Fenomenologia dell’Uomo Paguro

Pensandoci bene, il PrincipeAzzurro© è il peggiore degli stereotipi di genere che si potesse inventare: l’uomo deve prendere l’iniziativa, deve corteggiare, deve farsi avanti, deve chiedere il numero di telefono, deve invitarti a uscire lui. Poi ci sarebbe anche la teoria secondo cui l’uomo ha da puzzà, ma lasciamola da parte. La donna deve essere conquistata, come la Kamtchatka a Risiko!, e farsi desiderare, come Babbo Natale. Princess in the tower, anche se la tower è un monolocale nel seminterrato.
Tuttavia, con buona pace di Costanza Miriano, Adinolfi e compagnia, il Gender si è già diffuso da decenni nelle menti dei virgulti. Virgulti che crescendo hanno dato origine a un terribile ibrido: l’Uomo Paguro.
Dicesi Paguro un individuo che nelle relazioni col gentil sesso, qualora codesto gli interessi, ha la stessa reattività dell’animaletto di mare: si chiude nel suo guscio ed esce solo quando le acque si sono calmate.
Magari il Paguro non era tale ab origine e lo è diventato col tempo o con le (non-)esperienze. Il punto fermo è che il Paguro si è costruito un guscio, lo ha arredato da PargurIkea e pensa di passarvi il resto dei suoi giorni. Il guscio è la sua confort zone, in apparenza sentimentalmente adiabatico e rassegnato al suo destino di crostaceo.
Se un individuo di interesse si avvicina al Paguro, questo rientra in fretta e furia nel guscio. Hai visto mai succedesse qualcosa. Anche se è stato lui a mostrare una zampetta pelosa. Guscio is the best, fuck all the rest.
Quando era in vacanza in Sardegna, Koris cinquenne era una grandissima cacciatrice di paguri. Ne aveva sempre secchielli pieni, brulicanti di bestiole all’apparenza felici (che venivano restituite al loro habitat a fine giornata). Koris-adulta ha quindi elaborato una strategia di caccia al Paguro.
Primo punto: l’avvistaamento. Paguro e guscio, sullo scoglio. Si è mosso, si è fatto vedere. Poi ha intuito la presenza di una Koris-cacciatrice e si è ritirato a vita privata. Questo è delicato frangente in cui il cacciatore si chiede se il Paguro sia non interessato, di altri gusti o semplicemente un po’ stronzo. Ma un cacciatore con intenzioni marmoree persevera.
Secondo punto: l’accertamento. Perché metti che ti sei sbagliato e hai catturato una lumaca di mare, poi quella si accolla e non te la stacchi più. Non è cosa, allora meglio le cozze. Koris consiglia di palesare la propria presenza tenendo il guscio del Paguro fra le dita. Si tratta di un modo per dire “io sono qui, ti guardo ma non invado il tuo spazio vitale”. Se son Paguri apprezzeranno.
Terzo punto: la confidenza. Il Paguro ha mostrato ancora le zampe pelose, ma fa il timido. La Koris-tattica prevede di porlo sul palmo della mano ed attendere che esca. Il Paguro acquista sicurezza e comincia a uscire, eventualmente a prendere anche l’iniziativa. Magari vi farà un po’ il solletico, ma fa parte del gioco.
Quarto punto: il sodalizio. Ormai la caccia è finita, il Paguro si fida e zampetta felicemente nel secchiello e sugli avambracci. Voci di corridoio dicono che se si bacia un Paguro potrebbe persino uscirne una sorta di principe azzurro. Che continuerà ad avere tratti da Paguro (come le zampette pelose), ma forse ha in media meno voglia di quistare la prima Kamtchatka che passa. Tanta perseveranza potrebbe alla fine venire premiata.
Nota: qualora aveste deciso di comprare una cucina Ikea, sinceratevi che il guscio del Paguro sia abbastanza capiente, poiché potreste dovervi soggiornare per un certo tempo.

paguro

Ovviamente, qualora fosse necessario dirlo, ‘thieu è un bellissimo Paguro.

P.S. Questo post è scritto female to male, ma niente impedisce di usarlo in qualunque altra configurazione vi venga in mente.

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6 thoughts on “Fenomenologia dell’Uomo Paguro

  1. Mezzatazza 16 marzo 2016 alle 16:45 Reply

    Simile al Paguro nell’approccio iniziale ma diverso nell’esito relazionale, c’è il Paraculo.
    Insidiosissimo, io ne sono appassionata suicida fan.

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    • yaxara 16 marzo 2016 alle 18:56 Reply

      Bisogna fare una guida per distinguere i due tipi! Io non ho esperienze in materia, credo.

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      • Mezzatazza 16 marzo 2016 alle 20:55

        Io anche troppa, appena mi passa il trauma ti faccio uno schema

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      • yaxara 17 marzo 2016 alle 10:01

        Pensa quante future generazioni potresti salvare dai paraculi!

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      • Mezzatazza 17 marzo 2016 alle 10:13

        Il problema – di un po’ tutto – è che gli anticorpi te li fai solo dopo l’infezione.
        I paraculi sono come l’ebola: non c’è vaccino

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  2. altrirespiri 17 marzo 2016 alle 14:47 Reply

    Mah… temo che la teoria non si applichi a tutte le età…

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