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Domenica di novembre

In questo ultimo periodo, la trascuratezza blogghistica si riassume più o meno così: quando Koris aveva l’ispirazione per scrivere qualcosa, non era il momento. E quanto era il momento, Koris era così a rondelle che dormiva.
Quindi solito post esticazzistico riassuntivo.
Il lavoro sui neutroni promette di essere interessante e risvegliare vecchie memorie ormai perdute nel tempo, ma farsi ogni giorno 70 km all’andata, 70 al ritorno e annessi ingorghi marsigliesi potrebbe essere fatale sul lungo periodo. Ciò nonostante, Koris ha un piano. Come i Cyloni, ma con Caprica 6 in versione ciospo.Tornare in ufficio dopo tre giorni di intenso meeting su cose interessanti genera istinti omicidi. Anche senza una vera e propria causa scatenante. Si tratta piuttosto di una sorda voglia di rispondere “andatevene affanculo” al “buongiorno”. Tanto un’occasione per fanculizzare si trova, alla peggio si pesca negli arretrati.
Andando al lavoro giovedì mattina, Koris è scivolata in una buca gravitazionale del marciapiede. La frattura nello spaziotempo è scomparsa subito dopo, il dolore alla caviglia destra no. Koris ha proseguito zoppicando come un’anatra, dicendosi che così aveva un ottimo pretesto per non alzarsi dal divano per tutto il fine settimana.
Tralasceremo in questa sede ogni commento legato all’assenza di ‘thieu per questo fine settimana, visto che Koris millanta di avere ancora una dignità.
Koris ha finalmente avuto il tempo di andare all’Ikea a recuperare i pezzi mancanti. Eviteremo di fare un Game of Bidet al proposito. Si è temuto dovesse consumarsi un nuovo dramma alla vista di un’astra di due metri che non sarebbe mai entrata nella Ya(xa)ris. Ma la macchina di un fisico gode dell’accesso a dimensioni alternative, per cui l’asta è entrata. Koris ha comunque sfogato la sua ira repressa sulla cassiera che insisteva per farle ri-pagare i pezzi. Pàgati stocazzo, insomma.
Le sessioni di gioco di ruolo ormai hanno perso qualsivoglia parvenza di serietà avessero mai avuto. Ormai non è una vera sessione se non si installa telepaticamente nella testa di qualcuno un motivetto, possibilmente sconcio, destinato a non uscirne mai più. Tutta gente compita, insomma.
Koris ha deciso di passare la domenica di novembre come una persona qualunque: allontanandosi dal divano il meno possibile. Tanto deve finire di elaborare le foto e giocare ad Arx Fatalis, uno dei ritrovati giochi di ‘thieu (il quale aveva negato qualunque coinvolgimento videoludico prima di essere sburgiardo da due incontrovertibili cofanetti pieni di giochi vintage, per la gioia di Koris).
Forse più tardi farà una torta e si degnerà di preparare lo zaino, visto che domani deve partire per Gif-Nel-Nulla-Cosmico, a godersi la piacevolezza dell’autunno nell’Ile-de-France.

Flying to a better place

Koris-foto fuggita dal mucchio selvaggio.

 

Stime

Piccolo problema di calcolo mentale: facendo riferimento alla figura riportata sotto, da quanto tempo Koris non degnava di fare un bucato degno di questo nome?

bucato

Corda da stendere in overbooking

Quesito opzionale: quante sono le probabilità che venga giù il diluvio universale, dati questi presupposti?
Comunque sia, Koris è viva, sta facendo molti respiri profondi per rimettersi a posto e per viziarsi se ne va ad arrampicare in palestra, in barba al vento. E la prossima volta vedrà di non lasciarsi accumulare sei mesi di bucato in attesa di un miracolo.

Poteva andare peggio

Poi arrivano quelle domeniche in cui il sole gioca a nascondino fra le nuvole grigie e soffia un vento umido di cui si farebbe volentieri a meno. Quindi che si fa, con un meeting fra una settimana? Si lavora. E si pulisce casa perché è una chiavica e gli scarafaggi non spuntano più perché la trovano repellente. Pure gli scarafaggi, sì.
E ci si ritrova a  lanciare una lavatrice con una mano, mentre calcoli l’area efficace del rivelatore. Oppure passi l’aspirapolvere sul tappeto meditando sull’analisi multivariata.
Tutto questo può portare a meditazioni perverse. Come domandarsi se in qualche universo parallelo c’è una versione alternativa di sé stessi che ha accettato un lavoro alle poste e ora sta cucinando una torta per i suoi quattro figli. O un’altra che ha scoperto una vocazione per l’alta finanza e adesso sta dormendo nel suo attico, per recuperare una notte brava nella movida milanese. Ecco, no, quest’ultima versione non può esistere, sarebbe una Koris talmente assurda che la realtà collasserebbe in una nuvoletta di impossibilità.
Comunque ci si trova nella versione “fisico” dell’universo, per cui si lavora.
Nel frattempo si cerca di entrare nella modalità buone notizie. Ci sono 72 ore per farlo. Troppo poche, altroché.
Verranno risparmiate tutte le riflessioni quali “la mia tesi fa schifo”, che tanto non sono costruttive.
Dal tappeto sta uscendo qualunque genere di schifezza, persino rifiuti che non sono mai entrati in casa Koris. Si direbbe che la ‘ndrangheta ci nasconda le discariche abusive. Per non parlare della scena surreale in cui Koris usa la katana come battipanni. Il tutto cantando “Radio Ga Ga”.
Poi c’è Orso che si è messo a fare il grammar nazi sul blog. Unico commento fattibile: belin. Se Orso fa il grammar nazi siamo fregati. Parimenti se Orso legge veramente il blog. Belin, la querela!
A proposito di blog, abbiamo trovato il responsabile dell’errore SQL assurdo che ammorbava i post da qualche tempo. Ora è stato estirpato e sostituito con qualcosa che si spera sia più agevole. Ai commentatori l’ardua sentenza.

bucato

Bucato. Tanto per far fesso il plugin, ah!

Dal tavolo lo sguardo ammonitore dell’affitto da pagare. Ma forse lo si può ignorare ancora per qualche giorno. Forse.
Ma tutto sommato potrebbe anche essere una giornata peggiore. Potrebbe piovere.

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