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Incertezze e smarrimenti

Il Koris-cervello è confuso. In questa fine di atroce 2020 con tanto di in cauda venenum finale, Koris non sa bene che pesci pigliare. Sapendo che a lei il pesce in linea di massima fa pure schifo. È la solita situazione per cui ci si trova nella totale incertezza e nella forzata attesa, si vorrebbero notizie subito immediatamente, e invece ciccia. Quindi si soffre, situazione ormai abituale per l’essere umano del 2020.

Per il Natale non si sa niente di niente ma di niente proprio niente. Sul fronte italico, il DPCM è sottoposto a esegesi biblica con tanto di commentari dello scoliaste, ma resta pur sempre l’acronimo di un bestemmione. Frontiere apertochiuse, tampone sì tampone no se famo dù spaghi, quarantena ma tanto chi ti controlla: insomma, il solito bordello tricolore col verde. Sul fronte francese invece le cose sono più chiare: non si sa e non si saprà una fava fino al 15 dicembre o una data limitrofa. Per ora ci si può muovere di 20 km attorno al domicilio, quindi a meno di compressioni dello spazio-tempo, arrivare alla frontiera potrebbe essere complicato.

Lo smarrimento talvolta si muta in ira e allora Koris guarda compilation di Barbero che incita alla barbarie. Il direttore Gran. Lup. Mann. Figl. de Putt. di Neutronland ci mette del suo inviando mail in cui si straccia le vesti per la situazione attuale di grossa crisi, perché lo smartuorching è un lavoro a metà (deve essere amico di un certo sindaco milanese) e spera che si possa tornare tutti a scambiarsi i germi in presenza il prima possibile. Poi giungono mail della divisione sicurezza, pagata moneta sonante, che ha idee geniali come cambiare il colore dei cordone del badge a seconda del contratto. Essendo i colori scelti azzurro, viola e verde acqua, si tratta chiaramente di un complotto contro i daltonici. Perché in fondo funziona così, si riduce la massa salariale per meglio spendere i soldi in gigantesche stronzate. Non siamo a livello di Neutroni Porcelloni ma ci avviciniamo a grandi passi.

Il senno di Koris, che figura di nuovo fra gli oggetti smarriti, si fa vivo solo per domande esistenziali, quali “e fra meno di due anni cosa facciamo?”. Koris vorrebbe avere un piano B e se possibile anche un piano C e D, ma si ritrova invece a riflettere sull’inutilità dell’esistenza umana e sul danno portato dall’avere un minimo di speranza. Quindi si convince che va male e può andare solo peggio. Poi piagnucola perché pensa che l’anno scorso la vita sembrava aver preso una virata giusta, solo per trovarsi di fronte un’onda anomala.

L’unica cosa positiva in tutta questa presa a male è che Koris sta (ri)scrivendo un sacco. Probabilmente male, ma comunque un sacco. Capace che diventerà una di quelle casalinghe frustrare che scrivono pattume autopubblicato su Amazogn e si credono grandi scrittrici incomprese. Questo di tanta speme oggi mi resta.

E sì, come dicono sul tuitter, trigger warning: il blog potrebbe trasformarsi di nuovo in un posto di blog-terapia con cose diversamente allegre, la cui unica risposta sarebbe “i problemi sono ben altri” (il coviddi, la grossa crisi, la pace nel mondo, i marò…). Però Koris è ancora al comando almeno qui dentro, per cui statece o defollouate con una solerte puliZia kontatti!!11!!

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