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N’importe quoi

Ah, sono passati dieci giorni dall’ultimo post? Come passa il tempo quando NON ci si diverte. Cioè, in verità no, Koris è abbastanza convinta che la relatività ci abbia messo lo zampino e si diverta a dilatare le ore passate al lavoro, per restringere quelle devolute al tempo libero. Le settimane ormai sono composte da millemila giorni tutti uguali, l’unica differenza è che alcuni giorni si lavora senza reggitett… ahem, in smartuorchi, altri si familiarizza con gli acari dell’ufficio. Smartuorchi per altro dovrebbe terminare questa settimana, forse. Poi non si sa niente, Capo Giuseppi tace, l’altissima gerarchia tace, l’unico in possesso di tale segreto deve essere il sacrosantissimo stocazzo. Perché l’organizzazione è tutto.

Koris ha capito di questi attinidi bizzarri che fanno n’importe quoi importa soltanto a lei. Sta quindi cercando di imparare l’arte di fottersene, o meglio, del va bene così se va bene agli altri. Non è facilissimo ma qui bisogna salvaguardare la sanità mentale di qui all’agognato mese di marzo. Che sappiamo quanto può sia poco gradevole essere trasportati nel vortice del dover fare non meglio determinate tuttecose, sappiamo cosa si trova nell’occhio del ciclone e non è proprio la pace auspicabile. Quindi a un certo punto tocca cercare di salvarsi l’anima e la sanità mentale.

In compenso, nonostante tutto, Koris è riuscita a mettere a profitto il suo incauto investimento, in barba al riscaldamento climatico: gli sci da fondo. I primi sci che Koris compra con i suoi soldi, quindi si poteva scommettere che non sarebbe più nevicato per i successivi ottocento anni. Sia chiaro, Koris continua ad essere una schiappa senza tecnica che si ritrova senza fiato ogni cento metri, ma almeno adesso è (ancora più) motivata ad andare per ammortizzare l’investimento.

Varie ed eventuali: c’è una nuova campagna di gioco di ruolo che sta per partire e una maga dei venti con l’hobby per la necromanzia che non vede l’ora di fare danni. Nel cervello di Koris si è formata una strana idea per una campagna di “Call of Cthulhu” in Vaticano, ma bisognerebbe saper fare il master per lanciarsi davvero, anche se Iset sarebbe fomentatissima per giocare. I concorsi letterari che Koris aveva adocchiato probabilmente passeranno in cavalleria perché non c’è né il tempo né la voglia di correggere i racconti da mandare. Del romanzo non si hanno più notizie, a questo punto toccherà mettersi il cuore in pace e prendere decisioni poco piacevoli. Vabbè, fa parte della vita anche quello.

Forse si potrebbero scrivere tante cose più o meno trascurabili, ma sarà il caso di andare a fare una lavatrice, piuttosto.

Lavatrici mistiche pronte ad apparire in sogno

Urlare nei gomitoli

E non solo perché oggi è l’otto di gennaio. Urlare nei gomitoli potrebbe essere una valida valvola di sfogo a sedersi per terra e piangere come un treenne a cui è stato rubato il ciuccio. Le ragioni ci sono tutte e anche se non ci fossero arriverebbero presto.

‘thieu ha avuto la folle idea di voler abbassare la cappa in cucina. Chiariamoci, l’idea in sé non sarebbe folle, non fosse che s’è capito che la cucina va guardata da lontano senza andare troppo nei dettagli, altrimenti si scoprono miserie. Ad esempio, la cappa era stata intonacata assieme al muro, non era stato tolto il cellophane dentro, non era stata fissata con le apposite viti ma con della colla merdosa e, dulcis in fundo, il muro dietro alla cappa non è stato né dipinto né intonacato. Siamo al livello superiore del “nascondere la polvere sotto al tappeto”. Koris è abbattutissima perché deve rifare l’intonaco prima che sia rimessa la cappa e non è che il lavoro sia stato fatto da Peppino l’usuraio in pensione, che a tempo perso fa il muratore in nero. Sta minchia di cucina è stata fatta da un’azienda seguita da un architetto e ci si ritrova comunque a dover rifare cose. Abbattimento generico.

La ripresa lavorativa è una pestilenza, nel senso letterale del termine. Le norme anti-coviddi sono complicate, imperscrutabili, interpretabili, più generiche del sistema della pila di una partita di Magic: The Gathering con mazzi blu primi anni 2000: se gioco l’istantaneo “droplets” sulla stregoneria “mascherina di stoffa” ha effetto prima o dopo dell’incantesimo “vaccino booster”, sapendo la creatura “coviddi” ha attacco improvviso e attacca senza TAPPare? (Scusate, nerdaggini di un’altra era) Insomma, il succo del discorso è “fate un po’ come cazzo vi pare, basta che non dichiarate che vi contaminate al lavoro e che venite almeno due giorni a settimana”. Capo Giuseppi fa lo gnorri e Koris ormai ha alzato un altare votivo all’ex-capo di Neutronland, che le manca tantissimo. Siamo alla fine della civiltà occidentale, iniziata coi Greci e finita con le lettere greche.

Lo studio che si trascina da settembre sclera. O meglio, il nettunio sclera. O piuttosto, ha una differenza del 5% con quello che dovrebbe essere, che secondo Koris viste le circostanze è grasso che cola, ma pare di no. Anche se la quantità studiata, che doveva essere lineare, forse lineare non è, chi può dirlo. Koris non sa più cosa inventarsi e ne avrebbe anche un po’ le palle piene di sacrificare ore supplementari, week-end e anche vacanze. Tuttavia teme che questa mancanza possa pesare sul periodo di prova, che finirà sempre troppo tardi per la Koris-sanità mentale.

Insomma, Koris vorrebbe sparire due settimane sotto i Pirenei Atlantici fra gli speleologi puzzoni che mangiano salsiccia, patate e formaggio facendo battute di dubbio gusto, ma bisognerà aspettare agosto per tanta grazia. Per ora ci si può drogare di videogiochi e sperare che il Maitre de Jeu mantenga la sordida promessa iniziata con “ho un background di una grossa campagna già pronto”. E cercare gomitoli in cui urlare il proprio disappunto.

Mistici gomitoli della follia, un racconto inedito di Lovecraft

Anno nuovo, vita boh

Ed eccoci pronti e carichi per un nuovo inizio scoppiettante e pieno di energia! No, che cazzo stiamo dicendo, urgono le ferie per riprendersi dalle ferie, altro che energie, scoppietti e via dicendo. L’unica cosa che è davvero scoppiettata è sempre la caldaia, che forse verrà riparata mercoledì, forse no, chissà, iniziare l’anno con delle certezze sarebbe in effetti chiedere troppo.

Per restare sulle certezze, il rientro in laboratorio è stato all’insegna del boh. Già da prima di capodanno si sapeva che a Manù nostro sarebbe molto piaciuto (spoiler: no) se fossimo restati in smartuorchi tre giorni a settimana, per risparmiarsi fastidiose lettere greche in giro per l’aere. Koris ha passato le vacanze, oltre che a controllare le simulazioni, a sbirciare nella casella di posta in attesa di una mail delle gerarchia che desse qualche gerarchia; la gerarchia doveva essere ancora sbronza di champagne e salatini, non dava segno di vita. La situazione si è trascinata fino alla quindici di oggi, ora in cui dall’alto dei cieli è giunta una mail dicendo “fatevi tre giorni a casa un po’ come pare al vostro capo laboratorio”. Ora, Capo Giuseppi era l’unico ad essere in smartuorchi e, secondo la peggiore tradizione, ha usato la tecnica dell’opossum fingendosi morto e non rispondendo a nessuno. Koris domani andrà in laboratorio perché hai visto mai, qualche santo sarà.

Sul fronte vacanze, meh. Koris ha lasciato le sponde dei Maiores con un solo pacco di pan di stelle e anche solo questo sarebbe male. La scappata nel paese del formaggio puzzone e delle grotte non ha portato alcun formaggio puzzone e grotte un po’ di recupero. Anche perché i pozzi erano trasformati in docce senza manopola dell’acqua calda, non proprio auspicabili. Koris sperava di fare qualche uscita conseguente, invece se n’è tornata alla gelida casa con le pive nel sacco. Ormai non ci si crede più.

Koris avrebbe sedici tonnellate di paturnie da scaricare su questo blog, ma siccome è il primo post dell’anno facciamo che ci asteniamo. Non perché “chi si lamenta a capodanno si lamenta tutto l’anno”, che poi è scontato lamentarsi tutto l’anno. Unico buon proposito per il 2022: cambiare generatore di immagini per post che non ne hanno una loro. Lasciamo InspiroBot al 2021 e (ringraziando Celia) diamo il benvenuto a Wombo (le immagini sono generate inserendo il titolo del post e scegliendo un filtro a caso).

L’oracolo vuole forse proporre un anno denso di montagne?

Diasgi e dilemmi

Ovviamente non ci si poteva fermare su una nota positiva come il compleanno sugli sci, sarebbe stato troppo bello. Domenica, giornata che doveva essere dedicata all’acido lattico e a mettere a posto i bicchieri ancora in fuga per tutta la casa, la caldaia ha inizio a comportarsi in maniera bizzarra. Per prima scomparve l’acqua calda, che per questioni di impianti non-euclidei serve solo la cucina e non il bagno, alimentato in altro modo (per fortuna). ‘thieu si è messo smanettare con la caldaia, che a onor del vero non è proprio di primo pelo. La caldaia si è messa a sputare calcinacci, segno di maltrattamenti durante i biblici lavori della cucina. Dopodiché ha lasciato questa lacrime e intonaco caduto emettendo rumori tisici.

La prima balenata è stata smontare la caldaia e togliere tutti i detriti che dovevano essersi accumulati all’interno, salutando con affetto i mortacci degli operai che avrebbero anche potuto fare un minimo di attenzione (LOL). Poi si è pensato che non sarebbe stata una buona idea cercare di smontare un affare in cui circola gas e che sarebbe stato un peccato trasformare la cucina nuova in un cratere, con tutta la fatica fatta. L’opzione rimasta era truce ma necessaria: spegnere la caldaia e aspettare il tecnico.

Sono seguite ore di resistenza termica che sono diventati giorni. La temperatura è crollata da 18 a 15 gradi, in una sorta di declino da inverno antartico, col sole che ormai non sbuca più dall’orizzonte. ‘thieu pigola a intervalli regolari che ha freddo e ha insistito per mettere due coperte nel letto. Al contrario, Koris è forgiata dall’anno del disagio vissuto col SonnoDellaRagione, quando in casa c’erano dodici fottuti gradi costanti fino al disgelo e l’unico mezzo di riscaldamento era la CPU sotto stress del MacBook Trillian. Tuttavia un gioco è bello quando dura poco e sarebbe d’uopo che questa simulazione dei naufraghi sull’isola Elephant avesse un lieto fine. Almeno prima di andare a caccia di foche per nutrirsi.

Il dilemma invece è (tanto per cambiare) lavorativo e ha colto Koris all’improvviso, per caso. Incontrato un ex-collega di Neutronland a mensa, si è scoperto che il tizio assunto al posto di Koris molla l’incarico per aspirare a più lauti compensi e responsabilià. Com’è ovvio è seguito momento di Koris-furia perché potevi aspirarlo l’anno scorso e non prendere il Koris-posto, mortaccitua. Però ciò significa che l’anno prossimo a Neutronland si libera un posto (forse due, ma non sia, è ancora nebuloso). Questo ha fatto vacillare il Koris-sentimento che ha preso piede negli ultimi tempi, ovvero il “questo abbiamo, questo amiamo”. Con annessi dubbi del “forse dovevo restare a Neutronland”, anche se Koris è abbastanza sicura che se fosse rimasta a Neutronland sperando nel destino, il destino le avrebbe fatto il gesto dell’ombrello.

Interrogato in materia, ‘thieu ha risposto “conta che non c’è più il capo laboratorio che tanto ti voleva bene, quindi magari l’ambiente è cambiato e non in meglio. Forse adesso è il momento di voltare pagina”. Solo che Koris trova un po’ difficile voltare pagina, perché quel lavoro le piaceva davvero, al netto della delusione quando le dissero “no, il posto che ti avevamo promesso va a un altro”. Non è che il suo lavoro attuale non le piaccia, ma l’altro le piaceva di più. O forse era l’effteto di aver lasciato l’inferno di Neutroni Porcelloni a farle vedere tutto bello e glitterato, difficile dirlo. Fatto sta che se davvero il posto sarà aperto, Koris non saprà come sentirsi al riguardo (a meno che non l’abbiano cacciata a calci a fine periodo di prova, a quel punto lo saprebbe benissimo).

Intanto pare che queste domande siano un po’ troppo retoriche, visto che come al solito del diman non v’è certezza. E visto che domani Koris dovrebbe e si sottolinea DOVREBBE tornare in Italia, la citazione non è per niente a caso. Nuvole nere si addensano all’orizzonte e non è nemmeno il fumo della caldaia.

Diciamo che siamo a metà strada

Stati di emergenza

Meno pochi a Natale, meno ancora meno al Koris-compleanno, più un sacco di stress. A pacchi formato famiglia. Già, famiglia. Iniziamo con la lamentela uno.

Koris era abbastanza serena per il ritorno italico natalizio. Ha una terza dose, i Maiores pure, poteva farsi venire a prendere a Nizza spendendo la folle cifra di nove euri di Flixbus. Tuttavia le cose semplici non sono per noi, quindi l’Italia ha deciso che la terza dose anche sticazzi, fatevi un tampone se venite dall’estero. Per limitare lo spargersi di fastidiose lettere greche, dicono, anche se ormai le lettere greche sono un po’ ovunque e qui più che una pandemia pare una versione di Demostene. Cosa che a ben pensarci necessita uno stato di emergenza permanente, ma stiamo divagando. La necessità di tamponarsi rendere alquanto difficile per i Maiores saltare da una parte all’altra della frontiera e raccattare merce marsigliese di contrabbando, quindi l’opzione uno è diventata infattibile. Il Flixbus notturno arrivava troppo tardi per gli Ampero-gusti, urgeva trovare un’alternativa. L’opzione treno fino a Ventimiglia con agevole cambio a Nizza per la bagatella di quattro ore di trasporti sembrava l’unica possibilità rimasta. Poi i treni francesi decisero che era bello millantare lo sciopero a oltranza e allora tornava in auge l’ipotesi “preghiamo che la Yaris regga il tragitto”, non proprio la più auspicabile.

Situazione attuale: lo sciopero dei treni forse è revocato, Koris ha una prenotazione per un tampone mercoledì sera e un biglietto per il Flixbus notturno (che a un certo punto sembrava sparito pure quello) perché hai visto mai. Nel mentre il governo da questa parte delle Alpi forse domani annuncia nuove misure, ma Koris ha deciso che ogni giorno ha la sua pena e per questa settimana anche basta così.

Pare che Koris abbia ancora un lavoro, o meglio, che Capo Giuseppi non si sia incazzato come una biscia per lo studio che non procede come dovrebbe. Forse se ne frega, forse lo studio non è così importante, forse al solito è Koris che prende tutto male. Ai posteri l’ardua sentenza ma anche no, basta che la situazione si protragga fino al primo marzo. Nel mentre Koris lancia simulazioni, anche se preferirebbe lanciarle dalla finestra e fare tutt’altro. Forse dovrà ritagliarsi tempo durante le vacanze di Natale per fare anche quello.

Siccome il Koris-compleanno (il troppesimo) è alle porte, Koris avrebbe un sordido piano. Tuttavia ultimamente ogni volta che sono stati annunciati grandi piani è sempre arrivato qualcosa a distruggerli. Pertanto seguitiamo in questo stato di emergenza anche della iattura, e cerchiamo di uscirne il meno peggio possibile.

Cosa tutt’altro che semplice in questo momento

Grossi errori e mini-orrori

Koris ha appena passato uno splendido sabato fra lavori domestici e lavoro tout court, perché lo smartwuorchi è bello ma solo nel week-end, soprattutto quando non è retribuito. Come mai tutto ciò? Andiamo con ordine.

Venerdì la giornata si annunciava normale, tranne la neve. Che poi siccome avevano mandato avvertimenti degni di Neutroni Porcelloni a base di “guidate con prudenza”, Koris si era illusa che qualcuno avesse preso le giuste misure. Sticazzi, come al solito. Nell’entroterra l’autostrada né salata né pulita, in certi punti si vedeva il ghiaccio, c’erano un sacco di macchine finite nel fosso perché in Provenza ti ritirano la patente se non infrangi i limiti di velocità e del buon senso in qualunque condizione climatica. Koris è arrivata al centro di ricerca all’alba delle dieci, solo per scoprire che i bus percorrevano solo gli assi principali, tutto il resto era da sgambettarselo a piedi su per le colline. Clima da ritirata di Russia, ma almeno si è scoperto che gli stivaletti Doc Martens tengono bene la neve, forse sono anche ramponabili.

Tuttavia la giornata demmerda era appena cominciata, il dramma stava per consumarsi. Koris si era illusa che il suo studio sulla trasmutazione degli attinidi anni ’80 fosse finito, pronto per essere consegnato e tanti saluti. Invece si è scoperto, in rapida successione, che la dose al centro del reattore era nulla (poco probabile) e che un prodotto della catena di decadimento del nettunio aveva lasciato le simulazioni per lidi migliori. A Koris è preso il panico, quello brutto, quello paralizzante, a tema pensiero unico: “adesso non posso consegnare lo studio e il capo mi caccia com’è giusto che sia”. Koris ha scomodato ‘thieu, ha scomodato l’angelo custode della sua sanità mentale, quindi ha scomodato il Collega Barbuto via Skype perché non quadrava più niente e a quel punto tanto valeva fare seppuku con le forbici. Collega Barbuto ha minimizzato tutto come solo chi è nello stesso posto dal 1998 sa fare, forse a un certo punto si raggiunge il Nirvana, chissà se Koris lo saprà mai (spoiler: no). “Tutti possono sbagliare, l’importante è capire dov’è l’errore” ha detto Collega Barbuto. Trovare l’errore è stata l’ossessione di Koris per le successive dodici ore.

Dopo aver stampato script python e setacciato server, Koris ha scoperto due cazzate di grosso calibro, di solo una sua: i prodotti della catena di decadimento avevano deciso di non esistere da un certo punto in poi, cosa che sballava tutti i conti; ciò è accaduto quando il server non funzionava e il Koris-pc era stato sequestrato, forse c’è un legame. La seconda cazzata è stata fatta da Collega Bietola (erbivora e fiera di esserlo, precedentemente nota in questi luoghi col nome di collega stinfia), per cui la guaina degli elementi fissili era un fastidio trascurabile, quindi niente guaina e niente radioattività sulla guaina. Regolare, errori compresi, non sei tu sono io. Il problema è che la scadenza ormai incombe e ci sono otto conti da trenta ore ciascuno da ripetere due volte. Non c’è modo che ‘sta cosa sia finita per Natale. Koris non lo ha ancora comunicato a Capo Giuseppi e questa cosa le mette addosso un’ansia tremenda, tant’è che venerdì sera stava cercando su Google “come spiegare durante un colloquio di essere stati cacciati in periodo di prova”. C’è serenità.

Da questo si evince che Koris è abbastanza esausta e o finisce il periodo di prova, o finisce Koris. Se il periodo di prova finisce con un licenziamento potrebbe finire anche Koris, non si sa. Fatto sta che si aspetta lunedì con una certa apprensione, sperando che Collega Barbuto sia convincente e che lo studio tanto carino sulla pentola a pressione radioattiva possa in qualche modo controbilanciare lo svarione di gruppo.

In compenso la cucina è finita, ragion per cui Koris ha passato l’attesa dei calcoli a pulire pavimenti, superfici, universi. Tuttavia gli operai hanno preso Koris e ‘thieu per sfinimento, terminando i lavori col metodo Renè Ferretti, ovvero a cazzo di cane. Non che la cucina sia peggio di prima, cosa che potrebbe essere difficilmente possibile. Si notano però un sacco di dettagli buttati lì che sono più degni di “ammiocccugino che ci sa fare con la decorazione perché gioca sempre a The Sims” che di un’impresa professionale. Pensili non proprio dritti, giunzioni di silicone fatte a caso, zoccoli tagliati storti, intonaco lisciato alla viva il parroco, macchie sugli elettrodomestici. L’Amperodattilo, responsabile qualità della famiglia allargata anche a distanza, ha notato di tutto e di più via foto sgranate, quindi ha scosso la testa per quanto il dolore al collo lo permettesse e ha sentenziato “io glielo farei rifare”. Solo che non si può reggere un altro mese di lavori e polvere, quindi la cucina verrà tenuta tale e quale. ‘thieu ha solo mugugnato “se il pavimento non viene pulito, non glielo pago”.

Koris avrebbe un gran bisogno delle vacanze di Natale e della servitù di Downton Abbey che le metta a posto lo sgoverno della cucina. Invece è abbastanza probabile che ci saranno conti da girare durante le vacanze, quindi addio disconnessione completa. Per quanto riguarda il mettere a posto, nemmeno a parlarne. Per alto mancano alcuni scaffali nei pensili e i cassetti arrivano a fine dicembre perché sono esauriti, come Koris e come i siluri fotonici dell’Enterprise-B.

Chissà se si sopravvive fino al 2022.

Certo che se si potesse mettere il cervello in un barattolo sarebbe più semplice

Terza dose e oltre

Koris è di un umore fetido e potrebbe essere un nuovo effetto collaterale (nonché l’unico) della terzo dose di vaccino, altro giro, altro regalo. Che poi le è anche venuto il dubbio che si stesse vaccinando abusivamente, perché il foglio diceva “dose ad almeno sei mesi di distanza”, tutto il resto del mondo diceva “cinque mesi”, quindi anche impostore nel vaccinarsi. Ma ormai è fatta, una settimana e ci sarà un green pass rubato in più in giro, colpa dei Marsigliesi che non controllano nulla, green pass compreso. Per inciso, c’è una chiara decadenza dei locali in cui vengono allestiti i centri vaccinali: la prima dose era al blasonato stadio Velodrome, la seconda al più modesto Palais de Sport, la terza in un centro congressi qualunque. Per la quarta si piazzerà uno spacciatore dall’aria losca nei cessi della stazione, a questo punto.

L’umore fetido di Koris potrebbe essere svincolato dal vaccino, ma non è una teoria abbastanza alla moda. Diciamo che le cause rientrano nel grande calderone dei “vari&eventuali” ed essendo argomenti sensibili magari il lettore di passaggio non ha voglia di vederseli sbattere in faccia. Fatto sta che Koris un po’ si odia perché non ha la motivazione di fare nulla e non si fa granché. Poi ha l’impressione che non le piaccia più nulla e di essere diventata una smorfiosa. Queste considerazioni spaziano dal primo episodio della saga di “Wheel of Time” fino al libro che Koris sta leggendo in bus. Magari è un periodo, o magari è la vecchiaia.

Al lavoro il nuovo passatempo trendy è acchiappare il coviddi. Si creano cluster e megacluster per le ragioni più svariate: feste serali, riunioni, pause caffè. “Ormai solo gli asociali non sono stati a contatto con positivi” ha dichiarato Capo Giuseppi a Koris, notoria asociale e pertanto al momento al riparo da contaminazioni di sorta. Oh, essere asociale del resto deve avere qualche vantaggio, oppure è solo una rottura di palle di umani normodotati che ti fanno presente “come sei asociale!”? Parlando di socialità, qualcuno pensava con orrore che visto lo propagarsi della quarta-quinta-ennesima ondata il temibile smartworking sarebbe tornato a reclamare vendetta, assieme alle teste di sindaci milanesi e di ministri riemersi dai governi Berluskaiser; invece no! A grande sorpresa le nuove direttive prevedono: mangiare in mensa in tempi record, evitare le pause caffè, proibire qualsiasi momento di convivialità o ragione di assembramento non strettamente lavorativa. Che poi ci sarebbe da chiedersi “ma se ci hanno detto di limitare lo smartworking per rafforzare il legame sociale e poi dobbiamo stare chiusi in ufficio che senso ha?”, ma suvvia, evitiamo le domande scomode.

Koris pensava di essere a buon punto con i regali di Natale, ma un fornitore truffaldino l’ha lasciata col culo per terra. Koris odia un po’ tutto, perché si era mossa a inizio novembre e invece adesso deve muoversi fra l’urgenza di un’alternativa e il nuovo universo delle dispute via PayPal. Deve anche riempire un carrello di videigiochi anni ’90 a due euri, che tanto verrà pagato dall’Orso, quindi tanto vale trovare il peggio del peggio. Peccato si sia già comprata da sola la versione XXI secolo-compatibile di Theme Park, sarebbe stato bellissimo. In compenso Koris si è auto-regalata “Le cronache di Heike” perché un libro di Eiji Yoshikawa non si disdice mai, soprattutto se è fuori catalogo e lo trovi a nove euri venduto da uno che sta svuotando la cantina.

La cucina pare non finire mai e se sono comparsi gli elettrodomestici, ci sono da aggiustare millemila dettagli che possono sembrare insignificanti ma invece no. ‘thieu ha dato l’ultimato per venerdì prossimo, dopodiché procederà a non meglio identificate maniere forti. Koris ne ha le palle pienissime e vorrebbe solo scomparire in una nuvoletta di polvere, l’unica cosa che non manca in questo periodo.

Per il resto bah. Koris porterà il suo umore putrido ad ammazzare mostrilli nelle Trincee Morte di Dragon Age, forse è il luogo in cui fa meno danni.

A differenza della maggior parte del genere umano
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