Alla corte di Luigi XIV (nel XXI secolo)

Trattasi dell’individuo che non si può definire stronzo. Uno, se è stronzo, lo è a tempo pieno. Essere stronzi è una missione, non si può mica scegliere con chi esserlo e con chi no.
Possiamo piuttosto definirlo un disturbo bipolare, metà anguilla, metà galletto sulla monnezza (sì, tale definizione fu illo tempore usata per la Tacchettina, ma si vede che il problema è generalizzato. O forse il problema è Koris).
Onde disarmare il cannone a volgarità, eviteremo di usare termini che hanno a che fare con la lingua e le terga. Parleremo piuttosto di cortigiani di Luigi XIV. Anche se non siamo a Versailles. Anche se siamo nel XXI secolo.
La moda cambia, le parrucche vanno, i modi restano. Restano nella sostanza, variando giusto un po’ le fome. Si passa da que vous êtes manignifique, monsieur, que vous êtes grand, monsieur, quelle jolie caca vous avez fait aujourd’hui, monsieur a “Certo, mi occupo di tutto io con gioia e giubilo”. E tutto va sempre bene, è un paradiso, un’isola felice in cui gli intoppi non esistono e ogni compito è portato a termine in una sorta di orgasmo intellettuale collettivo.
Solo che sticazzi. Perché qui non si vive nel mondo dei Mini Pony e nemmeno in quello degli Orsetti del Cuore. Semmai in quello degli Orsetti del Male. E i problemi esistono eccome.
Qual è l’atteggiamento tipico del cortigiano di fronte ai problemi? Si lamenta, una volta che il superiore è fuori portata uditiva e si può il tappeto che copre le cacchine. E poi? Si lamenta. Va bene, ma dopo? Si lamenta ancora. Sia mai che la corrente d’aria generata dalle lamentele faccia muovere la situazione.
Solo che no, non si puote andare avanti così. A un certo punto corrispondente al picco delle lamentele, noto anche nel settore come “anche Koris nel suo piccolo si incazza”, capita che ci sia un reparto di specialisti nel campo che decidono di darci un campo. Sono quelli che tolgono il tappeto, lo infilano in lavatrice e ramazzano le cacchine. La versione umana degli scarabei stercorari, ma senza la scatofilia.
Come reagisce il cortigiano di fronte all’azione degli scarabei stercorari? Di solito si schifa. O si lamenta, sempre quando i capi non sono in loco. “Ah, ma io non avrei fatto così”, “Hai fatto la cosa giusta, ma che modi bruschi!”, “Beh, ma c’era tutto il tempo!”.
Deve essere dura la vita del cortigiano di Luigi XIV. Nel mentre Koris sta meditando se smettere la sua livrea lucente da scarabeo per ordinare parrucca e gonnellona, smettere di farsi la doccia in favore di ingenti dosi di profumo e imparare a salutare dal maestro di balletti di corte. Forse sarebbe più apprezzata.

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5 thoughts on “Alla corte di Luigi XIV (nel XXI secolo)

  1. unaparoladesuetaalgiorno 23 settembre 2015 alle 14:30 Reply

    Situazione tipica di molti ambienti lavorativi…ma io quest’anno col c…che faccio lo stercorario! 🙂

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    • yaxara 23 settembre 2015 alle 18:53 Reply

      E sarebbe cosa buona e giusta. Ma quando si è in due qualcuno deve pur mandare avanti la carretta…

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  2. Mezzatazza 25 settembre 2015 alle 07:44 Reply

    Mi sembra che tu sia estremamente diplomatica.
    Un casino, se se ne accorgono anche gli altri..

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    • yaxara 25 settembre 2015 alle 10:51 Reply

      E’ che se no usciva un post di quattro parole, ovvero “vaffanculo lecchino di merda”. Poi dovevo mandarlo in onda in seconda serata col bollino rosso, o mi si incazza il Moige.

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