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Ventinove giorni all’alba

Sono gli ultimi ventinove giorni presso i Neutroni Porcelloni (e l’azienda) e Koris sta passando attraverso tutti gli stati d’animo. E con tutti si intendono proprio tutti. L’euforia perché finalmente questo tunnel da cui pareva impossibile uscire finisce e si va a fare altro. Lo scazzo perché non è ancora finito quando sarebbe tempo. Il terrore di non saper fare e aver fatto una cazzata, tipico di lascia la via vecchia per la nuova. L’ansia per tutto quello che potrebbe succedere o non succedere. La tristezza figlia del senso di inadeguatezza e dell’impostore in agguato. Tutto ciò fa sì che Koris dorma poco o nulla, e quando dorme sogna che le esplodano i denti mentre gabbiani col volto da signora entrano dalla finestra. O che Marseille si trasformi in un livello bastardo di Tomb Raider, cosa che corrisponde abbastanza al vero.

Nel mentre oggi torna Capo Palpatine dalle ferie e potrebbe essere una giornata psichedelica. Nel senso che le mail di Capo Palpatine hanno senso solo se vengono lette sotto l’effetto del LSD. Ma tanto, eh. Per altro, è molto probabile che Capo Palpatine si sia dimenticato che Koris alza i tacchi, quindi che venga a chiedere cose oltre metà-ottobre, a cui Koris probabilmente risponderà SEP. In tutto ciò Koris fa di tutto per evitare il MegaCapo nei corridoi, ma sa che la cosa non può durare in eterno, dove eterno è 15 ottobre.

L’azienda invece… boh. Koris aveva ventilato al CCC che magari, se fa la sua ultima consegna documentaria il 20 settembre come previsto da contratto, Neutroni Porcelloni la caccia per non pagare, visto che non è umano fare una consegna di tre mesi in tre settimane (potrebbero anche proporle di farlo, ma steekatsee). Il CCC, come al solito, non ha capito una beneamata mazza.

“No, ma resti lì fino al 15 ottobre sera”
“Allora, mettiamo le cose in chiaro: punto uno, col cazzo che resto fino alla sera così per sport; punto due, se proprio vogliamo prolungare l’agonia, sto su Neutroni Porcelloni fino a mezzogiorno, poi vengo in azienda a recuperare i documenti che voi siete tenuti a darmi per la fine del contratto”
“Ma ci sarà una persona che ti rimpiazza”
“A me Capo Palpatine e MegaCapo hanno detto che non sarò rimpiazzata”
“Ma sì! Ma sì! Mi hanno detto di cercare un rimpiazzo per il contratto…”
“Ah beh…”
“E io lo ho trovato!”
“Buon pro vi faccia”
“Quindi devi restare lì fino all’ultimo a formarlo al tuo lavoro!”
“A parte il fatto che io mi sono formata da sola e cazzi miei. Ma quando dovrebbe arrivare questo fantomatico rimpiazzo da formare?”
“Ah, non lo so. MegaCapo e Capo Palpatine devono ancora validarlo. Penso a fine settembre.”
“Senti, coso, in due settimane io non posso formare nessuno a fare nulla. Per altro vorrei spendere altri dei miei quasi sessanta giorni di ferie arretrati…”
“Ma devi reggerci il gioco! Bisogna sacrificarsi! Bisogna…”
“Questa conversazione finisce qui, CIAO”

Quindi Koris aspetta che qualcuno le dica qualcosa sul suo futuro prossimo, medita come piazzare ferie in giorni strategici per svuotarsi il cervello, tracce rotte di bus come se fossero navi corsare del XVII secolo, cerca di arginare il senso di inadeguatezza per tutto quello che succederà dopo il 15 ottobre.

Nel mentre, ventinove giorni all’alba.

E mo’ è no

Koris stamattina era in ufficio con la sua ansia e lo spirito di Toranaga a farle da personal trainer. Quest’ultimo le massaggiava le spalle ripetendo in loop: “Sei pronta? Sei carica? Dai che li spacchiamo!”. L’ansia aveva raggiunto il culmine quando Koris si è accorta di essere uscita di casa senza orecchini, se non portafortuna, almeno antisfiga (sì, Koris ha un paio di orecchini che considera apotropaici, regalo dei Maiores per il dottorato).
In quest’aria di sottile follia, è suonato lo SmartPhogn.
E avete già capito chi è.
“Buongiornissimo, sono il CCC!”
Koris ha immediatamente contattato i bookmaker: quanto facciamo che annullano? Quanto facciamo che è solo per confermare? Fate le vostre puntate, gente, rien ne va plus!
“Ti chiamo per dirti che ho visto la tua mail di lunedì”
“In che senso? Ti ricordo che lunedì mi hai risposto ‘prendo nota’…”
“Sì, ma ci ho fatto attenzione solo ora”
Toranaga a questo punto ha sbuffato, ha preso le sue cose e se n’è andato dove c’era più bisogno di lui.
“E quindi?”
“Devi proprio essere alla tua riunione alle 13:10?”
“Devo proprio, è un meeting internazionale, se non seguo Palpatine si incazza e mi butta nel pozzo di Carkoon…”
“Ah, ma noi non possiamo essere lì da te prima di mezzogiorno e mezza! Ci abbiamo il business!!”
“Eh, sì, ma voi mi avete detto che era urgente, quindi faccio quello che posso…”
“Beh, allora rimandiamo!”
No, aspetta un secondo, a coso. La settimana scorsa ti è stata detta la stessa cosa. Hai detto che era urgente, che non si poteva rimandare. Com’è, prima era sì, e mo’ è no? Perché allo Koris zompa…
“… ora rimandare è un’opzione?”
“Ma sì! Rimandiamo all’otto novembre. Però tu non fissare conf call, eh!”
“A coso, è un meeting internazionale con un sacco di gente da fuori, non è che lo decido io”
“Sì, sì, ok. Allora facciamo a pranzo per l’otto novembre”
“Va bene”
Fine dell’ennesima telefonata ai confini della realtà. Se avete un incubo, svegliatevi. Se siete un incubo, allora cercherò di svegliarmi io. Koris si domanda se di qui all’otto novembre non faranno tutti in tempo a dimenticarsene. Nel frattempo, cosa vogliano i capi resta avvolto nel mistero.

Vasellina

Koris stava pacificamente scrivendo un report che le hanno appioppato in nome del “preferirei che lo facessi tu”, quando è suonato lo SmartPhogn.
Era il CCC, il Commerciale Completamente Cretino. Koris ha roteato gli occhi, sicura che volesse venire a spannocchiare minchia al Capogruppo Palpatine come fa ogni due mesi, puntuale e piacevole come un herpes.
“Ciao, sono il CCC!”
Sì, it is known, quello che è misterioso è perché Koris non abbia ancora messo il tuo numero nella blacklist.
“Volevo sapere se possiamo vederci…”
“Senti, in questo momento siamo molto carichi di lavoro, non se abbiamo…”
“… tipo a pranzo”
“Eh?”
“Sì, io, te e il Padrone dell’azienda. Sarebbe mercoledì a mezzogiorno, sai, il Padrone è molto occupato”
La parte felina del Koris-cervello le ha fatto rizzare il pelo.
“Tutti i mercoledì ho la riunione di gruppo dalle undici finché ce n’è, quindi non posso assolutamente promettere che sarò libera…”
“Facciamo a mezzogiorno e mezza?”
Facciamo che smetti di rompere i coglioni no, invece?
“Vabbé, ok, non ti prometto niente, ci vediamo alla mensa del sito se dovete vedere qualcuno…”
“Ah, ma no. Ma andiamo a pranzo fuori, sarà più carino”
Nel cervello di Koris ha iniziato a suonare furiosamente la sirena dell’allarme fregatura.
“Ma per quale motivo, esattamente?”
“Ah, per parlare”
“Ma parlare di cosa?”
“Parlare… ora, scusa, ma ho meeting importante, ti mando un invito in Outlook per mercoledì, ciaooooooo!”
La sirena continuava a suonare, assieme alla colonna sonora da videogioco in sitauzione tension.
Ora, se avessimo a che fare con gente normale, la situazione sembrerebbe postiva e nascondere una promozione. Tuttavia sappiamo benissimo che sedersi sugli allori equivale a scambiare per alloro il pungitopo, mentre quelli bagnano le dita nella vasellina (che poi sarebbe lo pseudo-invito a pranzo). Il meteo prevede nubi cetrioliformi a bassa quota.
Koris ha riflettuto un po’ e si è fatta una sua idea di quello che potrebbero volere da lei:

  1. di “appropriarsi di certe cose” perché l’azienda possa passare per “innovativa” e quindi pagare meno tasse. Trattasi di una cosa talmente paludosa che ci sguazza dentro il Mostro della Laguna Nera, con tanto di costume plasticoso anni ’50
  2. Binomio ha sgombrato il campo per ragioni ignote e quindi, quando il Koris-contratto coi Neutroni Porcelloni decadrà a febbraio, non hanno più niente da farle fare. Quindi raus, fare aria. Da una ricerca stalkeristica su Binomio, quest’ultimo pare ancora al suo posto. Pare.
  3. c’è un contrattone che vogliono assolutamente vincere con Koris-profilo. Solo che sta a Vergate-Sul-Membro. Koris non è molto propensa agli spostamenti, quindi cercano di indorarle la pillola.
  4. vogliono cheiderle di fare un po’ di lavoro da commerciale e stanare contratti. Ma Koris e questo genere di cose non sono compatibili. Oh, ognuno ha i suoi limiti. Nessuno fa mai una colpa ai responsabili commerciali di non sapere la fisica nucleare, quindi può benissimo esserci il viceversa.

Nel mentre stiamo con le spalle al muro. Nel terrore di quello che potremmo scoprire mercoledì.

blacklagoon

Meglio la Laguna Nera anni ’50, tutto sommato.

Cazzate oneshot

Ore 14:50. Caldo torrido ma in calo, umidità galoppante, cicale fuori dalla finestra.
Koris guarda gli elettroni, gli elettroni guardano Koris (non le chiedono “Why modernism?” solo perché questa la capirebbe soltanto Iset).
Koris sa che ha una riunione dalle quattro e mezza alle sei che dovrebbe essere vietata dalla convenzione di Ginevra. Koris ha uno scazzo atroce per via degli elettroni che non si comportano bene.
Suona lo SmartPhogn.
È il CCC, il Commerciale Completamente Cretino, o il Cojonazzo Con Convizione, a scelta.
“No, non sono psicologicamente pronta a tollerare la minchiata numero non so quale sui rimborsi della macchina. No, non voglio sapere che non mi rinnovano il contratto qui. No, non ho nessuna voglia di organizzare una riunione per spiegargli della rava e della fava che tanto non capirà. No, non ho la forza per un’altra cazzata”
Però Koris non ha competenze da opossum e non sa fingersi morta. Al prossimo giro, come corso opzionale all’università, invece di fisica delle reazioni nucleari ad alta energia scegliamo tanatosi.
“Pronto, sono il CCC!”
Ma non mi dire. Per altro sullo SmartPhogn è memorizzato così.
“Va tutto bene???”
Al solito, andava meglio prima. Ma non possiamo ripetere ‘sta scenetta ogni volta.
“Ti chiamo per una cosa importante”
Vedi come sopra. Koris non è psicologicamente pronta, parlate con la segreteria telefonica, quella è sensibile e compiacente. E soprattutto, non umana.
“Sarebbe a dire?”
“Non so se funziona la tua casella di posta”
Qui la rosa delle risposte da elargire è talmente ampia da rendere ardua la scelta.
“In che senso non sai se funziona la mia casella di posta?”
E perché? Cosa dovevi mandare? Comunicazioni di licenziamento perché c’è grossa crisi? Statini dello stipendio? Sticazzi rotanti?
“Non hai ricevuto una mail ieri dalla direzione?”
“Sì, ma parlava del seminario aziendale”
Aka la vacanza aziendale, quella cosa metafisica di fantozziana memoria il cui solo nome invita a tenersi il più lontano possibile. Il CCC si illumina di immenso.
“Ah! Allora puoi dirmi se la hai ricevuta?”
“Sì, la ho ricevuta, ma…”
“Sicura sicura?”
“Sì, perché?”
“E hai risposto?”
No, la mail diceva espressamente di rispondere entro venerdì, non subito immediatamente qui e ora. Ed è una cazzata a cui comunque Koris risponderà no, in quanto quel week-end ah uno stage di speleo-soccorso. E anche se non ce lo avesse, preferirebbe passare 72 ore a spalare cacca di pipistrelli alla Salle des Phosphates piuttosto che andare in vacanza con l’azienda a fingere di divertirsi. Koris ha sviluppato un’intolleranza alle gite scolastiche dall’età di dodici anni, la pubertà fa brutti scherzi.
Ma anche la coglioneria non scherza. Perché telefonare per sapere se una mail è arrivata era già grottesco nei primi anni 2000, figurarsi ora, nell’epoca della mail con avviso di lettura. Manco la catanonna ultranovantenne, fra un po’.
“Non ho ancora avuto tempo di rispondere, stavo lavorando”
“Ok, ma la hai ricevuta, vero?”

“Ho sognato di essere un cretino”


“… sì”
“Bene, allora rispondi, eh, è importante”
“Ma dovevi dirmi solo quello?”
“Certo!”
Koris ogni tanto pensa di essere trollata. Non è possibile essere così coglioni senza accorgersene. Non può non esserci una premeditazione nella rottura di coglioni. È semplicemente troppo assurdo.

Buone notizie e bicchieri avvelenati

A quanto pare lamentarsi sul blog come da post precedente serve a smuovere le acque stagnanti. Solo che bisogna essere pronti quando arriva l’onda e non farsi a trovare a cazzeggiare nel salvagente a paperetta, beandosi dell’apatia propria e altrui. Se no il salvagente a paperetta si ribalta e da apatici ci si ritrova sott’acqua.
Comunque, la storia che va trasformandosi in farsa è codesta.
Martedì, dopo essersi lamentata sul blog dei suoi giorni da Plutone, Koris aveva mandato ancora un numero imprecisato di curriculum per altrettanti imprecisati annunci, quindi era scesa a sorvegliare i Mostrilli che calibravano a caso pipette e termocoppie.
Si trovava un limbo di torpore post-prandiale barricata dietro al macbook Trillian, quando lo smartphogn ha suonato.
Numero sconosciuto.
“Pronto, buongiorno, parlo con Koris?”
“Così pare”
“Siamo l’azienda VaiASapereQuale, abbiamo visto il suo curriculum”
“Ah, bene, e chi sareste?”
“Veramente ha risposto lei all’annuncio”
Figura di cacca numero uno in buca di sponda.
“Ah, sì, scusi, sa, è che ormai non mi raccapezzo più fra le varie comunicazioni”
“Ci racconti che ha fatto durante il dottorato”
Koris avrebbe probabilmente dovuto mettere un simbolo PEGI, a giudicare dalla voce sconvolta della tizia.
“Ma quindi lei durante il dottorato ha fatto più codice che fisica?”
“Se le racconto in che stato versa la fisica delle particelle non mi crede”
“E ora cosa fa, visto che ci risulta che lei ha un lavoro?”
Rispondere niente non era carino. Nemmeno “mi rodo il fegato fra Mostri e coglionazzi” pareva carino.
“E allora perché vuole lasciare il posto che ha adesso?”
Toccava trovare in un nanosecondo una risposta bastevolmente arzigogolata e convincente che non fosse “perché voglio scappare/perché qui faccio la muffa come un limone fuori dal frigo/perché non posso arrivare ad agosto con la voglia di mettere le mani al collo alla Tacchettina o chi per essa tutti i giorni/perché insegnare mi dà l’ansia da prestazione prima e lo sconforto dopo”.
“Senta, ci vediamo martedì unidici alle undici ad Aix, le mando tutto per mail. Assieme a un paio di documenti che dovrà mandarmi prima del colloquio”.
Da allora in Koris alberga quello che è il suo coinquilino da Boulogne a questa parte, che dovrebbe pagarle almeno la metà dell’affitto: il panico.
Passato un momento di iniziale stupore perché il suo curriculum non fosse stato usato come carta igienica per una volta, è arrivato il pensiero “ma questi hanno presente chi sono io?”. I documenti hanno aggiunto panico a panico, perché quando c’è una griglia a crocette da riempire si viene messi graficamente faccia a faccia col proprio non saper fare niente.
Senza contare che sentire pronunciati termini come “preavviso per eventuale dimissione” fa venire l’ansia secolare del “e se poi va male?”, in barba alla teoria di Wellington secondo cui avere certi cattivi pensieri da sì che si realizzino.
“E se mi dicono che mi prendono, do le dimissioni e poi si accorgono che non so far nulla e mi cacciano dopo un mese?”
Quindi Koris è qui, col suo horror vacui e dei documenti da riempire, trasferita su Urano (su cui un giorno dura sei ore). Con l’ansia che le cose possano andare bene solo per andar male più tardi.

Un tempo il Senzaddio, prima di abbandonare Koris al suo destino, ebbe a dire “Tu non solo vedi il bicchiere mezzo vuoto, ma quando è mezzo pieno è avvelenato!”. Urge andare ad attaccarsi a una falesia per svuotarsi il cervello.

Telefonate indecenti

Un tranquillo giovedì sera, in coma post fine della prima serie di Battlestar Galactica. Il pensiero dominante è che fa troppo caldo per pensare. Il secondo pensiero dominante è la voglia zero di andare al lavoro il giorno dopo. Il terzo pensiero è “Se nel primo episodio della seconda stagione scopro che Adama è morto, Battlestar Galactica con me ha chiuso”. Riflessioni ad alto contenuto filosofico, insomma.
Suona il cellulare con la suoneria più fastidiosa del mondo.
“Pronto?”
“Tu porti la corda, i rinvii nuovi e il materiale da arrampicata, qualche vestito, al resto per il campeggio penso io e il cibo lo compriamo in loco”
“Prego?”
“Se riesci a farti trovare alla stazione di Cavaillon fra le sei e le sette sarebbe fantastico”
“In quale delle Dodici Colonie si troverebbe Cavaillon, scusa?”
“Ah, e porta anche un costume da bagno, un asciugamano e un vestito decente, che c’è una festa sabato sera”
“Tutto questo non ha alcun senso…”
“Ci vediamo domani a Cavaillon”
“Ma veramente…”
Fine della telefonata.  Koris è alquanto interdetta. E non sa che cosa sarà della sua vita a partire da oggi alle sei.

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