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Insonnia, cervelli fuffosi e tutto il resto

Ah, che bella l’estate marsigliese, lu mari, lu sole, li motorini che fanno avanti a indietro nelle vie per tutta la notte. Koris continua a non capire la necessità di smotorare in pieno centro cittadino ad orari in cui i mortali dormono, però ammette che potrebbe trattarsi di un suo limite. Non che la cosa dovrebbe darle fastidio, tanto Koris non dorme; da qualche anno l’insonnia ha spodestato i sandali in quanto must imprescindibile dell’estate. Forse è colpa del cuscino, cosa che potrebbe fare di Koris una sorta di principessa sul pisello (evitiamo la facile ironia). Forse è colpa di tutti i cazzi che le girano per la testa (e anche qui evitiamo l’ironia). Vabbè, questo giro di frase ci sta portando in un cul-de-sac (non se ne esce da ‘ste metafore sporcaccione, aiuto!), riformuliamo. Koris ha deciso che deve cambiare cuscino perché l’Hampdan Ikea (ammesso e non concesso che si chiami così, visto l’andazzo potrebbe anche voler dire “testicoli” in svedese) classe 2019 è sfatto, l’imbottitura in sintetico si conglomerata in fiocchi che migrano in tutte le direzioni, anziché restare sotto il Koris-cranio. Si è quindi deciso di fare una cafonata e spendere cifre indegne per un cuscino in lattice della consistenza del marmo, quadrato perché qui in Francia vanno così e l’OCD impone una simmetria della biancheria da letto. Solo che ‘sta merda di cuscino non si trova. Se si trova online si richiedono cifre per cui sarebbe meglio prima vedere cammello, o piuttosto toccare cammello. Venditori di cuscini fisici manco a parlarne, sono spacciatori solo di merda sintetica. Koris è intrappolata in questo loop che genera insonnia che genera la necessità di una soluzione che genera il loop. S’è già detto che non se ne esce.

Nei rari momenti in cui l’imbottitura non migra, il Koris-cervello è ingombro di qualunque cosa possa generare un esepoitenepenti. Un piccolo Padre Maronno nell’ipotalamo, insomma. Koris è preccupata per la conclusione dello stage di Stagista J (che al contrario non è affatto preoccupato, beata gioventù), perché i dati sono sconclusionati, gli strumenti non funzionano e si rischia di non cavare un ragno dal buco. Per inciso, ieri c’è stato una sorta di Royal Rumble Koris vs i tecnici, perché l’una vorrebbe fare dei test con l’acceleratore, gli altri rispondono che tanto l’acceleratore si scassa, tanto vale aspettare dopo le vacanze. Guest star la Capa che millanta di voler dare una mano e invece se ne sta fra i piedi. Complice l’insonnia, Koris non capisce più nulla e sclera per lo stage di Stagista J come se fosse il suo, e chiunque bazzichi questo blog dal lontano 2010 dovrebbe sapere quanto ampi siano i margini di sclero di Koris (ah, cattività bernese, quanto NON ci manchi).

Koris aspetta mail che non arrivano. O forse sono lettere e non arrivano perché le poste marsigliesi fanno schifo. O forse fa schifo lei ma non glielo hanno ancora detto. Intanto su LinkeCoso arrivano ogni tanto mercanti di carne con allettanti del genere “il suo profilo è perfetto per lavorare in appalto su Neutroni Porcelloni, perché non torna?”. Boh, non so, amico, ma se ci fossi stata così bene forse ci sarei rimasta la prima volta, no? Insomma, thanks but no thanks, anzi proprio sticazzi.

‘thieu riesce ad essere stanco ed esagitato assieme ed è in effetti una bella performance. Troppo stanco per le faccende di casa, abbastanza esagitato per voler partire tutti i week-end a fare cose più o meno speleo, che richiedono logistica arzigogolata. Le serate trascorrono fra cercare di svuotare il cesto della roba da lavare e zaini da preparare e caricare in macchina. Che poi si tratta sempre di caricare macchine, solo che alcune hanno quattro ruote, altre un cestello. Stiamo divagando di nuovo? Probabile, ma Koris ha quattro ore di sonno all’attivo e forse uno zaino pieno di mutande da lavare in macchina, sperando sia la macchina giusta. Non è ancora chiaro se oggi ‘thieu passi a prenderla a Neutronlad per andare nel Vercors, se debbano ricongiungersi in un punto intermedio per andare quindi nel Vercors, o se non si vada affatto nel Vercors. Poche idee, ma confuse.

L’editor del romanzo è in silenzio radio. Koris non si sente di dargli torto, visto che è alla fine del romanzo e quella parte fa schifo. Come tutto il resto, probabilmente. Vabbè, un giorno ne parleremo anche su questi blog ma non è questo il giorno.

Se potesse Koris si estirperebbe il cervello e lo lascerebbe in formalina per un po’, tuttavia i migliori esperti nel campo sostengono che sia una pratica non reversibile e pertanto sconsigliata. Però sarebbe bello avere un diritto alla disconnessione della fuffa nel cervello.

I flash dal Viet-fottuto-Nam

Da quando, qualche giorno fa, un mercante di carne (si chiamano così le aziende che mandano gente a lavorare per altra gente) si è fatto vivo per proporre un contratto in subappalto a Neutroni Porcelloni, Koris è andata fuori di testa. Non è stata nemmeno una cosa molto ragionata, “manco a li cani” è uscito d’istinto. Tuttavia è uscita anche tutta la melma che forse era confinata o forse no; insomma, la copertura di menzogne va-tutto-bene-per–ora è crollata e no, non va bene un tubo.

Koris si ritrova presa da momenti di panico a ripetersi “non voglio, non voglio, non voglio”, che riguarda un po’ l’essere disoccupata fra 16 mesi, ma ancora di più il lavorare senza alcuna soddisfazione, facendo una vita assurda, guidando per due-tre ore al giorno ed essendo sempre stanca. Koris si sveglia di notte pensando che deve assolutamente dormire o le prenderà il colpo di sonno in macchina, poi si rende conto che la situazione non è più la stessa e che ora come ora non ci sono tragitti al volante, cerca di tranquillizzarsi e quindi le viene l’ansia perché andrà a finire che dovrà tornare su Neutroni Porcelloni con un contratto-capestro. Che quando per chiunque altro sei troppo vecchia e troppo fuori profilo, oppure quando per un posto pensato per te trovano qualcun altro che è più bravo ad essere te, beh, è o quello o un luminoso futuro di disoccupazione e mensa dei poveri, a cui conviene elargire donazione a mo’ di investimento per l’avvenire.

Il clima aiuta? Ma manco per il cazzo. ‘thieu è stanco e di umore terrificante per via della situazione sanitaria e del buffone dell’Eliseo che propina “il faut vivre avec le virus”. Che poi anche lì bella poetica, siamo passati dal “nous sommes en guerre” a “massì che ce frega, il vairus c’è ma a noi ce lo puppa, l’importante è l’economia”. E alla fine l’economia sticazzi, visto che non ci sono segnali positivi e chissà cosa succederà. Trallalà. Gli unici tranquilli sono i Koris-colleghi dallo stipendio di giada e dal posto fisso incrollabile, che in smart working dalle loro villette in campagna si lamentano giusto dei progetti che non avanzano. Vabbè, qualcuno deve pur essere felice o meno a pezzi.

Al lavoro ormai Koris non sa nemmeno più in che anno siamo, cosa deve fare, perché lo deve fare. Se non ci fosse stagista J forse Koris passerebbe le giornate a fissare il muro; tanto gli spettrometri non vanno, il progettone di Obi Wan Kestronzo sarà ritardato oltre il termine del Koris-contratto, la motivazione è inesistente. In questo limbo sospeso Koris ha i flash del suo personale Vitenam nel biennio 2017-2019: rivede il MegaCapo che dice “I am not listening, your opinion does not interest me”, le tornano in mente dolorosi dettagli sopiti come i file Excel da 2000 righe, si trova a pianificare conti che non deve più fare, pensa a dove ha lasciato una macchina-cesso che non ha più. Un po’ come in Gatti Veterani, solo che non fa ridere. Ogni tanto il cervello si ripiglia in tempo, ogni tanto no e tocca cercare una qualunque cosa concreta per accorgersi del presente. Che si rivelano per nulla rassicurante, quindi da capo al fine. C’è serenità.

Koris è la solita esagerata? Di sicuro, dai, lo sappiamo che c’è chi sta peggio. Ma intanto sta così e non è che possa raccontarsi più di tante frottole al riguardo.

Potrebbe quasi essere un suggerimento sensato da inspiroBot

No futuruuuu

Buongiornissimo da Koris e dalle sue quattro ore di sonno. Che potrebbero essere anche tre, non è ben chiaro, i passaggi a un certo punto si fanno nebulosi. Alle dieci, mentre Koris guardava “Death Note” prendendo lezioni di cazzimma, ‘thieu si è messo a pigolare che era ora di andare a dormire; ‘thieu è un meraviglioso essere umano che ha bisogno delle coccole per addormentarsi, quindi si piazza a quattro di bastoni nel letto e russa appena ha deciso di averne avute a sufficienza. Il Koris-cervello, al contrario, ha captato il segnale orario delle isole Tuvalu ed era più arzillo che mai, soprattutto per un allenamento di overthinking intensivo. Verso le undici Koris insonne se n’è andata nell’altra camera perché si rigirava come una frittata e ‘thieu russava. Ha atteso. Ha atteso ancora. Ha atteso ancora e ancora. All’ora che si scoprì essere mezzanotte si è alzata ed è andata a prendere il computer perché se sei insonne tanto vale portarsi avanti con le serie. Koris ha guardato due puntate di “The Crown” nell’assurda convinzione che le avrebbero fatto venire sonno; in realtà, visto che odia un po’ tutti a turno, ogni volta che guarda “The Crown” Koris ha le energie sufficienti per rovesciare la monarchia, venendo a nuoto dalle sopra citate isole Tuvalu (ieri sera si è trovata d’accordo con la Tatcher e non solo perché impersonata da Gillian Anderson, direi che non si può fare peggio). Alle due Koris ha detto anche basta Netflix che c’abbiamo una dignità. Peccato che non c’abbiamo sonno. È seguita (almeno) un’ora di rigiramenti e piagnistei, con tanto di discesa nel gorgo nero che si fa sempre più vicino. Colonna sonora di motorini in strade perché il coprifuoco alle 18 è per gli stronzi. A un’ora imprecisata Koris si è addormentata per svegliarsi devastata alle sette. Devasto a parte, non resta molto.

Lunedì la Koris-mascella si è svegliata storta, letteralmente, al punto che Koris ha mangiato solo zuppe e yogurt perché se masticava le pareva che le stessero scalpellando la faccia. L’indomani aka ieri il dolore era sparito nel nulla. Non è dato sapere cosa sia successo o perché. Ora si leverà il coro del “è psicosomatico” e va bene, ok, la Koris-salute mentale è abbastanza deturpata da qualche mese a questa parte, ma se possiamo evitare di deturpare anzitempo l’involucro sarebbe accettabile. Che poi una si ritrova a piagnucolare alle tre di notte che magari è venuto (di nuovo) il momento di liberare l’anima dal suo carcere terreno e farla esistere in un’altra configurazione elettronica. Facciamo che non ne parliamo.

Dopo giorni se non settimane se non mesi di dubbio, pare che lo spettrometro gamma di Koris dovrebbe arrivare a fine marzo. Più o meno per quando è previsto il massimo picco di diffusione del coviddi che beve il the alle cinque e guida a sinistra, insomma, il coviddi degli stronzi di “The Crown”. C’è quella sottile aria di lockdown al momento opportuno, e finirà che lo spettrometro gamma sarà installato il quinto venerdì della settimana del settordici di lugliembre del duemilamai. Tanto il Koris-progetto non ha assolutamente buttato al cesso sei mesi. L’ottimismo è il profumo della vita, ma guada caso il coviddi non ti fa sentire i profumi.

Lunedì Koris deve tornare a Neutronland con frequenza perché arriva il suo tirocinante. In un altro periodo storico questa cosa forse le avrebbe generato altri sentimenti, tuttavia ormai i Koris-sentimenti si limitano a “speriamo di non nuocergli troppo”. A parte la paranoia che il tirocinante sia più sveglio e più intelligente di Koris, che ci vuole poco, e che la sbugiardi in quattro e quattr’otto come l’impostrice che è. Che si diceva dell’ottimismo?

Sempre per il ciclo “quando il bicchiere è mezzo pieno vuol dire che è avvelenato”, Koris ha discusso venerdì sera con l’editor del malloppo. Ha dovuto persino farsi le sue ragioni per certe modifiche su cui non era d’accordo, cosa che di solito non le è congegnale. L’editor ha annunciato che la prima parte del malloppo potrebbe persino uscire quest’anno se si sbrigano. Koris è abbastanza convinta che sarà una catastrofe nonché un flop perché non c’è nulla di pronto.

In cielo c’è la nuvola che porta la polvere del Sahara, ma sull’orizzonte degli eventi le nubi di tregenda non scherzano mica.

Peggio di così?

Chi ben comincia?

Non Koris, le cui performance di questo 2021 continuano nel solco dell’affatto rimpianto 2020. Ma del resto il pianeta continua a rotolare sulla sua orbita come se non ci fosse un domani e se non ci fosse stato ieri, i cambiamenti con la bacchetta magica non sono disponibili da un bel po’. Anche se sarebbero piuttosto comodi.

Koris sa che il coviddi, la pandemia, i pipistrelli untori, i commenti di feisbuc e gli esperti in virologia laureati alla Google University OnTheCesso sono colpa sua e del suo post dell’anno scorso in cui proclamava di avere una vita quasi normale. Ormai siamo oltre il livello dell’Amperodattilo per cui “chi si loda, si imbroda”, qui quando una cosa va bene bisogna evitare di parlarne a tutti i costi, hai visto mai che il Grande Cetriolo Cosmico sia in ascolto. Già, era da un po’ che non lo si nominava, ma pare sia in grande spolvero.

Morfeo è di nuovo latitante. Se la notte di capodanno si poteva dare la colpa alla discoteca casalinga messa su dai dirimpettai, nelle altre notti disponibili Koris ha fissato il soffitto mentre le sue gambe improvvisavano pruriti assortiti o movimenti più che percettibili. Il Koris-cervello ha di nuovo perso lo script sleep.bin, per cui si è scordato come ci si addormenta. L’esperienza passata insegna che il miglior modo per farlo riprendere è far cessare la situazione di stress, ma sembra che la cosa non dipenda dalla Koris-volontà. Un’altra soluzione ha a che fare con profondità sotterranee notevoli e notti insonni, tuttavia pare che per ragioni di coprifuoco non siano percorribili.

Nel mentre la grotta langue, le prospettive dell’andare in grotta sono LOL. Si va finché si può, poi… poi boh. Andare a fare fondo, nonostante la neve, è divenuto problematico per via di coprifuochi assortiti in posti sbagliati. E per l’assenza dei Koris-sci, che non sono facilmente trovabili, a meno di amputarsi un piede e mandarli ai negozi online chiedendo “guardate un po’ se entra meglio in un 36 o in un 35”. Solo che con un piede amputato lo sci di fondo potrebbe essere difficile.

Il problema immediato di Koris è trovare qualcosa da scrivere per la presentazione di domani (Koris convintissima che fosse oggi, ma vabbè) e che risponda alla domanda “cosa hai trovato di positivo in laboratorio nel 2020?”. La risposta giusta, in ogni possibile caso, è NIENTE. Un’altra risposta giusta è “che domanda cringe”, ma potrebbe non essere apprezzata. Vista la cronica mancanza di idee costruttive e l’abbondanza di idee distruttive, Koris cercherà la risposta su InspiroBot, che come dicono i Francesi “le hasard fait bien les choses”. Sperando che vengano giorni migliori ma non credendoci molto.

A posto così, grazie

Notti folli e giorni molli

L’estate è qui anche se nessuno lo ha chiesto davvero. Questo significa che Koris impiega un tempo lunghissimo ad addormentarsi, quindi in tempo record si sveglia e inizia un tour di bevo-piscionotturno che pare una bambola Sbrodolina degli anni ’90. Forse Sbrodolina non pisciava, i ricordi in merito sono confusi.

Comunque, notti interrotte da gaudenti motorini che smotorano nelle vie, gente che pensa che tirare petardi nelle tenebre sia un’ottima idea, caldo generico fomentato dallalobby degli shorts.

Che c’entrano gli short? Semplice: tutti i pigiami da donna (ma anche da bambina) non prevedono nessun genere di pantaloncino che vada al di là dell’inguine. Bermuda abolito, l’essere femmineo deve essere sexy anche quando dorme nell’afa estivo. Peccato che lo sfregamento fra cosce produca calore, che produce sudore, che produce un risveglio estemporaneo carico di parolacce. Se Koris ha già scritto questa cosa pazienza, la ribadisce. Non ci sono solo bombe sexy al mondo, ci sono anche femmine normali che vorrebbero dormire senza cosce che fanno splurch splurch. Colpa della cellulite, della ritenzione idrica, dell’avere dei prosciutti sopra le ginocchia.

Quando alla mattina ci si sveglia in realtà si è già svegli. Circa. Se dice culo e non si è caduti in coma giusto cinque minuti che suoni la sveglia, ci si alza e si fa cambiare l’aria in casa nell’unico refolo concesso dalla giornata. Poi non è che Koris sia davvero sveglia: vive la giornata in uno stato di disconnessione dalla realtà, con picchi di attenzione e momenti in cui cola sul tavolo, persa ogni forma solida.

Quando Koris pensa che le estati scorse faceva ancora più caldo e per di più una volta alzata doveva guidare per 70 km fino a Neutroni Porcelloni, si chiede come cavolo facesse. Poi si ricorda che viveva più di là che di qua, abbracciata all’orlo del collasso e allora no, niente, non è che avesse più energie; era la forza della disperazione a tenerla più o meno in piedi.

Nel mentre luglio è alle porte e luglio doveva essere un mese in cui arrivavano risposte. Ma non sarà così. Forse sarà ottobre o più probabilmente sarà mai. Ci vuole pazienza in questa vita, signora mia.

Koris continua a trifolarsi il cervello alla ricerca di una trama che sia fantasy, ci sia azione, abbia a che fare col suo malloppo e stia in 50 pagine. Col cervello insonne in pappetta non è la cosa più semplice da fare.

Scorci di una vita quasi normale

Ci sono alcune notti in cui Koris fa ancora fatica a dormire, di solito perché i pensieri si ingolfano e si mettono a suonare il clacson, come i Marsigliesi basic. Ciò fa sì che Koris affronti le 3 di notte come se fossero le 3 del pomeriggio. E viceversa. Il vantaggio rispetto alle insonnie indotte da Neutroni Porcelloni è che non si aggiunge l’ansia da “devo guidare, poi mi viene il colpo di sonno in macchina e buona notte al secchio”. Se Morfeo colpisce sull’autobus le conseguenze sono minime, come sbavare sulla spalla del vicino. Ok, forse non sono minime per il vicino, ma dettagli.

Questa narcolessia da trasporto ha fatto sì che Koris impiegasse quasi un mese per leggere “Bella vita e guerre altrui di Mr Pyle, gentiluomo”. La cosa divertente è che mentre lo leggeva sentiva in testa la voce di Barbero, perché è troppo impegnativo essere persone normali (o normeli, come scritto a Junior per errore, errore che ha generato tre quarti d’ora di ridarella… che si diceva, infatti?). Koris ha scelto il libro successivo sulla base della copertina scrausa, delle note di copertina tutto sommato interessanti e del prezzo, per cinque striminziti euri usato in buono stato. La scelta è caduta su “Wastburg”, fantasy fanco-canadese che potrebbe essere una piacevole lettura o una merda proprio. Lo sapremo quando la narcolessia permetterà a Koris di andare oltre pagina 30. Fine del momento influencer di libri senza le foto fighette, tanto che vuoi fare foto fighette che compri i libri usati sgualciti per pagarli meno, da vera Ligure?

Koris ha incredibilmente finito in tempi non biblici “Sex Education” e per essere una seconda stagione è stata una piacevole sorpresa. Koris continua ad essere indietro su tutto il resto del creato per quanto riguarda le serie tv. E anche per quanto riguarda “Star Wars IX: Rise of Skywalker”, ma quella è un’altra storia e sono per lo più lamentele con Orso. “Imbarazzante come una scoreggia in ascensore” è il commento che va per la maggiore.

Quando non cazzeggia Koris pensa che potrebbe anche tornare a scrivere (Koris, non dovevi ricontattare l’editore del Malloppo? Ecco, fallo), però le vengono in testa solo cose senza capo né coda, oppure opere di sedici volumi da 800 pagine l’uno. Ne uscirà qualcosa di buono, o forse non ne uscirà nulla, però Koris, cazzo, scrivi all’editore che alla mala parata ricevi un “non se ne fa niente”. Mica si può vivere solo di terrore e rimpianti.

Oltre a cazzeggiare, Koris lavora anche e non ha ancora avuto voglia di fare stragi, il che a tre mesi suonati dall’inizio è abbastanza rimarcabile. La settimana prossima è stata imbucata a una conferenza/working group e Koris non è sicura di sapere ancora come si fa una valigia. Sarà molto divertente.

Come si diceva, su Neutronland sono ancora tutti vivi e in salute. Talmente in salute che Koris giovedì ha portato un dolce da spartire con i colleghi.

“Capo, ho portato una torta per la pausa caffè”
“Ottimo! Bella idea!”
“Solo che anche la SegretariaSmart (davvero, mai vista una segretaria più in gamba di lei, n.d.K.) ha portato un dolce”
“… quando parlavo di allargare il laboratorio pensavo al numero di effettivi, non al giro vita”

Bisognerebbe fare un planning dei dolci da portare. Sarebbe comunque più utile di molti planning fatti su Neutroni Porcelloni. Poi magari la settimana prossima tutti si comportano così male che Koris fa una torta alle mandorle per nascondere il gusto dell’arsenico, ma finché dura…

Tieni pinseri?

L’igiene mentale nottura di Koris continua ad essere alquanto approssimativa, nonostante tutto. Ci sono stati diversi tentativi in più sensi, ma niente ha permesso di addormentarsi prima delle 2:00 (e di svegliarsi dopo le 5:30). Mentre si auspiacava che Morfeo si decidesse a passare, Koris è stata assalita da un certo numero di pensieri, non tutti coerenti. Segue una lista approssimativa, sicuramente ce n’era qualcuno in più:

  • Urge fare qualcosa per cambiare lavoro, ma esepoitenepenti?
  • Ci sarebbe da farsi forza e mandare mail al limite dell’umana decenza di chi tiene sei facce come uno dado, ma ricevere le risposte (e aspettarle) potrebbe essere peggio;
  • Certo che mollare Capo Palpatine sarebbe un po’ da stronzi, diciamolo;
  • Bisogna fare la fast track di un documento vecchio di un anno (Koris si è detta che si rifiuta di pensare alla fast track durante la notte);
  • A trent’anni un essere umano di sesso femminile dovrebbe porsi dei traguardi. Anche se quei traguardi e obiettivi sono imposti più dalla società che da altro, ma all’una di notte la lucidità è altrove;
  • L’impegno familiare è degno di una stronza egoista che dovrebbe fare qualcosa di più;
  • Questi giorni potrebbero essere una simulazione dell’assenza permanente di ‘thieu (che bello essere positivi!);
  • Ci si lamenta tanto ma un sacco di amici vertono in condizioni ben peggiori, forse sarebbe d’uopo acccontentarsi e lamentarsi di meno;
  • Il colloquio per la domanda di cittadinanza potrebbe essere più arduo del previsto. O possiamo sperare che non essendo davanti ad Abdul Alhazred i funzionari siano più clementi? (Dopo questo pensiero, siamo pronti per iscriverci al Rassemblement National di Marine Le Pen);
  • Forse le gomme della macchina sono diventate troppo lisce, forse bisognerebbe cambiarle, ma l’azienda potrebbe non essere d’accordo, visto che non stiamo ancora guidando sui cerchioni;
  • Il telefono è stato messo in carica, che se la sveglia non suona sono cazzi amari?
  • Per quale fottuta ragione ci intestardiamo a usare i rivelatori a stato solido se sappiamo già che funzioneranno per cinque minuti e poi fonderanno?
  • E se l’editor è andato avanti a leggere il romanzo e ha scoperto che è una chiavica, stracciando il contratto di pubblicazione?
  • C’è una gran voglia di fare speleo seria ma non ci sono le energie, che palle;
  • Forse l’insonnia è colpa del cibo, vai a sapere;
  • Non c’è nessuna voglia di dover sentire la voce di Intrallazzone per tutto il giorno, ma proprio zero. Eppure lui vive felice inseguendo i big money;
  • Bisogna dire a Capo Palpatine che non ha mandato gli inviti per la riunione di mercoledì prossimo, però sarebbe il caso che smettesse di avere la balia;
  • A quanto sonno arretrato accumulato si rischia davvero il colpo di sonno alla guida?
  • Ma qualcuno legge “Star Coso” o è l’ennesima cosa buttata lì con troppa velleità?
  • Forse una donna di quasi 33 anni non dovrebbe pensare a questa pletora di cazzate e dovrebbe mettere la testa a posto nei problemi concreti;
  • Quanto è patetica questa situazione, vista dall’esterno?
  • Sarebbe il caso di parlare con qualcuno di questo stream of consciusness continuo e inarrestabile?
  • È bisogno di vacanze oppure ormai è stato raggiunto il punto di non ritorno?
  • Bisogna cercare i nomi e la composizione del consiglio dei ministri francesi, più presto;
  • Come fa la gente normale a dormire tranquilla?

Sarebbe bello poter dire che questo elenco non esaustivo sparisce quando ricompare ‘thieu e le sue capienti braccia, ma ciò non corrisponde a verità. Dopo aver sperimentato pratiche, sostanze (per ora soltanto lecite), routine, letture, rituali, l’unica soluzione con qualche risultato accettabile è sempre la solita: più di otto ore di speleo. Solo che sembra complicato scrivere a Capo Palpatine “oggi vado via alle 10:00 perché se non mi faccio almeno un -150 stanotte non dormo”. Non resta che cercare di sopravvivere per i prossimi 38 giorni e filare a la Pierre-Saint-Martin, a farsi cullare dalla pioggia che picchietta sul telo della tenda e a sentire il gelido respiro delle grotte.

Va bene, e passate quelle due settimane di tregua che si fa?

PSM2017

Sì, le grotte respirano eccome.
(Foto di repertorio del 2017 con casco bianco in prestito perché la Koris-lampada si era scassata)

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