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Sobria stanchezza

Koris prosegue la sua penosa esistenza su questo pianeta sperso nella periferia di una galassia come tante, solo non è uno dei momenti più luminosi. Non che ci sia una ragione preoccupante, lo chiameremo per convenzione “cambio di stagione”. Sebbene l’abbassamento delle temperature sia cosa buona e giusta e i segni dell’autunno siano ormai tutti riuniti compresa la nebbia mattutina fra i reattori, il sonno di Koris non ne ha giovato come sperato: ci si addormenta, ci si sveglia due ore dopo, forse ci si riaddomenta, ci si alza baldanzosi solo per rendersi conto che è un’ora infame fra le 3 e le 4, si fissa il soffitto, ci si alza per disperazione in attesa della sveglia alle sei. Questa non proprio riposante routine notturna fa sì che ci si ritrovi ad essere uno zombie per il resto della giornata, la concentrazione è un miraggio, non si combina niente di buono e ci si stressa. Ripetere il circolo vizioso ogni giorno. L’internet consiglia di fare delle pause per dormire quando si ha voglia, ma Koris dubita che Capo Giseppi sia entusiasta di ricevere una mail del calibro “vabbè, mi faccio una pennica fra le 14 e le 15, non disturbarmi”.

In tutto ciò il clima (e non il meteo) non è dei migliori, visto che ci sono venti di apocalisse e in Italia un po’ di più. Koris come al solito non è in grado di fare fini analisi politiche perché alla fine ne sa meno di niente, ma una cosa è certa: avere in comune con una persona gli organi genitali o la coppia di cromosoni sessuali non fa è abbastanza per condividerne le idee o essere contenti che tizio/a/um sia arrivato al potere. Koris maskilista retrograda serva del patriarcato? Probabile.

In compenso la settimana scorsa Koris è stata sequestrata per tre giorni in un albergo alla periferia di Aix-en-Provence per assistere al blabla motivazionale dei capi. Quanto siamo bravi, quanto siamo belli, ma stavolta in salsa sobrietà energetica. Non si può dire che sia stato illuminante ascoltare per ore tizi scesi da Parigi in aereo esortare i poveri stronzi della platea a tenere i riscaldamenti a 19 gradi, soprattutto in uffici in cui l’isolamento è di pastafrolla. Altri concetti da menzione speciale:

  • per risparmiare sul gas sarebbe il caso di optare per la doccia fredda, ma prima di spegnere i pannelli pubblicitari bisogna interrogarsi sul valore apportato alla società dalla pubblicità
  • attenzione all’inquinamento informatico dovuto alle troppe mail, risparmiamo su quello per tenerci TikTok e Instagram, che i bambini non possono mica farne e meno
  • si potrebbero tassare oppure vietare macchine ad alto consumo di carburante come i suv, ma sarebbe una misura dittatoriale
  • speriamo che in futuro non si debba ricorrere a misure da Unione Sovietica, come far vivere una famiglia di quattro persone in 100 metri quadri con una sola Play Station o X-Box per i due figli. Koris non si era mai accorta di aver vissuto un’infanzia sovietica a Merdopoligrad, all’insegna dell’austerità comunista, con U Babbu che andava alle riunioni di partito, l’Amperodattilo a cucinare pierogi con le razioni elargite dallo stato, e gli orinali messi sotto i letti per la notte e un film di Eisenstein sulla Rivoluzione.

Questa gente che vive nella sua alta borghesia dorata dovrebbe fare un grande bagno di realtà, anche freddo qualora non riuscissero a scaldarlo abbastanza coi loro pannelli solari da mettere “sui tetti e nei giardini delle vostre villette”. Perché tutti abitano nelle villette all’americana e solo una minoranza nel condominio Monnezzoni, ecomostro anni ’70 fatto di bilocali vista cortile interno in cui entra per sbaglio un raggio di sole a Ferragosto. Premio della fuffa al direttore della divisione energia, convinto che se produciamo idrogeno e catturiamo anidride carbonica dall’atmosfera, allora abbiamo idrogeno, ossigeno e carbonio, possiamo produrre tutte le molecole organiche della chimica farmaceutica, pure i tessuti! “In fondo l’universo si è formato così” ha esclamato, mentre in fondo alla sala un mucchio di libri di chimica e di fisica andavano in autocomnustione.

Insomma, una bella parata di individui che si meriterebbe un “Andiamo a bruciargli la casa“, sempre in maniera ecosostenibile, sia chiaro. Se solo Koris non fosse così stanca.

Tanta sereità e tanta tranquillità in prospettiva

Mehttembre

Questo mese di settembre che un po’ sembra agosto, un po’ un clima monsonico, sta attirando una coltre nuvolosa di stanchezza che vanifica qualunque effetto benefico abbiano avuto le vacanze. Poi si sa, il vero difetto delle vacanze è che finiscono, quindi di che stiamo a parlare?

Il mese del meh, che essendo settembre diventa mehttembre, ci si aspettava di tirare il fiato, almeno a livello climatico, invece un tubo. Ma di queesto Koris si è già lamentata in un altro post. In compenso nel week-end ci si aspettava di approfittare di grotte già armate per fare qualche uscita del delirio a Autrans a -400. L’obiettivo è stato ridimensionato in loco per accontentarsi di -200 al Souffleur. Alla fine ci si è scontrati con la cruda realtà di essere della amebe e di doversi accontentare di -100. La forma fisica e la voglia di fare sono rimaste nei meandri del BB26 sotto i Pirenei. Koris si odia alquanto per questa sua mancanza di energie, ma almeno ‘thieu ha fatto delle belle foto.

Sul lavoro è opportuno stendere un velo pietoso perché ormai si sopravvive sbolognando i cetrioli su altri. Koris si aspettava meglio, ma incazzarsi non servirebbe a granché. Poi un giorno chiederà a Capo Giuseppi per quale ragione tutti hanno una tematica mentre Koris si occupa di lupi, capre e cavoli, tuttavia sappiamo già che Capo Giuseppi non avrà alcuna risposta. Poi ne troverà una e dirà che è perché Koris non discute abbastanza spesso alla macchinetta del kaffèèèèè. Fra meno di due anni Koris chiederà un trasferimento ad altra unità e Capo Giuseppi avrà anche il coraggio di stupirsi.

Si videogioca poco e la cosa potrebbe non aiutare.

Sul fronte serie Koris ha resistito ben 15 minuti prima di abbandonare “Rings of Power”, nemmeno il tempo di arrivare ai tanto discussi elfi diversamente bianchi. Anche perché se buttiamo al cesso tutta la cronologia del Silmarillion, l’epidermide elfica è l’ultimo dei problemi e forse non è nemmeno un problema. In compenso Koris è riuscita a guardare due puntate del fantasy immobiliare “La tecnoCasa del Drago” e poteva essere peggio. Certo, se togliamo i draghi diventa una sorta di Beautiful molto perverso e ci sono seimila imprecisioni, però visto cos’era uscito nella famigerata ottava stagione…

Chissà, forse un giorno Koris ritroverà un po’ di motivazione, per il momento non è sicuro. Wake me up when Mehptember ends.

Passerà anche questa stagione

Non funziona una mazza

A 23 giorni dal momento in cui le sue chiappe si poseranno su un treno in direzione Tolosa prima e Pau poi, Koris sta cercando di installare Civilization IV su Blatto che metti che sui Pirenei ci sono due settimane di pioggia continua, meglio arrivarci equipaggiati e passare qualche turno a sottomettere territori come un presidente russo qualunque. Ma Blatto e Civilization sono riottosi e non vogliono saperne di andare d’accordo. Già Koris ha miserabilmente fallito a installare su Linux “Vampire the Masquerade: Bloodlines”, il nervosismo aumenta. Anche Arael, che in quanto costosissimo gheming leptop non sfiderà gli elementi in tenda, si sta ammutinando quanto a installazioni.

Al lavoro Koris passa le giornate a trattare file testuali, output di un codice che usa come una scimmia che ha imparato a spingere un bottone giusto. La fisica non la si vede nemmeno col binocolo. Koris aveva proposto una mezza idea di ottimizzare un algoritmo per evitare di fare milioni di milioni di calcoli (no, non stiamo scherzando), ma le è stato risposto “sticazzi, facciamo milioni di milioni di calcoli, cazzo ce frega”. E allora sticazzi, che si deve dire? Che a un certo punto le palle rotolano e bisogna stare attenti a non inciamparci sopra. Meno male che Capo Giuseppi si era lanciato in discorsi e discorsesse sul “challenge” e il lavoro importantissimo, quando invece l’unico challenge è non avere voglia di prenderlo a calci nel posteriore perché fa cacate.

Koris pensava che andare in montagna nel week-end la aiutasse a distendersi e invece nada. Sulle prime pensava di aver sbagliato clamorosamente a scegliere il percorso, poi si è ricreduta, poi si è ricreduta di nuovo quando c’è stato da salire in un canalone pietroso. Per arrivare a un lago a secco, cento per cento grandi insuccessi. ‘thieu si è bucato i piedi, quindi niente passeggiata di recupero la domenica. E il grandangolo di Koris ha deciso di ammutinarsi, per cui tutte le foto sono fuori fuoco. Visti i prezzi, non c’è budget per un nuovo grandangolo. Che palle.

Si naviga nell’incertezza del week-end perché Marseille è invasa dal caldo porco e la chiusura dell’entroterra grava come una minaccia a qualunque attività speleo. Per altro c’è il ponte del 14 luglio e non si è ancora deciso niente. ‘thieu aveva pensato alla Savoia episodio due ma i tempi di percorrenza l’hanno fatto desistere. Koris non sa e non risponde: voleva andare a fare un trekking di più giorni con notti in rifugio, ma il ritorno in grande spolvero del coviddi rende la cosa assai perigliosa.

Koris dovrebbe finire un fottuto racconto che ha iniziato a bomba e poi, come al solito, ha mollato lì perché era il solo conglomerato di banalità mal scritte. Poi l’editor del romanzo è fuggito col malloppo, quindi pare proprio che anche questo progetto naufragherà in gloria. Amen, ci abbiamo provato.

Un giorno funzionerà qualcosa, ma non è questo il giorno.

Visione artistica del Koris-cervello in cui l’unica luce di speranza è il treno per Pau

La porta sprangata dei sogni

Koris ha dormito sedici ore in quattro notti, che come performance non è male, eguaglia le notti folli ai tempi di Neutroni Porcelloni, ma col bonus di non dover guidare con l’ansia del colpo di sonno. Già qualcosa, un minimo miglioramento. Questa insonnia perniciosa è sicuramente frutto di alterne vicende ed ansie degli ultimi giorni, di cui forse più tardi narreremo. Intanto, cosa sta succedendo?

Koris passa le giornate ad avere all’incirca sonno e ad essere esausta. Poi scende la sera, cena, va a dormire ad un orario non sconveniente e… si sveglia dalle 2 alle 4 ore dopo, come se niente fosse. Dopodiché diventa impossibile prendere sonno, proprio perché il sonno latita e il Koris-organismo resta più che all’erta. Ogni tanto Koris riesce a riacciuffare Morfeo per i capelli, inizia a provare quella sensazione bizzarra, quando la testa sembra precipitare dall’interno, compaiono le prime confuse immagini oniriche e… niente, si sveglia. S’è mosso un piede, si è contratto un bicipite, si è piegato un dito, varie ed eventuali. Il mondo dei sogni resta inaccessibile, il guardiano del sonno ha sprangato la porta, forse si è persa la chiave d’argento. Questa vana ricerca prosegue fino al mattino, giunte le sei o quasi Koris si alza disperata, va a fare colazione e inizia una nuova giornata all’insegna del disagio.

Metodi sperimentati finora: un po’ di tutto, almeno legale e senza ricetta. Non attaccarsi ai videogiochi non serve a nulla, non guardare il pc idem, leggere non accenna ad agevolare il sonno, ascoltare musica o podcast fa solo sì che si arrivi a calcolare da quante ore non si dorme. Koris ha ricominciato a prendere la melatonina a dose massima, ma se aiuta solo per le prime due ore siamo punto e a capo. Ci sono stati anche un paio di tentativi azzardati con la camomilla che non sono approdati a niente, ma almeno s’è capito che se fino ad allora la camomilla faceva l’effetto cocaina era per via dei tempi di infusione troppo lunghi e non di biochimiche bizzarre. Tutto ciò che è mindfulness, meditazione e cose del genere non fa per Koris, in quanto dopo i primi due minuti in cui ci crede tantissimo subentra il “ma che cazzo sto facendo, sembro la prof di ginnastica del liceo, mancano solo le campane tibetane, sono ridicola”. Ad oggi non si è trovata una soluzione.

Quindi si vivono giornate eterne in cui il tempo ha poco senso, tutto sembra difficilissimo perché la stanchezza inizia a farsi sentire e le notti sono tragiche. Miracoli cercasi.

Randolph Carter facci una consulenza

Stanchezze autunnali

Koris inizia a pensare che l’inizio di un nuovo lavoro dovrebbe farsi come l’inserimento all’asilo nido: graduale, poche ore al giorno, nessuno strappo brutale. Invece sticazzi perché siamo adulti, ora di nuovo nella locuzione adulti e vaccinati. Che poi Koris si prenderebbe a schiaffi da sola perché tutto sommato le avevano detto che era poco saggio non prendersi nemmeno un giorno di stop fra Neutronland e il nuovo lavoro; e invece no, col cappero, fuori uno, dentro l’altro, tanto a me chi m’ammazza. Risultato: Koris ha le energie di una medusa lasciata a seccare sul bagnasciuga. Troppo poche per esistere, abbastanza per stressarsi con varie ed eventuali.

Al lavoro Koris dovrebbe fare cose che prevedono il far evolvere attinidi minori e le avevano detto che doveva essere tutto pronto per fine ottobre. Questa cosa ha generato una mole non trascurabile di Koris-sensi di inferiorità e un surplus di stress da aprire un import/export. Poi venerdì s’è scoperto che visto che questa cosa non poteva essere consegnata per fine agosto (e non è un Koris-problema), allora poi vediamo per quando la vogliono. E cosa vogliono in dettaglio. E perché lo vogliono. Koris vorrebbe parlare col capo che se la tira da manager per avere le idee un filo più chiare, che qui è un attimo che si diventa come Neutroni Porcelloni. Nel mentre il protoattinio vuole imbucarsi nelle lista degli isotopi fissili, “vengo anch’io” “no, tu no”, e allora fa schiantare la simulazione. Non diremo ancora una volta che ci manca Neutronland, che ormai stiamo diventando noiosi come quelli che si sono mollati col fidanzato storico.

In tutto questo Koris è un po’ fiera di se stessa perché è riuscita a scendere alla Grande Crevasse, cosa che a maggio non sembrava possibile. Anche lì, ci sarebbe poco da essere fieri perché è l’ennesima riprova che non c’è un problema oggettivo, solo un buco nero nel cervello che ogni tanto diventa troppo grosso per essere ignorato e fagocita un po’ troppe cose. Koris sta cercando di imparare a gestirlo, senza indugiare troppo in similitudini alla “Black Swan“.

Il gheming leptop Arael si sta rivelando utile per recuperare tutto quello che Koris si è persa in materia di videogiochi dal 2005 ai giorni nostri. È anche vero che un’adulta e vaccinata forse dovrebbe occuparsi di altro, ma il Koris-cervello ha bisogno di svago, quindi menare spettri assortiti in Dragon Age pare una buona idea. Anche lamentarsi che Dragon Age è un Diablo 2 con una grafica meno putrida è una buona idea. Anzi, Diablo 2 è superiore perché permette di creare un necromante di nome Kakka, Dragon Age per ora no. Anche questi grandi problemi dell’esistenza, assieme all’assenza di una vera e propria campagna di gioco di ruolo. È un mondo difficile, signora mia.

Koris vorrebbe scrivere altro, ma probabilmente sarebbero lamentele su quanto è stanca e su quanto vorrebbe andare in letargo, quindi soprassediamo. Sarà colpa del cielo grigiastro e della nebbiolina autunnale; o sarà colpa del Koris-cervello che come al solito gira troppo veloce.

Siamo nel 90% mind fuck

Emozioni dominanti

S’è già detto che Koris ultimamente è attanagliata da questo sconosciuto sentimento chiamato nostalgia per un posto di lavoro precedente. Che poi sarà anche nostalgia della comfort zone creatasi nonostante tutto, però ci sono dati oggettivi che le fanno sentire di aver fatto proprio una cazzata. Come sentire la mancanza di avere un dosimetro e poter disporre di un acceleratore, il quale si rompeva ogni due per tre, ma insomma, sempre acceleratore era. L’idea di aver rinunciato alla parte sperimentale le suscita un groppo in gola che andrebbe a buttarsi ai piedi del vice-capo di Neutronland dicendo “ripigliatemi, vi prego”. Senza contare la suprema nostalgia per l’ex Capo, che non è nemmeno più a Neutronland, che non ha alzato un dito quando era il momento di imporsi, che non considerava un suo problema il naufragare del Koris-progetto. Tuttavia Koris lo ricorderà sempre come colui che le tese la mano per uscire dall’inferno di Neutroni Porcelloni e se non ci fosse stato lui ora non saremmo qui a lamentarci. O meglio, forse saremmo qui a lamentarci ma di cose molto peggiori e in uno stato mentale putrido a dir poco. Ancora una volta, sindrome di Stoccolma a palate.

Koris ha scoperto del tutto casualmente che nonostante tutte le rassicurazioni delle risorse umane (perché c’è sempre qualcuno delle risorse umane di mezzo? Misteri), pare non abbia diritto allo smartworking prima di un anno di anzianità. Questa cosa era scritta da qualche parte oltre che sul sistema che ti dice “sticazzi lo smartworking” come un Brunetta qualunque? Ovviamente no. Le risorse umane rispondono al telefono? Uh, proprio, credici. Koris aveva puntato a prendere un giorno di smartworking per poter fare la trafila per rinnovare gli occhiali? Certo, e alla pari di tutti i Koris-piani se n’è andato affanculo in malora. Per altro, tanto per cambiare, come se non ci fosse una pandemia in atto e come se Marseille non fosse il dipartimento meno vaccinato e con più casi della France Metropolitaine.

Siccome secondo un brocardo dell’Amperodattilo “a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca”, Koris ora è sul chi vive per tutte le cose che potrebbero aver dimenticato di dirle. Che so, che ha il diritto a un numero massimo di pisciate al giorno. O che il concetto di ferie non esiste prima della fine del fottuto periodo di prova. O che non avrebbe diritto alla mensa e dovrebbe consumare il pranzo assieme ai cinghiali che girano qui attorno. La cosa potrebbe andare in escalation, ma Koris è diversamente calma.

Sul fronte pratico ci sono delle simulazioni che girano ma che ci stanno prendendo troppo tempo per i Koris-gusti. Passiamo sotto silenzio l’ennesimo fattaccio informatico di lunedì, ovvero “ah, ma non i permessi per la job submission” (io vi intossico la vita, altroché job submission). ‘thieu si lamenta che “almeno le tue simulazioni girano, le mie si piantano” e Koris sa che dovrebbe tirarlo su di morale, ma la cosa le riesce alquanto difficile; anche perché ieri mattina ‘thieu ha finito i pan di stelle lasciando il pacchetto sullo scaffale e gonfio in maniera ingannevole, quindi Koris si è ritrovata senza biscotti alle sei del mattino ed è un’esperienza che non si augura a nessuno. In questo periodo Koris vorrebbe essere brillante, creativa ed empatica, e invece è solo stanca. Forse non è il momento di chiedere troppo da se stessi.

Boh, insomma, passerà anche questa, passerà anche il momento no se di momento di no si tratta. Se non è un momento no, vedremo. Intanto a complicare le cose ci si mettono i piccoli dolori da niente, ad esempio il condominio da pagare con spese da Billionaire o il sito di Gibert Joseph che non accetta più la carta di Koris. Certo, l’emozione dominante di Koris sarà sempre la rabbia, ma se l’universo non ci si mettesse di impegno magari si potrebbe cambiare questa tendenza.

In effetti è vero

Continua il diversamente bene

Le notizie sulla Koris-scomparsa da questo universo erano, purtroppo, esagerate. Non si blogga niente perché c’è un reload di giornate tutte uguali in cui non succede niente di interessante, quando proprio non succede niente di niente. Cambiano soltanto gli incubi notturni variegati e assortiti. Per esempio stanotte Koris ha sognato che, non essendo utile allo sforzo produttivo del paese, le toglievano la copertura sanitaria. La notte precedente ha sognato esumazioni e spionaggio complottistico. Insomma, c’è tanta serenità. Solo che è da qualche altra parte, non qui.

Koris in questo preciso istante è in crisi perché non sa se deve normalizzare le sue funzioni di risposta alla superficie della sorgente o meno. Quindi entra ancora più in crisi perché si dice che un vero fisico lo saprebbe. E che in fondo è per questo che a fare il fisico non la vuole nessuno, perché lo sanno che Koris non sa fare davvero le cose, alla meno peggio si barcamena e fake it until you make it. Però si vede quando fai finta e mica vuoi tenerti a tempo indeterminato una che fa solo finta, no? Infatti. Da cui probabilmente gli incubi di cui sopra.

Nel mentre si è adottata la politica “il coviddi c’è ma a noi ce lo puppa”. Non si capisce bene cosa/come/quando/dove/perché. Non si capisce se si vive in un fragilissimo equilibrio che potrebbe saltare per aria da un momento all’altro o meno. Non si capisce e basta. O forse Koris non è abbastanza intelligente per capire, che è un’ipotesi valida, visto il paragrafo di cui sopra. Ormai non si sa nemmeno se augurarsi che la bolla scoppi, così ci si chiude e si sgonfia il bubbone una volta per tutte, o che tutto resti così fino all’estate in cui si spera ci siano miracoli. L’ennesima incertezza non contribuisce al clima ansiogeno di questi giorni.

L’ansia, già. Se potesse, Koris si sviterebbe la calotta cranica e lascerebbe il cervello in formaldeide. Magari come guscio vuoto dedito alle sole funzioni vitali vivrebbe meglio. Si trova sempre immersa in un vortice di pensieri negativi che innestano reazioni a catena fino al momento culminante del “no futuruuuu!”. Ci sono brevi, anzi brevissimi momenti in cui Koris si sforza a pensare che andrà meglio e che qualcosa di buono succederà, ma poi si ripete che deve trattarsi di un bias cognitivo per cui “ogni scarrafo è bello a mamma sua”, ma in verità lo scarrafo è una monnezza. Che fatica.

Koris cerca di non ammorbare nessuno e soprattutto non ‘thieu col suo vortice mentale. Anche perché ognuno si porta dietro un suo pacchetto personale pieno di cacca e non è il caso di caricare cacca altrui. Questa immagine evoca una fila di scarabei stercorari che spingono palle di escrementi più o meno grandi su da una collina. Solo che spesso e volentieri Koris sente che la sua palla di cacca molla le scivola dalle zampe e le rotola addosso. Dopo un po’ si rialza e ricomincia a fare la sua pallozza e a portarla su per la collina. Ma per quanto può durare ancora?

Insomma, da questo blog solo trionfante ottimismo. Scusate.

“Apri la tua mente” ma solo se riesci a scoperchiarti il cranio con un apriscatole.
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