Ringraziamenti

Per non dimenticare nessuno… questi furono i ringraziamenti della tesi.

Il primo ringraziamento è un po’ scontato, ma comunque doveroso e sentito. Il primo grazie va al Relatore, che ha accettato di seguirmi con pazienza e disponibilità nel tortuoso percorso di questa tesi, pur sapendo gi dalla triennale cosa lo aspettava (del resto, la laureanda è rimasta la stessa). Parimenti ringrazio G., che si è preso la briga di correggere parte della tesi e che è sempre stato pronto ad aiutarmi e, incredibile ma vero, rincuorarmi nei momenti in cui il lavoro sembrava inesorabilmente approdare al nulla.
Si ringrazia tutto il team di OPERA di Boulogne, che fin dal tirocinio della triennale mi ha accolta e sopportata. In particolare E., M. e P., colleghi di decay search e di innumerevoli ore passate allo scanning, e D., che ha tenuto alto il morale del gruppo. Ringrazio il Capo, che mi ha insegnato un po’ del mestiere del fisico e mi ha soprattutto inculcato la pazienza nel cercare tracce che non si trovano mai. Grazie anche a V., che ha resuscitato il mio francese zombie, e C., dispensatrice di materna sapienza e generi di conforto nel momento del bisogno. Un ringraziamento speciale va anche al prof. GG, che mi ha dato buoni consigli per la mia strada accademica.
Desidero ringraziare anche il team di OPERA di Berna, che mi ha ospitato per più di due mesi. Grazie al prof. E. che ha reso possibile l’esperienza, merci a F. che mi ha fatto strada nel mondo dell’analisi dei feedback, arigato gozaimashita ad A. e T. che mi hanno insegnato molto (e fatto lavorare altrettanto…).
Un particolare ringraziamento, anche se non strettamente legato al lavoro di tesi, va alle dottoresse A. e Koris-omonima, che hanno preso a cuore il mio futuro, aiutandomi ad ottenere un posto di dottorato.
Ora i ringraziamenti non tecnici, ovvero per chi questa tesi la ha subita di rimbalzo, senza metterci mano direttamente, ma sopportando urla, strepiti e lamenti della sottoscritta.
Il primo nonché più sentito ringraziamento va al mio analista, al mio cuoco, al mio autista, al mio agente, al mio assassino di fiducia, al mio skipper, al mio editor, al mio punchball, al mio ufficiale tattico…ah, sì, è anche il mio fidanzato. Al Senzaddio, insomma, che ha tollerato di buon grado la mia fuga a Berna ed è sempre stato pronto a spingermi ad andare avanti, anche nei momenti di peggiore sconforto.
In secundisi, ringraziamo la famiglia nelle pirsone pirsonalmenti di U Babbu, dell’Amperodattilo, di Orso l’economista romano e anche un po’ di Spin la gatta fermionica, i quali, al pari al losco individuo di cui sopra, hanno condiviso gioie e dolori di codesto lavoro e hanno pagato sulla loro pelle, in termini di rompimenti di cabassisi, cosa significa avere un fisico per casa.
E ora veniamo alla famiglia allargata. Un grazie di cuore va agli amici e ai ragazzi tutti. A Iset, che grazie a me continua a odiare la fisica, ma fornisce gentilmente supporto morale. A Whisper, con cui ci siamo trainati a vicenda per arrivare a consegnare la tesi e sopravvivere a questi mesi. A Junior, che si è fatto seccare in chat ogni volta per ore e ore, nonostante il suo disprezzo per gli sperimentali. Al Mathematicus, che ha assolto una funzione catartica. A Sophia, la migliore compagna di stanza che si possa desiderare. A Nami, che ha ancora un po’ di strada da percorrere sul sentiero della fisica e non si fa spaventare dalle urla della sottoscritta. A E., con cui è stato un piacere condividere parte del tirocinio. A Arunka, compagna di magistrale e di svariati esami. A Bryda e consorte, nuovi particellari. E ai collegiali tutti, che sarebbe troppo lungo enumerarli ed elencarne i meriti. Ringrazio anche le numerose amicizie on line (Chiara, Em1x, Lotti, i ragazzi della USS Star Viking e della USS Marconi), con cui non ci siamo mai visti ma che sono stati coinvolti nel gorgo di questo lavoro.
I ringraziamenti molto molto speciali non posso mancare nemmeno qui: per la mia bicicletta Gemini, sopravvissuta alla giungla bolognese prima e a tre mesi di abbandono poi, e al mio MacBook Trillian, che mi ha fedelmente seguito in Svizzera e che ha avuto il buon cuore di non esplodere durante la stesura della tesi (scritta un po’ a Bologna, un po’ in Liguria, un po’ a Berna ma soprattutto in treno durante gli spostamenti).
In coda, un ultimo grazie con velato sarcasmo a coloro che, al primo semestre del primo anno di fisica, scrissero "Yaxara non farà molta strada con noi", dandomi così la determinazione necessaria ad andare avanti nonostante tutto e ad arrivare fin qui.
Nunc et semper… I.C.B.!

(N.d.K. questo post è stato scritto e datato avanti. Attualmente Koris ha altre gatte da pelare, ma era bello farlo lo stesso)

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0 thoughts on “Ringraziamenti

  1. Lotti 16 luglio 2010 alle 08:06 Reply

    ah, postdatare.. lo trovo più affascinante dei viaggi indietro nel tempo!

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  2. Yaxara 16 luglio 2010 alle 19:40 Reply

    Utile, molto utile…

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