Archivi categoria: Blog

Semi-bilancio del confinamento

In Francia questo sarà l’ultimo week-end di confinamento stretto, e sì, confinamento, non si può pensare che un popolo che non usa la parola “computer” si abbassi a chiamarlo “lockdown”. Comunque, pare che da lunedì si possa uscire di casa senza la carta bollata del pontefice massimo attestante la legittimità dell’uscita. Ammesso che non si cambi idea, del resto Manù ripete sempre che l’11 maggio è un obiettivo e non una scadenza. Minimo minimo cambia idea domenica sera.

Comunque oggi, giorno di confinamento numero cinquantatré o forse giorno -5 all’era del rimettere il becco fuori di casa, Koris si interroga di come abbia passato questi praticamente due mesi. Risposta rapida: male. Risposta meno rapida: in generale male, dipende di cosa stiamo parlando.

Libri letti: zero. Sul serio, zero assoluto. Koris si è trovata in quarantena convintissima che avrebbe avuto di ordinare un Terry Pratchett qualsiasi dalla sua libreria di fiducia, invece la libreria ha chiuso i battenti e ti saluto e sono. Non era il momento giusto per riprendere a leggere la saga di Zola. Koris ha spiluccato saltuariamente un libro sulle guerre napoleoniche risalente alla Koris-adolescenza. C’è stato un tentativo con l’audiolibro dell’undicesimo volume della Ruota del Tempo, ma non è andato a buon fine. E no, Koris non ha Kindle di sorta o supporti ebook per problemi oculari.

Roba scritta: poteva andare peggissimo, poteva essere zero. Koris ha scritto due racconti, uno horror o presunto tale (“Il piccione di cemento“), l’altro fantasy stupidino (“Il dottor Necron“). È forse un tentativo mal riuscito di farsi pubblicità? Assolutamente sì. Per quanto riguarda il romanzo, l’editore non ha più dato traccia di sé, ma visto quello che succede laggiù forse la sua sopravvivenza non è così scontata.

Cibo: troppo. Anche al netto di sporadici digiuni quando la vita si faceva insopportabile, comunque troppo. Tentativo di mangiare tante belle verdurine terminato non si sa bene come. Dolci fatti tre, due crumble di mele e una torta a limone per il ‘thieu-compleanno. Le fragole mangiate si misurano in quintali.

Lavoro: alti e bassi ma soprattutto bassissimi. Osservazione di un fenomeno interessante: transizione da “mi piace il mio lavoro” di inizio marzo a “odio tutto e non voglio più vedere nessuno, tanto nessuno vuole vedere me” di adesso. Il termine tecnico è caduta verticale. Di certo è colpa di Koris che non si applica, però se qualcuno mostrasse un minimo interesse per il sicuramente-insufficiente-lavoro-svolto non sarebbe male. Anche solo una risposta a una mail, ci accontentiamo di poco. Vabbè, prenderemo la quarantena come training per la futura disoccupazione.

Videigiochi: forse sono stati il rifugio di Koris come se fosse una quattordicenne qualsiasi. Ha mollato lì “Alone in the Dark: the new Nightmare” per incomprensioni coi comandi da tastiera e perché i dialoghi erano alquanto inconcludenti (grafica a parte, non è all’altezza del suo predecessore del ’92). Koris ha giocato un po’ a “The Sims 2” facendo fare agli omini cose da psicopatica vera, unico scopo del gioco. La grande novità è arrivata la settimana scorsa, con la scoperta che non era l’emulatore Play Station ad avere problemi, o la memory card o le iso dei giochi: era il bios. Dopo due anni di attesa, Koris ha potuto riprendere in mano “Final Fantasy Tactics” dal punto in cui lo aveva lasciato col cambio di emulatore. Ma questo necessiterebbe un nerd-post a parte. Stiamo lavorando per capire come far funzionare l’emulatore Play Station 2 che ha requisiti di sistema deliranti.

Film: pochi, complice il catalogo di Netflix che propone per lo più monnezza. Segnaliamo il primo vero film visto assieme a ‘thieu in cinque anni di relazione. Cose assurde, per tornare alla normalità hanno guardato “Phaeton” di Lully qualche sera dopo. Menzione specialissima del trash sopraffino: “Alien 2: sulla Terra” versione italiana che non ha niente a che vedere col vero “Alien”, con cineforum realtime con Junior. Consigliato a stomaci forti e serate cine-monnezza. PEUN PEUN!

Bricolage: andava tutto benissimo in salotto, finché non è finita la pittura. Ora che i negozi riaprono, si realizza la Koris-profezia del salotto pitturato ai tre quarti. “No, ma un giorno ci prendiamo un pomeriggio e lo finiamo” proclama ‘thieu. Non è specificato di che era geologica sia quel giorno. Koris è abbastanza fiera della sua pulizia della cappa, una vera e propria performance di extreme acrobatic cleaning.

Speleo: molto spiritosi. Si è fatto un video e tanto basta.

Giochi di ruolo: sempre sia ringraziata Iset per aver messo su una campagna di “Call of Cthulhu” a distanza. Campagna che doveva essere una one-shot, che è diventata una mini-campagna da tre sessioni, che ormai siamo minimo minimo alla sesta e non abbiamo finito di inseguire spawns di Yog Sothoth. S’è rifatto vivo il Maitre de Jeu che sta preparando una nuova campagna; due ore e mezza su Discord domenica pomeriggio per costruire il nuovo personaggio di Koris.

Attività fisica: minimo sindacale. Rischio linciaggio e cat calling. Inadeguatezza di fronte ai video di work-out su YouTube.

Momenti di down: tanti, brutti, molto bassi. Strascichi di disperazione e disillusione che se ne andranno con grande difficoltà. Sì, siamo tutti nella stessa barca e ognuno ha i suoi cazzi, lo sappiamo.

Insomma, pare che lunedì ci si possa spingere fino a 100 km dal domicilio e soprattutto si possa andare nelle foreste e sui massicci. O nei massicci, if you know what I mean. Forse il 25 Koris torna in laboratorio, non si sa, le faremo sapere. A meno che il 25, due settimane dopo lo sconfinamento, il vairus non torni in tutta la sua pUtenza facendo surf sulla seconda ondata. E allora si ricomincerà da capo. Koris tuttavia per il secondo confinamento vorrebbe un gatto, perché ‘thieu è poco fotogenico per acchiappare like su Facebook e poi non fa nemmeno le fusa.

webcomicname

Per fortuna che non si erano fatti buoni propositi.
(Credits: Webcomicname)

Paguro paraculo e altre amenità

Tanto tempo fa, quando l’internet era un posto migliore e i social network servivano solo per scopi sordidi e zozzi, fra i blogger che non postavano solo gif soft-core (rip Splinder insegna agli angeli come mettere online culi glitterati) c’era la moda, una volta al mese, le chiavi di ricerca più deliranti recensite. Poi il mondo divenne quello che è oggi, pochi cercano e tutti stanno sul feisbuc a cliccare anteprime di link complottari. I blogger, quelli che ne hanno fatto un lavoro, ora si chiamano influenzer e questo vairus gira da troppo tempo per rispettare le tradizioni.

Tuttavia ieri Koris ha scoperto che, nonostante il decesso di ShinyStat (o la sua evoluzione in strumento di marketing online, non vogliamo saperlo), WordPress tiene una minima traccia delle chiavi di ricerca. Molte se le perde, ma non tutte. Koris è andata a controllare le sue, giusto per verificare se è sempre cercata da inveterati feticisti.

piedi femminili che meraviglia: meno male che sei sempre qui, assiduo lettore, temevamo che ti fossi perso nei meandri del web. Invece semper fidelis dai tempi di Splinder. Siamo commossi.

E anche voi, vecchi zozzoni che siete giunti qui chissà perché. Siete sempre i nostri feticisti preferiti.

Abbiamo poi una new entry potentissima che non poteva essere altrimenti e che saremmo stati molto delusi se non si fosse palesata: la minchia di mare. Cercata anche nelle sue varianti ortografiche e sotto il nome di pesce minchia. Le oloturie sentitamente ringraziano e noi ringraziamo SangueDiPorco che ha portato il mattone fondamentale a cotanta conoscenza.

Abbiamo anche svariate variazioni a base di lasciare il dottorato, fino a pesanti affermazioni quali con il dottorato si perde tempo o dottorato merda. Fa piacere che anche a distanza di anni il blog resti un faro nella notte per dottorandi-Pokémon disperati e disillusi. Fatevi forza, un giorno uscirete da questo inferno. Per entrare in uno peggiore.

in estate non mettevamo le mutande perché no, ognuno fa le sue scelte. Grazie di averci reso partecipi sotto forma di chiave di ricerca.

Qualcuno ha cercato qui rincoglioniti nel metro’ quando basta(va) andare nel metrò marsigliese per trovarne a volontà. Almeno, prima del vairus, è possibile che ora come ora non ci sia molta gente nel metrò marsigliese…

Chi ha cercato un sacco di cazzate wordpress o anche cazzate confuse wordpress forse ha trovato quello che voleva. Nel caso, ce lo faccia sapere che siamo sempre interessati al customer service.

se in svizzera sono le 7:40 del mattino che ora e in perù domande esistenziali.

La chiave di ricerca che ha attratto l’attenzione di Koris è comunque salento paguro paraculo. Paguro paraculo. Sentite come suona bene, paguro paraculo. Chissà perché nel Salento.

Una bacchettata sul bon ton arriva da è offensivo dire andare a dormire come le galline. In effetti potrebbe essere da specisti, cosa sono questi pregiudizi sulle galline? Anche le galline hanno diritto al rispetto. All galline are beautiful e vanno a dormire quando cazzo le pare, ancora con questi modi di dire discriminatori. Niente da aggiungere.

La Disney ci consegna la chiave aurora e filippo marpione. O almeno, Koris ha pensato a “La bella addormentata nel bosco”, in cui il principe è un po’ un marpione, un po’ viscido e forse anche un po’ stalker. I sani principi di una volta, insomma.

Consigli medici per si può mangiare la raclette con l’orticaria. Non s’è capito se sia un’affermazione o una domanda. Nel dubbio potete usare la raclette come crema per l’orticaria e poi dirci come va.

Una cosa un po’ misteriosa è scoraggiare i ragni con feng shui. Insomma, metodi di disinfestazione omeopatici e animalisti.

non puoi mica pretendere che lavori!, chiave di ricerca adeguatissima in questi tempi di smart working, confinamento e nessuna motivazione in nessun senso.

E questo è quanto. Magari non ogni mese, magari non con regolarità, ma forse ogni tanto Koris tirerà fuori dal cappello le chiavi di ricerca più assurde, come se fosse un 2008 qualsiasi. Nel frattempo state in gamba, cari paguri paraculi.

Back to 2007

Questo fa parte di quei post che generano nel lettore un sincero e profondo “estigrandissimicazzi?”, anche perché Koris non è proprio la chiarafrerragnez dei social network e se non glielo avesse detto, nemmeno l’Amperodattilo avrebbe notato la sua sparizione. Poi tanto Koris fa le sue temporanee sparizioni finché non riemerge dal sottoterra, nessuno dei suoi circa 3.5 follouerz ci fa caso. Insomma, un meritato “estigrandissimicazzi?”.

Negli ultimi giorni in cui in Italia è successo di tutto, Koris ha un po’ sofferto d’ansia. Un po’ tantino, ecco. Perché Repubblica non aiuta, nonostante tutto, a capire la situazione. E i social network si sono scatenati con tutto e il contrario di tutto. Su tutto e il contrario di tutto. Dicendo tutto e il contrario di tutto. Bisogna ammettere che la situazione non è proprio delle più limpide, ma comunque.

Sul Twitter si leggevano polemiche da talk show a colpi di 180 caratteri (che potrebbero essere di più, ma Koris non si ricorda e tutto sommato anche “estigrandissimicazzi?”) fra i pro-isolamento sul cesso di casa e i non-recessionisti da bar. Virologi vs epidemiologi, round 1, fight! titolo di studio “Tekken 3” versione arcade. Selfie di telelavoratori abbruttiti. Panegirici del sistema sanitario nazionale, seguiti da vituperi sul sistema santiario nazionale. Simpatici umoristi da meme martellati da tragediografi neorealisti della vita reale. Improvvisati reporter dello sfascio al supermarket locale.

Il Facebook al contrario era stato imbottito di link da TutteLeInfo24, VeritàVeraVivaVivaceVivaldi, EconomistiFaiDaTe in 10 pratiche uscite,
ScientificReviewAndMethodologyOfSteekatsee redatta dal chiar.mo prof. Ammiocuggino, PestilenzeFacili, SurvivalistiPuzzoniAntivaxxer per cui scrivono tanti piccoli wannabe SonnoDellaRagione. Più i commenti. Più
i commenti dei commenti. Più i commenti dei commenti di queli che avevano messo like ai commenti. Più certi lapidari “io ve l’avevo detto” che aiutano sempre al dialogo.

Ora, nella situazione attuale più che il coronavirus Koris ha sofferto il coglionavirus. Perché la situazione in Italia pare seria, più seria che in Francia, almeno al momento (al primo compatriota che linkerà il raduno francese dei Puffi verrà rapito il bidet da sotto le chiappe mentre in uso). Perché sembra si sia scatenato il panico generale. Perché Koris ha pur sempre due Maiores che ora sono confinati al di là di una frontiera che ora è un po’ più frontiera del solito. E hai voglia a farti rassicurare, a dire che a Merdopoli tuttto sommato le cose non sono così folli, se quando apri un social per leggere due cazzate vieni travolto dall’onda di mar commosso ma soprattutto di mar commento.
Siccome Koris vorrebbe tornare a dormire la notte, ha deciso di esiliarsi dai social, almeno per il momento. Koris ha messo l’orologio internettiano indietro fino al 2007, al massimo si aspetta di vedere gente che posta le tette su Badoo. Niente Twitter, niente Facebook, niente di niente. Anche niente Megaupload, ma questo perché purtroppo il resto del mondo persevera a restare nel 2020.

Quindi se cercate Koris sui social, attualmente non la trovate. Almeno
finché la situazione non diventerà più gestibile. Esticazzi? Giustissimo, esticazzi.

P.S. Questo post non è in alcun modo un giudizio su nessuna delle misure di confinamento prese per contenere l’epidemia. Koris non si sente preparata sulle epidemie, in tema di catastrofi preferisce gli incidenti nucleari. E non è nemmeno un giudizio su chi dibatte sui social. Disquisite quanto volete, di quel che volete, come volete, avrete sicuramente ognuno le vostre ragioni. Solo che magari le ascoltiamo fra qualche giorno.

P.P.S. il blog continua perché questa non è una democrazia social, è una monarchia assoluta senza vassalli, le blog c’est moi, bello essere il re.

Bolla e altre bolle

Nella Koris-bolla non fa sempre bel tempo, anche perché Koris ogni tanto si dice che sarebbe bello poterci credere ancora e impegnarsi e non aver bisogno della bolla per arrivare a fine giornata. Ma è andata così, che ci si vuole fare. Ampi margini di miglioramento, scarsissime probabilità di miglioramento.

Tant’è, dal suo punto di osservazione, Koris comincia a credere che anche il resto dei colleghi sia bollizzato o circa. Il Vodka, per esempio. A cui Capo Palpatine ha sbolognato un lavoro che voleva sbolognare a Koris, ma che è rimbalzato sulla bolla, quindi Koris dovrà solo (anzi, “solo”) supervisionare. Il lavoro era ovviamente da fare per ieri, ma ormai il tempo è un’illusione, quindi ieri può anche essere mai o essere ormai troppo tardi. Il Vodka vuole colloquiare con Koris, nessuno dei due ne ha voglia, tant’è che il Vodka è arrivato alla conclusione che giovedì ormai era passato, venerdì era subito prima del week-end e si sarebbe scordato tutto, lunedì forse se c’è tempo. Ottimo, Vodka, continua così.

Il MegaCapo continua a vomitare stress a spruzzo, ma Koris si ripete parossisticamente non è un suo problema. Uno dei Russi in posizioni di potere si è lasciato scappare la verità:
“Verrà il giorno in cui vi accorgerete che queste cazzate documentarie non ci portano da nessuna parte e dovremo montare cose che non sappiamo nemmeno se funzionano”

Koris voleva fargli una standing ovation, ma al di fuori della bolla non si è sentito nulla. Anche perché lui può, Koris non può. Sarebbe bello poter pensare che le cose cambieranno, ma sappiamo che no. Questo progetto è nato male e sta crescendo peggio, solo che dall’esterno non si può sapere.

Nota di carattere blogghistico: è altamente probabile che le disavventure della bolla di Koris siano narrate con una frequenza più alta del normale. Questo perché Koris ha capito che gli esseri senzienti che hanno a che fare con lei sono tediati a morte delle sue peripezie, che non rientrano nella categoria “grandi problemi della vita” e che tanto sono sempre meno peggio di quelli di chiunque altro (il famoso “vabbè, io invece…”). Quindi Koris ha deciso di tagliare ogni comunicazione (o quasi) di sorta al di fuori della bolla. Tuttavia, essendo in qualche modo il blog parte di Koris, quando la bolla diverrà troppo angusta per contenere tutto il Koris-disappunto, ci saranno dei post. Di lamentele assortite, come ai bei vecchi tempi. Se li trovate tediosi, la freccia “indietro” del browser sapete benissimo dov’è.

Gli esperti del Facebook e il credersela

Che Koris abbia un problema di autostima/sindrome dell’impostore/fuffa nel cervello è chiaro come il giorno e non vi ritorneremo ulteriormente. Koris sa di non sapere e soprattutto di non saper fare, che sia vero o meno ha importanza, e anche se ha passato (per dire) otto anni a studiare una roba e cinque a lavorarci dentro non ha il coraggio di definirsi un’esperta, perché non si sente tale. Koris esagera, e lo sa.
Poi c’è il Facebook, che destabilizza l’impostore medio, ma è anche fonte di grandi spunti di riflessione. Anche spunti di depressione, ma questa è un’altra storia.
In questi ultimi giorni Koris ha scoperto di avere un sacco di esperti nelle materie più disparate fra gli amici del Facebook. Per altro esperti poliedrici in grado di saltare da un argomento all’altro con incredibile padronanza dei contenuti. Sempre sulla cresta dell’onda, che si parli di politica, economia internazionale, diritto costituzionale, vaccini, calcio o serie tv. E non importa che nella vita si occupino della mungitura delle oloturie o del pignoramento delle cavità a pipistrelli abusivi, ne sanno a pacchi lo stesso.
Forse sono tutti opinionisti mancati, quando non si tratta di maitres-à-penser, o addirittura scrittori filosofi. Tutto grazie a questa magnifica cassa di risonanza chiamata Web 2.0: un articolo su Repubblica e hop, #jesuistocazzo. Gente informata. Informabloggher. Social media experts. Una mamma lo sa.
A questo punto è opportuno citare le parole di Mezzatazza: “avere un intestino non fa di te un gastroenterologo”. Così come saper usare i congiuntivi non fa di qualcuno uno scrittore, non basta aver letto un articolo su Repubblica/Tgcom/SkyNews per dettare la linea politica di un paese, uno screenshot da un manuale di diritto non è una formazione sufficiente per essere costituzionalisti. Nel vecchio Web 1.0 era in voga dire IMHO, “in my humble opinion”: secondo me, credo, posso sbagliarmi. Ma nell’era socccccial non c’è posto IMHO, perché nella gara a chi vuole avere ragione tutti sono esperti, tutti ne sanno a pacchi, pochissimi sono pronti ad ammettere che tutto sommato qualcun altro potrebbe saperne di più (e che potrebbero essere nel torto).
Insomma, tutti se la credono tantissimo. E Koris-impostore li invidia molto per questa sicumera indistruttibile. E ovviamente questo post è frutto della Koris-invidia, di quella che nel cv non sa mai se scrivere “Nuclear Physicist” perché ha paura di tirarsela troppo senza motivazioni fondate.
Qualcuno è a conoscenza di procedure per il trapianto di sicumera, dai superinformatissimi verso gli impostori cronici?

Rumori di fondo

Koris è sopravvissuta all’ennesimo stage del soccorso speleo. La hanno pure nominata capo squadra per un’esercitaione, ma senza il permesso di urlare sugli altri membri della squadra. E se non puoi urlare improperi sugli altri che razza di capo squadra sei?
Koris ha sperimentato il sostanziale problema di sempre, ovvero quello di capire più in fretta degli altri. Quindi si indispone perché è stronza.
Lo stage la ha stancata ma non abbastanza perché la notte non si sognasse che finiva a vivere in una sorta di albergo gigantesco in cui incontrava Sophia, la compagna di stanza dei tempi di Boulogne, e decidevano di prendersi casa per conto loro. Si è svegliata troppo presto per sapere come andava a finire.
Come al solito, Koris cerca di cavare fuori qualcosa di buono dal suo modello di simulazione nucleare, nonostante l’abbiocco fotonico. E nonostante le eterne chiamate del collega, che non aiutano a concentrarsi.

Come già detto

Facciamo che Koris ha già fatto il post sul disastro elettorale e non ne parliamo più?
Se no magari si evoca lo spirito del collega grillino che attacca pezze a tutti, compresi gli Spagnoli in caffetteria a cui non frega niente e volevano solo mangiare.
Ecco, evitiamo, dai.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: