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Paguro paraculo e altre amenità

Tanto tempo fa, quando l’internet era un posto migliore e i social network servivano solo per scopi sordidi e zozzi, fra i blogger che non postavano solo gif soft-core (rip Splinder insegna agli angeli come mettere online culi glitterati) c’era la moda, una volta al mese, le chiavi di ricerca più deliranti recensite. Poi il mondo divenne quello che è oggi, pochi cercano e tutti stanno sul feisbuc a cliccare anteprime di link complottari. I blogger, quelli che ne hanno fatto un lavoro, ora si chiamano influenzer e questo vairus gira da troppo tempo per rispettare le tradizioni.

Tuttavia ieri Koris ha scoperto che, nonostante il decesso di ShinyStat (o la sua evoluzione in strumento di marketing online, non vogliamo saperlo), WordPress tiene una minima traccia delle chiavi di ricerca. Molte se le perde, ma non tutte. Koris è andata a controllare le sue, giusto per verificare se è sempre cercata da inveterati feticisti.

piedi femminili che meraviglia: meno male che sei sempre qui, assiduo lettore, temevamo che ti fossi perso nei meandri del web. Invece semper fidelis dai tempi di Splinder. Siamo commossi.

E anche voi, vecchi zozzoni che siete giunti qui chissà perché. Siete sempre i nostri feticisti preferiti.

Abbiamo poi una new entry potentissima che non poteva essere altrimenti e che saremmo stati molto delusi se non si fosse palesata: la minchia di mare. Cercata anche nelle sue varianti ortografiche e sotto il nome di pesce minchia. Le oloturie sentitamente ringraziano e noi ringraziamo SangueDiPorco che ha portato il mattone fondamentale a cotanta conoscenza.

Abbiamo anche svariate variazioni a base di lasciare il dottorato, fino a pesanti affermazioni quali con il dottorato si perde tempo o dottorato merda. Fa piacere che anche a distanza di anni il blog resti un faro nella notte per dottorandi-Pokémon disperati e disillusi. Fatevi forza, un giorno uscirete da questo inferno. Per entrare in uno peggiore.

in estate non mettevamo le mutande perché no, ognuno fa le sue scelte. Grazie di averci reso partecipi sotto forma di chiave di ricerca.

Qualcuno ha cercato qui rincoglioniti nel metro’ quando basta(va) andare nel metrò marsigliese per trovarne a volontà. Almeno, prima del vairus, è possibile che ora come ora non ci sia molta gente nel metrò marsigliese…

Chi ha cercato un sacco di cazzate wordpress o anche cazzate confuse wordpress forse ha trovato quello che voleva. Nel caso, ce lo faccia sapere che siamo sempre interessati al customer service.

se in svizzera sono le 7:40 del mattino che ora e in perù domande esistenziali.

La chiave di ricerca che ha attratto l’attenzione di Koris è comunque salento paguro paraculo. Paguro paraculo. Sentite come suona bene, paguro paraculo. Chissà perché nel Salento.

Una bacchettata sul bon ton arriva da è offensivo dire andare a dormire come le galline. In effetti potrebbe essere da specisti, cosa sono questi pregiudizi sulle galline? Anche le galline hanno diritto al rispetto. All galline are beautiful e vanno a dormire quando cazzo le pare, ancora con questi modi di dire discriminatori. Niente da aggiungere.

La Disney ci consegna la chiave aurora e filippo marpione. O almeno, Koris ha pensato a “La bella addormentata nel bosco”, in cui il principe è un po’ un marpione, un po’ viscido e forse anche un po’ stalker. I sani principi di una volta, insomma.

Consigli medici per si può mangiare la raclette con l’orticaria. Non s’è capito se sia un’affermazione o una domanda. Nel dubbio potete usare la raclette come crema per l’orticaria e poi dirci come va.

Una cosa un po’ misteriosa è scoraggiare i ragni con feng shui. Insomma, metodi di disinfestazione omeopatici e animalisti.

non puoi mica pretendere che lavori!, chiave di ricerca adeguatissima in questi tempi di smart working, confinamento e nessuna motivazione in nessun senso.

E questo è quanto. Magari non ogni mese, magari non con regolarità, ma forse ogni tanto Koris tirerà fuori dal cappello le chiavi di ricerca più assurde, come se fosse un 2008 qualsiasi. Nel frattempo state in gamba, cari paguri paraculi.

Il sonno della ragione: il Criptoanarchico

Il motto di codesto disgraziato XXI secolo potrebbe essere “nel segreto della cabina Google di vede, Stalin no”. Che poi la cabina sia elettorale, dei bagni a Milano Marittima o della doccia, importa poco, tanto coi tempi che corrono un selfie non lo si nega in nessuna condizione. Ne consegue che le nostre vite digitalizzate sono tutte spiate, i nostri movimenti tracciati, le nostre calorie facebookizzate, la nostra privacy inesistente. Google sa tutto di tutti.
C’è qualcuno che consulta tutte le nostre attività. E si fa due coglioni così.

“Ho deciso di smettere di usare il mio account Gmail, mi sono cancellato da GooglePlus e ho eliminato tutto ciò che avevo su GoogleDrive. Così Google non potrà più sapere quello che faccio” annuncia trionfale il Criptoanarchico dopo una serata passata al computer. Da Mountain View, Google risponde con “estigrandissimicazzi”.
“E ho anche cancellato tutta la mia cronologia di Facebook. Però l’account lo tengo per mantenere i contatti con certe persone”
Uno a zero per Mark Zuckemberg, palla in centro.
“E come conti di fare con la mail?” chiede Koris, che muore dalla voglia di proporre una soluzione vintage, come un indirizzo di Yahoo! o peggio, di Lycos.
“Non posso passare per nessun servizio conosciuto, fanno tutti rapporto a Google e io non voglio che Google mi legga le mail”
Da Mountain View tuona un secondo “estigrandissimicazzi”, così potente che Koris ne percepisce un eco e chiede:
“Scusa, per quale ragione Google dovrebbe leggere proprio le tue mail? Non fai parte di una cellula terroristica, che io sappia”
“E se fare l’orto coi propri semi senza comprarli diventasse illegale? Lo scriverei al mio amico Jé e Google lo saprebbe!” (n.d.K. Giuro, disse così, relata refero)
“E quale sarebbe la soluzione, piccioni viaggiatori a parte?”
“Ho creato un mio server con la possibilità di avere quattro indirizzi mail, da usare strettamente sotto pseudonimo”
“Per me non è un problema, io ci vivo sotto pseudonimo”
“Un indirizzo è per me, due per Jé e la sua ragazza e il quarto per mio padre quando dobbiamo comunicare” Leggasi fra le righe: Koris, di te che minchia me ne fotte? Ma sorvoliamo. “E quando comunichi con me, metti sempre il destinatario nascosto. Poi sinceramente dovresti smettere di scrivere il tuo blog, non è bene che la gente sappia di te. Al massimo usalo per fare propaganda”
Questa volta il grido di battaglia “estigrandissimicazzi” viene da Koris e non da Mountain View, assieme a un coro cyberfemminista a base di “il blog è mio e me lo gestisco io”. Tanto a spiare Koris ci si annoia e basta.
Ma mica finisce qui. Altrimenti la vita sarebbe stata troppo semplice. Pochi giorni dopo il Criptoanarchico torna alla carica.
“Ho deciso di chiudere il mio conto in banca, anche se purtroppo dovrò aprirne un altro per il lavoro. Ho bisogno del tuo aiuto: avevo ancora trentasette euro sul conto vecchio e li ho fatti versare sul tuo”
Koris si esibisce nella faccia del What The Fuck. Spiegazione:
“Non voglio che facciano il legame fra i due conti, qualora avessi degli altri debiti che mi sono dimenticato di saldare”
“Genio, non per dire, ma entrambi i conti sono intestati allo stesso nome, non è così difficile rintracciarti”
“Intanto rendiamogli la vita difficile. Ah, preleva quei 37 euro dal tuo conto e dammeli in contanti. Mi raccomando, nessuna operazione col mio conto nuovo, non voglio che si sappia che ho legami con te”
Certo, perché se si può scegliere fra avere a che fare con Koris e con Josef Mengele, forse è meglio Mengele. Il Criptoanarchico si esibisce in un sorriso.
“Comunque non credo che terrò soldi sul conto, a parte un minimo perché non lo chiudano”
“Ma non mi avevi detto che volevi ammassare un gruzzolo per i tuoi progetti agrcoli (n.d.K. spoiler di una della prossime puntate)”
“Certo, ma mica voglio tenerli in banca dove tutti sanno quanto ho. Meglio averli in casa, ben protetti, e pagare tutto in contanti. Che ogni volta che usi la carta di credito ti tracciano, quindi possono ricostruire i tuoi spostamenti. E sapere quello che compri. Pensa se comprare bio diventasse illegale: per colpa tua, ci faremmo beccare subito”
Perché Koris di dimentica puntualmente di prelevare e poi l’Amperodattilo la ha cresciuta male, sempre col bancomat in caso di bisogno. Nel mentre il Criptoanarchico cerca un nascondiglio per il malloppo. Il materasso tanto caro ai catanonni è troppo mainstream. Il malloppo fu tenuto per qualche tempo nel lettore cd di un computer rotto, ma sarebbe stato preda con sopresa di eventuali ladri.
Un giorno Koris aveva difficoltà relazionali con lo sciacquone. Stava per venire alle mani con l’attrezzo, quando si materializza il Criptoanarchico.
“Lascia, faccio che è delicato”
“È uno sciacquone ordinario, mica di cristallo”
“Ci sono i miei risparmi dentro”
Avete capito benissimo: il malloppo stava dentro lo sciacquone. Centinaia di euri nella sfera di influenza del cesso.
“Non è geniale? Li ho ritirati giorno per giorno sempre allo stesso bancomat, così la gente sa solo che vado lì e nient’altro, e intanto il mio conto è vuoto. Li ho messi in due bustine di plastica stagne perché non si bagnino. Così i ladri non li troverebbero mai e se ci fosse un incendio sono al sicuro!” il Criptoanarchico prende un’aria di superiorità “Tu intanto puoi sempre continuare a farteli rubare dalle banche”
Ovviamente, ça va sans dire, non potendo domiciliare le bollette nella cassetta del water, andava tutto sul pingue conto di Koris (“va bene che tu lo faccia però non dovresti, lo stato così può rubarti i soldi quando vuole” minacciò il Criptoanarchico). Ma questa sarà la storia di una prossima puntata.

P.S. Onde evitare di spannocchiare ulteriormente annessi e connessi al lettore, sono state omesse tutte le teorie circa la malignità del mutuo in favore piuttosto del prestito familiare. Qualora la famiglia non avesse disponibilità economiche di cui disporre sul modello dei Fugger, il malcapitato si attacchi al tubo del gas. Riportiamo un commento al volo di Orso: “Non ci fossero state le banche, belin, a quest’ora Cristoforo Colombo col prestito familiare avrebbe avuto una casa qui dietro sulle alture di Legino e tanti saluti, belin!”.

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