Nella terra del Roquefort

Il grosso problema delle ferie è il giorno dopo, come già detto altrove. Se poi della vita cosiddetta civilizzata ti mancava solo il letto, il ritorno alla routine è ancora più assassino. Il letto in questione era un letto a castello Ikea anni ’90, per gli amici intimi Vradal, taglia bimbo anoressico e con la scala esattamente verticale. Lo stesso che Koris e Orso hanno a Merdopoli, solo che l’Amperodattilo scelse un letto a castello king size e sostituì scala e sponda con qualcosa di ergonomico e comodo, affinché non si rischiasse la vita ad ogni pisciata nottura. L’Amperodattilo ne sa a pacchi.

vradal

Sia lodato l’Ampero-Designer e fine dell’excursus sulla scomodità del letto.

Koris ha fatto cinque giorni di campo speleo sul massiccio del Causse du Larzac. E dov’è? Nell’Aveyron. Che sarebbe? La terra del Roquefort. Un luogo in cui il banco dei formaggi ha una parte dedicata con una ventina di puzzoni locali. C’è più formaggio puzzone che rete internet.

Puzzoni

U Babbu e Quella Del Sangue del Porco dovrebbero apprezzare particolarmente

E ci sono, of course, un sacco di buchi. Grotte per tutti i gusti: orizzontali, grandi verticali con pozzi di 156 metri che ti fanno attorcigliare le budella, stretti, acquatici con l’acqua a dieci gradi, con l’ingresso in antiche cantine per stagionare il formaggio (e te dai), con l’armo ad altezza nani o corazzieri, con una foresta di stalattiti, con le perle di caverna, coi fiumi sotterranei. Koris ha fatto cinque uscite in cinque giorni, ma le è mancata un po’ l’uscita devasto totale che non si è fatta. Sarà per la prossima volta.
In compenso forse Koris non ha più paura dei meandri e delle scalate in libera. Fobia che ovviamente ha lasciato il posto ad altre preoccupazioni inutili, ma stando a ‘thieu e al resto del gruppo bisogna attendere che le cose maturino. Attenderemo.
Koris avrebbe anche fatto delle foto, in particolare a perle e pipistrelli, ma ovviamente le ha dimenticate a casa. Le foto in superficie sono state rare perché sul Causse du Larzac il tempo incerto è una solida realtà, assieme ai quattro gradi che ti accompagnano alle otto del mattino mentre vai a fare colazione. Ovviamente non c’è stata occasione per fotografarli, ma spesso e volentieri i pascoli dell’altipiano sono popolati da coniglietti con tendenze suicide che aspettano il momento opportuno per attraversare la strada.
Il prossimo campo si torna a surgerlarsi nel Vercors, a inizio maggio. Ancora troppo lontano.

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14 thoughts on “Nella terra del Roquefort

  1. altrirespiri 14 aprile 2016 alle 09:59 Reply

    perle di caverna?

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  2. fradicuneo 14 aprile 2016 alle 11:25 Reply

    Adoooro il Roquefort, e la mia famiglia pure, compreso L. che giá lo mangiava con un anno e mezzo!

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  3. Mezzatazza 14 aprile 2016 alle 12:44 Reply

    Bel panorama!

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    • yaxara 14 aprile 2016 alle 14:27 Reply

      Anche i panorami natuali erano belli, pero’! Ammetto che il banco del formaggione ha il suo fascino…

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      • Mezzatazza 14 aprile 2016 alle 17:50

        Lol, mi riferivo alla tua descrizione!
        Per me il banco dei formaggi è come un horror splatter

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      • yaxara 15 aprile 2016 alle 06:56

        Presto verranno girati “Formaggini assassini” e “Non aprite quella forma” 😛

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      • Mezzatazza 15 aprile 2016 alle 07:56

        Lol, non vedo l’ora!
        Visto l’effetto che mi fanno..
        Sono stata ad un incontro che si chiamava “Manifestazioni extraintestinali di malattie infiammatorie croniche intestinali” e ne sono uscita peggio che dal primo Saw

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      • yaxara 15 aprile 2016 alle 10:35

        Effettivamente dal titolo era più rassicurante “Hostel”

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      • Mezzatazza 15 aprile 2016 alle 12:28

        Esatto, visto da un bb nei balcani

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  4. Quella del Sangue di Porco 14 aprile 2016 alle 21:58 Reply

    Ogni volta che mi dedichi queste cose meravigliose a me viene la lacrimuccia di gioia e commozione… poi il tag “formaggi puzzoni” dà il colpo di grazia. Credo di aver letto anche tutto il resto, ma non riesco a distrarmi dai formaggi 😀
    Però pure le perle di caverna mi lasciano un po’ innamorata!

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    • yaxara 15 aprile 2016 alle 06:58 Reply

      Promesso che delle perle metto le foto appena me ne ricordo! Appena mi tolgo i formaggi puzzoni dal cervello (che mica c’è solo il roquefort, ora in frigo c’è una roba che a prima vista è innocua, poi quando la mangi sei a metà fra la dannazione e l’estasi!)

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  5. Quella del Sangue di Porco 18 aprile 2016 alle 10:22 Reply

    Dannazione e estasi. L’ultima volta che sono stata in Francia, dopo aver rimandato la pausa pranzo per motivi logistici, siamo capitati per caso in una fiera gastronomica in cui mi hanno dato tutti gli assaggini possibili, io stavo per piangere. Ho creduto per un po’ che fossimo morti tutti in un incidente metro e che il paradiso esistesse e me lo fossi inspiegabilmente meritato.
    Poi vabbè, è finita con l’imbarazzo di viaggiare con 2kg di quella roba nello zaino, con la temperatura che aumentava e la gente che ci guardava tipo reietti.

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