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Viva ma frullata

Rassicuriamo i lettori che Koris è ancora di questo pazzo pazzo pazzo mondo in cui, ça va sans dire, succede di tutto. Sì, la risposta a questa rassicurazione è “esticazzi?”, ma tant’è, qualora qualcuno si fosse fatto delle domande. La settimana in cui SuccedeDiTutto sta in effetti tenendo le sue promesse. Andiamo con ordine.

Martedì Stagista J ha discusso in un remoto luogo nel nord della Francia burrosa, tuttavia Koris non ha assistito. Né di persona, perché una discussione nella Francia burrosa al mattino non consente di mollare un lavoro in Provenza nel pomeriggio, né in videoconferenza, perché il tecnico informatico dell’università in questione è, come si dice in gergo, un branquignol.
“Non eravamo preparati”
Come se non ci fossero stati diciotto mesi di pandemia, fortunelli. Comunque, Stagista J deve aver discusso in maniera approssimativa come al solito; Koris è stata richiamata (al telefono) per la parte domande e avrebbe voluto strangolare lo stagista a distanza perché “io te l’avevo detto che il controrelatore è esperto di quella cosa lì e ti avrebbe fatto domande su quella roba lì, ascolta una vecchia scema” e invece no. Pazienza, si è tolto dai piedi con voto migliore di quello che si sarebbe meritato.

Il pomeriggio del martedì è stato dedicato a torte al cioccolato, crostate, lacrime e addii a Neutronland. Che in fondo in fondo Koris non voleva andare via, ma se non c’è un futuro certo è suicida restare. Però Neutronland l’ha tirata fuori dal gorgo nero e senza fine di Neutroni Porcelloni, le ha restituito un’esistenza che assomigliasse a una vita e non solo a una parvenza (coviddi nonostante), le ha fatto capire che tutto sommato ci azzecca. Come in tutto c’è stato il bene e c’è stato il male, ma questa volta possiamo dirlo senza dubbi: Neutronland ci mancherà.

E mercoledì fu il grande salto nel vuoto. Che Koris non ha ancora del tutto processato al giorno d’oggi. Mercoledì ha recuperato badge, firmato cose, incontrato gente, quindi si è fatta divorare dall’ansia e dalla sindrome dell’impostore perché anche CheMinchiaNeSoIoDiReattori. L’ansia ha toccato un vertice piuttosto alto quando il capo nuovo l’ha presa da parte per dettagliare le sue mansioni.
“Mi hai detto che ti piacciono le sfide, quindi fammi questo studio sugli attinidi minori per fine ottobre”
In quel preciso istante Koris è stata presa dal medesimo sentimento di panico di quando fece per la prima volta lezione ai Mostri: quel desiderio fortissimo e quasi inarrestabile di mollare tutto e fuggire dicendo “regà, mi sono sbagliata, non ce la posso fare”. Poi la disperazione passa, di solito quando hai deciso di chiuderti al cesso e meditare che ormai hic Rhodus, hic salta, è peggio tirarsi indietro. Quindi vai a chiedere una copia di ‘sto dossier sugli attinidi minori del 1996, per scoprire che qualcosina riesci a capire.

Koris non ha ancora una visione dell’insieme e la strada è lastricata di perigli. Ad esempio, ha avuto l’identificativo al computer standard solo oggi, e la mail solo nel pomeriggio. E deve ancora sbloccare il livello segreto “mail criptata”. In compenso non funzionano né Skype né le mail. Quanto al mega-computer con Linux, arriverà solo lunedì. Koris si sente un po’ in una situazione alla Enterprise B, dovrebbe essere tutto pronto ma non lo è. Vabbè, tempo di acclimatarsi e troviamo anche un modo di categorizzare questa nuova avventura sul blogghe. Che poi è anche stranissimo continuare ad andare nello stesso centro di ricerca e avere la stessa routine tutti i giorni, ma aver cambiato radicalmente il resto. Nel mentre domani c’è una riunione con dei non meglio precisati Giapponesi…

Come si sente Koris in questi giorni

Stagisti fancazzisti e relatori irresponsabili

Infine è giunto quel momento dell’anno in cui Koris dovrebbe partire, fra cinque giorni, per tre scandalose settimane nel nulla cosmico dei Pirenei Atlantici. Il “dovrebbe” è d’obbligo perché questa volta c’è di mezzo Stagista J che si sta rivelando essere un individuo autonomo come… come quelle piante da appartamento che se non ricevono la giusta dose d’acqua, di luce e di coccole giornaliere crepano male. Lasciato solo durante la permanenza merdopolese di Koris, Stagista J ha lavorato col ritmo del bradipo Flash di “Zootropolis”. Una cosa che ha mandato Koris fuori dai gangheri è stata la risposta “non ho fatto la correzione che mi hai chiesto perché non ho davvero capito quello che ho scritto, quindi non so come correggerlo”. Tralasciamo i discorsi da boomer stile “se l’avessi fatto io col Replicante o con Relatore Max…” e i what’s if del genere.

Ad ogni modo, Koris si sente in colpa a partire tre settimane e a lasciarlo solo in balia di un rapporto e di una presentazione che chissà come uscirà. Anche perché ha già vissuto questa cosa. Per esempio, undici anni fa, giorno più, giorno meno, quando Relatore Max se n’era andato al Fermilab a troppo pochi giorni dalla consegna della tesi magistrale. Per esempio quando il Replicante sparì in una ignota località della Polonia proprio due settimane prima la Koris-discussione di dottorato, dicendo che per la presentazione doveva (tanto per cambiare) cavarsela da sola, solo per fare il pignolo con gli event display la mattina stessa della discussione. In questi frangenti delicati della vita Koris si era sentita abbandonata, tradita e incapace di tirarsene fuori da sola; l’unica certezza che aveva era di essere circondata da una banda di stronzi.

Ora, Koris si era ripromessa di non far rivivere al suo stagista questo calvario. E di non rivivere lei giornate da 48 ore perché è il fottuto 20 agosto e sta minchia di rapporto va consegnato il 27 e somiglia solo a un’accozzaglia di cose a caso senza senso. Ha cercato di instradare Stagista J sulla strada del “se lo fai per tempo magari non ti riduci a fare una merda all’ultimo”, tuttavia la cosa pare non aver funzionato. Koris si sente responsabile di questi fallimento e sente che forse tre settimane di ferie sono troppe, forse è meglio restare col fiato sul collo di Stagista J perché lavori e non faccia finta di niente. In fondo se l’è preso lei lo stagista, deve assumersi le sue responsabilità.

‘thieu è già inviperito perché sostiene che se Stagista J non sa cavarsela da solo, allora peggio per lui, che arrivati alla fine dell’università bisogna avere un briciolo di autonomia. Secondo lui Stagista J si approfitta che Koris sia sempre pronta a parargli le chiappe ogni volta che non riesce a fare qualcosa, ma ora gli tocca arrangiarsi. Sì, ma perché Stagista J non riesce a fare le cose? Forse perché Koris non gliela ha spiegate bene? Forse perché Koris non sa spiegare? Forse è il caso che Koris cerchi di sopperire alle sue mancanze almeno con la presenza, anziché fuggire in ferie per tre settimane come l’ultima degli stronzi?

Koris è abbastanza convinta che né Relatore Max né tanto meno il Replicante si ponevano certe domande. Però magari erano professionisti veri e non “cosi” che sopravvivono alla meno peggio con la sindrome dell’impostore accovacciata sulla spalla. Quindi boh, forse è meglio partire una settimana dopo, lasciando Stagista J con un rapporto in uno stato circa presentabile e pregando gli dei ctoni che la presentazione si faccia rapidamente. Arrivati a questo punto possiamo dire che Koris è a tutti gli effetti una pessima relatrice, ma resta una campionessa indiscussa di sensi di colpa.

Avoja

Insonnia, cervelli fuffosi e tutto il resto

Ah, che bella l’estate marsigliese, lu mari, lu sole, li motorini che fanno avanti a indietro nelle vie per tutta la notte. Koris continua a non capire la necessità di smotorare in pieno centro cittadino ad orari in cui i mortali dormono, però ammette che potrebbe trattarsi di un suo limite. Non che la cosa dovrebbe darle fastidio, tanto Koris non dorme; da qualche anno l’insonnia ha spodestato i sandali in quanto must imprescindibile dell’estate. Forse è colpa del cuscino, cosa che potrebbe fare di Koris una sorta di principessa sul pisello (evitiamo la facile ironia). Forse è colpa di tutti i cazzi che le girano per la testa (e anche qui evitiamo l’ironia). Vabbè, questo giro di frase ci sta portando in un cul-de-sac (non se ne esce da ‘ste metafore sporcaccione, aiuto!), riformuliamo. Koris ha deciso che deve cambiare cuscino perché l’Hampdan Ikea (ammesso e non concesso che si chiami così, visto l’andazzo potrebbe anche voler dire “testicoli” in svedese) classe 2019 è sfatto, l’imbottitura in sintetico si conglomerata in fiocchi che migrano in tutte le direzioni, anziché restare sotto il Koris-cranio. Si è quindi deciso di fare una cafonata e spendere cifre indegne per un cuscino in lattice della consistenza del marmo, quadrato perché qui in Francia vanno così e l’OCD impone una simmetria della biancheria da letto. Solo che ‘sta merda di cuscino non si trova. Se si trova online si richiedono cifre per cui sarebbe meglio prima vedere cammello, o piuttosto toccare cammello. Venditori di cuscini fisici manco a parlarne, sono spacciatori solo di merda sintetica. Koris è intrappolata in questo loop che genera insonnia che genera la necessità di una soluzione che genera il loop. S’è già detto che non se ne esce.

Nei rari momenti in cui l’imbottitura non migra, il Koris-cervello è ingombro di qualunque cosa possa generare un esepoitenepenti. Un piccolo Padre Maronno nell’ipotalamo, insomma. Koris è preccupata per la conclusione dello stage di Stagista J (che al contrario non è affatto preoccupato, beata gioventù), perché i dati sono sconclusionati, gli strumenti non funzionano e si rischia di non cavare un ragno dal buco. Per inciso, ieri c’è stato una sorta di Royal Rumble Koris vs i tecnici, perché l’una vorrebbe fare dei test con l’acceleratore, gli altri rispondono che tanto l’acceleratore si scassa, tanto vale aspettare dopo le vacanze. Guest star la Capa che millanta di voler dare una mano e invece se ne sta fra i piedi. Complice l’insonnia, Koris non capisce più nulla e sclera per lo stage di Stagista J come se fosse il suo, e chiunque bazzichi questo blog dal lontano 2010 dovrebbe sapere quanto ampi siano i margini di sclero di Koris (ah, cattività bernese, quanto NON ci manchi).

Koris aspetta mail che non arrivano. O forse sono lettere e non arrivano perché le poste marsigliesi fanno schifo. O forse fa schifo lei ma non glielo hanno ancora detto. Intanto su LinkeCoso arrivano ogni tanto mercanti di carne con allettanti del genere “il suo profilo è perfetto per lavorare in appalto su Neutroni Porcelloni, perché non torna?”. Boh, non so, amico, ma se ci fossi stata così bene forse ci sarei rimasta la prima volta, no? Insomma, thanks but no thanks, anzi proprio sticazzi.

‘thieu riesce ad essere stanco ed esagitato assieme ed è in effetti una bella performance. Troppo stanco per le faccende di casa, abbastanza esagitato per voler partire tutti i week-end a fare cose più o meno speleo, che richiedono logistica arzigogolata. Le serate trascorrono fra cercare di svuotare il cesto della roba da lavare e zaini da preparare e caricare in macchina. Che poi si tratta sempre di caricare macchine, solo che alcune hanno quattro ruote, altre un cestello. Stiamo divagando di nuovo? Probabile, ma Koris ha quattro ore di sonno all’attivo e forse uno zaino pieno di mutande da lavare in macchina, sperando sia la macchina giusta. Non è ancora chiaro se oggi ‘thieu passi a prenderla a Neutronlad per andare nel Vercors, se debbano ricongiungersi in un punto intermedio per andare quindi nel Vercors, o se non si vada affatto nel Vercors. Poche idee, ma confuse.

L’editor del romanzo è in silenzio radio. Koris non si sente di dargli torto, visto che è alla fine del romanzo e quella parte fa schifo. Come tutto il resto, probabilmente. Vabbè, un giorno ne parleremo anche su questi blog ma non è questo il giorno.

Se potesse Koris si estirperebbe il cervello e lo lascerebbe in formalina per un po’, tuttavia i migliori esperti nel campo sostengono che sia una pratica non reversibile e pertanto sconsigliata. Però sarebbe bello avere un diritto alla disconnessione della fuffa nel cervello.

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