestualmente dimenticato?”
“Quelli non posso darteli”
“Eh no eh! Ce li avevo prima e ora non più? Devo prenderla come una retrocessione di carriera?”
“Ma non so come fare! Il controllo fiscale, la uallera dell’ursaff-iso 9001-quality check control-corpus christi-matrice QFD-avada kedavra…”
“E questo in cosa mi riguarda?”
“Ci stanno col fiato sul collo! Hanno detto che ci fanno 80000 euri di multa se…”
“Stammi a sentire, o escono i rimborsi per il cibo come promesso a me e a tutti, o la cosa avrà conseguenze”
Silenzio dall’altra parte dell’iPhone.
“Facciamo una nota spese”
“E per cosa, di grazia?”
“Uno spostamento con la tua auto personale”
“Che non ha senso, avendo io la macchina di funzione”
“Diciamo che era in revisione”
Balle su balle su balle. Doveva fare il raccattapalle come lavoro, questo qui. Koris sta per mettere giù e ritirarsi in bagno a snocciolare un rosario intimo di vaffanculi (presente Arya Stark con la lista dei dell’odio? Uguale, ma non finisce con Valar Morghulis, quanto con Vada Affanculis), quando il CCC la trattiene.
“E se no come va?”
Andrà meglio quando ti sarai cavato dal cazzo telefonicamente. Il tono del CCC non può che definirsi untuoso.
“Ce la fai per la consegna a fine marzo? Perché sai, a due mesi ci sarebbe da rendere il primo rapporto, così io posso fatturare…”
Ondata d’odio cocente a 8000 gradi, roba che anche il tokamak si lamenta del caldo. Koris opta per il registro glaciale.
“Vedo se mi riesce. Sai, ho tanto da fare”
In realtà il documento in questione è stato consegnato dieci giorni fa, ma col cazzo che Koris te lo dice. Te lo dirà il giorno prima alle 22:55, così, per crogiolarsi nella tua sofferenza.
“Ti mando subito la lista, così sai come mi serve che tu consegni!”
Chiude la telefonata. Manda una mail. La Koris-casella di posta reagisce così: ATTENTION: This email contains a potentially unsafe attachment. Forse per una volta ha ragione l’antivirus.

Non vedi che è un vero affare,
Non perdere l’occasione,
Se no poi te ne pentirai…

Vaccino contro la coglionaggine

Antefatto numero uno: Koris è stata bambina negli anni ’80/90, un’epoca in cui le mamme non avevano l’internet. Ergo le cagate degli antivaxxer non cricolavano, ergo ci si vaccinava. Quindi Koris è stata vaccinata contro un sacco di cose, questo perché l’Amperodattilo è smart. O, secondo alcuni, perché Big Pharma passava le mazzette.
Antefatto numero due: Koris da bambina non ha mai fatto la varicella. Mai. Manco quando l’ha avuta Orso. Manco quando ce l’avevano i compagni di scuola. Forse all’epoca i Koris-anticorpi erano addestrati dal Sergente Maggiore Hartmann.

metro

“Vi ammazzo di ginnastica, vi faccio venire i muscoli al buco del culo!” (sì, Koris quand’era bambina guardava “Esplorando il corpo umano”)

2016, present days.
La tizia che si chiama come un’insalata confabula con Binomio. Se ne esce che fra i figli di alcuni tizi che lavorano lì c’è una sorta di epidemia di varicella. E alcuni dei colleghi di Koris non la hanno fatta.
Koris interloquisce nella conversazione.
“Ma scusate, ora non c’è un vaccino contro la varicella?”
Binomio guara Koris come se stesse parlando di riti porno-satanici in onore del dio assiro Pazuzu.
“Sì, ma sai, un vaccino ha sempre dei rischi. Non sai mai quello che ti iniettano, vai a sapere le conseguenze. Meglio ch i bambini facciano la malattia come vuole la natura…”
Mabaffangulo, minchione. E hai anche studiato. Certe cose uno se le aspetta dal SonnoDellaRagione, che sosteneva che l’antitetanica con dentro l’alluminio gli aveva fatto venire l’asma, il rachitismo e… che ve lo si dice a fare, è scontato.
Sarebbe difficile rispondere una cagata peggiore, ma la tizia-insalata ce la fa.
“Sì, sappiamo che esiste, ma è già uno sbattimento stare dietro alle vaccinazioni obbligatorie di mia figlia, quelle consigliate me le evito volentieri”
Tu non sei l’apoteosi dell’egoismo, vero? O forse è la visione di Koris che c’ha l’autismo a causa della trivalente.
Koris a questo punto dice che lei non ha mai fatto la varicella e che quindi chiederebbe un po’ di cautela. Che d’accordo che non si trasmette per interposta persona, ma qualora gli adulti si ammorbassero Koris preferirebbe evitare. Binomio la guarda come… come prima, via.
“Ma non è normale che tu non la abbia mai avuto”
Eh, oh, Binomio, spiegalo tu ad Hartmann.

anticorpi

“Chi è quel virus checca pompinaro che ha firmato la sua condanna a morte? Ah, non è nessuno, vero? Sarà stato l’Escherichia Coli buono del cazzo!”

Però magari metti che Hartmann in trent’anni è andato in pensione. E poi del resto non si può tuonare contro gli antivaccinisti sull’internet e poi fare finta di niente. Koris fa la cosa che non fa mai: telefona al medico. Anche se è una cosa che Koris odia visceralmente. No, effettivamente c’è una cosa che odia di più: le punture.
“Qui c’è gente che ha bambini appestati e che potrebbero diventare dei potenziali appestatori. E io per l’estate avrei altri progetti. Che faccio?”
“Se passa nel pomeriggio la buco al volo e non ci si pensa più”
Risparmieremo il siparietto che potrebbe essere copiaincollato dallo stesso scenario vaccinistico verificatosi con Koris dall’87 in poi. Diciamo che ha dovuto convincersi tantissimo che era per una buona causa.
Forse ve lo raccontiamo con la seconda dose. O con il richiamo dell’antipolio il ritorno&la vendetta che si vede che davano gratis. Peccato non esista anche un vaccino contro la coglionaggine, che visto quello che gira in ufficio Koris se lo farebbe anche.
Comunque, se domani Koris si sveglia autistica, verde o con un tentacolo in mezzo alla fronte, sapete il perché.

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