Un anno e sei mesi

Koris è reduce da una maratona di salsicce, spiedini, torte salate, insalate di patate e altre amenità che si sono protratte per tutto il pomeriggio. Scene paranormali da grigliata di trenta persone su un terrazzo troppo piccolo per essere vero.
"Wow, come stai bene vestita così! Sembri Grace Kelly!"
Lo Stato Maggiore si domanda se questo volesse dire "sembri morta in un incidente d’auto" oppure se chi pronunciò la frase avesse bisogno di una visita oculistica.

Oggi comunque è un anniversario. L’anno scorso di questi tempi Koris aveva lacrimosamente svuotato la sua storica camera di Boulogne (riempiendo come un uovo la macchina dei Maiores), aveva salutato Nami, Junior, il Mathematicus e Sophia (che da allora non ha più rivisto) e aveva deciso di sfidare il mostro. Un anno fa Koris vedeva la Lybbra dei Maiores abbandonarla in quel di Berna per i tre mesi successivi. Si racconta che l’Amperodattilo lacrimò per tutto il tragitto fino a Merdopoli, Koris invece si ritirò nell’antro che fungeva da stanza a sfogare il suo terrore su un gioco obsoleto. Berna fu un periodo devastante, forse il più devastante dopo il primo anno di università, ma fu una devastazione necessaria. Dopo Berna Koris capì:

  • che posticipare la tesi di sei mesi, come le accadde alla triennale, è un grandissimo rompimento di palle, ma anticiparla di quattro nuoce gravemente alla salute;
  • che non voleva più restare in OPERA, quindi l’opzione dottorato a Berna, sulla cresta dell’onda fino ad allora, scivolò ingloriosamente al quarto ed ultimo posto;
  • che lavorare con i Giapponesi non ha risvolti piacevoli;
  • che il suo Relatore aveva una doppia personalità, in quanto da una parte esaltava le qualità di Koris nelle lettere di presentazione, dall’altra scriveva cose non vere e terribili sul suo conto. Con Roy Batty invece si va sul sicuro perché non ha una personalità, essendo un Replicante;
  • che gli Svizzeri sono stronzi, quanto meno in media;
  • che all’estero si poteva sopravvivere, ma se e solo se si potevano scambiare due parole con i locali;
  • che lei e il tedesco viaggiano su binari paralleli forse destinati a non incontrarsi mai;
  • che correggere la tesi in Skype non fu la pensata migliore del secolo;
  • che cercare di replicare la cucina solita in Svizzera è la migliore scorciatoia per l’anoressia (quando Koris tornò a giugno tutti le chiesero "Ma come sei magra, sei stata male?" "No, sono stata in Svizzera");
  • che passare le serate a scrivere la tesi non aiuta a combattere né la solitudine né la nostalgia;
  • che se non si rotta le palle della fisica e dei neutrini a Berna, difficilmente se le romperà in futuro.

Ma oggi sono anche sei mesi che Koris è approdata a Marseille, che non è Berna e che è il piccolo paradiso (coi suoi difetti, certo) che è stato guadagnato anche e soprattutto con la bile sputata oltr’alpe. Berna è ormai aneddoto, parentesi chiusa che non tornerà. Appartiene al passato e quelle che all’epoca erano ferite sanguinati ora non sono che cicatrici di cui raccontare la storia. Come dice l’Amperodattilo, "quello che non uccide fortifica". Quindi ricordiamo Berna per quello che è, facciamo tesoro dell’esperienza accumulata e tiriamo avanti.

I’m still alive, it must be a miracle
It’s been a hell of a ride,
Destination still unknown

0 thoughts on “Un anno e sei mesi

  1. Nathan 2000 4 aprile 2011 alle 10:37 Reply

    Se è necessario… intendo dire: le cicatrici. Non è mica detto che si debba spiegare a tutti ciò che le ha causate?!? Si potrebbe anche raccontare storie fantasmagoriche (e chiaramente false) di combattimenti all’ultimo sangue contro il destino "cinico e baro"… combatimenti nei quali il destino ha dovuto soccombere.
    Beh, basta delirii!!! Un salutone e… al prossimo combattimento

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  2. Faber 4 aprile 2011 alle 10:42 Reply

    Il contenuto del post è mirabile ma, pedonami per questo, la parte che più ho apprezzato è la battuta sulla magrezza e sulla Svizzera… Groucho Marx sarebbe orgoglioso di te!

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  3. Yaxara 4 aprile 2011 alle 10:43 Reply

    @Nathan: ah, ma basta leggersi i post dell’anno scorso per scoprire che dall’euforia dei primi giorni elvetici si arrivò ad epici scontri con katana alla mano (lavorando con due giapponesi). Il destino è stato effettivamente cinico e baro, ma lo Stato Maggiore gli ha fatto un culo così! Ok, ok, la smetto e torno nei ranghi…

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  4. Yaxara 4 aprile 2011 alle 10:46 Reply

    @Faber: mi persi il commento. La magrezza fu evidente. Non so quanti chili persi perché non ho l’abitudine a pesarmi, ma mangiare solo patate e insalata è perfetto per perdere ciccia, garantito.

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  5. Micol 4 aprile 2011 alle 10:52 Reply

    Grazie, d’ora in poi solo insalata e patate allora. Io invece ho apprezzato il "Pour savoir en plus", piuttosto chiaro! 😀
    Davvero hai preso la laurea quattro mesi prima? e che laurea! complimentoni!

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  6. Yaxara 4 aprile 2011 alle 11:49 Reply

    @Micol: grazie per i complimenti. Anticipare la laurea è stato necessario per concorrere al dottorato qui a Marsiglia. E nonostante mi sia costato anni di vita, posso finalmente dire che ne è valsa la pena.

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